DISTURBI DEL CICLO MESTRUALE? Scegli l’omeopatia! :)

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images mestrI disturbi mestruali sono una piaga che si può verificare nella vita di una donna con diverse manfestazioni. Sono poche, elette e fortunate, le donne che possono dire di non aver mai avuto alcun disturbo legato al ciclo o alla menopausa. Il ciclo mestruale infatti, anche se ci ricorda della sua presenza solo durante il flusso emorraggico è in realtà vitale per tutto l’anno e per molti molti anni, fino ad arrivare al climaterio, anche esso accompagnato da disturbi e alterazioni fisiche, energetiche ed emozionali che per alcuni di più, per altri di meno, possono rendere difficile la quotidianeità. Molti di questi disagi si possono risolvere o aiutare con rimedi omeopaticiche che agiscono quindi non solo a livello puramente fisico ma anche mentale ed emotivo.
Vediamo ora insieme i principali disturbi legati al ciclo ormonale della donna e i principali rimedi da utilizzare.

1) AMENORREA: assenza di mestruzioni o mestruazioni molto irregolari. I rimedi da prediligere sono
-Colocynthis 7CH 5granuliX3volte fino alla ricomparsa
-Graphites 5CH 5granuli solo una volta al dì se le mestruazioni sono scarse o irregolari e c’è sovrappeso o menopausa alle porte.
-Pulsatilla 5CH se sono scarse o hanno interruzioni e riprese veloci, tipico delle donne giovani o le adolescenti.
-Sepia 5CH al mattino a digiuno per donne tristi e solitarie che hanno cicli spesso maggiosi di 33gg

2) DISMENORREA: forti dolori addominali dovuti a smasmi della muscolatura uterina. In questo caso prendere 5granuli al giorno per la settimana precedente le metruzioni e poi 5granuli per 3volte al dì durante il ciclo.
-Caulophyllum 5CH, per dolori spasmotici come se qualcos dovesse “venire fuori”
-Magnesia phosphorica 7CH, per dolori a fitte che migliorano con il caldo
-Chamomilla 7CH, da associare se c’è cattivo umore e irritabilità

3) MESTRUAZIONI ABBONDANTI: sono spesso paragonabili a vere e proprie emoraggie e rendono la vita davvero impossibile. Abbassano le riserve dell’organismo, i valori del ferro dando anemia, stanchezza, irritabilità mal di testa e capogiri.
-Ipecacuana 5CH 5granuli la settimana precendente e poi 5grX3 durante il ciclo per coloro che le hanno abbondanti e in anticipo
– Phosphorus 7CH per abbondanti rosso brillante molto fluido 5granulix3
– Ferrum metallicum 5CH, per coloro che soffrono di anemia
– Ambra grisea 5CH, per coloro che hanno presenza di perdite inter mestruali che peggiorano con lo sport. 5granuli per 2 mesi tutte le mattine. 5granuliX3 durante le perdite.

4) MENOPAUSA: fine del periodo fertile e scomparsa graduale del ciclo mestruale, determinato da un calo e dalle fluttuazioni degli estrigeni. Il più caratteristico sintomo della menopausa è la vampata di calore che si può verificare a diversi stadi.
In questo caso l’assunzione prevede 5granuli al mattino per diversi mesi, almeno fino allo scoparire dei sintomi.
-Lachesis 7CH per coloro che hanno la vampata solo al viso.
– Graphites 7CH, per coloro che hanno vampate diffuse su tutto il corpo e palpitazioni
-Sepia 5CH, per coloro che hanno vampata accompaganata da nausea
– Sanguinaria 5CH per coloro che hanno vampate accompagnate da forti arrossamenti (guance, collo e decollete)

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Spero che questi consigli vi possano essere utili e ricordatevi sempre che nessuno dei sintomi che accompaganno il ciclo ormonale della donne devono essere visti come delle malattie, anche se creano disagio, devono essere accolti come elementi caratteristici del mondo femminile. In questo modo potremo davvero essere in contatto con noi stesse, cercando di sentire il più possibile cosa cerca di dirci il nostro corpo e accettandoci come siamo. 🙂

PULIZIE DI PRIMAVERA: arrivare preparati alle uova di Pasqua….:)

indexChe tu viva al mare, in montagna, o nella grigia e caotica città, la primavera è alle porte anche per te, per questo c’è bisogno di un programma depurativo per arrivare preparati alla Pasqua, che metterà di nuovo a dura prova la nostra linea e i nostri organi! Nelle prossime settimane effettuate un programma depurativo e drenante che ti aiuti ad eliminare le tossine, così alleggerirari il fisico e perchè no la mente, da inutili preoccupazioni ed eviterai il sovraccarico dovuto alle feste pasquali.

Il programma parte da oggi e dura 21 gg, fino a Pasqua appunto.

Prime due settimane: DEPURAZIONE INTESTINALE:

Non mangiare farine e derivati raffinati e formaggi se è possibile.

  • Assumere OZOVIT (ditta Pascoe) con posologia di un misurino dopo pranzo e uno dopo cena. In caso di diarrea diminuire la dose, in caso di inefficacia aumentarla a due misurini. (Per 5 giorni)
  • Assumere Colostro Noni (ditta GUNA) con posologia di 1 bustina 2 volte al giorno, salvo diverso parere medico. Sciogliere il contenuto direttamente in bocca, senza acqua. Assumere il prodotto preferibilmente prima dei pasti. (Assumere dal giorno 6 al giorno 10.)
  • Assumere MICROFLORANA (ditta Named) nella dose di 1 flaconcino al giorno (10ml) lontano dal pasto o due cucchiaini al giorno. Nei primi 2 gg possono verificarsi gas intestinali dovuti all’eliminazione delle tossine, ma non lasciatevi scoraggiare e continuate fino alla fine della terza settimana. ( Dal giorno 10 al giorno 21)

Terza settimana (fino a Pasqua): DRENARE I LIQUIDI e DEPURARE IL FEGATO:

Eliminare caffè, fritti, alcool e proteine di origine animale (formaggi, pesce, carne e uova), per tutta la terza settimana (dal giorno 14 al giorno 21)

  • Bere tutte le mattine una tisana drenante (tipo FITOMAGRA LYMFASE dell’Aboca o simili)
  • Bere tutti i pomeriggi un tè verde
  • Assumere  BILIXIR cpr per tutta la settimana e se si vuole anche oltre

images3NB: Per tutto il periodo, anzi come abitudine di vita è meglio ricordarsi di bere tanto per tenere sempre le vie urinarie pulite, diminuire grassi animali e carboidrati raffinati, mangiare sempre tanta frutta e verdura di stagione e non bere bibite gassate o zuccherate. Il giorno di Pasqua è libero da astinenze alimentari, e anche quello di Pasquetta! Se si vuole, dopo la pasqua è possibile (anzi consigliabile) continuare la depurazione Epatica! Ogni tre/quattro mesi durante l’anno è consigliabile effettuare quella Intestinale, cambiando ogni volta fermenti lattici che si utilizzano, per colonizzare correttamente l’intestino!

 

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

 

COLON IRRITABILE: AIUTARLO IN MODO NATURALE.

colite-colon-infiammato-diagnosiFin dall’antichità si conosce l’importanza della salute intestinale, tant’è che si può affermare con quasi assoluta certezza che dalla buona funzionalità dell’intestino, dipenda la salute di tutto l’organismo. Purtroppo, l’alimentazione di oggi non è ideale, per tenere il  nostro inetstino in forma, perchè ricca di cibi raffinati (farine, zucchero, ecc..), alcool, additivi alimentari, formaggi,  ecc… Questi alimenti provocano infiammazioni e fermentazioni che a lungo andare si ripercuoto su tutto l’organismo, generando una tossiemia, ossia una intossicazione del sangue. Si vanno a formare infatti delle incrostazioni, sulle pareti dell’intestino che con il tempo, diventano sempre più difficili da sciogliere, e generano un accumulo di tossine che permanendo più tempo nell’intestino e rimanendo captate dalle incrostazioni, tendono ad essere assorbite da lume intestinale, arrivando nel sangue appunto. Normalmente questi meccanismi si manifestano con dolori addominali, pancia gonfia e in tensione, periodi di stitichezza alternati a periodi di dissenteria, che provocano gravi disagi di vita quotidiana a coloro che ne sono affetti! Queste manifestazioni possono essere raggruppate sotto il nome di colon irritabile o colite spastica e spesso e volentieri vengono “curate” dalla medicina tradizionale con farmaci che ne limitano la sintomatologia, ma senza andare a curare la causa. Attraverso la naturopatia, che si occupa di riequilibrare gli stati di squilibrio dell’organismo, noi possiamo prevenire e in parte curare questa colite.

I rimedi base sono:

1) Alimentazione controllata, nella quale bisogna prestare attenzione all’uso di cereali (sia integrali che raffinati), crucifere (cavoli, cavolfiore, cavolo di bruxells ecc), buccia della frutta, latte e latticini, alcolici, cioccolato, caffè  e integratori di fibre. Tutti questi aliemnti infatti possono peggiorare la manifestazione spastica,perchè irritanti, per cui io consiglio di effettuare un periodo disinfiammante per l’intestino nel quale questi alimenti non vengono utilizzati, per poi reintrodurli gradualmente. Altro particolare imporatnte dell’alimentazione è la quantità; infatti se il nostro sistema digerente si trova a dover digerire una grande parte di cibo, la colite tenderà a peggiorare perchè ci sarà una sorta di sofferenza intestinale dovuta all’accumulo eccessivo di cibo, ancor peggio se di diversa origine (cioè carboidrati, proteine, grassi, tutti insieme). Consiglio quindi di prediligere un’alimentazione controllata nei 3 pasti giornalieri, magari anche 5 se sia ama fare lo spuntino, evitando i digiuni che portano poi alle abbuffate.

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2) Disinfimmanti naturali:

  • Succo di Aloe puro, assunto 3 cucchiai al giorno, per almeno 1 mese.
  • Boswelia serrata, assunta sotto forma di capsule, titolate in sostanza attiva, per almeno 4 mesi. Questa pianta è ricca di ac.boswelico appunto, che ha un’azione antinfiammatoria naturale.
  • Angelica Arcangelica, pianta ricca di allicina che ha azione distensiva sulle pareti intestinali. Da assumere sotto forma di Tintura Madre, 30 gtt prima dei pasti principali, in associazione alla Boswelia.
  • Programma di riequilibrio intestinale, che prevede assunzione di 3 tipi di fermenti lattici diversi, (Enterelle, Ramnoselle e Bifiselle) in questo ordine, da effettuare a cicli durante l’anno. Se si soffre anche di meteorismo, aiutarsi con Adomelle a mesi alterni.
  • Utilizzare nell’alimentazione la curcuma e lo zenzero tutti i giorni.

3) Bere succo di limone con acqua calda.

Ho già parlato del succo di limone con acqua calda tante altre volte, ma ne voglio parlare ancora perchè davvero, bere al mattino appena svegli un succo di limone con acqua calda porta dei benefici intestinali non indifferenti! Le tossine che come detto prima si accumulano sulle pareti, devono essere eliminate e le pareti devono essere pulite in profondità. Il limone con l’acqua calda, si comporta da disincrostante intestinale, proprio come quelli che si usano per il lavandino, però è naturale! L’acqua e limone è una bevanda preziosissima, da bere al mattino al risveglio per effettuare uqella definita “doccia intestinale”. Non vi siete mai chiesti perchè ci laviamo tutti i giorni esternamente ma non ci laviamo mai internamente? Questa bevanda “lava” il corpo dall’interno dissolvendo le scorie e le impurità. Non abbiate timore di stitichezza o altro, perchè assolutamente non si verificherà, anzi, seguendo questo programma di rimedi per l’intestino riacquisterete una equilibrata attività intestinale ed eliminerete i dolori addominali! 🙂

Spero di esservi stata utile…come sempre vi ricordo che per ogni informazione sono disponibile all’indirizzo info@essenzialmentenaturale.it

Per chi fosse interessato ad una CONSULENZA PERSONALIZZATA, legga il regolamento alla pagina “Consulenze Naturopatiche” e mi scriva in privato alla mail indicata sopra.

 

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

 

L’ARGILLA: ce nè per tutti i gusti! :)

maschera-argillaChi non conosce l’argilla e i suoi utilizzi?

Oltre all’argilla verde però, quella più conosciuta ed utilizzata, soprattutto per la cura della bellezza, attraverso impacchi e impiastri da applicare su viso o fianchi, dalle proprieà drenandi e depurative, esistono tante argille diverse, ognuna con le proprie proprietà che agiscono su inestetismi cutanei differenti, o problemi fisici più importanti. In natura infatti, secondo lo stato di ossidazione del ferro, uno degli elementi chimici che la compone, l’argilla può mostrarsi in differenti colori: c’è quella rossa, che è sicuramente la più nota, l’argilla verde e l’argilla bianca, quella gialla ecc… Ma conosciamole più a fondo. 🙂

argilla-verdeArgilla Verde: la più conosciuta, è particolarmente apprezzata non solo per i suoi minerali, ma anche per il suo potere di assorbimento e le sue proprietà antinfiammatorie, disintossicanti e di bilanciamento del pH interno. È ideale per la pelle grassa, con acne, macchie e pori dilatati. Nel caso di impacco sui capelli, ha un effetto antiforfora e antiprurito in particolare se associata al tea tree oil. Per uso interno, l’argilla verde ventilata è uno dei rimedi più utilizzati per la depurazione dell’organismo. Sarà necessario acquistare in erboristeria dell’argilla adatta per uso interno. A questo punto si potrà seguire una cura depurativa di base, bevendo ogni mattina a digiuno e per un mese un bicchiere d’acqua preparato la sera precedente, lasciando riposare sul suo fondo un cucchiaino da caffè di argilla ventilata.

141-1Argilla Bianca:  formata in gran parte da alluminio e silicio può essere utilizzata sia per uso esterno che per uso interno. L’argilla bianca è chiamata anche caolino, dal nome della regione cinese, il Kao-Ling, dove fu scoperto il primo giacimento. All’uso interno dell’argilla si ricorre in particolare come battericida, perché espelle le tossine, è un protettore gastrico, protegge le mucose e ha anche valenza antinfiammatoria. Quest’argilla per uso interno va preparata la sera per essere bevuta la mattina successiva, ad eccezione del bruciore di stomaco per il quale invece ènecessario assumerla appena preparata. (Un cucchiaino per bicchiere d’acqua) L’argilla bianca è anche utile per la depurazione intestinale da tossine o metalli pesanti. Riguardo all’uso esterno, serve soprattutto a creare maschere di bellezza, purificanti della pelle e o vista la’bbondanza di silicio, rafforzanti per i capelli.

Argilla Rossa: è utilizzata più spesso per curare corpo e capelli, quindi per uso esterno. Ricca di ferro e povera di alluminio, la colorazione dell’argilla rossa è dovuta alla presenza di ferro rosso (trivalente). Purifica il cuoio capelluto e aiuta chi ha problemi di circolazione. In caso di cellulite e ritenzione idrica è l’argilla di prima scelta grazie al suo alto contenuto di ferro appunto. Stimola il processo di rigenerazione della pelle, quindi nel caso di scottature da sole, invece come maschera per il viso è consigliata ha chi la pelle grassa ma delicata e facilmente irritabile. Sulle contusioni, gli ematomi, le ecchimosi e i dolori muscolari, l’argilla rossa permette di sgonfiare le zone e di attenuare il dolore.

21677Argilla Gialla: contiene illite, un minerali dalle proprietà assorbenti, esfolianti, liscianti, tonificanti, quindi particolarmente utile per i prodotti di bellezza. È ideale per la cura del viso, in particolare per la pelle normale con tendenaza ad ingrassarsi. Il colore giallo è dovuto alla presenza di composti di ferro e di rame. Molto indicata per essere applicata sul collo, sulla schiena e anche sulle ginocchia in caso di dolore o gonfiore. Ha una buona azione rinfrescante e antidolorifica se mescolata alla rossa per un’azione più completa.

Argilla grigia: Conosciuta anche come argilla Luvos o argilla tedesca (è stata scoperta in Germania nel secolo scorso) deve il suo colore grigio all’alta percentuale di Silicio, fino al 60%. L’argilla grigia è indicata per uso interno nella cura dell’acidità di stomaco e delle infiammazioni intestinali.  Ha un elevato scambio cationico. Si usa anche per via interna grazie al forte potere assorbente, (probabilmente superiore alla verde ad uso interno). Favorisce inoltre il drenaggio dei liquidi in eccesso e svolge un’importante azione alcalinizzante dell’organismo.

NB: Nelle maschere fai-da-te a base di argilla, evitare di incorporare ingredienti contententi vitamina C. Essa infatti è un  si composto che, a contatto con l’argilla, crea una reazione chimica di ossidazione, promuovendo la produzione di radicali liberi. Molto meglio aggiungere oli  base come la melaleuca disinfettante o il jojoba e mandorle nutrienti.

E tu, di che argilla SEI? 🙂

OLIO DI PALMA: LA NUOVA MINACCIA DELLA SALUTE

olio_di_palma_salute_belgio       olio-di-palmaL’olio di palma fa male alla salute? La risposta è SI, e ormai lo sanno in molti! Tuttavia il problema stressante di questo fatto è che l’olio di palma si trova davvero dappertutto! Ovunque ti giri, qualsiasi etichetta tu scelga di leggere, da quelle dei PLASMON per i più piccoli, a quelle dei biscotti MULINO BIANCO, grissini, creackers, prodotti dietetici come MISURA o VITASNELLA, (che per questo molto mi hanno deluso), dal dolce al salato questo olio ricco di grassi saturi è presente ovunque e minaccia la nostra salute! L’industria alimentare che lo usa ormai per tutto, lo preferisce ad altri oli poiché si tratta di un prodotto versatile e a basso costo. Le aziende italiane che usano il palma in quasi tutti i prodotti alimentari cercano di ignorare questo problema, anche se è ormai difficile sostenere che si tratta di un grasso di buona qualità. Fare la spesa diventa sempre più difficile, perchè bisogna dedicare minuti e minuti a leggere tutte le etichette in modo accurato e scrupoloso e quando c’è l’olio di palma bisogna cambiare prodotto! Vi assicuro che la ricerca è estenuante…! Bisogna quindi armarsi di santa pazienza e investire tempo e denaro per la salute nostra e dei nostri figli. Sì, dico anche denaro perchè spesso e volentieri prodotti Biologici, di negozietti alternativi o alimentari naturali, costano di più dei prodotti della grande distribuzione intrisi di olio di palma, quindi spesso e volentieri quando finalmente troviamo la ditta che fa per noi, i prodotti per tutta la famiglia, ci attende un conto salato alla cassa che ci dà il colpo di grazia. Io personalmente consiglio di scegliere alimenti preparati con olio d’oliva al massimo tra le alternative all’olio di palma, potete optare per olio di lino, di mais e di girasole; piuttosto scegliere prodotti da forno (panetterie e pasticcerie di fiducia alle quali potete chiedere gli ingredienti). Purtroppo, la presenza di olio di palma negli alimenti confezionati infatti non sempre è verificabile: l’ingrediente si nasconde  bene di solito dietro le diciture “oli vegetali” e “grassi vegetali” quindi quando non si è sicuri è meglio evitare questi prodotti. Oggi la questione dell’olio di palma è offuscata da una certa confusione. Da un lato, c’è chi ritiene si dannoso (come me), per l’elevato contenuto di acidi grassi saturi (circa il 50% del totale), considerati poco salutari perché tendono a far alzare i livelli di colesterolo nel sangue. Dall’altro, c’è chi lo considera molto positivamente per l’elevato contenuto di precursori delle vitamine A ed E oltre alle sostanze antiossidanti. In questo caso, parte della confusione deriva dal fatto che non sempre è chiaro di quale olio di palma stiamo parlando: se del prodotto integrale o di quello raffinato. L’alto contenuto di vitamine e sostanze antiossidanti infatti, vale soltanto per l’olio di palma integrale, il quale non viene di certo usato dalle indutrie alimentari, una volta raffinato invece, l’olio perde quasi completamente queste sostanze benefiche e diventa solo dannoso!

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In conclusione senza essere paronioci io consiglio di evitarlo il più possibile, ma non andare in crisi se si sà di aver assunto un prodotto con olio di palma. Come spesso accade, il punto critico è la quantità: un consumo occasionale non fa danni, mentre assumere ogni giorno, magari più volte al giorno, prodotti con olio di palma potrebbe rappresentare un rischio per la salute di cuore e arterie, quindi un biscotto con il thè a casa di amica poco informata sui fatti si può mangiare, mentre una colazione a base di dieci biscottti con olio di palma o una merenda con questo ingrediente tutti i giorni sono abitudini da evitare!

BUONA RICERCA! 🙂

IL LATTE VACCINO: un errore che si tramanda da troppo tempo.

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Sapete che io sono molto pacata…e di solito non sono estremista nè precipitosa. Non sono vegana nè crudista…non posso neanche ritenermi una vegetariana seria, perchè capita che fuori casa, o in determinate occasioni, mangi del pesce o della carne bianca. Questo perchè ritengo che in tutto, compresa l’alimentazione, l’equilibrio sia essenziale. Prediligere una dieta ricca di frutta e verdura non è da mettere in discussione, infatti un’alimenrazione prettamente vegana disintossica il fisico, ripulendolo dalle scorie dei derivati animali, ribasifica il sangue in caso di pH acido e aiuta a pulire l’intestino dalle incrostazioni accumulate nel tempo a causa di alimenti elaborati e raffinati. Tuttavia, assumere solo frutta e verdura è possibile solo per un tempo limitato, 1 settimana o 10 giorni, proprio con lo scopo di depurarsi, ma ritengo che nella quotidianeità di ognuno di noi, sia necessario se non equilibrato sia fisicamente che mentalmente avere un’alimentazione varia, predliigendo i derivati vegetali e i cereali integrali, ma senza fare di questo una fissazione e concedendosi quando se ne sente il bisogno, un pezzo di carne, un pesce al forno o una buona e tossica pizza ai quattro formaggi! Insomma, mangiare bene è l’essenziale, ma senza fissazioni o regole troppo rigide e senza quindi fare dell’alimentazione e della salute un ossessione! Ultimamente però ho letto diversi articoli, libri e valutaziini che parlano del latte e della potenzialità tossica che questo alimento porta con se. Ho iniziato quindi a documentarmi…partendo dal presupposto che a me il latte nn piace e quindi non lo bevo..mi son chiesta…Quindi il latte, da che parte sta? Con questa domanda introduco un argomento importante ma allo stesso temoi delicato da trattare, sopratutto per la grande diffusione che questo alimento ha. I neonati, si nutrono di latte fin dalla nascita, ma quello è latte materno, alimento essenziale, inimitabile e intoccabile, sul quale bisognerebbe scrivere pagine e pagine. Quello di cui parlo io è il latte vaccino. Il latte vaccino fa bene o male? E’ giusto che sia nella nostra alimentazione? Nessuno di voi si è mai chiesto come mai, noi siamo l’unica specie animale che beve il latte in età adulta? Perchè viviamo di convinzioni errate e luoghi comuni!

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Un neonato che si nutre di latte materno è in grado di aumentare di peso velocemente, questo significa che è il suo alimento ideale, da questa conclusione esatta si è estrapoleta l’idea invece errata, che il latte sia altrettando valido per l’adulto. Perchè ricco di minerali, vitamine e proteine è sempre stato ritenuto nutrimento completo. Sopratutto la presenza del calcio, l’ha portato con il tempo ad essere alimento prediletto contro l’osteoporosi. Tuttavia, oggi alcuni studi dimostrano il contrario. Il latte infatti è un usuraio della peggior specie, quegli usurai che vi fanno un prestito ma poi, se non gli ridate tutto con gli interessi impossibili, vi mandano picchiatori a spaccarvi le ossa. Come un usuraio, il latte ti presta un po’ di calcio, ma, alla fine, ne consuma più di quello che dà, mi spiego meglio. Il latte essendo un alimento altamente acidificante, udite udite, l’ospteoporosi non la combatte bensì la fa venire!! Sappiamo come i meccanismi tampone dell’organismo vanno ad attingere minerali per alcalinizzare il sangue in caso di acidosi, bè sembrerebbe che il tessuto più colpito da questo meccanismo sia proprio l’osso. Da cui vengono attinti calcio, magnesio e fosforo in grosse quantità. Così che un alimentazione ricca di latte e derivati può portare con la giusta predispozione all’osteoporosi, o al peggioramento della malattia già conclamata. In generale, nelle popolazioni che consumano molto latte l’incidenza di osteoporosi è maggiore (paesi occidentali), mentre è rara nei paesi dove non si beve latte. É noto che tra i giapponesi, cinesi, coreani ecc… (popolazioni orientali) che assumono calcio da altre fonti (vegetali), l’osteoporosi è quasi nulla. Il dottor Benjiamin Spock, che aveva sempre consigliato il latte vaccino, ha radicalmente cambiato idea, abbracciando le tesi che da anni molti medici ed esperti (nonché vegetaliani, macrobiotici ed igienisti) propugnano: il latte vaccino fa male, soprattutto in fase di crescita, o nell’anziano perché può provocare molte deficienze immunitarie e disturbi vari, tra cui l’anemia, allergie, intolleranze e persino un insufficiente sviluppo cerebrale. “Per avere calcio a sufficienza basta mangiare verdura a foglia verde, frutta, frutti secchi, che ne contengono abbastanza per i bisogni umani”, sostiene il medico. Svanisce quindi il mito del latte come elemento per prevenire i disturbi ossei, ma questo non è l’unico aspetto dannoso del latte. Altra dimostrazione dell’ineguatezza del latte nella nutrizione dell’adulto è dimostrata dall’intolleranza al lattosio! Questa condizione è molto conosciuta, perchè la lattasi, l’enzima che ha il compito di digerire il lattosio, tende a ridursi sempre di più con gli anni, rendendo difficoltosa l’assimilazione dello zucchero e provocando così numerosi disturbi: scariche intestinali, gonfiore, aria, cefalee, eczemi ecc.. Questo zucchero quindi utile per la crescita del neonato, è naturalmente una vera e propria tossina per l’intestino dell’adulto! Molti soggetti di asiatici o africani per esempio sono totalmente incapaci di digerire lo zucchero del latte, il lattosio, con conseguenze dannose per la salute! Perchè ostinarci dunque? Per poi non parlare del fatto che è assolutamente innaturale bere il latte di un’altra specie senza averne effettivo bisogno. Raro infatti, ma assolutamente commovente è la possibilità che un animale di una specie allatti quello di un’altra..ma solo per estrema necessità! Nel caso dell’uomo, invece, il consumo di latte di altre specie, di mucca in particolare, sin dai primissimi anni di vita è considerato fisiologico e raccomandabile, nonostante il latte vaccino, previsto per la crescita del vitello, sia molto diverso per composizione rispetto al latte di donna! Dunque io direi: “ad ogni Mammifero il proprio latte”, e a questa regola deve adeguarsi anche l’Uomo!

Naturalmente queste mie argomentazioni non vogliono assolutistiche o convincervi per forza a non assumere più il latte, si tratta di considerazioni e valutazioni diverse e direi altrettano valide, tra tante voci piene di lodi per il latte vaccino! Per chi comunque fosse interessato a bere latte di origine vegetale, vi assicuro che ne troverete beneficio, sia per la linea che per la salute, avete molta scelta, da quello di soya a quello di riso, mandorla, cocco…buoni e genuini!

Assaggiare per credere! 🙂

LEGUMI: LA CARNE DI CHI SCEGLIE DI ESSERE IN SALUTE

legumi

Lenticchie, fagioli, piselli and Co, rappresentano una valida scelta di pasto, soprattutto per gli importanti valori nutritivi e per l’economicità del prezzo. Una volta si diceva che i legumi erano la carne dei poveri. Oggi potremmo ribattezzarli la carne dei sani. Già perchè l’elevato valore nutritivo può davvero sostuire le proteine della carne, così si possono preparare tante ricette semplici e gustose a con il vantaggio di spendere poco senza perdere, anzi acquistando valenza nutritiva. I legumi sono un pasto completo davvero per tutti: dagli adulti ai bambini, fino agli anziani, che spesso per problemi legati all’età hanno problemi digestivi e metabolici.I legumi sono ricchissimi di proteine vegetali, ma a differenza di carni, salumi, uova, formaggi, hanno zero colesterolo e pochissimi grassi, appena il 3%, per questo rappresentano davvero una scelta nutritiva vincente. L’ideale è abbinare i legumi ai cereali, preferibilmente all’interno dello stesso pasto o nel corso della giornata: così ci si assicura l’apporto di tutti gli amminoacidi essenziali, perfetta la zuppa di lenticchie con i crostini, cous cous ai ceci, o la pasta con i fagioli. È sbagliato, invece, accostare i legumi ad altri alimenti proteici: carne e fagioli, tonno e fagioli, spezzatino con i piselli sono pietanze troppo cariche di proteine e caloriche che affaticano la digestione. Oltre ad un buon valore proteico, offrono una potente azione antiossidante, apportano inoltre fibra, vitamine del gruppo B e sali minerali quali ferro, calcio, fosforo, potassio e magnesio. I legumi si trovano secchi, oppure già cotti e conservati nelle lattine. Io consiglio quando si ha un po’ di tempo di prediligere quelli secchi, che devono essere messi in ammollo in acqua per almeno 8 ore (tipo la sera prima) per reidratare il seme e poi il giorno successivo può essere cucinato come si preferisce. La scelta del legume secco permette di evitare l’eccesso di sale, che spesso è presente in abbondanza nei prodotti in lattina, inoltre, è sempre meglio quando è possibile prediligere alimenti cucinati e cotti al momento per poter preservare i valori nutritivi e per evitare i conservanti presenti nei prodotti a lunga conservazione.
L’unica problematica che solo inizialmente e ad una categoria ristretta di consumatori si può verificare è il gonfiore addominale e la flatulenza. Questi due effetti diciamo “collaterali” del consumo di legumi sono dovuti principalmente agli oligosaccaridi, composti che il corpo non può né digerire né assorbire, e così una volta arrivati nell’intestino i batteri li scompongono producendo gas. Per ridurre la quantità di oligosaccaridi che causano la produzione di gas, aggiungere all’acqua di ammollo dei legumi bicarbonato di sodio, (un cucchiaino) e durante la cottura mettere una foglia di alloro, o salvia, o un pezzo di alga Kombu. Altro trucco per evitare il gonfiore è frullare i legumi preprarti trasmondoli in passato, in questo modo la buccia che è quella responsabile dell’effetto indesiderato è scomposta e quindi maggiormente digeribile, oppure ancora acquistare legumi decorticati, come le lenticchie rosse tipiche dello svezzamento. In ogni caso, abituandosi un pò per volta a digerire i legumi, il problema del gonfiore e della faltulenza scompariranno con il tempo.

E’ iniziata la stagione delle piogge e della neve, cosa c’è di meglio di un buon pasto caldo la sera? Almeno due volte a settimana scegliete i legumi: per un’alimentazione sana e completa! 🙂

Aloe Arborescens: curarsi con la natura.

aloe arborescens vs aloe vera

Si parla sempre più spesso dell’Aloe Arborescens, come panacea per tutti i mali, ma si tratta di bufale o dietro si nasconde una verità sconcertante e scomoda per i colossi delle case farmaceutiche?

L’Aloe Arborescens Miller, detta anche aloe a candelabro, è una specie medicinale di Aloe, originaria dell’Africa centro-meridionale. Cresce spontaneamente nella provincia del Capo, in Mozambico, in Zimbawe e Malawi. Oggi viste le importanti proprietà curative, questa varietà è diffusa in tutto il mondo, dall’Europa, fino alla Russia e al Giappone. Poichè contengono poca acqua, le sue foglie, sono hanno un’elevata concentrazione di principi attivi. Tuttavia, l’impiego nella farmacologia ha costi molto elevati per le difficoltà connesse alla sua lavorazione industriale, quindi non vi è investimento da parte delle case farmaceutiche. Più facile invece è trovare preparazioni casalinghe o galeniche (in erboristeria, o piccole ditte di prodotti naturali), spesso anche molto efficaci.

Le principali proprietà della pianta sono:

  • eliminazione dal corpo di tossine ristagnanti nei tessuti e negli organi;
  • stimolazione di metabolismi dei vari organi equilibrando le cellule umane;
  • la capacità di rigenerare la pelle dopo scottature, bruciature dovute al sole, al fuoco, all’olio.
  • stimolazione delle difese immunitarie

Di conseguenza i relativi utilizzi possono interessare l’organismo in generale, con particolare accento a:

  1. DEPURAZIONE: L’aloe è in grado di disintossicare l’organismo dalle tossine. Non solo, i suoi saccaridi aderiscono alle pareti dell’intestino formando una barriera protettiva che impedisce l’assorbimento di sostanze dannose.
  2. STIMOLAZIONE INTESTINALE: L’aloe è un’alleata del sistema digestivo: stimola la flora batterica e l’eliminazione dei rifiuti, migliorando al contempol’assorbimento delle sostanze nutritive (ma non degli elementi dannosi). Per questo motivo riduce gli effetti collaterali dei farmaci sull’apparato digerente come acidità di stomaco, crampi e stitichezza.
  3. ATTIVITA’ ANTITUMORALE: Come abbiamo appena visto l’Aloe è particolarmente efficace nel prevenire differenti tipi dI CANCRO (colon, prostata, seno, polmonni, ovaie e cervello). Non solo, questa pianta è un valido supporto a radioterapia e chemioterapia, in quanto ne limita gli effetti negativi come perdita di capelli, nausea, bruciature.
  4. AZIONE LENITIVA: L’aloe offre un sollievo immediato alle punture di zanzare ed altri insetti, di meduse e perfino di ortica. Il suo potere lenitivo si estende anche alle scottature (sia quelle in cucina sia quelle dovute al troppo sole)
  5. AZIONE RIGENERATIVA TESSUTALE (CAOGULANTE): L’aloe è in grado di riparare rapidamente tessuti e membrane, perciò viene utilizzata non solo sulle ustioni ma anche su ferite, eczemi e vesciche, per accelerare la guarigione.
  6. IGENE E CURA DELLA PELLE: L’aloe ha un ‘azione dermoprotettiva, idratante ed emolliente. Per questo motivo tale pianta viene abbondantemente utilizzata dall’industria della bellezza in prodotti di ddetergenza. L’estratto di aloe è un eccezionale balsamo in quanto rende i capelli lucidi, e protegge il cuoio capelluto. L’aloe infine è un efficace battericida: per questo può essere utilizzata all’interno di una corretta igene dentale, pulisce i canali e contrasta la placca. Inoltre la sua azione coagulante è efficace anche sull’afte, e sulle ferite interne al cavo orale.

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Padre Romano Zago, un frate cattolico attivo in una comunità di Rio in Brasile, fu il protagonista di numerose guarigioni, anche da gravi malattie (come il cancro), attraverso l’uso e la somministrazione di una mistura composta da Aloe Arborescens, alcool e miele di acacia. Le potenzialità terapeutiche di tale preparazione sono ancora soggetto di studio da parte della scienza, come sempre sorpresa e priva di risposte, davanti a cotanta potenza della natura. Tuttavia è necessario e doveroso da parte mia, ricordare che tali testimonianze non vogliono alimentare false speranze, a chi è affetto da gravi malattie, ma creare  piuttosto un’approccio alternativo alla malattia, dove soprattutto in alcuni casi e in determinati soggetti vige la regola del “tentar non nuoce”. Io dico sempre che la natura è in grado di fornirci tutto quello di cui abbiamo bisogno….la questione è saper scovare e impararae ad apprezzare e ad utilizzare nel modo giusto ciò che ci offre. Non esistono piante miracolose che curano in due giorni, esiste un approccio alla propria salute, al proprio corpo e alla natura tale da permettere ad alcune piante (l’aloe tra queste, o l’artemisia, di cui parlerò prossimamente in un altro articolo), di fare quelli che chiamiamo “miracoli”. Ciò che l’uomo comune oggi definisce miracolo è qualcosa che non sà accettare, perchè cresciuto ed educato nella società del farmaco, della chimica, delle case farmaceutiche. In una società in cui, le cure naturali o definite “alternative” sono additate come moderna stregoneria e specchio per le allodole. Questa condizione rappresenta invece solo il frutto della nostra ignoranza nonchè dell’ipocrisia e la crudeltà delle case farmaceutiche annebbiate dalla sete di denaro. Non sto dicendo che bevendo l’intruglio di Padre Zago, o prendendo capsule di Artemisia, scofiggerete sicuramente il cancro, ma sto dicendo che è neccessario informarsi, conoscere le proprietà, scoprire e studiare le qualità delle piante medicinali, e diffondere i risultati delle ricerche e delle sperimentazioni (anche se personali e casalinghe), fornendo quindi spunto a coloro che stanno male, e consigliando quindi gratuitamente le cure che ne derivano.

Imparare a conoscere noi stessi e quello che fa bene, in modo più profondo rispetto a quello che ci hanno insegnato e che ci hanno abituato a fare è il primo passo per avere dei risultati quando si tratta di cure naturali.  La consapevolezza e la volontà sono la vera cura.

Io personalmente non ho utilizzato l’Aloe Arborescens contro il cancro perchè fortunatamente non ne ho avuto bisogno, ma posso dirvi che l’ho utilizzato insieme al mio compagno per altri problemi e abbiamo avuto forte beneficio. Ho usato una preparazione acquistata in internet al sito ALOE PLANET con la quale mi son trovata davvero bene. Sia io, come depurativo, che il mio ragazzo che soffriva di intestino irritabile e problemi digestivi, abbiamo trovato ottimo beneficio dopo solo una confezione. Con la dose io di 1 cucchiaio al mattino, e lui, di 3 cucchiai al giorno (uno prima di ogni pasto). I primi giorni, c’è stato un leggero effetto lassativo, dovuto ai componenti disintossicanti dell’aloe, poi con il passare dei giorni, la situazione si è stabilizzata. Questo preparato mi ha colpito perchè è stato fatto secondo ricetta di Padre Zago, quindi assolutamente utile anche per tutti coloro che vogliono approcciarsi a malattie gravi (come il cancro) in modo differente, secondo le orme e gli insegnamenti di questo frate cattolico.

Vi consiglio di andare sul sito a vedere di cosa parlo! 🙂

Per accedere al sito CLICCARE QUI

Insomma, migliaia di piante contengono principi attivi in grado di farci stare bene e addirittura di curare gravi patologie come il cancro, l’importante è sempre essere aperti a nuove scoperte e non vivere nella superficialità e nell’ignoranza che ci impone la nostra società. Il vero motto è DISTINGUERSI, e non per fare i paladini della giustizia, ma piuttosto farlo per se stessi e per coloro a cui teniamo.

 

 

 

Affumicato? Certo è buono ma ….No grazie!

speckedolomiti580L’affumicatura degli alimenti è una tecnica antica, che veniva un tempo praticata per lo più per migliorare la conservazione di prodotti altrimenti deperibili. Oggi questa tecnica è superflua per la conservazione dei cibi, in quanto esitono tecniche valide per permettere ai cibi di conservarsi, tuttavia, per alcuni alimenti l’affumicatura è rimasta in voga, in quanto senza non sarebbero più gli stessi! Infatti, grazie alla selezione di vari e specifici tipi di legno, l’affumicatura fornisce un importante contributo al colore, al sapore e all’aroma caratteristico di alcuni prodotti alimentari.
Gli esempi più classici sono lo speck, che non sarebbe più il prodotto che è senza affumicatura, la provola affumicata, che senza l’insostituibile contributo dell’affumicatura non sarebbe più la stesso formaggio e ancora il salmone che tutti adorano sui crostoni con il burro proprio per il suo sapore caratteristico! L’affumicatura avviene per via di sostanze presenti nel fumo con il quale l’alimento viene a contatto. La combustione è lenta e senza fiamma e il sapore dipenderà dal tipo di legno utilizzato, quali appunto i principali sono quercia, castagno, noce, pioppo, acacia, betulla, faggio, acero: piante che non devono essere resinose come nel caso delle conifere.
A seconda della temperatura del fumo impiegato, i prodotti possono essere affumicati a caldo (50-85°C per 2-4 ore), a semifreddo (25-40°C diverse ore) o a freddo (20-25°C per qualche giorno). Mano a mano che la temperatura scende, l’umidità dell’ambiente dev’essere ridotta, mentre i tempi di esposizione devono aumentare (il fumo freddo è utilizzato, ad esempio, per il salmone ed altri alimenti crudi). Il processo di affumicatura si svolge in locali appositi, nei quali viene convogliato il fumo prodotto in camere distinte (affumicatoi o forni per combustione incompleta), preventivamente purificato da filtri di diverso diametro che hanno lo scopo di trattenere le parte corpuscolata più grande definita anche fuliggine.
L’affimicatura degli alimenti oggi ha praticamente perso questa sua valenza conservante e oggi viene perlopiù sfruttata come tecnica di aromatizzazione e per migliorare le caratteristiche organolettiche del prodotto finale, spesso associata all’utilizzo di piante aromatiche quali alloro, maggiorana, timo ecc…però come tante altre tecniche che l’industria alimentare usa per “migliorare” il sapore di un cibo, non è sempre oro quel che luccica! Insomma è vero che alcuni alimenti perderebbero la loro tipicità se non sottoposti ad affumicatura, ma non è forse una motivazione valida se si tratta di preservare la salute del consumatore? Già, perchè infatti come potevate immaginare, l’affumicatura è un trattamento che provoca la produzione di sostanze tossiche e pericolose per la salute, quindi fà male!

affumicatura

Il fumo generato durante l’affumicatura è composto da più di 300 componenti e sarebbe impossibili elencarli tutti, una delle parti più importanti è rappresentata dai fenoli e dagli idrocarburi aromatici, che certo sono importati portatori di sapore e profumo, ma sono anche sostanze tossiche per la salute. Ma vediamoli meglio nel dettaglio.
Variabili anche in base alla legna utilizzata, tra  componenti del fumo ricordiamo la formaldeide, i composti fenolici e gli acidi alifatici (da formico a caproico), che esercitano un’azione conservante, ma sono anche altamente cancerogeni. Altre sostanze potenzialmente tossiche, sono gli idrocarburi policiclici aromatici, come il benzopirene. E’ vero che queste sostanze vengono a contatto solo con l’esterno ell’alimento in questione (formaggio, speck, ecc..) ma siccome l’affumicatura è un processo piuttosto lungo, il tempo con il quale l’alimento rimane a contatto con il fumo, permette che queste sostanze possano entrare in profondità conferendo il sapore caratteristico!
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Per limitare l’emissione di tali sostanze, sono state adottate una serie di accorgimenti nella preparazione della legna impiegata per l’affumicatura che ne hanno sostanzialmente ridotto la nocività, (questo è ciò che ci dicono i produttori). Tuttavia per preservare la salute io sconsiglio fortemente l’abitudine a mangiare questi alimenti, senza arrivare al maniacale, è possibile renderli alimenti occasionali, (come il salmone sui crostoni a natale), cercando però di mangiarli il meno possbile nella propria quotidianeità! Non cimentatevi per nessun motivo nell’affumicatura casalinga o “artigianale” che spesso risulta essere più dannosa dell’industriale, a causa dell’utilizzo di legni non adatti, di tempi non corretti e soprattutto della temperatura non controllata. Esistono reti di acciaio, fatte ad ombrello, o come delle pentole, create apposta per gli amanti del fai-da-te, bè io vi sconsiglio fortemente di operare questa pratica! Mi stupisco che in alcuni siti, blog sul web, venga consigliata l’affumicatura casalinga come metodo semplice ed ecologico per cucinare!!!!

Forse non sanno di cosa parlano…!

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Conclundendo, gli alimenti affumicati dovrebbero quindi avere un ruolo marginale nella nostra alimentazione, ed essere preferibilmente consumati in associazione a verdure meglio se crude per controbilanciare la loro tossicità!
Sia per la tecnica di affumicatura che soprattutto per il comune impiego congiunto di nitriti come conservanti, un consumo eccessivo di tali alimenti è infatti considerato uno dei  maggiori fattori di rischio per il cancro allo stomaco, acidità e infezione da Helicobacter Pylori, associato ovviamente alla predisposizione genetica e famigliare.
 

 

 

 

 

 

Giappone: non solo bontà ma anche salute e bellezza!

giappone-in-cucinaCome molti di voi sanno sono tornata da poco dal mio viaggio di nozze, che mi ha portato ad esplorare e conoscere al meglio la cultura Giapponese, non solo quella mistica e religiosa (schintoismo e buddismo) bensì anche e soprattutto quella culinaria, che mi ha davvero riservato piacevoli sorprese!  🙂 Quello che noi occidentali conosciamo della loro alimentazione è solo una piccolissima parte che è stata importata nei nostri paesi e svolge oggi un ruolo di gran moda!
Io sono una buon gustaia, mi piace mangiare e mi piace mangiare bene. Prediligo cereali, frutta e verdura, non mangio quasi mai la carne, mangio invece uova e talvolta il pesce, cercando quello fresco e non di allevamento, anche se non è sempre facile averne la certezza! Ho potuto notare da vicino, che in Giappone, la popolazione, specialmente quella che vive ancora fuori città e che quindi non è fagocitata dalla produzione, dal lavoro e dal consumismo, vive bene, non soffre di patologie degenerative tipiche della nostra società, come diabete, ipercolesterolemia, obesità ecc…e inoltre i giapponesi, dimostrano circa dieci anni in meno di quelli che hanno….!

Queste loro particolarità possiamo racchiuderle in 5 alimenti che loro prediligono e che giocano secondo la mia opinione, un ruolo fondamentale nella salute e nella bellezza di questo popolo.

1)Riso: uno degli alimenti più semplici e disintossicanti che esista. Importante fonte di carboidrati altamente saziante ma allo stesso tempo facilmente digeribile grazie all’assenza di glutine, il riso rappresenta a tutto gli effetti l’alimento prediletto dai giapponesi: è il loro pane. Non esiste pasto in Giappone che non sia accompagnato da una ciotola di riso bianco bollito, da accompaganre ad un contorno di verdure o un piatto a base di pesce, viene servito persino con il tè pomeridiano e ha ottime proprietà nutrizionali. Con il riso fanno davvero tutto, dai dolci fino al vino (il famoso sakè). Non c’è sa stupirsi che siano tutti così in forma dalle loro parti! 🙂

2) Pesce e alghe: secondo alimento per importanza in Giappone è sicuramente il pesce con le alghe. Alimento proteico per eccellenza, ma poverissimo di grassi, contiene infatti solo “grassi buoni” omega 6, e forse sì un po’ di mercurio…ma daltronde non si può voler tutto! Le alghe permettono di insaporire i piatti, rendendoli gustosi ma non salati. Ricche di iodio, aiutano l’attività tiroidea, aumentando il metabolismo e quindi rendendo il fisico più snello e sodo! (Chiamali scemi! )

3) La soia: fonte di fitoestrogeni è l’alleata prediletta delle donne giapponesi. Germogli di soia freschi in insalata arricchiscono il loro pasto giornaliero, e la salsa di soia insaporisce piatti e sushi. Non manca mai a pranzo o a cena una buona razione di soia! Ed ecco che la pelle è turgida, i capelli sono folti e lucenti, le rughe appaiono dopo negli anni e più spianate….non c’è donna in giappone che non ami la soia!

4) Tè verde: altamente antiossidante, in Giappone passa direttamente dai campi di coltivazione alle tazze dei giapponesi! Colazione, pranzo, merenda e cena sono i momenti in cui lo bevono. Sì, avete capito bene; bevono il tè caldo durante il pasto. Se si pranza in un ristorante tipico giapponese, a tavola verrà portata una tazza di tè caldo a testa. Come per noi l’acqua per loro è il tè. Devo dirvi che è un’abitudine piacevole, primo perchè così si beve meno durante il pasto, (solo una tazza di liquido e non ci si gonfia con l’acqua gasata), secondo perchè caldo facilita la digestione e in terzo luogo perchè fa bene e aiuta a smaltire più velocemente quello che si mangia!  (Furbi i nostri giapo! ) 🙂

5) La verdura scottata: la ciotola di cavolo scottato non manca mai! Solo saltato in padella, ancora croccante con un pizzico di salsa di soya è una delle verdure predilette dai giapponesi che anche in questo caso fanno il carico di antiossidanti! E poi cipolla, carote e bietole sono le altre preferite, sempre appena scottate, giusto da sentirle calde.

Ricette-di-cucina-giapponese

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Da quello che avete appena letto non è difficile comprendere la longevità e la bellezza di questo popolo! Usano alimenti semplici, evitano condimenti grassi, (non esiste olio,burro o maionese), non usano formaggi, mangiano poca carne e prediligono quella bianca, mangiano pasta (noodles) di grano saraceno, non usano alimenti raffinati o lievitati. La loro cucina è genuina e va ben oltre il semplice nutrirsi, ma come da loro cultura millenaria, usano il cibo per stare in salute. Il pasto è un rito e lo gustano con piacere e dedizione. Certo, nelle grandi città vedi giapponesi sfrecciare per le strade con la vaschetta di sushi in mano, o di riso saltato alle verdure, magari mangiano pranzo in metro o sul treno per correre al lavoro, ma vi assicuro che quando possono sedersi e assaporarsi un buon pasto tranquilli, è un piacere fermarsi e osservarli!

 

 

 

“NON ESISTE PREVENZIONE CONTRO IL CANCRO?”… …”COL CAVOLO!” ;)

indexE’ iniziata la stagione delle Crucifere, (cavolo, cavolfiore, verza, cavoli di Bruxelles, broccoli, cavolo nero, ravanello, rapa, rafano, rucola, senape, ecc..), ortaggi saporiti e pieni di propietà salutari per la salute. Effettivamente, tra tutti gli ortaggi commestibili, le crucifere sono probabilmente quelle che contengono la più grande varietà di molecole fitochimiche con proprietà antitumorali. L’attività antitumorale è dimostrata attiva contro il neuroblastoma (un tumore maligno embrionario caratteristico del bambino) nei carcinomi della mammella, del colon e della prostata.
Ovviamente quando parliamo di alimentazione, parliamo di prevenzione e mantenimento del benessere, e non di cura della malattia già coclamata, ma d’altronde,  non possiamo che considerare la prevenzione una delle miglior cure per la nostra salute! 🙂
Oltre a numerosi polifenoli presenti anche in altri alimenti protettivi, le Crucifere contengono un’elevata concentrazione di sostanze chiamate glucosinolati.
Queste sostanze sono responsabili dell’odore pungente e del sapore piccante di alcune delle piante che li contengono.
Se in natura i glucosinolati scoraggiano l’aggressione della pianta da parte di insetti ed erbivori, nell’uomo sembrano esplicare la medesima attività nei confronti delle cellule tumorali, in quanto inibiscono alcune fasi della carcinogenesi ed inducono l’apopotosi di numerose linee cellulari, per questo sono fra gli ortaggi con più spiccate proprietà antitumorali.
Contrariamente alla maggior parte delle sostanze fitochimiche, importanza dei glucosinolati nella prevenzione del cancro attraverso l’alimentazione non è direttamente legata a queste molecole, ma alla loro capacità di liberare dua classi di sostanze che possiedono una forte attività antitumorale, gli isotiocianati e gli indoli. Durante la masticazione, le cellule della pianta vengono frantumate, in modo che tutti gli scomparti presenti nelle cellule, normalmente separati, si mescolino tra loro. In seguito alla frantumazione infatti, l’enzima mirosinasi viene liberato dai vacuoli cellulari, in questo modo, la gluconofenina (principale isotiocianato), viene immediatamente trasformato dalla mirosina in sulforafano, una potente molecole antitumorale.
In altre parole, le molecole antitumorali delle crucifere sono presenti allo stadio latente negli ortaggi originali, e vengono trasformate in sostanze antitumorali attive durante la masticazione. A causa della complessità di questo meccanismo, vanno tenuti in considerazione altri fattori per aumentare al massimo l’assorbimento di queste importanti sostanze. In primo luogo, è importante considerare che i glucosinolati sono idrosolubili: la bollitura quindi dovrebbe essere evitata. In secondo luogo, l’enzima mirosina è molto sensibile al calore, (non a caso l’odore dei cavoli diviene tanto più intenso quanto più prolungata è la cottura, indice della liberazione dello zolfo), questo, giustifica l’impiego di tali alimenti sempre freschi/crudi o al massimo sottoposti ad una delicata cottura al vapore.
Per garantire la maggior quantità di molecole antitumorali apportate dalle crucifere e per renderle più appetibili, è consigliabile quindi stufarle rapidamente oppure saltarle in padella.

Gnam gnam, mi viene la quolina in bocca!! 🙂
Stasera crauti per tutti!

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Avvertenze:
L’elevata concentrazione di isotiocianati in alcune verdure gli ha valso la qualifica di alimenti “gozzigeni”; in effetti, tali sostanze inibiscono l’incorporazione dello iodio e la formazione di tiroxina, rallentando la funzionalità tiroidea. Quindi se il consumo di iodio nella dieta non è equilibrato, e si hanno problemi tiroidei, assumere non più di 2 volte a settimana.

 

La ghiandola a forma di farfalla regola il benessere di tutto l’organismo.

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La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla dal peso di circa venti grammi posta immediatamente sotto il pomo di Adamo, svolge un ruolo fondamentale nel controllo delle cellule e dei vari tessuti dell’organismo con una forte influenza sulle molteplici funzioni corporee (peso corporeo, colesterolo, battito cardiaco, vista, massa muscolare, ciclo mestruale, stato mentale, cute e capelli). Una funzione importante è svolta anche dal sistema nervoso centrale, tramite l’ipotalamo e l’ipofisi (produttore dell’ormone TRH o tireotropina) che regolano e controllano il trofismo della ghiandola e la produzione necessaria all’organismo dei due ormoni tiroidei: la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4). Gli ormoni tiroidei hanno due effetti principali, quello di regolare il metabolismo basale, e quello di aumentare la velocità di utilizzazione delle sostanze energetiche. Alcune persone senza saperlo hanno dei problemi più o meno gravi di tiroide, l’importante è non confondere una piccola variazione dei livelli ormonali con problemi più gravi! La tiroide è un organo soggetto ad andamento oscillante: in pratica durante la giornata una persona sana ha una tiroide che passa normalmente da uno stato di eutiroidismo ad ipotiroidismo, per poi tornare ad eutiroidismo e successivamente ad ipertiroidismo, e così via in continuazione. Può essere quindi che a seconda dell’orario del prelievo, i valori di toroide siano lievemente spostati risptto al normale, quando i livelli di TSH sono spostati di poco, non è il caso di intervenire farmacologicamente ma piuttosto rifare gli esami, avendo cura di spostare l’esame di alcune ore…tipo invece di farlo alle 08.00…se è possbile, chiedere di effettuarlo verso le 11.00, sempre a digiuno, ma dopo alcune ore dal risveglio…potrete notare che i valori saranno differenti dai precedenti! Questo dimostra che non esiste un valore fisso al quale affidarsi. Qualora i valori, risultassero uguali a quelli precedenti, si dovrà prendere in considerazione di quanto il valore è spostato e scegliere l’approccio migliore.

Per fare in modo che la tiroide lavori bene, è giusto prendersi cura di questo piccolo organo che seppur spesso trascurato ha invece un’importanza rilevante nel benessere dell’organismo. Se per esempio hai tanto TSH nel sangue la toride è stanca! Cosa si può fare per aiutarla? Se i valori si spostano di poco da quelli ottimali e i sintomi che il lieve ipotoroidismo porta sono solo “estetici” (difficoltà al dimagrimento, stanchezza, capelli e unghie fragili, tendenza a sbadigliare ecc.), possono essere di aiuto la fitoterapia e alcuni accorgimenti nutrizionali.

La prima avvertenza qualora si decida di seguire un trattamento fitoterapico di stimolazione della tiroide è quella di non esagerare con le dosi e la durata della cura. La tiroide è una ghiandola delicata che non può essere troppo sollecitata. Le terapie che suggerisco qui vanno seguite per cicli di 1-2 mesi, per 2-3 volte l’anno.

La pianta più conosciuta per stimolare la produzione degli ormoni tiroidei è un’alga marina ricca di iodio, frequente lungo le coste dell’Atlantico e del Pacifico, il Fucus vesiculosus. Dopo 4 settimane sostituire il Fucus con il gemmoterapico di Avena sativa, che ha un’azione di modulatore toroideo: se ne bevono 50 gocce al giorno per un altro mese. Prepararsi una tisana a base di timo tutti i giorni, oppure assumerlo sotto forma di estratto secco.

Per stimolare la tiroide, è fondamentale anche integrare la dieta quotidiana per cicli di un mese a ogni cambio di stagione con alimenti ricchi di iodio (pesce, alghe, frutti di mare). La tiroide, prima di tutto, funziona a regime se si consumano molta verdura e frutta, e soprattutto insalate di germogli di soia, broccoli, spinaci e rape. Evitare di consumare troppi cereali raffinati e i latticini che, assunti in eccesso, possono determinare un rallentamento metabolico. Mangiare tanta frutta, specie se di stagione, è fondamentale per aiutare la tiroide a lavorare bene…spesso le persone che hanno problemi alla tiroide, in particolare, hanno un lieve ipotoroidismo (valore elevato di TSH), mangiano poca frutta, ossia meno di 3 porzioni al giorno…questo porta a carenze di vitamine e sali minerali essenziali per il suo corretto funzionamento. Ricordarsi quindi, di colmare le carenze di vitamine e minerali anche con integratori di vitamine del gruppo B, ferro, selenio, zinco, rame.

Qui sotto vi elenco alcuni dei rimedi fito-gemmoterapici utili per lenire le disarmonie tiroidee: (fonte: www.erbavita.com)

Avena: modulante tiroidea
Biancospino: attenua tachicardia e ipereccitabilità per chi ipertiroideo
Boswellia serrata: tiroiditi croniche
Cardiaca: indicata nelle tachicardie, nella cura dell’ipertensione arteriosa e dell’ipertiroidismo (controindicata in gravidanza).
Cavolo bianco: ha attività sedativa sulla tiroide
Erba medica: modulante tiroidea
Finocchio: modulante tiroideo
Fucus: contiene un certo quantitativo di iodio (sconsigliato nelle tiroiditi o noduli tiroidei).
Marrubio d’acqua: attività antitireotropa. Consigliata nella terapia dell’ipertiroidismo
Melissa: attività antitireotropa. (sconsigliata nell’ipotiroidismo)
Sanguinello: contrasta l’esoftalmia, i tremori, il dimagrimento e la tachicardia.
Timo: riduce i livelli ematici di TSH, con diminuzione della produzione di ormoni tiroidei.
Uncaria tormentosa: modulante tiroidea
Verbena: modulante tiroidea
Viburno Lantana: ha un’azione regolatrice tiroidea

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.