CENTRIPURA: la centrifuga in ufficio!

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Buongiorno ragazze/i, ritorno dopo un periodo di “stop didattico”….e intanto mi scuso per questo!!! Sono diventata mamma 2mesi fa e non ho avuto più il tempo per fare nulla…(le mamme mi capiranno) ahahahahahaa :)…quindi pur non volendo, ho trascurato il blog e di conseguenza tutti voi che mi seguite…ma da adesso in poi cercherò di aggiornare il blog in modo più assiduo!!! La mia mancanza di tempo mi ha portato anche a fare delle rinunce al cibo salutare… il tempo per inventarsi ricette sfiziose e per cucinare scarseggia con un neonato nei paraggi! Le prime settimane mangiavo sandwich, frutta e verdura cruda, insalate, pizze e focacce perchè facili e veloci, poi ho pensato che nn fosse salutare continuare così e ho cercato quanto più possibile di cucinare piatti semplici e veloci ma più sani…tuttavia il tempo per le centrifughe che prima utilizzavo assiduamente proprio non sono riuscita a trovarlo…..! Pulire e lavare frutta e verdura….e poi soprattutto pulire l’estrattore che è la cosa più scocciante mi risulta tutt’oggi impossibile! Tra biberon da sterilizzare e pannolini da cambiare non riesco a trovare anche il tempo per questo….è stato allora che mi sono ricordata di un prodotto che avevo deciso di provare ma non ne avevo mai avuta l’occasione: CENTRIPURA della BiosLine.

Centripura® è un concentrato di estratti integrali da frutta e verdura facilissimo da preparare, basta un bicchiere d’acqua. Ci vuole un attimo a farla e contiene molte delle sostanze utili al nostro organismo che si possono trovare nelle centrifughe fatte in casa! Centripura è buona come una centrifuga appena fatta, il particolare processo estrattivo preserva intatti tutto il gusto, il profumo e la fragranza della frutta e della verdura fresche.

immagine_articolo77Esiste in sei squisite ricette a seconda della verdura e della frutta al suo interno:
– Antiossidante: Pomodoro, Barbabietola, Melograno, Maqui, Selenio e Vitamina E.
– depurativa: Carciofo, Zenzero, Kiwi, Mela, Limone, Spinacio, Zucca e con Vitamine A, C, e E.
– Drenante: Tè verde, Ananas, Sedano, Pera, Limone, Pesca e Vitamine A ed E
– Tonificante: Fragola, Banana, Barbabietola, Guaranà, Vitamine C e Vitamine del gruppo B.
– Immuno: Papaya fermentata, Echinacea, Kiwi, Camu camu, Zinco e vitamine B6 e C.
– Regolarità: Mela, Prugna, Kiwi, Carota, Limone, Ribes, Mirtillo, Finocchio ed Enzymix – complesso enzimatico.

maxresdefaultOgni Centripura utilizza un mix di frutta e verdura formulato per una funzione specifica, arricchito con vitamine e minerali che rafforzano l’azione degli ingredienti naturali. Utilizza estratti integrali di frutta e verdura ottenuti con tecnologie che mantengono inalterate le proprietà nutrizionali degli ingredienti freschi. Bevendo tutti i giorni una Centripura riesco ad assumere tutti i nutrienti essenziali che mi servono per affrontare al meglio la giornata, anche quando magari non riesco ad mangiare la giusta quantità di frutta e verdura per mancanza di tempo. Ritengo davvero che questo prodotto sia l’ideale per tutti coloro che come me, per svariati motivi no

n sono in grado di prepararsi le centrifughe fresche. E’ possibile infatti portarsi Centripura in ufficio per berla dopo il pranzo, oppure all’università così da bere qualcosa di fresco ma di salutare, o ancora in palestra, nella formula tonificante per avere le energie necessarie ad affrontare lo sport!

Insomma, all’inizio ero un pò scettica, infatti chi mi conosce sà bene come io preferisca i prodotti freschi e preparati sul momento rispetto agli integratori…tuttavia devo dire che questo prodotto mi ha colpito, per questo ho deciso di acquistarlo e recensirlo per voi 🙂

Spero vi possa interessare…!

Vado a bere la mia centripura drenante 😉

Un bacio a tutti voi, a presto con un nuovo articolo

F.

Una settimana “FRUTTARIANA”

Che sia per fare il pieno di vitamine e sali minerali, per sgonfiarsi, per depurare gli organi emuntori o ancora per aumentare il metabolismo, o solo perchè vi piace e volete cambiare abitudini alimentari, quello che sono qui a consigliarvi oggi è la settimana fruttariana.

fruttarismoVi starete chiedendo: questa è impazzita? Ebbene NO, sono convinta di ciò che vi sto dicendo è lo provato su me stessa, dimenticate le diete iperproteiche, le barrette e beveroni, dimenticate i digiuni strazianti e invalidanti e approdate al fruttarismo! 🙂

Ci sono persone che adottano l’alimentazione fruttariana come stile di vita, questo tipo di nutrizione però richiede molte rinuncie che non diventano solo alimentari ma anche sociali. Mangiare solo i frutti della terra, comporta un cambiamento radicale del proprio stile di vita, inoltre ritengo anche che a lungo andare possa creare degli squilibri nutrizionali, seppur i frutti contengano molteplici fra le sostanze più importanti per il nostro organismo e la nostra salute, ritengo sempre che un certo equilibrio nutrizionale ci debba essere, e che non bisognererbbe mai esagerare nel probizionismo o fanatismo alimentare. Non qui quindi per incentivare in alcun modo la scelta di vita fruttariana (seppur ognuno può decidere come meglio alimentarsi): detto ciò, questo non vuol dire che 7/10gg di alimentazione fruttariana non possano far bene, anzi! Usare questo tipo di alimentazione per i 10gg che precedono le feste, può aiutare il nostro corpo a ricaricarsi di energie e a depurarsi in profondità.

Ma come funziona l’alimentazione fruttariana?

I fruttariani possono scegliere tra sette gruppi principali di “frutti”, intesi come frutti delle piante, non per forza frutti dolci:

  • frutti acidi come agrumi, ananas, fragole, melograni, kiwi, mirtilli e mele;
  • frutti a bassa componente acida, quali mele dolci, ciliegie, lamponi, more, mirtilli, pesche, pere, papaya, fichi, albicocche e mango;
  • frutti dolci: banane, uva, meloni e cachi;
  •  noci pecan, mandorle, anacardi, noci macadamia, pistacchi, pinoli, nocciole;
  • semi: girasole, sesamo, zucca e zucchina;
  • frutta secca e nocciole: datteri, fichi, prugne secche, noci pecan, mandorle, anacardi, noci macadamia, pistacchi, pinoli, nocciole;
  • frutti oleosi: avocado, noci di cocco e olive
  • frutta ortaggio come melanzane, zucchine, zucca, peperoni, pomodori

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L’importanza del DIARIO ALIMENTARE

diario_alimentare“È scientificamente dimostrato che chi usa il metodo del Diario Alimentare ottiene mediamente il doppio del risultato di dimagrimento rispetto a chi non lo usa”…almeno così dicono!! Eh quindi perchè non provarci??? 🙂 Il diario alimentare ci può aiutare non solo per raggiungere e mantenere il peso ideale, ma anche e soprattutto per tenere sotto controllo la nostra salute verificando se si stia seguendo una dieta sana ed equilibrata, variando il più possibile gli alimenti durante la settimana. Il comportamento dell’italiano medio davanti al problema dieta è altalenante, sfiorando in molti casi la nevrosi. Molte delle persone in sovrappeso sono perennemente a dieta, diventano dei fanatici della palestra, preferendo generalmente le attività più estenuanti (quelle che fanno “sudare”), senza risultati evidenti. Ecco perchè spesso l’abitudine di adottare un diario alimentare può essere efficace per raggiungere il peso ottimale e mantenerlo. Compilando il diario alimentare, si ha più consapevolezza di ciò che si mangia, potendo valutare in tempo reale le calorie e gli alimenti assunti giornalmente; si ha un controllo maggiore sul proprio stile di vita, grazie al monitoraggio settimanale dei risultati ottenuti o meno. Nel diario alimentare infatti è bene non scrivere solo ciò che si mangia ma anche lo stile di vita che si tiene, e cosa si fà durante la giornata. Se si passeggia, se si va in palestra, se si fanno le scale o se si passa il pomeriggio sul divano. Esistono una serie di raccomandazioni di carattere generale che tutti possono seguire per migliorare la propria alimentazione e quindi la linea e la salute. La cosiddetta alimentazione italiana, basata sul modello mediterrraneo tradizionale, è quella che offre le maggiori garanzie di salute e bellezza. Quindi sì ai carboidradi complessi (amidi) meglio se integrali, sì ai legumi, consumare tutti i giorni in larga misura frutta e verdura e ridurre il più possibile il grasso animale, specialmente cotto, i formaggi il sale e gli zuccheri semplici. E che ci vorrà,vi starete chiedendo? “Magari potessi mangiare tutti i giorni un bel piatto di pasta, a dieta non lo posso mai fare! ” Eppure non è così semplice…quando siamo a tavola infatti ci facciamo attirare da tante altre cose sbagliate, che nell’insieme appaiono in secondo piano ma che se adottiamo la tecnica del diario alimentare verranno a galla in un batter d’occhio! Il pezzetto di formaggio a fine pasto: una sbaglio! Il pane se si è mangaita la pasta: uno sbaglio! La caramella a metà pomeriggo: uno sbaglio! E voi mi direte: “Ma è solo una caramella”, bè, dietro a quella caramella c’è un meccanismo ormonale insulino-dipendente che voi non potete nenache immaginare!! Basta una caramenlla nel pomeriggio per rendere vana una giornata intera di “dieta”. Anche se ha il dolcificante, ficcatevelo bene in testa! 🙂

Attenzione, questo non vuole dire che l’alimentazione debba diventare una fissa, e che tutto debba ruotare attorno al diario alimetare, potete avere delle giornate libere, senza pensare alle calorie o alla qualità del cibo ingerito, e poi con il tempo diventerà un’abitudine annotare cosa si è fatto nella giornata e, vi piacerà anche! Sul diario alimentare sarà possibilie annotare anche le sostanze vegetali o integratori che avrete deciso di utilizzare per aiutarvi a raggiungere e mantenere il peso corporeo. Così da valutare in un secondo momento quali fra questi abbiano avuto su di voi il maggior risultato. Gli integratori di fibre, per aumentare la sazietà, quelli metabolici per aumentare il metabolismo o i depurativi e drenanti per elimanre liquidi e tossine in eccesso?  Usateli sempre singolarmente e per periodi di almeno 40gg, per valutare un effettivo risultato! 🙂

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Oggi è domenica, da domani impegnantevi quotidianamente, per tutta la prossima settimana e quella successiva (15gg) a compilare il vostro diario alimentare…noterete già dai primi giorni la necessità vostra (senza che ve lo indichi un esperto) di eliminare alcune cose o di aggiungerne delle altre, alla vostra alimentazione. Noterete da soli gli errori alimentari che fate e impararete a correggervi giornalmente diventando consapevoli di voi stessi. Pesatevi e misuratevi all’inizio del periodo di prova e alla fine di esso, e annotate i cambiamenti.

Alla fine dei 15gg potrete decidere di continuare, o di smettere l’abitudine del diario alimentare…ma sono quasi certa che tanti di voi lo continueranno! 🙂

 

L’alimento del mese: I PEPERONI!! :)

Con Settembre e il cambio di stagione arriva anche il cambio di alimentazione, e la scelta dei cibi giusti è un passo importante soprattutto per il benessere del nostro organismo e lo sviluppo di buone difese immunitarie!

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L’Autunno, stagione dei colori accesi non può che essere annunciato dal Peperone! index

I peperoni sono ricchi di importanti proprietà nutritive, hanno poche calorie e contrastano virus e batteri! Croccanti mangiati crudi o morbidi e saporiti stufati in padella o cotti alla griglia, i peperoni sono davvero la verdura di Settembre! 🙂 Non è un caso infatti che la natura, li mettta a nostra disposizione proprio adesso.

I peperoni apportano betacarotene, flavonoidi, vitamina C a volontà e vitamine K, B6, A, E, oltre che a fibre e sali minerali.  Ogni colore ha le sue virtù, per questo non dobbiamo escluderne nessuno!

Il peperone Rosso, è ricco di licopene, flavonoidi, ottimo crudo per maggiore assorbibilità, ma anche stufato senza dimenticare l’olio extravergine di oliva che aumenta l’assorbimento del licopene appunto!  Quello giallo è solitamente più carnoso, ha un  sapore più dolciastro è una buona fonte di fibre ed è ricco di vitamina C ma ne contiene meno di quello rosso! Quelli verdi, da sapore acidulo, sono tipici delle regioni del Sud Italia, dolci da aggiungere alle insalate o cotti per insaporire sughi di pomodoro fresco! Al Sud vengono spesso fritti,  e serviti con il nome di friarelli! In ultimo il peperone piccante, detto anche e comunemente peperoncino è il più ricco di vitamine e rappresenta un vero e proprio vaccino per l’inverno, (ne esistono diverse varietà). Contenente capsaicina, un alcaloide antiossidante dal forte potere antivirale, anti batterico ed antimicotico, questo peperone, ci tiene lontano dai microrganismi dannosi, evitando fermentazioni e tossine intestinali. peperoni-ripieni

NB. Non esagerare però perchè la capsaicina può irritare stomaco ed intestino se assunta in maniera eccessiva provocando inoltre l’infiammazione delle vene emorroidali!

E per chi ha paura di non digerirli? Via la buccia, via il problema! 🙂 Per evitare infatti la cattiva digestione dei peperoni, che si dice “non facciano dormire” se mangiati la sera, basta avere la santa pazienza di sbucciarli. Asportando quella sottile pellicina esterna infatti, si elimina dell’80% la possibilità di non digerirli, quindi niente scuse!!

csm_Peperoni_e_cipolle_in_agrodolce_Cremonesi_5d51f521c0Provali con la pasta:

Peperoni rossi e peperoni gialli tagliati a cubetti fini (con o senza buccia a discrezione), pomodori ben maturi, una carota, una cipollina rossa. Fate appassire tutto bene a fuoco lento in una pentola con po’ di acqua calda che aggiungerete man mano per facilitare la cottura mentre si consuma. Quando sono belli morbidi, aggiungere olio extravergine di oliva, e qualche foglia di basilico spezzettata e un pizzico di peperoncino secco ( a chi piace). Lasciare a fuoco vivo circa un minuto, schiacciandoli leggermente con la forchetta. Servire con pasta di Kamut o pasta al farro bella al dente e sopra piccoli cubetti di primo sale fresco, dal sapore delicato. Un piatto unico, poco calorico e velocissimo da preparare, per un pranzo o una cena davvero autunnali! 🙂

Succhi freschi di frutta e verdura: un aiuto dalla Natura.

centrifugatiI succhi freschi di frutta e verdura sono i centrufugati, che aiutano a nutrire e rigenerare l’organismo. Nel momento in cui assumi queste bevande porti all’organismo vitamine, minerali ed enzimi in forma concrentrata, assimilabili e compatibili con il nostro organismo. Normalmente infatti, la quantità di frutta e verdura che si utilizza per un cetrifugato è di norma maggiore rispetto all’equivalente che assumeresti con la semplice alimentazione, inoltre l’eliminazione delle fibre facilita l’assorbimento degli attivi. Per tutte queste motivazioni è preferibile bere il centrifugato non come bevanda ma bensì come un vero e proprio spuntino depurativo, che va consumato meglio se lontano dal pasto. Questi succhi aiutano anche a disintossicare e depurare l’organismo, ricchi di acqua biologica possono migliorare le funzioni emuntorie (reni, intestino e fegato), ci fanno sentire meglio, leggeri ed in salute, e inoltre ma che dire della pelle? La pelle, che ha bisogno di esssere nutrita dall’interno, spesso e volentieri a causa della nostra alimentazione viene trascurata, con i centrifugati, noi nutriamo dall’interno la nostra pelle e i nostri capelli. Sono innumerevoli i benefici che i succhi freschi apportano all’organismo. Basti pensare a tutti coloro che soffrono di colon irritabile o problemi intestinali di qualsiasi tipo (disbiosi, stitichezza, meteorismo, diarrea ecc..) ebbene le loro proprietà antinfiammatorie sono a dir poco miracolose su queste manifestazioni. Il centrifugato è un modo valido anche di apportare al bambino tutte le vitamine e i minerali della frutta e della verdura quando il bimbo non è predisposto a mangiare frutta e verdura perchè non gli piacciono, essendo dolci e gradevoli infatti, spesso il bambino li apprezza. Senza dimenticare assolutamente però l’apporto di fibre della frutta e della verdura

Come possiamo ottenere succhi di frutta e di verdura ottimali?

1) L’elettrodomestico: ne esistono di due tipi

  • cetrifuga: gira veloce, quindi ossida maggiormente la frutta e la verdura portando ad una perdita maggiore di attivi e ha più scarto. Costa di meno.
  • estrattore: gira lento, quindi la perdita di sostanza è minore e c’è meno scarto. Costa di più.

2) Quali verdure e frutta utilizzare?

  • di stagione per avere il miglior apporto di attivi
  • se biologico usare anche la buccia, e tutto (tipo foglie, gambi, ecc)
  • se non biologico, sbucciare ed eliminare gli scarti

3) Berla subito: non bisogna lasciarlo ossidare. Anche se lo mettiamo in frigo si danneggia ugualmente, quindi è sempre meglio assumerlo fresco.

4) Berlo lentamente: berlo velocemente è un grosso sbaglio e non ci permette di ottenere i risultati desiderati, e anzi può dare anche dei disturbi. Nel bicchiere noi abbiamo un vero e proprio pasto, quindi buttandolo giù di botto non solo perdo gran parte degli attivi, ma posso anche incorrere in effetti collaterali di carattere gastrointestinale (mal di stomaco, diarrea ecc) Bisogna sorseggiarlo, tenendolo in bocca alcuni secondi per permettere il contatto con la saliva, così da facilitarle la digestione  e l’assorbimento.

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5) Attenzione alla vitamina A: se io assumo un succo di frutta e verdura che contiene questa vitamina, come la carota per esempio, devo sempre associare un grasso, per facilitarne l’assorbimento perchè essendo liposolubile senò andrebbe persa. Quindi si può usare un cucchiaino di olio (qualsiasi tipo), oppure un goccio di latte (vaccino oppure vegetale come quello di mandorle o di soya)

6) Berlo lontano dai pasti per facilitare l’assorbimento delle sostanze attive: no assumerlo come bevanda durante un pasto o ancora peggio dopo il pasto, ma assumerlo o al mattino appena svegli, avendo l’accortezza di aspettare poi almeno mezzora prima di fare colazione, oppure come merenda a metà pomeriggio o metà mattina.

6cc55eb118NB: Ricordare di non sostituire le centrifughe al normale consumo di frutta e verdura, che deve essere consumata normalmente e quotidianamente per apportare la giusta quantità di fibre vegetali.

 

Nel prossimo articolo qualche ricetta sfiziosa per voiiiiii 🙂

L’AVENA: dona gusto alla tua estate e allegerisce il punto vita

crusca-avenaChi non hai mai sentito parlare della crusca di avena? Dopo il boom della dieta Dukan, tutti la conoscono, ma la associano solo a questo regime alimentare controllato e paronoico…invece l’avena, può essere utilizzata da tutti, grandi e piccoli; consumata come fiocchi, come crusca, come chicchi è uno dei cereali migliori per rimanere in forma senza troppi sacrifici, se introdotto in una sana alimentazione! Ricca di ferro, magnesio, zinco e vitamina E, la farina di avena, dalla quale si ricavano il latte e i fiocchi, pur essendo piuttosto calorica (circa 390kcal/100g), è comunque una buona sostituta di altre farine, in particolare quelle raffinate, perchè sazia più profondamente ed è altamente proteica, (fino al 17% della sua composizione). L’ avena ha inoltre una bassa presenza di zuccheri, per questo l’ avena è uno dei cereali con il più basso indice glicemico particolarmente adatta ai diabetici. Un piatto di pasta a base di avena integrale è un primo piatto eccellente, ideale quando si deve seguire una dieta o quando comunque si vuole mantenere il peso sotto controllo. La pasta d’ avena integrale o i chicchi di avena per fresche insalate estive, costituiscono una fonte equilibrata di carboidrati, in quanto ne favorisce il lento assorbimento. Grazie alla alta quantità di proteine all’interno, è ottima per sostituire l’introito proteico di latticini o carne, quindi ottima per coloro che seguono una dieta vegetariana o comunque assumono poche proteine animali. L’avena infatti è importante per la sintesi proteica per via del suo contenuto di lisina, nettamente superiore rispetto agli altri cereali. E’ benefica per tutti ma aiuta in particolare vegetariani e vegani ad assumere gli amminoacidi essenziali necessari per la formazione delle proteine.

NB: Ricordo che la lisina, per quanto riguarda il mondo vegetale, è presente soprattutto nei legumi, mentre scarseggia nei cereali (ad eccezione dell’avena, che ne contiene di più).

Ovviamente si deve trattare di avena integrale, che contiene più fibra. Tra le fibre solubili dell’ avena troviamo infatti i preziosi beta-glucani, che aiutano a mantenere sotto controllo il peso corporeo. Inoltre i beta-glucani hanno la capacità di ridurre il livello di colesterolo nel sangue, di conservare l’ equilibrio degli zuccheri nel sangue e dell’ insulina e di migliorare la funzionalità intestinale. Inoltre, l’avena contiene dei particolari composti fenolici azotati, che prendono il nome di avenantramidi. Si tratta di potenti antinfiammatori in grado di proteggerci dai tumori e di inibire la proliferazione delle cellule tumorali.

LATTE DI AVENA

Il latte di avena, come tutto il latte vegetale, è ricco di acidi gtrassi essenziali e quindi particolarmente utile per il benessere dell’apparato cardiocircolatorio. Il latte di soia e quello di avena infatti, si sono dimostrati in grado di ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL), mentre quello di mandorle, ricco di antiossidanti come la vitamina E contribuisce ad arginare l’azione dannosa dei radicali liberi rallentando l’invecchiamento cellulare. Il latte di avena nel particolare, è una valida alternativa a quello vaccino soprattutto di estate, evita i gonfiori addominali, allegerendo il punto vita e pulendo bene l’intestino! E’ consigliato in particolare per chi ha problemi di arterosclerosi e problemi di colesterolo alto. È una bevanda poco calorica ( circa 47kcal/100g) e con un limitato contenuto di grassi, prevalentemente polinsaturi, contiene fibre, vitamina E e acido folico. Ricco di zuccheri semplici, fornisce energia prontamente disponibile. Come per il latte di riso ha una quantità molto ridotta di proteine; quello in commercio contiene sempre oli aggiunti, solitamente di girasole quindi ricordo di leggere bene le etichette! Fornisce anche le vitamine del gruppo B presenti nell’avena, che intervengono nel metabolismo migliorando l’utilizzo degli zuccheri e stimolano l’appetito. Il latte di avena è ottimo per la colazione, stimola lievemente la toroide, quindi permette di attivare il metabolismo fin dal mattino! Servito con l’aggiunta di fiocchi di avena, fragole fresche e cioccolato fondente a scaglie è davvero una delizia per il palato e una colazione leggera e completa!

FIOCCHI D’AVENA

I fiocchi d’avena fino a poco tempo fa erano noti soprattutto come ingrediente fondamentale per il muesli della colazione. E’ proprio così che possiamo gustare l’avena all’inizio della giornata, accompagnandone i fiocchi con frutta secca, come mandorle e nocciole, frutta fresca di stagione e frutta essiccata, come l’uvetta, i fichi o le prugne, soltanto per fare qualche esempio. I fiocchi d’avena sono un ingrediente molto versatile. Essi danno lo sprint iniziale per affrontare la giornata senza appesantre troppo, infatti hgrazie alle proteine sono di lenta digestione e favoriscono la sazietà per parecchie ore. Occore però leggere sempre correttamente le etichette dei prodotti, perchè spesso e volentieri i fiocchi di avena che si trovano al supermercato sono ricchi di zuccheri, in quanto glassati o atro, quindi scarseggiano di fibre e di tutti gli elementi salutari che l’avena normalmente fornisce. Scegliere fiocchi d’avena integrali, senza zuccheri aggiunti è la scelta vincente: se si vuole dolcificare la colazione potremmo aggiungere della frutta, del cioccolato fondente sbriciolato o del miele per rendere più appetibile la nostra avena. I fiocchi di avena possono essere assunti anche salati, interi o macinati sono un ottimo ingrediente per la preparazione di crocchette e polpette vegetali sia per legare gli ingredienti che per la panatura. Saranno ancora più leggeri se sostituirete la cottura in padella con quella al forno.

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CRUSCA DI AVENA

La crusca di avena, tra tutti i tipi di crusca è quella più indicata per coloro che vogliono perdere qualche kg di troppo, allegerendosi e moderando il senso della fame, in particolare quella nervosa. Contiene infatti tantissima fibra (circa il 20% del suo peso), quindi sazia rapidamente e a lungo e diminuisce fortemente l’assorbimento di zuccheri e grassi a livello intestinale. Un trucchetto infatti è quello di consumare un cucchino di crusca di avena con un pizzico di cannella, prima dei pasti principali: favorisce la sazietà e abbassa l’indice glicemico. La crusca di avena va sempre consumata con abbondante liquido: latte di avena, acqua, succhi di frutta fresca perchè solo così può gonfiarsi nell’intestino formando la massa gelatinosa che ha un’azione protettiva sulle pareti del colon, rendendole impermeabili alle tossine presenti nel colon e modulando l’assorbimento di grassi e carboidrati attuando così la sua azione depurativa e sgonfiante. La si può aggiungere alle zuppe, ai bridi vegetali, al latte, allo yogurt, ai succhi freschi; oppure la si può mescolare alla farina per la preparazione del pane casalingo, di pizze e focacce dietetiche ma altrettanto gustose! La crusca d’avena ha infatti, come accennato prima, lo straordinario potere di sottrarre calorie all’intestino tenue e di trasportarle nelle feci. Questa perdita di calorie non è molto importante, ma si rinnova continuamente fino a diventare significativa nel tempo. Avendo tante fibre la crusca di avena può però intasare l’intestino se questo non risulta pulito o il consumatore non beve abbastanza liquindi durante il giorno, quindi prestare sempre attenzione alle dosi! La dose ideale è non andare oltre i 3 cucchiai di crusca al giorno. Un cucchiaio al giorno non è solo permesso, ma addirittura consigliato, per aiutare a dimagrire sia diminuendo l’appetito, sia creando una piccola ma costante fuga di calorie attraverso le feci; due cucchiai aumentano leggermente questo effetto, rendendo più fluido il suo lavoro intestinale. Tre cucchiai migliorano ancor più quest’azione cominciando però ad avere un effetto calorico importante. PRIMA di assumere la crusca di avena è bene attuare un buon programma (almeno 10giorni) di pulizia intestinale! Programma di rieducazione e disintossicazione intestinale: dieta priva di farine di ogni genere, bere 2 volte al giorno tisana di malva e spezie (cumino, coriandolo, cannella, semi fiocchio), effettuare “doccia intestinale” bevendo acqua calda e limone spremuto tutte le mattine a digiuno, sottoporsi a idrocolonterapia casalinga (non con microclismi o clisteri irritanti, ma con pompette apposta per il lavaggio che si attaccano al bidet) e infine ricolonizzazione dell’intestino con l’aiuto di prodotti probiotici e prebiotici, per poter godere appieno IN SEGUITO delle proprietà positive dell’alimentazione con prodotti a base di crusca di avena! 🙂

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NB: In caso di assunzione di farmaci, distribuire le quantità di crusca nell’arco della giornata lontano dal farmaco, perché essa rallenta l’assimilazione del bolo alimentare e quindi anche dei farmaci che vi transitano.

 

Ciliegie che passione!

frutta_di_stagione_ciliegieLe ciliegie sono senza dubbio uno dei frutti di stagione più amati sia dai più piccoli che dagli adulti..che davvero non riescono a farne a meno! Questi piccoli futti succosi sono anche ricchi di proprietà benefiche per la salute e il benessere dell’organismo. le ciliegie sono il frutto di un albero che appartiene alla famiglia delle Rosacee e che probabilmente proviene dall’Asia. In particolare, esistono due specie principali di alberi di ciliegie: il Prunus avium detto anche ciliegio dolce e il Prunus cerasus detto invece ciliegio acido. Dal primo derivano principalmente due diverse varietà di ciliegie: le tenerine e le duracine. Mentre le tenerine sono rosse a polpa tenera, le duracine invece possono essere di colore rosso scuro o quasi nero con polpa rossa o di colore rosso chiaro con polpa rosacea, croccante e forse anche un po’ più gustose. Il ciliegio acido produce invece tre diverse varietà: le amarene dall’intenso colore rosso e utilizzate soprattutto per la realizzazione di sciroppi e succhi, le marasche adoperate invece dall’industria conserviera pre produrre liquori e infine le visciole, molto dolci e in genere da consumare fresche o come conserve.

Io oggi voglio parlarvi delle ciliegie che troviamo abitualmente sulla nostra tavola, ossia quelle del ciliegio dolce. Le ciliegie sono composte per l’80% di acqua, zuccheri e proteine. Da sottolineare è la presenza dello zucchero levulosio conosciuto come fruttosio, uno zucchero presente nelle ciliegie in bassa quantità, rende questo frutto indicato per coloro che hanno il diabete perchè a bassissimo indice glicemico, permettendo anche a questa categoria di pazienti di consumare qualcosa di dolce ma allo stesso tempo salutare e benefico per la salute. Da evidenziare, anche la presenza di acido malico, che, con le sue proprietà, è in grado di favorire la digestione degli zuccheri e l’attività epatica. Questi dolci frutti sono inoltre ricchi di vitamina C e A che aiutano a rpoteggere la vista e contribuiscono al buon funzionamento delle difese immunitarie. Contengono inoltre acido folico, calcio, potassio, magnesio, fosforo e flavonoidi, sostanze importanti per la lotta ai radicali liberi. La ciliegia, deve essere consumata fresca in questo modo non perde le imporatnti proprietà che possiede! Ha proprietà depurative e disintossicanti, oltre a quelle diuretiche  e lassative che fanno della ciliegia un frutto molto utile in caso di gonfiore a livello addominale. Grazie alla presenza dei flavonoidi, in combinazione con le vitamine A e C, l’assunzione di ciliegie stimola la produzione di collagene, apportando così innumerevoli benefici alla nostra pelle. Grazie alla presenza di caroteni e sali minerali, sono infatti il frutto ideale per proteggere la pelle e ottenere una tintarella naturale e omogenea. Sono quindi la frutta ideale per prepararsi alla bella stagione!

Le ciliegie sono inoltre un tipo di frutta decisamente non sprecona: con tutte le parti della ciliegia infatti è possibile trarre beneficio. La polpa da mangiare, i peduncoli e i noccioli per la bellezza e salute del nostro corpo. Con i peduncoli è possibile infatti realizzare un decotto utile per purificare i reni e calmare cistite. Preparare l’infuso facendo bollire una manciata di peduncoli spezzati di ciliegio selvatico in un litro d’acqua per 10 minuti. Filtrate e bevetene due o tre tazze al giorno lontano dai pasti. Invece con i noccioli è possibile effettuare un decotto altamente depurativo. Mettere a bollire 15 minuti i noccioli di ciliegia, spegnere e lasciare riposare 10minuti. Filtrare e bere tiepido non zuccherato. Quest’ultima tisana è davvero cattiva di sapore, pochi la conoscono ma ha un effetto altamente drenante e depurativo di fegato, reni, intestino e circolo linfatico.

Le ciliegie possono essere consumate sia crude, come abbiamo già detto, che cotte. Le ciliegie crude possono essere impiegate nella preparazione di fresche macedonie, o dolci come soprattutto crostate, in abbinamento a crema pasticcera, o da decorazione su torte e piccola pasticceria. Se cotte invece, le ciliegie possono essere impiegate nella preparazione di sciroppi, confetture, creme di ogni genere e gelatine da preparare in casa, in alternativa alle caramelle industriali piene di coloranti e glucosio!
Ricetta GELATINE DI CILIEGIA:
Ingredienti (per circa 50 caramelle):
1 kg. di ciliegie, zucchero, 20g di gelatina (12fogli di colla di pesce) e acqua q.b.
Lavate le ciliegie e lasciatele asciugare bene, in seguito privatele poi del nocciolo e del picciolo. Mettetele in una pentola con poca acqua e fate cuocere per un’ora circa. Schiacciate il composto ottenuto e filtratelo. Pesate il succo ottenuto e aggiungete la metà della quantità in peso di zucchero di canna (se sono 300g di succo userò 150g di zucchero) e girate per bene cercando di fare sciogliere completamente lo zucchero. A parte, mettete sul fuoco la gelatina ad ammorbidire con un po’ di acqua. Infine si aggiunge alla gelatina sciolta a fuoco basso il succo di ciliegia zuccherato mescolando sul fuoco con il frustino per un minuto al massimo (senza portare ad ebollizione). Allontanare dal fuoco e versare subito negli stampi per cioccolatini fino all’orlo. E’ importante che gli stampi siano in silicone, altrimenti avrete moooooolta difficoltà a sformare le caramelle!!! Ponete tutto in frigo ad addensare per 4 ore, poi tirate fuori dal frigo e lasciate riposare un’altra oretta. Una volta sformate delicatamente le caramelle potrete servirle così oppure per i più golosi, passarle sullo zucchero precedentemente adagiato su un piatto di portata.
Le vostre caramelle sono pronte per essere gustate! SENZA ADDITIVI CHIMICI, COLORANTI, CONSERVANTI O QUANT’ALTRO! 🙂
Un bacio e buona giornata! 🙂

SPEZIE EQUOSOLIDALI: profumo di giustizia.

1spezieLe spezie si sono fatte spazio silenziosamente anche nella nostra società, hanno sempre avuto, fin dall’antichità un ruolo predominante nell’alimentazione umana, sono molto più che soli aromi da cucina, sono integratori, sono cosmetici, sono prodotti spesso anche utili per la nostra salute. Stimolano infatti la digestione e sono un efficace rimedio per alcune tra le patologie più comuni e meno gravi (mal di denti e di testa, raucedine, mal di testa, disturbi intestinali, ecc…). L’epoca che ha visto maggiormente lo sviluppo delle spezie è sicuramente il Medioevo, epoca in cui si coltivò la cultura del loro utilizzo e si espanse maggiormente il commercio di esse. Il medioevo vede un’intensa passione per le spezie, che si prestavano ad essere usate nei più vari ambiti, dalla gastronomia alla medicina ai cerimoniali religiosi. Una infatuazione che fu davvero un motore di prima importanza per lo sviluppo degli scambi commerciali, le conquiste e la crescita economica. Io oggi per essere certa di utilizzare spezie pure e provenienti da contesti dignitosi, che non prevedano lo sfruttamento, ma che anzi siano possibilità di lavoro per famiglie e paesi bisognosi, di solito mi affido a spezie del mercato Equosolidale (nel particolare io uso ALTROMERCATO). Questa spezie sono raccolte e confezionate a mano nei loro paesi di origine, selezionate secondo conoscenze antiche delle erbe e delle loro proprietà. Si tratta di piccoli contesti, economie famigliari che evitano intermediari e non ricadono nello sfruttamento, dando quindi possibilità di emancipazione a giovani donne per esempio, così che possano sostenere una vita dignitosa. Di solito si tratta appunto di progetti di donne in Sri Lanka o in India, paesi nei quali non avrebbero possibilità di avere reddito o lavoro per via della loro condizione femminile e di casta. Qui le spezie vengono acquistate equamente, a prezzi fissati insieme ai produttori, con continuità, e la merce viene continuamente controllata, dalla produzione fino al trasporto. Nella normalità invece il mercato delle spezie è soggetto a dinamiche di tipo “coloniale”, con prezzi spesso influenzati dalla borsa, dalle politiche e dal protezionismo commerciale. Si tratta di grosse realtà internazionali, con diritti di proprietà in molti paesi a Sud del mondo. Questo meccanismo penalizza per ovvie ragioni l’economia famigliare, che ha difficoltà di accesso al mercato, mettendo a repentaglio la genuinità del lavoro e del prodotto: è qui che interviene l’equosolidale. Proprio in questa settimana, che è la settimana della donna, vi invito a fare qualcosa di diverso, invece di comprare la solita piantina o il mazzo di mimose, comprate un sacchettino di spezie in un negozio del mercato equosolidale! In questo modo saprete di essere stati utili (nel vostro piccolo) a qualche donna, a qualche famiglia dall’altra parte del mondo e, darete un sapore diverso alla vostra giornata! …Oltre che ai vostri piatti! 🙂

Ricette con spezie:

1) Sesame Toast

In una padella mettere un cucchiaio di sesamo e tostarlo fino a che diventi dorato. Tagliare in due ogni fetta di pane integrale o di kamut da toast. Da parte avrete bollito delle patate gialle, le schiacciate e aggiungete ad esse, olio extravergine di oliva, curry, coriandolo in polvere e cipollotto tritato fine fine. Mescolate bene formando un impasto omogeneo. Spalmante l’impasto ottenuto sul pane e impanate con il sesamo. A questo punto, la ricetta originale prevede la frittura in olio bollente, (direi poco salutare). Io invece propongo la gratinatura in forno preriscaldato a 180°, per circa 15 minuti, girando i toast a metà cottura. Ottimo, antipasto per una cena speziata dai sapori orientali..oppure per uno sfiziosa aperitivo!

2) Riso speziato con gamberi e tomato chutney

Dopo aver lessato i gamberi li mettete da parte e preparate il sugo. Scaldate un po’ di olio in una padella, aggiungete peproncino, cumino semi, fieno greco, cipolla e aglio tritati finemente e fate soffriggere fino a doratura. Aggiungete, pomodoro, un pizzico di sale, zenzero e un cucchiaio di zucchero. Fate cuocere il tutto con un po’ di acqua per circa 10minuti, massimo 15 prestando attenzione che lo zucchero non caramelli. Togliete dal fuoco e cospargete con coriandolo e prezzemolo fresco, buttate i gamberi nel sugo e li saltatae qualche minuto. Servite il sugo ricco di gamberi affiancato da riso basmati, decorando il bordo del piatto con un po’ di prezzemolo sbriciolato. Ottimo primo piatto per tutti coloro che amano i sapore agrodolce.

3) Tè allo zenzero

Fate bollire acqua, mettete del tè verde nella teiera lasciando in infusione 5 minuti circa. Aggiungete lo zafferano (4 psilli a tazza circa), rimettete sul fuoco 2 minuti, spegnete, zuccherate abbondantemente con zucchero di canna grezzo e lasciate riposare altri 2 minuti. Filtrate e servite, magari accompagnato da due biscottini alla cannella. Ottimo da servire come tè del pomeriggio, dal sapore spezialto e lievemente piccante ma allo stesso tempo dolce e dissetante.

4) Biscotti alla cannella

Setacciate la farina di kamut e la cannella in polvere. Formate una montagnetta cava con la farina e ponete al centro il burro ammorbidito e fatto a pezzi, la cannella, un cucchiaino di bicarbonato di sodio, lo zucchero di canna e 1 tuorlo d’uovo. Impastate bene il tutto sino ad ottenere un composto abbastanza compatto. Ricoprite il preparato con una pellicola e lasciare riposare in frigorifero per circa 1 oretta. Prendete poi l’impasto, stendetelo su una spianatoia con un mattarello e formate una sfoglia spessa 3 millimetri. Procuratevi infine degli stampi per biscotti e ricavate varie forme dalla sfoglia appena fatta. Prendete una teglia con carta da forno ed adagiate i biscotti. Accendete il forno, portate la temperatura sui 180° C e scaldate i biscotti per circa 15 minuti. Girate i biscotti a metà cottura e scaldate sino a quando non saranno ben dorati. Togliete i biscotti, lasciateli raffreddare e servite spolverando sopra un pò di zucchero cannellato*.

* Lo zucchero cannellato è zucchero di canna, a cui ho aggiunto cannella in polvere! Circa un cucchiaio colmo di cannella per 500g di zucchero. Girando e rendendo lo zucchero omogeneo, ottengo un prodotto marroncino scuro, con un aroma e un profumo buonissimo! (Per chi adora la cannella ovviamente!) Io lo uso davvero per tutto, per dolcificare il caffè quelle poche volte che lo bevo, per i dolci o per i tè.

Buona giornata a tutti! 🙂

 

 

TORTILLAS ESPANOLA :)

Tortilla de patatas vegana hecha con patatas cocidas(Immagine dal sito: gastronomiavegana.org)

Appena tornata da Madrid, non posso che preparare un post sull’alimento simbolo della cultura enogastronomica spagnola, un piatto popolarissimo e direi davvero sfizioso, la tortillas espanola. Qualcuno di voi si starà dicendo: “bè non sarà molto diversa dalla nostra frittata di patate”…ebbene se non l’avete ancora assaggiata vi assicuro che non è così, la differenza si sente eccome e io oggi vi svelerò qualche piccolo segreto per renderla davvero spagnola! La prima differenza più evidente è l’altezza, la vera tortillas deve essere molto spessa, questo requisito si può ottenere in due modi principalmente, il primo è quello di utilizzare parecchie uova, (di solito 6) e l’altra è quella di aggiungere un pizzico di mais di tapioca per renderla più soffice. Ovvio durante la preparazione è bene spumare le uova con il mixer per almeno 5 minuti, e aggiungere un pizzico di bicarbonato così da ottenerla davvero alta! La secoda particolarità è la consistenza. A differenza delle nostre frittate, la frittata spagnola viene servita molto umida, questo vuol dire che dobbiamo toglierla dal fuoco prima rispetto alle nostre abitudini, inoltre facendo la prova del coltello, il coltello non deve uscire pulito come al solito ma piuttosto sporco di impasto. Per questo motivo le uova devono essere davvero fresche! Ultimo requisito è quel sapore particolare, che non è solo di patate, tuttavia è di difficile individuazione. Il Sapore è dato da un misto di cipolla bianca e  polpa di zucchina, le quali non si devono sentire in modo distinto ma hanno solo il compito di conferire un sapore particolare ma poco definito al piatto, insomma senza coprire il sapore delle patate! La polpa di zucchina inoltre è un ingrediente che viene spesso aggiunto per rendere particolamente umido l’impasto, permette quindi di cuocerla un po’ di più senza che essa risulti secca.

Nonostante le uova, che certo, se mangiate in modo eccessivo possono favorire l’aumento di colesterolo, la tortillas espanola è un alimento sano, perchè ricco di fibre donate dalle verdure, le patate, le cipolle e le zucchine e, lo possiamo anche definire un’alimento completo che potrete accompagnare semplicemente a una fresca insalata di pomodoro o di verdure crude in generale.

  • Ricetta tradizionale:

Per preparare la tortilla è importante avere delle patate di qualità; quelle a pasta gialla sono perfette per essere stufate. Il tipo di cipolla non è importante, anche se di solito si usa quella bianca, e le zucchine quelle grandi con tanta polpa. Tagliate 1/5 kg di patate, una cipolla bianca e una zucchina oppotunamente sbucciata dalla parte verde e mettete a cuocere in padella intiaderente con olio extravergine di oliva e un po’ di acqua coperte fino a cottura. Una volta cotte le verdure, versatele dentro a un colino affinché perdano l’olio in eccesso, quindi lasciatele intiepidire per 15-20 minuti. Mixate le uova, un cucchiaio di amido di tapioca, un pizzico di bicarbonato e una punta di sale. Montato per bene l’impasto, unite le verdure mescolando il composto. Se è possibile, utilizzate due padelle di 20cm di quelle che si mettono una sopra l’altra perfettamente, in modo tale da non rovinare la frittata nel momento del rovescimento. In una padella, riscaldate un cucchiaio d’olio, poi versateci il composto ed abbassate la fiamma per cuocere la tortilla lentamente per 10 minuti. Staccate un po’ i bordi della tortilla dalla padella con l’aiuto di una forchetta, quindi coprite  la frittata con l’altra parte della pentola con la quale successivamente vi aiuterete per capovolgerla. A questo punto continuate la cottura a fiamma bassa per altri 10 minuti (dall’altro lato), poi adagiate la tortilla de patatas su un piatto da portata e servitela calda a fette o tiepida a quadratini per uno sfizioso antipasto.

  • Ricetta senza uova

Per chi non volesse usare le uova per svariati motivi, esiste una variante senza uova che potrà essere ugualmente sfiziosa e saporita. La preparazione delle verdure è uguale all’altra, al posto delle uova invece nel mixer faremo montare 90ml di latte di soya senza sapori, 75g di farina di ceci, 2cucchiai di amido di tapioca, 1cucchiaio di aceto di mele, 1/2 cucchiaino di sale, un cucchiaio di olio extravergine di oliva. Facciamo andare nel mix per 5 minuti circa e poi uniamo alle verdure scolate. Il resto della preparazione sarà uguale..e anche il sapore non sarà molto diverso dalla versione originale! 🙂  Ho scelto la farina di ceci, perché dopo aver provato molte combinazioni con altre farine questa è quella che dà i risultati migliori . Rispetto ad altre farine è molto più tenera , soffice ma cremosa . Si tratta di una farina ricca di proteine​​, quindi sarà facile ottenere delle tortillas con una superficie dorata invitante, ed ha un colore giallo tipico di quella con le uova. Tuttavia se uno volesse rendere più acceso il colore della frittata, è possibile aggiungere all’impasto un pizzico di curcuma. La farina di ceci, trattiene l’umidità bene durante la cottura e la rende quindi ben compatta ma allo stesso tempo umida e soffice, oltretutto è molto nutriente ma priva di grassi, colesterolo o quant’altro.

A voi la scelta della ricetta che preferite a seconda delle vostre esigenze nutrizionali e scelte di vita…provate a preparare questo sfizioso piatto e fatemi sapere!

 

 

L’ARANCIA: PROPRIETA’ E GUSTO.

orange-164985_640Fresca e succosa l’arancia è il frutto dell’inverno per eccellenza! Ricca di sali minerali e vitamine (a cominciare dalla C, ma anche del gruppo B), molti acidi organici (tra i quali l’acido citrico) e fibre, è alleata della salute ma anche della linea.. Basti pensare che 100g di arance hanno solo 40kcal, l’80-90% della sua consistenza infatti è fornita dall’acqua, cui poi si aggiunge il fruttosio e tutte le altre sostanze nutritive. Il termine “agrumi” con il quale si classificano le arance, si riferisce al suo gusto acidulo o agre, ciò che vale anche per i limoni, i pompelmi, le clementine e il cedro. Tuttavia le arance sono il frutto più gettonato fra tutti gli agrumi, e si trovano con molta facilità dai primi giorni di novembre fino a primavera inoltrata. Il frutto si presenta con una scorza esterna piuttosto ruvida chiamata pericarpo, che inizialmente ha una colorazione verde ma, via via che avviene la maturazione, il colore varia dal giallo all’arancione, fino ad arrivare al rosso. La parte interna si chiama invece endocarpo, è naturalmente commestibile, polposa e suddivisa in spicchi più o meno sugosi, a seconda delle varietà: nei mercati infatti, generalmente le arance cosiddette “da tavola” vengono separate da quelle che si acquistano unicamente per la spremitura.

Sono infatti suddivise in due grandi gruppi:

– le pigmentate, con le varietà tarocco, moro e sanguinello: ideali da spremere.

– le bionde, con le varietà navel, ovale, valencia: ottime da mangiare.

Dal punto di vista nutrizionale non c’è differenza tra le diverse varietà di arance, quello che cambia è il colore della polpa, della scorza e del sapore, più o meno dolce.

1) Il Tarocco è una varietà tipica della Sicilia, ha polpa color arancio-rossastra, molto succo, ed è adatta sia al consumo a spicchi che alle spremute.

2) La varietà Navel si può riconoscere facilmente perché nella parte alta presenta un rigonfiamento dovuto alla presenza di un secondo frutto, sotto la scorza, di dimensioni ridotte.

3) L’arancia Moro ha la polpa rossa ed è particolarmente succosa, ideale per le spremute.

4) La Sanguinella è simile alla Moro, ma più scura e di dimensioni più piccole. È acidula e il suo gusto è gradito ai bambini e a chi ama i sapori dolci.

I nutrizionisti danno un consiglio importante: mangiare se è pssibile due arance al giorno. Fanno bene, sono buone, e si ha il piacere di usarle come break della mattina o del pomeriggio. La sopresa delle arance è che in solo due frutti si trova la giusta quantità di vitamina C di cui abbiamo bisogno quotidianamente, l’acido ascorbico stimola la produzione del collagene, la fibra elastica che garantisce elasticità e compattezza alla pelle. Anche le spremute di arancia possono sostituire il frutto intero, ricordando però sempre che la spremuta va consumata entro 20 minuti, tempo dopo il quale le proprietà salutari e benefiche della vitamina C cominciano a diminuire. Oltre alla vitamica C l’arancia apporta anche vitamine del gruppo A e B, oltre a minerali come calcio, fosforo, magnesio, selenio e altri alleati del peso-forma, come anche l’alto contenuto di fibre. La vitamina A ha un’importanza non irrilevante, è particolarmente utile infatti al rafforzamento della vista, mentre un flavonoide chiamato esperdina, oltre ad avere proprietà antiallergiche ed antinfiammatorie impedisce ai vasi sanguigni di ispessirsi diminuendo così il rischio trombosi. Nelle arance sono presenti inoltre gli antociani, dei pigmenti che danno loro il colore caratteristico e che hanno proprietà antiossidanti con tutti i benefici conosciuti per l’organismo.

Ne consegue che riassumendo, le arance:

  • contengono ottime vitamine soprattutto del gruppo C;
  • combattono l’invecchiamento cellulare;
  • combattono i raffreddori e i mal di gola;
  • sono buone, non sono molto caloriche, hanno una buona quantità di fibre che aiutano a regolare il nostro intestino;
  • rafforzano il sistema immunitario;
  • hanno un effetto antistress;
  • sono un lassativo naturale;
  • hanno benefici effetti sulla cellulite perché rinforzano i vasi sanguigni e migliorano la circolazione.

In cucina…

Oltre a mangiarle da sole o in macedonia è possibile anche aggiungerle a piatti salati, sono ottime per esempio per essere abbinate agli ortaggi nella preparazione di insolite insalate drenanti, oppure possono essere utilizzate per la preparazione di caldi secondi piatti. Io personalmente non mangio carne, ma possiamo ricordare la famosa Anatra all’arancia, oppure un piatto gustoso e particolare che io amo molto, ossia il Cous cous con frutta secca e uvetta.

  • Anatra all’arancia

Per prima cosa, se non l’avete comprata già pulita, pulite bene l’anatra eliminando il grasso e salatela internamente. Mettete in una pentola l’olio e, dopo averlo sciolto, fate rosolare l’anatra su tutti i lati per qualche minuto e poi aggiungete il vino bianco e un po’ d’acqua e due cipolle rosse tagloate sottili. Lasciate cuocere la vostra anatra con la cipolla, a fiamma bassa, con il coperchio per 45 minuti (se l’anatra è grande anche 60 minuti) e solo a fine cottura, salatela. Nel frattempo sbucciate un arancia e tagliate a striscioline solo la parte arancione della buccia, eliminando la parte bianca. (Le arancie non devono essere trattatate con sostanze chimiche potenzialmente dannose alla salute). Mettete le striscioline in un pentolino e scottatele per tre minuti in acqua bollente, poi scolatele molto bene. Spremete le altre due arance e, quasi a fine cottura, aggiungete il succo, il Grand Marnier e le striscioline di buccia al fondo di cottura dell’anatra. Completate la cottura facendo ridurre un po’ il succo e servite immediatamente la vostra anatra all’arancia calda!

  • Cous cous all’uvetta

Mettete in ammollo l’uvetta in una ciotola di acqua calda , spremete l’arancia per ricavare il succo, misuratelo e aggiungete tanta acqua quanto basta ad arrivare a 200 ml di liquido in totale. Versate il succo dell’arancia e l’acqua in un pentolino e aggiungete i chiodi di garofano, il cardamomo, l’anice stellato, e la cannella, portate a semibollore. Versate il cous cous in una terrina e sgranatelo con il burro caldo aiutandovi con le mani. Una volta sgranato tenetelo da parte. Nel frattempo tostate i pinoli e le noci in una padella antiaderente a fuoco medio fino a che diventino traslucidi; togliete dal fuoco e tenete da parte. Versate il liquido filtrandolo da un colino sul cous cous e lasciate riposare 5-6 minuti senza mescolarlo , deve gonfiare e diventare molto tenero ma non sfaldato. Tritate a coltello le noci tiepide e strizzate l’uvetta. Trascorsi i 5 minuti aiutandovi con una forchetta sgranate bene il cous cous, unite i pinoli, l’uvetta e le noci tritate; scaldate nel pentolino di prima il miele con un goccio di acqua e quando sarà ben sciolto aggiungetelo a filo sul cous cous e mescolate bene; servite tiepido o anche fresco nei bicchierini o ciotoline monoporzione, a seconda della stagione.

E adesso…facciamoci una spremuta per merenda! 🙂

Buon weekend a tutti…

 

 

 

 

 

 

 

UN FRUTTO RICOSTITUENTE

marmellatamelec_450ingrEsteticamente assomiglia più alla pera che alla mela, non è bello come le tradizionali mele…inoltre ha un sapore particolare e un po’ acidulo…tuttavia questo frutto è pieno di proprietà e di possibili utilizzi in cucina…sto parlando della mela cotogna!  Le mele cotogne, abbassano la glicemia e sono particolarmente efficaci in caso di stipsi, in quanto contengono molte fibre (6g all’etto)! La mela cotogna è poco calorica ma ricca di acqua, apporta infatti solamente 26 Kcal per 100 grammi di prodotto. Contiene anche numerosi sali minerali (tra cui potassio, magensio e calcio) e vitamine (soprattutto A, B1, B2). Se si mangia cruda, fornisce anche un buon quantitativo di vitamina C che con la cottura però si disperde! Purtroppo tuttavia, dal momento che la mela cotogna ha un sapore acidulo, molte persone preferiscono consumarla cotta, preparando ad esempio la marmellata oppure semplicemente cuocendola insieme a delle spezie aromatiche come cannella e chiodi di garofano, preparando quindi le famose mele cotte! Mele Cotogne
Oltre ad essere un frutto tipico della cucina popolare, anche nella fitoterapia la sua importanza è tuttora apprezzabile!
Le foglie essiccate del melo cotogno sono tossiche, a causa della presenza di amigdalina; tuttavia, in passato, il decotto di foglie essiccate veniva sfruttato per le proprietà antielmintiche, (ora in disuso per la presunta tossicità). Oggi l’infuso viene fatto con la mela stessa, tagliata a cubetti e fatta bollire circa 10minuti. Il decotto poi, veniva utilizzato per contrastare mal di gola e tosse, nonchè per le sue funzioni digestive.
Per la positiva funzionalità a livello gastro-intestinale, la mela cotogna è considerata un toccasana a tutti gli effetti: vanta infatti proprietà toniche, astringenti ed antinfiammatorie dell’apparato digerente.
I tannini contenuti nella mela cotogna sono in grado di proteggere la mucosa intestinale
La mela cotogna, come del resto tutte le mele, contiene acidi organici, tra cui il malico, utile per favorire la digestione appunto!
In cucina…

  • Le mele cotogne cotte

2 mele cotogne, pulite e sbucciate, 5 chiodi di garofano, un pizzico di cannella in polvere, un cucchino di zucchero di canna. Lasciar cuocere con un po’ di acqua a fuoco basso per circa 10minuti, il tempo che si appassisca bene. Servire tiepida. Per i più golosi è possibile impiattarla con un pallina di gelato alla crema..un dolce delizioso!

  • Torta di mele cotogne

Sbucciate le mele cotogne, dividetele a metà ed eliminate il torsolo.
Mettetele in una casseruola limone, un cucchiaio di zucchero di canna e l’acqua sufficiente a coprirle.Cuocetele a fuoco dolce per 15 minuti.
Lasciatele intiepidire, poi incidetele sul dorso con tagli paralleli nel senso della lunghezza.
Montate lo zucchero di canna con del burro fino a quando il composto diventerà bianco-giallino ( a seconda del colore dello zucchero).
Incorporatevi quindi le uova uno alla volta, poi aggiungete la farina mescolata con il lievito.
Profumate con la scorza di limone, ammorbidite con il latte nel quale abbiamo fatto macerare della vaniglia e versate il composto nello stampo.
Distribuitevi le mele tagliate a fette e infornate a 200 gradi per circa 30 minuti, e a 180 gradi gli utimi 10 min. (Per un totale di 40minuti di cottura)
Servite la torta calda, se volete con panna o gelato.

  • Cotognata

(3 kg. di mele cotogne, 2 limoni, 2 kg. e ¼ di zucchero di canna o bianco come preferite)

In un recipiente mettere i 2 kg e 250 gr di zucchero, versarvi 1 litro d’acqua e profumare con la scorza di due limoni. Coprire il recipiente con un panno e lasciarlo in questo modo per dodici ore. Scegliere delle mele cotogne perfette e profumate, pulirle bene, togliere il torsolo e non sbucciarle. Metterle in una grande casseruola e ricoprirle completamente d’acqua. Porre il recipiente sul fornello a fuoco moderato, per una quarantina di minuti, finché si saranno ammorbidite. Passarle al setaccio e mettere la purea raccolta in una terrina. Versare lo sciroppo preparato in precedenza in una caldaia, porla sul fuoco e, quando lo sciroppo avrà raggiunto 34°, aggiungervi la purea di cotogne.
Mescolare la cotognata con un mestolo di legno a lungo manico finché inizierà l’ebollizione. Dall’inizio di questa, lasciar bollire per un quarto d’ora continuando sempre a rimestare. (Per sterilizzarla e renderla più solida) Aggiungervi il succo dei 2 limoni e lasciar cuocere per altri quindici minuti. Infine versare la cotognata sul marmo di cucina, su una placca metallica, o in una teglia e stenderla in modo uniforme allo spessore di circa un paio di centimetri con una spatola. Lasciarla solidificare e raffreddare. Quando sarà ben asciutta, tagliarla a rettangoli (o della forma che preferite) e rimetterla ad asciugare all’aria, rigirandola un paio di volte. Conservarla in barattoli di vetro, oppure con carta oleata. Mangiare a piacimento.

In cosmetica…

C’è infine chi con questo frutto prepara un gel depurativo e rinforzante da utilizzare sui capelli. A questo scopo si prendono solo i semi della mela cotogna: un cucchiaio di essi si fa bollire per 15 minuti in 250 ml d’acqua. Quello che ne uscirà fuori è appunto un composto gelatino (tipo quello dei semi di lino), che una volta raggiunta la temperatura ambiente e accuratamente filtrato, si può utilizzare sui capelli come impacco, per rinforzarli ed anche come ottimo antiforfora.