NATUROPATIA ENERGETICA: la malattia vista come alterazione del proprio stato energetico

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Enjoying the sunTroppa confusione oggi più che mai, esiste dietro la misteriosa figura del Naturopata. “Curatore”, “ciarlatano”, “mezzo medico”,” persona che cura con le piante”….tutte queste sono affermazioni tanto errate quanto giustificate dal fatto che purtroppo esistono soggetti che abusano di corsi ed attestati per praticare nel campo della malattia.
Al vero naturopata, inteso come consulente della salute, la malattia non deve interessare…in una scala che va da -100 a +100 nel quale mezzo sta lo 0 (zero) inteso come omeostasi del nostro stato di salute, la medicina tradizionale, la farmacologia, ma anche la medicina alternativa, intesa come approccio allopatico, operano da 0 a -100 (cioè nella malattia), mentre il naturopata, ha il compito di operare da 0 a +100, ossia nella salute e nel benessere. Non fraintendemi, questo non vuole dire che un soggetto “malato” non debba andare dal naturopata, ma piuttosto che il naturopata non debba agire cercando di capire come “curare” la sua così detta malattia ma piuttosto come promuovere la sua salute e il suo benessere, operando sullo stile di vita. Questo primo per non sfociare nell’abuso di professioni che non lo competono e secondo perchè l’importanza del benessere sta ne positivo e non nel negativo. Oggi siamo continuamente tartassati da messaggi che ci fanno pensare alla malattia: pubblicità alla tv, su riviste, programmi televisivi, cartelloni pubblicitari….tant’è che se non ce l’abbiamo ce la facciamo venire! Se ci pensate bene questi messaggi cercano sempre di trovare una spiegazione in una qualche sintomalogia dell’organismo: “Hai mal di testa, sei tressato? Potrebbe essere una carenza di Magnesio, assumi il magnesio!, “Dolori e bruciori addominali ti colpiscono? Ecco la pastiglia che fa per te! ” “Non farti bloccare dalla diarrea prendi Imodium!” ecc.. ecc…Quello che dobbiamo chiedere a noi stessi e che il Naturopata, ha il compito di portare in evidenza, è invece: “Ho mal di testa, mi sento stressata, perché? Ho forse bisogno di una pausa?” “Ho la diarrea, sto male? Come mai? Perchè devo bloccare un’espressione del mio corpo? Per rimanere al lavoro? Per continuare a produrre? A guadagnare?”  Quello che bisogna guadagnare sono soprattutto la salute e qualità della vita, aspetti che la società ci ha porato a dimenticare e che è compito del Naturopata energetico riportare a galla.
La malattia per il Naturopata, deve essere il risultato di uno squilibrio emozionale, che se persiste nel tempo perchè trascurato produce la malattia nel corpo fisico. Per questo, ritengo che l’approccio giusto del Naturopata, non sia quello di “curare”, rischiando oltre tutto di sfociare nel reato dell’esercizio abusivo della professione medica, bensì quello di riequilibrare, sotto forma di consulenza, addestramento alla salute, formazione ecc..lo squilibrio emozionale del campo energetico del soggetto, agendo quindi sulle cause e non sugli effetti. La personalità del soggetto ha più importanza del corpo nel trattamento della malattia, così che il rapporto di empatia che si instaura tra il cliente e il naturopata è aspetto fondamentale di un giusto approccio alla salute. La naturopatia tende a dimostrare che la vita è armonia, la condizione dell’essere dentro ad un ritmo, e che la malattia invece è discordanza, una parte dell’essere che non vibra all’unisono. La medicina, ma non solo, direi l’immaginario comune di “salute” (anche quello di alcuni soggetti che si ritengono naturopati), si sforza di rimpiazzare carenze interne, utilizzando dall’esterno sostanze o rimedi che servono solo per tamponare un problema che è ben più profondo, ben più radicato in ognuno di noi. Non voglio essere fraintesa in quello che dico: non si esclude il ricorso all’intergazione, al rimedio naturale come alle piante o ai fiori nella naturopatia energetica, bensì lo si applica come strumento per raggiungere la salute e non come rimedio. La differenza è sottile e potrebbe non essere compresa da tutti, quind mi spiego meglio. Il fiore di Bach per esempio potrà essere utile sul piano simbolico e analogico, perchè permette al cliente di portare all’attenzione il suo disturbo, dicendolo ad alta voce, ammettendolo a se stesso. Il fiore dovrà rimediare il concetto di armonia e di equilibrio naturale verso cui tendere e ciò potrà avvenire solo utilizzando il rimedio come accompagnamento di una terapia fondata sulla consapevolezza di ciò che si deve modificare del proprio stile di vita per “ri-armonizzarsi” con se stesso e con l’ambiente. Ma gli effetti benefici, chiarisco, non verranno direttamente dal rimedio, bensì dall’attivazione psicologica, endocrina e neurologica che consegue al fatto che il clinte ha deciso di prendersi cura di sè e di mettere in discussione sè stesso e la propria vita. Osservo purtroppo sempre più frequentemente come nella naturopatia tradizionale, l’uso dei rimedi intesi come “poratatori di proprietà energetiche”, viene invece paradossalemnte sfruttato in senso medico allopatico convenzionale, in quanto spesso questi prodotti vengono semplicemente proprosti commercialmente come alternativa “naturale” rispetto ai farmaci di sintesi (al disturbo, il rimedio). Il naturopata non è un erborista! Non è questo a parer mio lo spirito della naturopatia , la quale non è nata come alternativa alla farmacologia ufficiale, per quello ci sono altre figure professionali. Quello che invece i rimedi intesi come “fonti energetiche” contengono, è la qualità energetica del loro simbolismo, rimandando a significati più profondi rispetto a quelli banali e superficiali a cui si riferiscono alcuni “apprendisti naturopati” nella cura alternativa di patologie di competenza medica. In realtà come detto prima, quello che funziona davvero dal punto di vista della naturopatia energetica, è proprio il particolare rapporto empatico che si viene ad instaurare tra terapeuta e cliente, rispetto al quale rapporto, i rimedi fungeranno da catalizzatori, da stimolo, da innesto, per avviare ed accellerare il raggiungimento o il proseguimento dello stato di salute. I rimedi saranno quindi veicoli di informazione, non l’informazione stessa.
Forse alcuni di voi che leggono e che magari hanno seguito o stanno seguendo scuole di naturopatia (in particolare alcune famose che non voglio citare), non si troveranno d’accordo…o forse sì, non saprei. Tutto dipende da come avete voluto intraprendere questa esperienza di vita e da cosa vi ha portato a intraprenderla. Tante di queste scuole insegnano per anni rimedi di tutti i tipi per curare qualsiasi malattia, dalle piante, ai fiori, i colori e i cristalli, i massaggi e quant’altro,facendo spendere oltre tutto molto denaro per farvi avere conoscenze che tanto non potrete sfruttare e che non sono e non possono essere legalmente alla base della professione di Naturopata, inteso come consulente della salute quale è. Che voi sappiate tutti gli effetti collaterali delle piante antrachinoniche per esmpio, ( e per quello che pagate spero che le sappiate), poca importanza ha nel reale scopo di riequilibrio energetico che sta alla base dell’approccio naturopatico. Perchè per esempio di una persona stitica, molte cose si dovranno sapere e molteplici approcci dovranno essere intrapresi prima di arrivare al lassativo, che il soggetto potrebbe farsi consigliare, inoltre senza pagare il consulto dal suo medico di famiglia, dal farmacista o dall’erborista di fiducia. Se il cliente viene da voi è perchè vuole di più. Non deve sfuggire al naturopata la considerazione che la persona stitica di solito è una persona che tiene le cose dentro, che ha difficolatà nel lasciarsi andare, magari ci sono aspetti della sua quotidianeità che influiscono sull’attività intestinale, magari l’alimentazione, la frenesia dell’andare al lavoro, la preoccupazione dei figli, la paura di aprirsi o di non essere corrisposti in amicizia o in amore…qual’è la causa della sua stitichezza? Quante cose potranno uscire da un buon colloquio..tantissime direi! E quante soluzioni? Altrettante! Ma per un buon naturopata, nessuna di queste sfocerà MAI in un lassativo. La cura consisterà in un processo di acquisizione graduale di consapevolezza in cui anche se si vorrà dare un rimedio fitoterapico, questo fungerà sempre e comunque da supporto simbolico nel rappresentare analogicamente il problema di cui il cliente vuole liberarsi, rappresentando lo strumento, la strategia e l’attegiamento che utilizzerà per migliorare la sua vita e quindi risolvere il suo “problema” sempre con l’aiuto e il supporto del terapeuta.

Io sono ancora agli inizi nella professione di Naturopata, addirittura ancora non sto esercitando in quanto non ho ancora partita IVA ecc..tuttavia, a scanso di equivoci preciso chiaramente che il mio sconsigliare l’uso dei rimedi nel senso allopatico del termine non è dovuto ad una mia non conoscenza, ad una mancanza di tempo o ad un non approfondimento ecc…in quanto io sono dottoressa laureata in Farmacia e specializzata in cure naturali, fitoterapiche e omeopatiche, quindi di conoscenze ne ho, e putroppo e per fortuna ho conosciuto l’ambiente della malattia e del rimedio a tutti i costi ed è stato proprio quel mondo ad allontanarmi dalla mia professione per portarmi verso qualcosa di più profondo. Con le mie conoscenze io posso spaziare dall’anatomia alla fisiologia, dalla biochimica alla patologia, ma credo che non sia questo l’approccio giusto e che per questo ci siano appunto altre figure professionali che neanche tanto ammiro. (Vedi la classe medica) La malattia fisica, pur essendo il risultato di un’alterazione energetica, non è altro che un sintomo di per se stesso. I rimedi usati nella medicina tradizionale (compresi quelli in cui operavo io fino a quando ero ancora in farmacia), alleviano i sintomi fisici della malattia ma non eliminano la causa sottostante, lo stato mentale che ha il soggetto.

Curare la personalità del paziente e il suo stile di vita e non la malattia, credo debba essere il principio del Naturopata, inteso come io veramente lo vedo.

2 pensieri su “NATUROPATIA ENERGETICA: la malattia vista come alterazione del proprio stato energetico

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