L’alimento del mese: I PEPERONI!! :)

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Con Settembre e il cambio di stagione arriva anche il cambio di alimentazione, e la scelta dei cibi giusti è un passo importante soprattutto per il benessere del nostro organismo e lo sviluppo di buone difese immunitarie!

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L’Autunno, stagione dei colori accesi non può che essere annunciato dal Peperone! index

I peperoni sono ricchi di importanti proprietà nutritive, hanno poche calorie e contrastano virus e batteri! Croccanti mangiati crudi o morbidi e saporiti stufati in padella o cotti alla griglia, i peperoni sono davvero la verdura di Settembre! 🙂 Non è un caso infatti che la natura, li mettta a nostra disposizione proprio adesso.

I peperoni apportano betacarotene, flavonoidi, vitamina C a volontà e vitamine K, B6, A, E, oltre che a fibre e sali minerali.  Ogni colore ha le sue virtù, per questo non dobbiamo escluderne nessuno!

Il peperone Rosso, è ricco di licopene, flavonoidi, ottimo crudo per maggiore assorbibilità, ma anche stufato senza dimenticare l’olio extravergine di oliva che aumenta l’assorbimento del licopene appunto!  Quello giallo è solitamente più carnoso, ha un  sapore più dolciastro è una buona fonte di fibre ed è ricco di vitamina C ma ne contiene meno di quello rosso! Quelli verdi, da sapore acidulo, sono tipici delle regioni del Sud Italia, dolci da aggiungere alle insalate o cotti per insaporire sughi di pomodoro fresco! Al Sud vengono spesso fritti,  e serviti con il nome di friarelli! In ultimo il peperone piccante, detto anche e comunemente peperoncino è il più ricco di vitamine e rappresenta un vero e proprio vaccino per l’inverno, (ne esistono diverse varietà). Contenente capsaicina, un alcaloide antiossidante dal forte potere antivirale, anti batterico ed antimicotico, questo peperone, ci tiene lontano dai microrganismi dannosi, evitando fermentazioni e tossine intestinali. peperoni-ripieni

NB. Non esagerare però perchè la capsaicina può irritare stomaco ed intestino se assunta in maniera eccessiva provocando inoltre l’infiammazione delle vene emorroidali!

E per chi ha paura di non digerirli? Via la buccia, via il problema! 🙂 Per evitare infatti la cattiva digestione dei peperoni, che si dice “non facciano dormire” se mangiati la sera, basta avere la santa pazienza di sbucciarli. Asportando quella sottile pellicina esterna infatti, si elimina dell’80% la possibilità di non digerirli, quindi niente scuse!!

csm_Peperoni_e_cipolle_in_agrodolce_Cremonesi_5d51f521c0Provali con la pasta:

Peperoni rossi e peperoni gialli tagliati a cubetti fini (con o senza buccia a discrezione), pomodori ben maturi, una carota, una cipollina rossa. Fate appassire tutto bene a fuoco lento in una pentola con po’ di acqua calda che aggiungerete man mano per facilitare la cottura mentre si consuma. Quando sono belli morbidi, aggiungere olio extravergine di oliva, e qualche foglia di basilico spezzettata e un pizzico di peperoncino secco ( a chi piace). Lasciare a fuoco vivo circa un minuto, schiacciandoli leggermente con la forchetta. Servire con pasta di Kamut o pasta al farro bella al dente e sopra piccoli cubetti di primo sale fresco, dal sapore delicato. Un piatto unico, poco calorico e velocissimo da preparare, per un pranzo o una cena davvero autunnali! 🙂

Succhi freschi di frutta e verdura: un aiuto dalla Natura.

centrifugatiI succhi freschi di frutta e verdura sono i centrufugati, che aiutano a nutrire e rigenerare l’organismo. Nel momento in cui assumi queste bevande porti all’organismo vitamine, minerali ed enzimi in forma concrentrata, assimilabili e compatibili con il nostro organismo. Normalmente infatti, la quantità di frutta e verdura che si utilizza per un cetrifugato è di norma maggiore rispetto all’equivalente che assumeresti con la semplice alimentazione, inoltre l’eliminazione delle fibre facilita l’assorbimento degli attivi. Per tutte queste motivazioni è preferibile bere il centrifugato non come bevanda ma bensì come un vero e proprio spuntino depurativo, che va consumato meglio se lontano dal pasto. Questi succhi aiutano anche a disintossicare e depurare l’organismo, ricchi di acqua biologica possono migliorare le funzioni emuntorie (reni, intestino e fegato), ci fanno sentire meglio, leggeri ed in salute, e inoltre ma che dire della pelle? La pelle, che ha bisogno di esssere nutrita dall’interno, spesso e volentieri a causa della nostra alimentazione viene trascurata, con i centrifugati, noi nutriamo dall’interno la nostra pelle e i nostri capelli. Sono innumerevoli i benefici che i succhi freschi apportano all’organismo. Basti pensare a tutti coloro che soffrono di colon irritabile o problemi intestinali di qualsiasi tipo (disbiosi, stitichezza, meteorismo, diarrea ecc..) ebbene le loro proprietà antinfiammatorie sono a dir poco miracolose su queste manifestazioni. Il centrifugato è un modo valido anche di apportare al bambino tutte le vitamine e i minerali della frutta e della verdura quando il bimbo non è predisposto a mangiare frutta e verdura perchè non gli piacciono, essendo dolci e gradevoli infatti, spesso il bambino li apprezza. Senza dimenticare assolutamente però l’apporto di fibre della frutta e della verdura

Come possiamo ottenere succhi di frutta e di verdura ottimali?

1) L’elettrodomestico: ne esistono di due tipi

  • cetrifuga: gira veloce, quindi ossida maggiormente la frutta e la verdura portando ad una perdita maggiore di attivi e ha più scarto. Costa di meno.
  • estrattore: gira lento, quindi la perdita di sostanza è minore e c’è meno scarto. Costa di più.

2) Quali verdure e frutta utilizzare?

  • di stagione per avere il miglior apporto di attivi
  • se biologico usare anche la buccia, e tutto (tipo foglie, gambi, ecc)
  • se non biologico, sbucciare ed eliminare gli scarti

3) Berla subito: non bisogna lasciarlo ossidare. Anche se lo mettiamo in frigo si danneggia ugualmente, quindi è sempre meglio assumerlo fresco.

4) Berlo lentamente: berlo velocemente è un grosso sbaglio e non ci permette di ottenere i risultati desiderati, e anzi può dare anche dei disturbi. Nel bicchiere noi abbiamo un vero e proprio pasto, quindi buttandolo giù di botto non solo perdo gran parte degli attivi, ma posso anche incorrere in effetti collaterali di carattere gastrointestinale (mal di stomaco, diarrea ecc) Bisogna sorseggiarlo, tenendolo in bocca alcuni secondi per permettere il contatto con la saliva, così da facilitarle la digestione  e l’assorbimento.

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5) Attenzione alla vitamina A: se io assumo un succo di frutta e verdura che contiene questa vitamina, come la carota per esempio, devo sempre associare un grasso, per facilitarne l’assorbimento perchè essendo liposolubile senò andrebbe persa. Quindi si può usare un cucchiaino di olio (qualsiasi tipo), oppure un goccio di latte (vaccino oppure vegetale come quello di mandorle o di soya)

6) Berlo lontano dai pasti per facilitare l’assorbimento delle sostanze attive: no assumerlo come bevanda durante un pasto o ancora peggio dopo il pasto, ma assumerlo o al mattino appena svegli, avendo l’accortezza di aspettare poi almeno mezzora prima di fare colazione, oppure come merenda a metà pomeriggio o metà mattina.

6cc55eb118NB: Ricordare di non sostituire le centrifughe al normale consumo di frutta e verdura, che deve essere consumata normalmente e quotidianamente per apportare la giusta quantità di fibre vegetali.

 

Nel prossimo articolo qualche ricetta sfiziosa per voiiiiii 🙂

SMUOVI IL GONFIORE INVERNALE: VEG per una settimana!

Diventare-vegetariani-fa-beneNon è una novità che con l’arrivo di Febbraio ci si senta più ingolfati, la pelle risulta spenta, la pancia è gonfia e le flaccidità incombono…questo perchè l’inverno con i suoi alimenti ricchi di calorie e di grassi, indumenti stretti e cioccolato sul divano mettono a dura prova il nostro organismo che arriva ad un punto di stallo. Numerose ricerche dimostrano che l’affaticamento metabolico e il sovrappeso invernale, che di solito porta le lancette della bilancia fino a 3/4 kg in più della stagione estiva, sono facilmente eliminabili evitando per brevi periodi proteine di origine animale (in particolare carne e latticini) che aumentano di molto le scorie acide e aumentando frutta e verdura in particolare quella cruda. Non c’è bisogno di diventare vegani, basta una settimana al mese per ripulirsi per bene! 🙂

Esistono degli accorgimenti specifici per ottenere buoni risultati e ora ve li svelerò:

  1. Al mattino frutta, fibre e tè verde fanno volare il metabolismo! Dimenticate il caffè che aumenta di tanto l’acidità del’organismo, e bevete il tè verde fino a 3 tazze al giorno, ovviamente senza zucchero o miele (che è di origine animale), scegliete la melassa nera per dolcificare, è ottima!
  2. Bere almeno due centrifughe al giorno, una prima di pranzo e una prima di cena, per fare il pieno di vitamine, sali minerali e importanti enzimi. I frutti da prediligere sono mela, carota, zenzero, pere, arancie e mandarini.
  3. Prima di dormire tisana finocchio, semi di cumino e anice per sgonfiare e ridurre le fermentazioni.
  4. Aiutati con un integratore a base di cannella, ridurrai i picchi glicemici e aiuterai la depurazione epatica.
  5. Usa cereali integrali e legumi
  6. Usa latte vegetale di mandorle, avena o riso (un bicchiere al giorno, non di più).
  7. Alterna vegetali di gusto e colore diverso, così non ti annoi e assumi tuttti i nutrienti necessari per l’organismo
  8. Almeno due porzioni di verdura al giorno devono essere crude
  9. Usa cereali senza glutine come miglio, quinoa e amaranto, ti sgonfierai ulteriormente!
  10. NON sgarrare!

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Per una settimana non sarà difficile eliminare i grassi animali e le proteine, vedrete che già dopo i primi tre giorni vi sentirete più fresche e leggere, ed avrete già 1 kg in meno! Molto spesso i chili invernali non sono tutti di grasso (per fortuna) ma gran parte del sovrappeso è di acqua che non riesce ad essere espulsa dal circolo linfatico otturato da scorie e tossine. Con tè, tisane e frutta e verdura i depositi si smuoveranno e kg spariranno. Il corpo si disintossica per l’assenza di scorie azotate e fenomeni putrefattivi intestinali, la pancia torna piatta e l’intestino si regolarizza, il metabolismo si accellera, la diuresi migliora e ristagni di liquidi spariscono.

In una settimana il fisico sarà più tonico e le forme ben disegnate, dopo i 7 giorni avrete perso facilemente dai 3 ai 4 kg di acqua e grassi e difficilmente sentirete bisogno di carne, però per evitare spiacevoli carenze nutrizionali, nel caso voleste continuare questo tipo di alimentazione, vi dovrete munire di opportuni integratori di ferro e vitamina B12, come Floradix, oppure dovrete reintrodurre la carne, meglio se poco grassa, due volte alla settimana.

Pronti per iniziare?? Da Lunedì….settimana Veg! 🙂

 

E’ ORA DI FARE PULIZIA…. SOS DEPURAZIONE!

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Dopo tutti questi giorni di festa sicuramente ci sentiamo gonfi e appesantiti…una cena dopo l’altra abbiamo assunto tossine e grassi e abbiamo sicuramente affaticato fegato, reni e intestino.
C’è sicuramente tempo per correre ai ripari, attuando un programma di tre giorni, di depurazione che ci renderà subito più leggeri e vitali.
Dopo questi 3 giorni di depurazione feroce, a base di sola frutta, verdura cruda e tisane, possiamo continuare il resto della settimana continuando a depurarci, ma reintroducendo anche altri alimenti.
Vediamo nel dettaglio.

GIORNO 1:

Appena svegli: 1limone spremuto con acqua
Colazione: centrifuga 2mele-1carota-zenzero 1 banana, 1 tè verde al gelsomino
Merenda: 1 frutto a piacere,
Pranzo: Centrifuga 1mela-arancia-2carote (ACE), tisana betulla pilosella e gramigna
Merenda: 2 finocchi crudi
Cena: Centrifuga 3sedano-1mela-3mandarini
Dopo cena: tisana finocchio anice e cumino

GIORNO 2:

Appena svegli: 1limone spremuto con acqua
Colazione: centrifuga 2mele-1carota-zenzero 1 banana, 1 tè verde al gelsomino
Merenda: 1 frutto a piacere, 3 mandorle
Pranzo: Pinzimonio con verdura fresca (niente pane, grissini, cereali, o altro)
Merenda: 5 noci sgusciate, tisana betulla, gramigna, pilosella.
Cena: Centrifuga 3sedano-2mela-bietole
Dopo cena: tisana finocchio anice e cumino

GIORNO 3:

Appena svegli: 1limone spremuto con acqua
Colazione: centrifuga 2mele-1carota-zenzero 1 banana, 1 tè verde al gelsomino
Merenda: 1 frutto a piacere, 3 mandorle
Pranzo: Insalata mista (solo verdura cruda) con anche olive nere e pomodorini secchi (niente pane, grissini, gallette o altro)
Dopo pranzo: tisana cannella e zenzero
Merenda: 5 noci sgusciate, tisana betulla, gramigna, pilosella.
Cena: Centrifuga 3sedano-1mela-3mandarini
Dopo cena: tisana finocchio anice e cumino

GIORNO 4,GIORNO 5, GIORNO 6, GIORNO 7
-Nei giorni successivi reintrodurre gradualmente cereali integrali, con moderazione (riso, farro, quinoa, amaeranto, miglio, grano saraceno ecc..)
-Abbandonare le proteine di origine animale per tutto il resto della settimana (no pesce, no carne, no formaggi, no latte).
-Continuare a bere almeno 3 tisane depurative al giorno (compreso il tè verde al mattino)
-Evitare alcolici e dolci
– Concesso il miele, magari a colazione con gallette integrali
-Assumere proteine vegetali attraverso legumi
-Continuare ad assumere il limone al mattino

Alla fine di questa settimana oltre aver depurato gli organi, (fegato, reni, intestino), potrete notare la pelle più luminosa, più tonica e compatta, sarete più attivi e mono stanchi o spassati e in particolare potrete aver perso qualche kg di troppo.

Fatemi sapere come vi siete trovati!!

PS: Consiglio vivamente di iniziare dopo l’epifania per evitare errori o trasgressioni che renderebbero vani gli sforzi attuati!

IL SEGRETO DI SALUTE E BELLEZZA: LA CENTRIFUGA!

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La centrifuga è il mio piccolo segreto, un vizio che mi piace donarmi nonostante il tempo che bisogna dedicare alla preparazione. Si devono infatti pulire bene tutte le verdure e la frutta, tagliarla a pezzetti per poi centrifugarla e, in fine ripulire accuratamente l’aparecchio utilizzato…però davvero vi assicuro che ne vale la pena! Il tempo che si spende per preparare la centrifuga ci torna indietro con gli interessi, in termine di anni di vita in salute e di rughe! I centrifugati di frutta e verdura infatti, oltre ad essere dissetanti e ricostituenti per tutti gli importanti minerali e vitamine, nonchè enzimi che contengono, sono un vero e proprio elisir di lunga vita, sia di bellezza che di benessere. Da quando ho la mia centrifuga, non l’abbandono più e quotidianamente mi preparo una o due centrifughe; c’è sempre quella della colazione: mela, arancia e zenzero, e spesso riesco a farmene un’altra durante la giornata, o con foglia verde o colorata con carota o peperone 🙂 Per ora non ho una centrifuga di quelle professionali, diciamo che la mia è un pò ruspante, ma è un regalo e “finchè dura fa verdura” come diciamo dalle mie parti, ma sicuramente ho in previsione di acquistarne una più professionale in futuro, con più giri, che riscaldi il meno possibile per preservare l’attività degli enzimi della verdura fresca, che non produca troppo scarto e soprattutto il più secco possibile, insomma una di quelle professionali per davvero! Certo, le centrifughe professionali costano non poco, ma vi assicuro e sono certa che sia un investimento per il futuro!

Penso che oggi come oggi per me, non avere la cetrifuga in casa sarebbe come non avere biscotti della Mulino Bianco per la maggior parte delle persone! ahahahahh 🙂 Al mattino mi sveglio già con voglia di centrifuga, credo di avere una sorta di dipendenza, e spesso dopo aver finito di berla sento la voglia di berne un’altra (cosa che però non faccio per mancanza di tempo)! Ho notato inoltre che bere il centrifugato mi doni uno sprint che altrimenti non ho, credo sia il beneficio della carica enzimatica, nonchè i minerali e le vitamine che senza la fibra (scartata) vengono assorbiti molto più velocemente a livello intenstinale, quindi mi danno la carica giusta per affrontare la giornata!

Oggi voglio condividere con voi due ricette deliziose che assaporo spesso quando si tratta di centrifugati e che non siano la classica ACE (carota-mela-arancia):

1) Carota, mela, mandarino e zenzero

Ingredienti: 2 carote, 1 mela, 2 mandarini, 1 pezzetto di zenzero fresco. Centrifugo il tutto, trasferisco in un bicchierone, giro bene con il cucchiaino e bevo fresco! Vi assicuro una delizia per il palato!!!

Proprietà: dissetante, depurativo, drenante, tonico, anti-cellulite, anti-fermentativo, per la lumonisità per la pelle.

2) Bietola, limone, mela, prezzemolo

Ingredienti: Tre foglie di bietola grandi senza coste, mezzo limone, 1 mela, una manciata di prezzemolo. Centrifugo il tutto, trasferisco in un bicchierone, giro bene con il cucchiaino e bevo fresco! Fresco e saziante!

Proprietà: antiossidante, antianemico, rigenerante, anticancro, contro la caduta dei capelli e la fragilità delle unghie.

Spero che vi piacciano…fatemi sapere! 🙂

 

 

LEGUMI: LA CARNE DI CHI SCEGLIE DI ESSERE IN SALUTE

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Lenticchie, fagioli, piselli and Co, rappresentano una valida scelta di pasto, soprattutto per gli importanti valori nutritivi e per l’economicità del prezzo. Una volta si diceva che i legumi erano la carne dei poveri. Oggi potremmo ribattezzarli la carne dei sani. Già perchè l’elevato valore nutritivo può davvero sostuire le proteine della carne, così si possono preparare tante ricette semplici e gustose a con il vantaggio di spendere poco senza perdere, anzi acquistando valenza nutritiva. I legumi sono un pasto completo davvero per tutti: dagli adulti ai bambini, fino agli anziani, che spesso per problemi legati all’età hanno problemi digestivi e metabolici.I legumi sono ricchissimi di proteine vegetali, ma a differenza di carni, salumi, uova, formaggi, hanno zero colesterolo e pochissimi grassi, appena il 3%, per questo rappresentano davvero una scelta nutritiva vincente. L’ideale è abbinare i legumi ai cereali, preferibilmente all’interno dello stesso pasto o nel corso della giornata: così ci si assicura l’apporto di tutti gli amminoacidi essenziali, perfetta la zuppa di lenticchie con i crostini, cous cous ai ceci, o la pasta con i fagioli. È sbagliato, invece, accostare i legumi ad altri alimenti proteici: carne e fagioli, tonno e fagioli, spezzatino con i piselli sono pietanze troppo cariche di proteine e caloriche che affaticano la digestione. Oltre ad un buon valore proteico, offrono una potente azione antiossidante, apportano inoltre fibra, vitamine del gruppo B e sali minerali quali ferro, calcio, fosforo, potassio e magnesio. I legumi si trovano secchi, oppure già cotti e conservati nelle lattine. Io consiglio quando si ha un po’ di tempo di prediligere quelli secchi, che devono essere messi in ammollo in acqua per almeno 8 ore (tipo la sera prima) per reidratare il seme e poi il giorno successivo può essere cucinato come si preferisce. La scelta del legume secco permette di evitare l’eccesso di sale, che spesso è presente in abbondanza nei prodotti in lattina, inoltre, è sempre meglio quando è possibile prediligere alimenti cucinati e cotti al momento per poter preservare i valori nutritivi e per evitare i conservanti presenti nei prodotti a lunga conservazione.
L’unica problematica che solo inizialmente e ad una categoria ristretta di consumatori si può verificare è il gonfiore addominale e la flatulenza. Questi due effetti diciamo “collaterali” del consumo di legumi sono dovuti principalmente agli oligosaccaridi, composti che il corpo non può né digerire né assorbire, e così una volta arrivati nell’intestino i batteri li scompongono producendo gas. Per ridurre la quantità di oligosaccaridi che causano la produzione di gas, aggiungere all’acqua di ammollo dei legumi bicarbonato di sodio, (un cucchiaino) e durante la cottura mettere una foglia di alloro, o salvia, o un pezzo di alga Kombu. Altro trucco per evitare il gonfiore è frullare i legumi preprarti trasmondoli in passato, in questo modo la buccia che è quella responsabile dell’effetto indesiderato è scomposta e quindi maggiormente digeribile, oppure ancora acquistare legumi decorticati, come le lenticchie rosse tipiche dello svezzamento. In ogni caso, abituandosi un pò per volta a digerire i legumi, il problema del gonfiore e della faltulenza scompariranno con il tempo.

E’ iniziata la stagione delle piogge e della neve, cosa c’è di meglio di un buon pasto caldo la sera? Almeno due volte a settimana scegliete i legumi: per un’alimentazione sana e completa! 🙂

CONSERVAZIONE E SCELTA DEGLI ALIMENTI

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La scelta dell’alimento e come conservarlo, è aspetto importante per il naturopata, in quanto consente di capire perché un soggetto possa avere determinate carenze nutrizionali, e per consigliare ai pazienti i metodi per utilizzare al meglio i cibi, conservandone al massimo le proprietà. La prima regola è la stagionalità: la frutta e la verdura che mangiamo deve essere di stagione. Non tutti però si orientano verso questi tipi di alimenti, infatti la maggior parte degli italiani, fa la spesa al supermercato per comodità e mancanza di tempo. Nella scelta della frutta e della verdura però al supermarket, si trova un o’ di tutto: segno che gli alimenti provengono da colture forzate (serre), oppure che hanno fatto lunghi viaggi per arrivare lì. Quindi un minimo di dimestichezza con gli ortaggi, consentirà a chiunque di scegliere quali sono quelli più corretti per la stagione e che quindi sono giunti a maturazione naturalmente. A quanti di voi sarà capitato di comprare per esempio delle pere nel reparto refrigerato, e averle trovate dure come sassi per giorni, per poi vederle marcire d’improvviso? Segno che erano state colte immature e tenute in reparti freddi per bloccare la maturazione. Questo permette di avere diversi tipi di frutta o verdura fuori stagione, ma di scarsa qualità! Raccogliere un prodotto prima della maturazione infatti permette di poterlo immagazzinare nei frigoriferi per tempi molto lunghi senza farlo marcire, con il vantaggio del grossista, ma meno per il consumatore che si ritrova un prodotto che non possiede tutta la carica enzimatica, vitaminica e minerale tipica di un prodotto giunto alla maturazione naturalmente. Tipico è il caso della frutta tropicale che, viaggiando via mare per settimane, giungerebbe a destinazione eccessivamente matura o deteriorata, quindi viene messa in celle frigorifere per bloccarne la maturazione. Altra importante regola da seguire sarebbe quella dei “chilometri zero”. Uso il condizionale perché se è difficile rispettare la stagionalità dei prodotti della terra, non oso pensare quanto per alcuni di voi, possa esser difficile, affidarsi al contadino vicino a casa! Tuttavia tentar non nuoce, anzi, giova alla salute 🙂 e ora vi spiego il perché!

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Durante il trasporto di frutta e verdura avvengono tanti cambiamenti negli alimenti, prima fra tutte la perdita vitaminica. Abbiamo visto prima, vedremo dopo e sappiamo già di nostro, che quasi tutte le vitamine sono sensibili alla luce e al calore. Una carota esposta al sole o al calore per mezzora, perde più della metà del suo contenuto di caroteni, se poi la facciamo anche arrivare da chissà dove allora non ne parliamo neanche! Tanta frutta e verdura che mangiamo viaggia giorni prima di raggiungere sulle nostre tavole, spesso in confezionamenti di plastica che aumentano l’effetto serra e provocano perdita di nutraceutici.  È sempre meglio infatti mettere i prodotti freschi in contenitori di carta o in cesti di vimini, piuttosto che di plastica. Nei sacchetti di plastica, oltre al caldo, frutta e verdura sudano, proprio come se stessero facendo una sauna! Anche la conservazione a casa nostra svolge un ruolo decisivo per il mantenimento delle sostanze contenute negli alimenti. L’insalata tenuta in frigo per una settimana, perde fino al 50% di vitamina C, i fagiolini ne perdono il 30% dopo solo due giorni, più modesta la perdita del cavolo che si aggira invece solo al 10 %. Sbagliata è anche l’usanza comune e decisamente comoda, soprattutto per chi lavora full-time, di cuocere quantità eccessive di cibo per poi conservarle in frigo cotte; in quanto le perdite sono ancora maggiori: fagiolini perdono 40% di vitamina C, i cavoli 50% di attivi antitumorali così come le patate. In ambito casalingo infatti, per ridurre le perdite di questi preziosi elementi, l’ideale sarebbe acquistare di volta in volta i cibi deperibili, in questo modo limiteremmo l’azione del caldo, della luce e del tempo sulla frutta e verdura che mangiamo. Una volta fatta la spesa, dove riporre la frutta e la verdura?

  • In frigorifero: Attenzione alle temperature e a riporre gli alimenti lontano dalle pareti refrigenranti. Qui ci aggiriamo intorno ai 4°C, questa dovrebbe essere in genere la temperatura ideale. Il punto più freddo del frigorifero è il ripiano più basso, sopra il cassetto (2°-4°C), mentre gli scompartimenti all’interno della porta sono i punti più caldi (fino a 10°-15°C); i ripiani intermedi possono variare dai 4°-5°C, quelli centrali, fino agli 8°C di quelli più alta; i cassetti in basso possono arrivare fino a 10°C ed è qui che sono quelli destinati a frutta e verdura, altrimenti danneggiati da temperature più basse. Tuttavia la verdura riposta in frigo deve però essere cnsumata entro 2 gg per evitare che si perdano troppe sostanze nutritive.
  • Fuori frigo: Alcuni alimenti non hanno bisogno invece di essere refrigerati, anzi, potrebbero esserne danneggiati. Tra questi abbiamo i pomodori, melanzane e peperoni, aglio, cipolla, scalogno, patate, mele, agrumi, frutta in generale. Ovviamente fuori dal frigorifero vanno riposti i prodotti che devono ancora maturare. Il posto più fresco della casa è perfetto per cipolla e aglio. Le solanacee (melanzane, patate, peperoni e pomodori), a temperature inferiori ai 7-8 °C tendono a cambiare colore e a macchiarsi sulla buccia, il modo migliore per conservarli è riporli in una busta di carta a temperatura ambiente. La frutta, come kiwi, pere e mele, può essere riposta in un vassoio o in un grande piatto o cesto, ben allargata, mentre la verdura in una cassettiera con ripiani areati. I legumi secchi vanno invece conservati in ambienti freschi e asciutti.
  • Fuori casa:  Dipende dalle temperature, da controllare ogni giorno con l’aiuto di un termometro per esterno. In sostanza, bisognerebbe evitare di lasciare troppo a lungo ortaggi e frutta dove il sole e le alte temperature, nei mesi caldi, favoriscono i processi di maturazione. Viceversa i mesi freddi potrebbero ghiacciarle. Si possono creare dei ripiani in un posto fresco, all’ombra e ben riparato, in giardino, sul terrazzo o sul balcone.

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Un’ultima indicazione su altri comportamenti verso gli ortaggi e la frutta che è bene evitare (a casa ma anche al ristorante o nelle mense) è quella di lavare con troppo anticipo la verdura, magari lasciandola anche a bagno per delle ore. Questa brutta abitudine che molte persone in particolare anziane hanno, fa sì che gli attivi idrosolubili dell’ortaggio passino tutti nell’acqua che poi verrà buttata, portando ad una perdita considerevole dal punto di vista nutritivo. Le verdure vanno lavate in acqua corrente per beve tempo e subito prima del consumo. Tirare fuori dal frigo le verdure molto prima del consumo, comporta altrettante perdite, a causa dell’aumentata ossidazione per lo sbalzo di temperatura, luce e ambiente. Spezzettare le verdure e la frutta troppo prima del consumo (tipico esempio è la macedonia), aumenta di molto la superficie esposta all’aria, accelerando i processi ossidativi. Ultima e non meno importante precisazione è riferita ai frullatori e le centrifughe di grande moda ultimamente. Spezzare e  spremere la frutta o la verdura per ottenerne il succo porta delle perdite, che però possono essere ritenute limitate se il succo ottenuto viene bevuto subito, in quanto non vi è il tempo di ossidazione. Diverso il caso (seppur frequente), di un succo preparato e messo in frigo. Anche se le temperature basse limitano i danni, l’ossidazione di un centrifugato è altamente distruttiva in quanto la superficie esposta all’aria è enorme; quindi se si vuole bere un frullato o una centrifuga è bene berla/o subito! 🙂

Giappone: non solo bontà ma anche salute e bellezza!

giappone-in-cucinaCome molti di voi sanno sono tornata da poco dal mio viaggio di nozze, che mi ha portato ad esplorare e conoscere al meglio la cultura Giapponese, non solo quella mistica e religiosa (schintoismo e buddismo) bensì anche e soprattutto quella culinaria, che mi ha davvero riservato piacevoli sorprese!  🙂 Quello che noi occidentali conosciamo della loro alimentazione è solo una piccolissima parte che è stata importata nei nostri paesi e svolge oggi un ruolo di gran moda!
Io sono una buon gustaia, mi piace mangiare e mi piace mangiare bene. Prediligo cereali, frutta e verdura, non mangio quasi mai la carne, mangio invece uova e talvolta il pesce, cercando quello fresco e non di allevamento, anche se non è sempre facile averne la certezza! Ho potuto notare da vicino, che in Giappone, la popolazione, specialmente quella che vive ancora fuori città e che quindi non è fagocitata dalla produzione, dal lavoro e dal consumismo, vive bene, non soffre di patologie degenerative tipiche della nostra società, come diabete, ipercolesterolemia, obesità ecc…e inoltre i giapponesi, dimostrano circa dieci anni in meno di quelli che hanno….!

Queste loro particolarità possiamo racchiuderle in 5 alimenti che loro prediligono e che giocano secondo la mia opinione, un ruolo fondamentale nella salute e nella bellezza di questo popolo.

1)Riso: uno degli alimenti più semplici e disintossicanti che esista. Importante fonte di carboidrati altamente saziante ma allo stesso tempo facilmente digeribile grazie all’assenza di glutine, il riso rappresenta a tutto gli effetti l’alimento prediletto dai giapponesi: è il loro pane. Non esiste pasto in Giappone che non sia accompagnato da una ciotola di riso bianco bollito, da accompaganre ad un contorno di verdure o un piatto a base di pesce, viene servito persino con il tè pomeridiano e ha ottime proprietà nutrizionali. Con il riso fanno davvero tutto, dai dolci fino al vino (il famoso sakè). Non c’è sa stupirsi che siano tutti così in forma dalle loro parti! 🙂

2) Pesce e alghe: secondo alimento per importanza in Giappone è sicuramente il pesce con le alghe. Alimento proteico per eccellenza, ma poverissimo di grassi, contiene infatti solo “grassi buoni” omega 6, e forse sì un po’ di mercurio…ma daltronde non si può voler tutto! Le alghe permettono di insaporire i piatti, rendendoli gustosi ma non salati. Ricche di iodio, aiutano l’attività tiroidea, aumentando il metabolismo e quindi rendendo il fisico più snello e sodo! (Chiamali scemi! )

3) La soia: fonte di fitoestrogeni è l’alleata prediletta delle donne giapponesi. Germogli di soia freschi in insalata arricchiscono il loro pasto giornaliero, e la salsa di soia insaporisce piatti e sushi. Non manca mai a pranzo o a cena una buona razione di soia! Ed ecco che la pelle è turgida, i capelli sono folti e lucenti, le rughe appaiono dopo negli anni e più spianate….non c’è donna in giappone che non ami la soia!

4) Tè verde: altamente antiossidante, in Giappone passa direttamente dai campi di coltivazione alle tazze dei giapponesi! Colazione, pranzo, merenda e cena sono i momenti in cui lo bevono. Sì, avete capito bene; bevono il tè caldo durante il pasto. Se si pranza in un ristorante tipico giapponese, a tavola verrà portata una tazza di tè caldo a testa. Come per noi l’acqua per loro è il tè. Devo dirvi che è un’abitudine piacevole, primo perchè così si beve meno durante il pasto, (solo una tazza di liquido e non ci si gonfia con l’acqua gasata), secondo perchè caldo facilita la digestione e in terzo luogo perchè fa bene e aiuta a smaltire più velocemente quello che si mangia!  (Furbi i nostri giapo! ) 🙂

5) La verdura scottata: la ciotola di cavolo scottato non manca mai! Solo saltato in padella, ancora croccante con un pizzico di salsa di soya è una delle verdure predilette dai giapponesi che anche in questo caso fanno il carico di antiossidanti! E poi cipolla, carote e bietole sono le altre preferite, sempre appena scottate, giusto da sentirle calde.

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Da quello che avete appena letto non è difficile comprendere la longevità e la bellezza di questo popolo! Usano alimenti semplici, evitano condimenti grassi, (non esiste olio,burro o maionese), non usano formaggi, mangiano poca carne e prediligono quella bianca, mangiano pasta (noodles) di grano saraceno, non usano alimenti raffinati o lievitati. La loro cucina è genuina e va ben oltre il semplice nutrirsi, ma come da loro cultura millenaria, usano il cibo per stare in salute. Il pasto è un rito e lo gustano con piacere e dedizione. Certo, nelle grandi città vedi giapponesi sfrecciare per le strade con la vaschetta di sushi in mano, o di riso saltato alle verdure, magari mangiano pranzo in metro o sul treno per correre al lavoro, ma vi assicuro che quando possono sedersi e assaporarsi un buon pasto tranquilli, è un piacere fermarsi e osservarli!

 

 

 

“NON ESISTE PREVENZIONE CONTRO IL CANCRO?”… …”COL CAVOLO!” ;)

indexE’ iniziata la stagione delle Crucifere, (cavolo, cavolfiore, verza, cavoli di Bruxelles, broccoli, cavolo nero, ravanello, rapa, rafano, rucola, senape, ecc..), ortaggi saporiti e pieni di propietà salutari per la salute. Effettivamente, tra tutti gli ortaggi commestibili, le crucifere sono probabilmente quelle che contengono la più grande varietà di molecole fitochimiche con proprietà antitumorali. L’attività antitumorale è dimostrata attiva contro il neuroblastoma (un tumore maligno embrionario caratteristico del bambino) nei carcinomi della mammella, del colon e della prostata.
Ovviamente quando parliamo di alimentazione, parliamo di prevenzione e mantenimento del benessere, e non di cura della malattia già coclamata, ma d’altronde,  non possiamo che considerare la prevenzione una delle miglior cure per la nostra salute! 🙂
Oltre a numerosi polifenoli presenti anche in altri alimenti protettivi, le Crucifere contengono un’elevata concentrazione di sostanze chiamate glucosinolati.
Queste sostanze sono responsabili dell’odore pungente e del sapore piccante di alcune delle piante che li contengono.
Se in natura i glucosinolati scoraggiano l’aggressione della pianta da parte di insetti ed erbivori, nell’uomo sembrano esplicare la medesima attività nei confronti delle cellule tumorali, in quanto inibiscono alcune fasi della carcinogenesi ed inducono l’apopotosi di numerose linee cellulari, per questo sono fra gli ortaggi con più spiccate proprietà antitumorali.
Contrariamente alla maggior parte delle sostanze fitochimiche, importanza dei glucosinolati nella prevenzione del cancro attraverso l’alimentazione non è direttamente legata a queste molecole, ma alla loro capacità di liberare dua classi di sostanze che possiedono una forte attività antitumorale, gli isotiocianati e gli indoli. Durante la masticazione, le cellule della pianta vengono frantumate, in modo che tutti gli scomparti presenti nelle cellule, normalmente separati, si mescolino tra loro. In seguito alla frantumazione infatti, l’enzima mirosinasi viene liberato dai vacuoli cellulari, in questo modo, la gluconofenina (principale isotiocianato), viene immediatamente trasformato dalla mirosina in sulforafano, una potente molecole antitumorale.
In altre parole, le molecole antitumorali delle crucifere sono presenti allo stadio latente negli ortaggi originali, e vengono trasformate in sostanze antitumorali attive durante la masticazione. A causa della complessità di questo meccanismo, vanno tenuti in considerazione altri fattori per aumentare al massimo l’assorbimento di queste importanti sostanze. In primo luogo, è importante considerare che i glucosinolati sono idrosolubili: la bollitura quindi dovrebbe essere evitata. In secondo luogo, l’enzima mirosina è molto sensibile al calore, (non a caso l’odore dei cavoli diviene tanto più intenso quanto più prolungata è la cottura, indice della liberazione dello zolfo), questo, giustifica l’impiego di tali alimenti sempre freschi/crudi o al massimo sottoposti ad una delicata cottura al vapore.
Per garantire la maggior quantità di molecole antitumorali apportate dalle crucifere e per renderle più appetibili, è consigliabile quindi stufarle rapidamente oppure saltarle in padella.

Gnam gnam, mi viene la quolina in bocca!! 🙂
Stasera crauti per tutti!

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Avvertenze:
L’elevata concentrazione di isotiocianati in alcune verdure gli ha valso la qualifica di alimenti “gozzigeni”; in effetti, tali sostanze inibiscono l’incorporazione dello iodio e la formazione di tiroxina, rallentando la funzionalità tiroidea. Quindi se il consumo di iodio nella dieta non è equilibrato, e si hanno problemi tiroidei, assumere non più di 2 volte a settimana.

 

10 OTTOBRE: GIORNATA MONDIALE CONTRO L’OBESITA’

fame-nervosaTornata dal viaggio di nozze, vi scrivo subito di un argomento che mi sta a cuore:

Ieri 10 Ottobre, era la GIORNATA CONTRO L’OBESITA’ NEL MONDO, una delle malettie che sta provocando la maggior parte di morti ogni anno, a causa della malattie cardiovascolari che porta, in particolare nei paesi occidentali e industrializzati.

Come si può pensare di ammalarsi per il cibo?
Come si può pensare di mettere a rischio la propria vita o quella dei nostri cari (vedi i bambini che sono in netto aumento), per soddisfare il nostro palato e in particolare le nostre mancanze?
Ogni volta che si apre il frigo per stuzzicare qualcosa, ogni volta che si scarta una tavoletta di cioccolato e che si sgranocchia un pacchetto di patatine, bisogna chiedersi, quella che ho è davvero fame o solo insoddisfazione riguardo a ciò che sto facendo o a cosa mi circonda? Forse sono annoiata/o o insoddisfatta/o della mia giornata, della mia carriera, della mia relazione, della mia vita? Rispondere sinceramente a questa domanda è difficile, ma se ci riuscite, non solo troverete il benessere fisico e alimentare, bensì quello mentale, impegnandovi a cambiare quell’aspetto della vostra esistenza che non vi soddisfa, che vi porta al “vizio del cibo”. Si, perchè il cibo è un vizio, c’è chi fuma e c’è chi si abbuffa, poi ci sono anche coloro che fanno entrambe le cose, e che quindi si trovano in una situazione mentale peggiore degli altri…ma ricordatevi che come in tutte le cose, siamo noi i padroni di noi stessi, solo noi con le nostre scelte possiamo assicurarci il benessere e la serenità, in primis essendo sinceri con noi stessi.
Non nascondiamoci dietro alla scusa dei caratteri genetici, certamente è dimostrato che ci sono persone più predisposte di altre ad ingrassare, ma se si mangia poco e sano questo è impossibile! Se si è soddifatti della propira vita, se si hanno degli hobby, delle passioni, se si ama uno sport o un’attività, se si dedica qualche ora durante la settimana alla cura di ciò che ci piace, alla cura della nostra persona, a passeggiare nella natura, ecc..non si sentirà il bisogno di sopperire alle nostre mancanze con una tavoletta di cioccolato e questo ve lo assicuro; come vi assicuro che pur essendo “geneticamente predisposti” ad ingrasare, se la propria alimentazione è equilibrata alle esigenze dell’organismo, e si ha cura del proprio fisico e della propria salute difficilmente si potrà ingrassare!

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Quindi oggi vi dico:

IL CIBO è UN VELENO, ABBIATE CURA DELLA PROPRIA SALUTE E DI QUELLA DEI VOSTRI FIGLI, NON VIVETE PER MANGIARE MA MANGIATE PER VIVERE E…. VIVRETE INTENSAMENTE!

Buon weekend a tutti! 🙂

Adipe nell’addome? Ecco i rimedi!

grasso_addominaleChi di noi non ha un po’ di pancetta? Bè si tratta di accumulo di grasso sottocutaneo, ma quando si parla della pancetta, bastano davvero pochi giorni di nutrizione equilibrata per tornare in forma. Diverso è il problema di chi comincia con l’età a sviluppare il classico grasso addominale, un grasso che non sarà più superficiale e sottocutaneo, ma che si deposita più i profondità fra gli organi creando un addome gloso e teso. Il grasso addominale oltre ad essere un inestetismo, costituisce un fattore di rischio, perchè aumenta la probabilità di insorgenza di patologie cardiovascolari o metaboliche. Questi rischi sono tipicamente maschili, in quanto negli uomini è più comune rispetto alle donne che tendono ad accumulare grasso sui fianchi e sulle cosce, tuttavia, dopo la menupausa anche nelle donne è possibile sviluppare il grasso viscerale con conseguenze per la salute ancora più pericolose che per gli uomini!

1) Un intestino attivo mantiene aiuta a sgonfiarsi

La tendenza ad ingrassare ed accumulare grasso viscerale spesso è collegata a squilibri dell’attività intestinale, se l’intestino non funziona correttamente non assimila giustamente i nutrienti , si vengono a creare degli squilibri che alterano il metabolismo e portano ad accumulare peso. Per un corretto metabolismo e un regfolare assorbimento di grassi e carboidrati è nbecessario garantire la presenza di una flora batterica equilibrata, assumendo regolarmente fermenti lattici attivi che apportino batteri “buoni” alla digestione.

CIBI Sì

  • Zuccheri complessi integrali
  • Ortaggi e frutta
  • Pesce
  • Formaggi magri (primosale, fiocchi di latte, ricotta, feta)
  • Spezie

CIBI NO

  • Grassi animali (salumi e carni rosse)
  • Alcolici
  • Bevande zuccherate
  • Zuccheri semplici
  • Dolci raffinati (gelato ecc..)
  • Cibi precotti o confezionati
  • Formaggi grassi (gorgonzola, bufala, toma, brie ecc..)

2) Un’alimentazione ricca di frutta e verdura riesce ad apportare le fibre per una corretta digestione mantenendo attivo l’intestino. Le verdure da prediligere sono quelle colorate e a basso indice glicemico, come broccoli, zucchine, cipolle, peperoni, cavoli, verza, insalata, pomodoro, cetriolo, spinaci, coste ecc…senza escludere le carote e le patate che due volte alla settimana possono essere assunte.

3) Prendere la buona abitudine di mangiare la frutta fuori dal pasto, tipo colazione e merenda, evitando di assumerla dopo cena, perchè gonfia ed appesanisce la digestione.

4) Bere bevande a base di zenzero e cannella per combattere il grasso addominale. Tagliare a cubetti lo zenzero e usare circa 5cm di cannella sbriciolata, preparare un decotto e bere una tazza anche più volte al giorno. Lo zenzero stimola la digestione e le attività depurative, mentre la cannella tiene sotto controllo lo zucchero nel sangue.

5) Infine stimolare il metabolismo con integratori brucia grasso come per esempio il guaranà, ricco di guaranina, sostanza stimolamte simile alla caffeina, accentua il metabolismo corporeo e il consumo dei grassi.

Non dimentichiamo una sana ed equilibrata attività fisica: basta una passeggiata di 15 minuti al giorno per riattivare il metabolismo basale…non si dimagrisce dal divano!! 🙂

 

 

 

 

 

QUANDO IL pH è IMPORTANTE!

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Oggi giorno si sente di continuo parlare di acidità dell’organismo e delle conseguenze che il pH acido nell’organismo porta alla nostra salute. Vediamo meglio nel dettaglio di cosa si tratta…

L’equilibrio acido-base è uno degli equilibri più importanti per la vita dell’uomo. Regola, praticamente tutto: respirazione, circolazione, digestione, escrezione, difese immunitarie, produzione ormonale.
I processi biologici e biochimici che avvengono nell’organismo umano, sono processi elettrochimici che necessitano di un determinato pH. Ognuna delle nostre cellule produce energia, e il risultato è la produzione di acido carbonico, al quale si aggiungono altri acidi che assumiamo con il cibo, che si formano dopo la sua metabolizzazione o che produciamo noi con lo stress.
Il corpo, in ogni istante produce in maniera endogena ed esogena acidi, ma quando gli acidi generati iniziano ad essere troppi, questi possono avvelenare e danneggiare tessuti, organi, ghiandole e funzioni vitali del nostro corpo. Il risultato dell’acidità è tutta una pletora di manifestazioni a cascata, che possono tradursi in quelle patologie di carattere generale che abitualmente noi conosciamo come diabete mellito, gastrite, colite, artrite e artrosi, reumatismi, morbo di Parkinson e Alzheimer, infarto, ictus, ischemia, apoplessia, trombosi, embolie, dermatite, eczema, psoriasi, allergie, tumore, ecc.

La scala del pH va da un valore di estrema acidità lo zero (0), ad un valore di estrema alcalinità intorno al quattordici (14), passando per la neutralità che è rappresentata dal numero sette (7).

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Come indicato nell’immagine inserita, l’omeostasi del nostro organismo è data dalla capacità di mantenere il pH stabile, intorno ad un valore che oscilla tra 7 e 7,5 del sangue, permettendo a tutti gli organi vitali di sopravvivere. Come abbiamo visto però, il metabolismo continua a scaricare sostanze acide nel sangue, che però a sua volta deve mantenere il pH costante…per farlo, attinge dal nostro stesso corpo, minerali utili a riequilibrarlo.
Nel corpo infatti, come vedremo nel dettaglio, esistono molti depositi di minerali: mucose, capelli, vasi, unghie, tendini, cartilagini, capsule, ossa, denti. Si tratta di depositi basici con un valore di pH intorno a 8 e rappresentano le riserve di minerali d’emergenza per l’intero organismo. Quando il sangue diventa carico di acidi, l’ipotalamo nel cervello ordina immediatamente di recuperare dei sali minerali alcalini (calcio, magnesio, potassio, fosforo, ecc.) per tamponare e neutralizzare la crescente acidità, pena la morte cellulare. Si tratta di processi biologici istantanei per la sopravvivenza. Questo meccanismo si può verificare per esempio grazie all’osso che rappresenta l’esempio per eccellenza. L’osso è uno dei tessuti più ricchi di minerali utili ad alcalinizzare, tra cui per primo il calcio, così che un ambiente acido nel corpo, può a lungo andare portare all’osteoporosi, o peggiorare uno stato patologico dell’osso già presente!
Se avviene questa neutralizzazione ad opera dei minerali alcalini del corpo (ossa, denti, vasi, capelli, ecc.), i sali che ne risultano vengono depositati provvisoriamente nei tessuti o organi per poi espellerli fuori quanto prima attraverso gli organi emuntori (polmone, rene, fegato, pelle, intestino ). Oggi a causa del nostro perverso stile di vita, e della nostra alimentazione, questi depositi che dovrebbero essere provvisori, spesso diventano permanenti e definitivi, creando seri problemi di salute come calcoli, cisti, noduli, tumori, ecc..

I classici sintomi che la medicina odierna classifica come “malattie”, sono di solito tentativi sensati e perfetti della Natura messi in atto dal corpo per guarire, per espellere all’esterno quello che ci intossica! L’ulcera nella gamba, le emorroidi, l’ulcere allo stomaco, più semplicemente i brufoli, ecc.., rappresentano banali esempi di come il corpo lavora per liberarsi di acidi e di tossine. Il processo di guarigione va sempre dal dentro verso il fuori.

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel mantere il nostro corpo sano e il pH in equilibrio. La determinazione dell’acidità o della basicità di un alimento avviene a seguito dell’analisi delle ceneri residue rimaste a seguito della sua digestione. E’ importante notare come vi siano degli alimenti a prima vista acidi, ma che in realtà sono in grado di provocare nell’organismo la formazione di sostanze basiche utili. L’esempio classico è quello del limone, uno tra i frutti più alcalinizzanti in assoluto, nel quale dopo la digestione, gli acidi da cui è formato vengono trasformati in carboidrati alcalini (basici)  estremamente utili all’organismo! Se un alimento presenta un importante contenuto di minerali alcalini, come sodio, potassio, calcio e magnesio, è probabile che esso risulterà alcalinizzante per il corpo. Tra gli alimenti alcalinizzanti quindi possiamo fare rietrare tutta la frutta e tutta la verdura (chi più, chi meno ovviamente!) Sono condimenti alcalinizzanti inoltre lo zenzero, il peperoncino, il curry, la salvia, il rosmarino, in generale le aromatiche, i semi di finocchio e i semi di cumino. Sono cereali (o simil-cereali) alcalinizzanti la quinoa, il miglio e l’amaranto. NON è alcainizzante il riso! Sono acidificanti, aimè tutti gli altri alimenti: la carne, il pesce, le uova, il miele, lo zucchero e gli alimenti zuccherati, i carboidrati come pasta, pane, pizza ecc..tutti i lieviti, o le bibite fermentate come birra, vino ecc..tutti gli alcolici, e purtroppo i legumi. Questo può facilmente farvi capire che avere un’alimetazione esclusivamente alcalina è impossibile per la sopravvivenza, e in generale molto difficile nella società di oggi dove siamo sempre di corsa, spesso trangugiamo un panino in fretta e mangiamo in modo sgregolato. Per questo motivo, è bene avere un’alimentazione che ricerchi l’equilibrio (tra gli alimenti acidi e quelli alcalini) e usufruire di integratori naturali attualmente in commercio che ricchi di oligoelementi, siano in grado di aiutare il nostro corpo a mantenere lo stato di salute! Ricordo infatti, che purtroppo, non sempre l’alimentazione basta, lo stress infatti, come anticipato poco sopra, può essere annoverato tra le maggiori cause di acidificazione dell’organismo. Ad esso possono essere aggiunti altri fattori, come fumo, assunzione di farmaci, vita sedentaria, disidratazione e in generale cattive abitudini, per questo motivo, spesso e volentieri l’uso di un intergatore può essere davvero di aiuto mentre si cerca di ristabilire un giusto equilibrio alla propria vita.

Io in particolare uso e consiglio il RESTORATE, un integratore completo nella sua composizione. Il contenuto di calcio, magnesio, ferro, potassio, zinco, selenio, rame, manganese, cromo, vitamina D in combinazione con erbe aromatiche ayurvediche permette di sentirsi meglio grazie ad una ottimale azione di rigenerazione e disintossicazione. Parlerò i modo più approfondito di questo ottimo integratore nel mio prossimo articolo, nel frattempo, per chi fosse interessato a saperne di più CLICCARE QUI

Per comprendere la condizione del proprio organismo sulla base del pH, è necessario munirsi di cartine al tornasole, da utilizzare per la valutazione del livello di acidità delle urine. Il pH delle urine deve essere misurato tre volte al giorno (mattino-pomeriggio e sera) per tre giorni a settimana effettuando una media per la valutazione. Normalmente il pH oscilla tra 5 e 8 ma nelle persone sane che non si trovino in uno stato di acidosi il pH deve avere una media tra il 7 e 7,6! Ricordarsi che i depositi di acidi accumulatisi nei tessuti si svuotano soprattutto di notte, per cui l’urina al mattino di regola è più acida, tuttavia un organismo sano non ha valori sotto il 6 neanche al mattino. Questo è anche il motivo per cui primo, sarebbe meglio di sera NON mangiare cibi acidi per evitare di affaticare ulteriormente i meccanismi di depurazione del corpo; secondo, gli integratori alcalinizzanti sono consigliati la sera prima di dormire.

NB: I valori di pH bassi dell’urina durante un digiuno o una cura disintossicante non devono meravigliare: il corpo sta buttando fuori le tossine! Quando molte scorie lasciano il corpo, infatti lo fanno attraverso i reni e l’urina, tuttavia tali valori non dovrebbero mai andare sotto i 5, pena la corrosione dei tessuti e degli organi.

Per domani quindi, munitevi di cartina tornasole e valutate il vostro stato di salute! Ne scoprirete delle belle!!

Alla prossima un Bacio 🙂