ESTRAZIONE & CARATTERISTICHE DEGLI OLII ESSENZIALI

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distillazione-acqua-profumataGli olii essenziali a differenza di ciò che si può pensare, pur essendo sostanze grasse, oggi non vengono estratti attraverso l’uso di sostanze lipofile. Un tempo, presso le popolazioni antiche, come Egizi, Greci e Romani, gli o.e. venivano estratti attraverso il grasso animale. Questo veniva spalmato su apposite lastre e su di esso venivano appoggiati petali di fiori, foglie, legni e tutte le parti di pianta che, appasendo, impregnavano il grasso della loro essenza. Il grasso veniva poi raccolto e utilizzato puro, direttamente come unguento curativo opure, si recuperava solo l’essenza separandola dal grasso con sostanze solventi. Oggi si conosce la principale proprietà degli olii essenziali che è quella di essere volatili, chi più, chi meno, per questo motivo esistono tre differenti metodi di estrazioni ma tuttavia, quello ancora più utilizzato e prediletto è la distillazione in corrente di vapore.

1) DISTILLAZIONE IN CORRENTE DI VAPORE

Questo metodo di estrazione è di gran lunga il più utilizzato, soprattutto per quelle piante che hanno alto indice di volatilità. (Dopo vedremo di cosa si tratta). In questo tipo di estrazione vengono utilizzati dei distillatori, dal funzinamento direi semplice ed intuitivo. La parte vegetale da trattare viene posta in un cestello a griglie, attrraverso il quale passerà il vapore prodotto dall’acqua che viene fatta bollire nel contenitore al di sotto della griglia. Il vapore, passando attraverso estrae e trasporta con sè nell’altro contenitore l’essenza, passando attraverso una serpentina a sua voltacontenuta in uno spazio refrigerante. L’abbassamento della temperatura nella serpentina porta il vapore ad essere acqua ed olio che non essendo miscelabili scendono in un contenitore, ma rimangono divisi. (L’olio galleggia sull’acqua.) A questo punto, partono da questo contenitore due rubinetti separati, uno per far fluire l’acqua e l’altro per estrarre gli olii essenziali. Se osservate l’immagine che ho voluto usare per questo articolo il meccanismo risulterà ancora più chiaro. 🙂 Va ricordato inoltre che l’acqua ottenuta dalla distillazione, non vien buttata, in quanto contiene tutte le sostanze idrofile presenti nella pianta. Viene quindi conservata e utilizzata come acqua aromatica.

2) SPREMITURA

Questo è un metodo dedicato soprattutto alle essenze estratte dagli agrumi (arancio, limone, bergamotto, cedro, madarino, pompelmo). Il meccanismo si esegue a freddo e non richiede l’utilizzo di solventi chimici. Si utilizza una pressa meccanica a freddo, sminuzzando e pressando la buccia con l’aggiunta di poca acqua. La mistura di acqua e olio Essenziale viene successivamente poi, separata in una centrifuga.

3) ESTRAZIONE CON SOLVENTI

Questo metodo di estrazione degli olii essenziali è quello diciamo più moderno, ma anche meno sicuro per l’utilizzo degli olii essenziali a scopo terapeutico, soprattutto se assunti per via orale. Infatti, alcuni solventi usati per l’estrazione potrebbero rimanere in piccole tracce nell’olio degradando quindi e modificando il suo grado di purezza. Il metodo prevede l’utilizzo di solventi molto volatili (etere, alcool), nei quali la pianta viene immersa a macerare. In seguito, la soluzione viene esposta ad evaporazione e si estrae l’olio. L’estrazione con i solventi i utilizza per estrarre gli olii essenziali dalle resine. Sono prodotti ottenuti da materiale resinoso naturale sottoposto ad estrazione alcolica. (Raramente a distillazione in vapore). I residui di solventi possono spiegare le allergie spesso derivante dell’uso topico di questi o.e. Abbiamo così i balsami (il Balsamo del Tolù, il Balsamo del Perù, il Benzoino), le resine (Lentisco, Ambra), le oleoresine (Balsamo di Copaiva, Trementina) e le gommoresine oleose (Incenso e Mirra).

Gli olii essenziali hanno caratteristiche chimico-fisiche ben precise, le più imporatnti da menzionare sono:

  • La volatilità: indica la velocità con cui gli olii essenziali evaporano se esposti all’aria ed è distinta in tre diversi livelli, chiamati toni. I toni superiori (o valori massimi) vanno da 1 a 14, vengono quindi persi nell’ambiente con più facilità e tra questi abbiamo per esempio l’eucalipto globuloso. I toni medi ( o valori medi) vanno da 15 a 60 e rappresentano la fetta più grande, di cui fanno parte la maggior parte delle essenze. La loro attività è soprattutto sulle funzioni organiche e sul metabolismo. Tra gli olii essenziali principali abbiamo, rosmarino, bergamotto, cipresso. In fine i toni base (o valori basso) vanno da 61 a 100, hanno un’azione importante a livello del SNC, principalmete di carattere sedativo ed appartengono a questa classe essenze estratte da fiori, resine e legni, come per esempio il sandalo, il geranio, la salvia, la cannella, la lavanda.
  • La solidificazione: è una proprietà imporatnte perchè indica la purezza dell’essenza. Le essenze pure infatti raggiungono uno stato quasi semisolido se poratate a basse temperature.
  • La densità: indica la viscosità e la compatezza dell’olio essenziale e può variare da 0,8 a 1,2 determinandola con un particolare strumento, chiamato densitometro. I valori di densità possono dare dei suggerimenti sulla composizione dell’olio in esame. Per esempio, se la percentali di idrocarburi o alcoli è alta la densità dell’olio sarà vicino al valore 1, mentre questo valore viene superato se nell’olio ci sono dei composti ossigenati.

NB: Ricordo quindi che la distillazione in corrente di vapore e la spremitura a freddo sono i due soli modi di estrazione degli Oli Essenziali compatibili con un utilizzo terapeutico.

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