PSIORIASI e ALIMENTAZIONE: esiste un legame?

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E’ risaputo ormai come la dieta assuma un ruolo importante nella prevenzione e nella cura della psioriasi e come vero e proprio approccio terapeutico per evitare lo sviluppo appunto di malattie infiammatorie immuno-mediate. Un’alimentazione scorretta è quindi dimostrabile che sia in grado di indurre significativi peggioramenti nel quadro clinico dei soggetti affetti da psioriasi. Anche se la letteratura popolare contiene già diverse documentazioni e raccomandazioni dietetiche per la psioriasi, la letteratura scientifica, sempre sciettica, è ancora limitata a riguardo. La più forte evidenza dietetica legata alla psioriasi è il sovrappeso, cosicchè la perdita di peso in generale e  le diete gluten-free, sono l’approccio alimentare con riscontro maggiormente positivo tra quelle consigliabili. Il sovrappeso è fortemente legato a cellule dell’infiammazione così come la psioriasi essendo una malattia infiammatoria sistemica cronica, tuttavia si sono riscontrati anche nel sangue di soggetti con psioriasi alti livelli di specifici markers di malattia celiaca, facendo quindi concludere che una drastica riduzione dei cibi contenenti glutine, possa migliorare significativamente la manifestazione patologica.

psoriasi

alimenti-cibi-ricchi-grassi-sani-buoniI comportamenti dietetici da prediligere, ponendo l’attenzione sui singoli nutrienti sono:

  • Grassi “buoni”: acidi grassi omega 3,6, 9, contenuti in pesce, olii vegetali, frutta secca e semi oleosi in generale.
  • Vitamine del gruppo B, C, D, E e carotenoidi dando particolare importanza alla vitamina D in virtù del suo potere immuno-modulatorio.
  • Antiossidanti: licopene, glutatione, selenio, zinco, inositolo
  • Frutta e verdura fresca  (alcalinizzanti sistemici)
  • Cereali integrali prediligendo quelli a chicco, ma è concessa anche la pasta integrale purchè sia integrale davvero!!

Alimenti da ridurre:

In generale, vanno ridotti tutti gli alimenti ad alto contenuto di proteine e grassi animali e quelli ad alto contenuto di Acido Arachidonico (che ha attività pro-infiammatoria sull’organismo), quali tutti i salumi e gli insaccati, i formaggi stagionati, carne rossa, uova, burro, panna e derivati, cereali raffinati e lavorati, alcolici. Da evitare anche la cioccolata e il caffè in quanto sostanze pro-infiammatorie e acidificanti sistemiche.

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Non bisogna dimenticare il ruolo fondamentale che l’equilibrio della flora batterica ha sulle patologie infiammatorie autoimmuni. L’utilizzo quindi abituale di probiotici nei soggetti con psioriasi, sarebbe desiderabile, avendo lo scopo di ristabilire il macrobiota intestinale, formato per di più da bifidobatteri e lactobacilli. I benefici da loro apportati alla salute comprenderebbero un miglioramento della funzione della barriera intestinale, una significativa attività antinfiammatoria, la modulazione del sistema immunitario, la produzione di enzimi, vitamine  e metaboliti attui al miglioramento del metabolismo dei nutrienti che si assumiamo con l’alimentazione, prioprietà che possono contribuire al controllo delle patologie immuno-mediate di carattere infiammatorio quali la psioriasi.

Spero di esservi stata utile…come sempre vi ricordo che per ogni informazione sono disponibile all’indirizzo info@essenzialmentenaturale.it

Per chi fosse interessato ad una CONSULENZA PERSONALIZZATA, legga il regolamento alla pagina “Consulenze Naturopatiche” e mi scriva in privato alla mail indicata sopra.

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

 

 

BAMBINI, DENTINI e GENITORI

Rendo del tutto ufficiale la mia gravidanza….dopo diversi articoli su essa, sicuramente tanti di voi lo avevano già intuito, tuttavia perchè non ufficializzarlo? Ormai la mia pancia è evidente, le rotondità si notano ed è inutile nasconderlo alla ventesima settimana! 🙂 Passato il periodo peggiore di nausee e disturbi vari, proprio perchè mi trovo ad affrontare questo periodo tanto particolare ed importante per la vita di una donna ho deciso di portarmi avanti e parlare anche di bambini, partendo da un avvenimento che in tanti attendono con curiosità e gioia e tanti altri temono per paura che il piccolino soffra: la dentizione!

bambino-dentizione7-622x420La dentizione è un evento fisiologico nella vita del bambino, ma anche del tutto “personale”. Per cui può accadere che un bimbo metta i dentini senza soffrire, mentre un altro abbia un’eruzione dentale dolorosa, spesso accompagnata anche disturbi generalizzati passeggeri che possono variare da intensità a durata.

Innanzi tutto è importante riconoscere l’arrivo della dentizione in modo da affrontarlo nel giusto modo. Quali sono dunque i segnali che annunciano l’arrivo di un dentino??

Se hai riconosciuto uno o più sintomi fra quelli elencati, è molto probabile che il tuo bimbo stia per mettere un dentino. Di solito dai primi sintomi al giorno dell’eruzione passano massimo 5 o 6 giorni. In questa fase spesso “difficile” per il bimbo è bene che la mamma e il papà siano i più comprensivi possibile, disponibili e pazienti verso il piccolo che si lamenterà di frequente. Esistono dei piccoli accorgimenti che si possono adottare per alleviare i disturbi che caratterizzano questo periodo.

  • Massaggiare delicatamente le gengive con una pezzuola bagnata di acqua molto bimbo-neonato-dentinifredda o prodotti specifici (io preferisco i naturali) che servono ad alleviare il fastidio, tipo Chamodent baby gel, dentinale natura, miele rosato ecc..
  • Usare anelli da dentizione refrigerati, il freddo infatti diminuisce il dolore e l’infiammazione.
  • Utilizzare prodotti specifici naturali, di solito omeopatici per alleviare il dolore e l’infiammazione, nonchè per diminuire tutta una serie di sintomi caratteristici della dentizione.

chamodent-homeopatia-medicamento-mama natura-dhu iberica-denticion-naturalL’omeopatia rappresenta una soluzione interessante per alleviare i disturbi della dentizione,è pratica da somministrare e vista la estrema diluizione dei rimedi non esistono effetti indesiderati a riguardo. Con essa è bene agire fin dai primi sintomi per correre subito al riparo. Fra i prodotti che posso consigliarvi ci sono: CAMILIA della Boiron, fialette liquide da dare direttamente al bimbo da bere nella dose di 3 fialette al giorno, a base di camomilla, rheum, phytolacca. Altro prodotto importante è in suppostine, molto utili quando subentrano insonnia e febbriciattola, il nome è VIBRUCOL della Heel , nella dose di 3 al dì, oppure anche solo una prima di coricarsi, a base di camomilla, belladonna, dulcamara, pulsatilla, calcarea carbonica. In granuli abbiamo invece CHAMODENT granuli appunto, da assumere nella dose di 5 granulini ogni 15 minuti fino all’attenuarsi dei sontomi (fase acuta) per poi passare a 5 granuli 4 volte al dì per mantenimento. Fra i prodotti in granuli ci sono ovviamente anche tutti i rimedi dell’omeopatia unicista, di solito rimedi che sono già contenuti in questi prodotti che vi ho elencato.

Il calendario dei dentini è pressochè uguale per tutti i bimbi, quello che può variare è piuttosto il periodo di eruzione. Per primi ci sono sempre gli incisivi laterali e centrali che di solito insorgono fra i 5 e i 15 mesi, poi ci sono i 4 premolari che insorgono fra i 10 mesi e i 16, i canini tra i 16 e i 20 mesi, quando ormai lo svezzamento è più che avanzato, così da permettere di sminuzzare bene il cibo e per ultimi i molari dopo i 20 mesi. Insomma, si può dire che intorno ai 2 anni la trafila dentini dovrebbe essere del tutto terminata, dando così un pò di respiro sia ai genitori che ai piccolini che hanno passato mesi fastidiosi! Una volta spuntati i dentini, è bene intraprendere una buona igene orale, utilizzando uno spazzolino a setole morbide, senza dentrificio fino ai 3 anni, e lavando i dentini con un movimento verticale, dall’alto verso il basso e viceversa, mai in orrizzontale per evitare di scollare le gengive ancora molto delicate.

Spero con questo articolo di essere utile a giovani mamme come me, e perchè no anche giovani papà un pò inesperti ma curiosi ed aperti a nuove conoscienze!

Bacio alla prossima

 

 

LA GASTRITE: quando lo stomaco ci parla.

gastrite-emorragicaLa gastrite ha un fondamento in qualcosa di più profondo, qualcosa dentro noi stessi, un disagio, una sofferenza, che poi si ripercuote inevitabilmente dal punto di vista medico sulla nostra salute. L’infiammazione della mucosa gastrica porta a dolori e bruciori che chi prova descrive come una fiamma che divampa e spesso sale fino in bocca portando anche allo spiacevole reflusso (tipica conseguenza della gastrite). Il rilascio eccessivo di acido nello stomaco, meccanismo che caratterizza questa patologia, provoca irritazione delle pareti gastriche, che si ripercuote gravamente sulla quotidianeità della persona affetta, che non riesce più ad alimentarsi con lo stesso appetito, che soffre a stomaco vuoto ma spesso ancor di più in digestione e che spesso si trova costretta a vomitare per svuotare lo stomaco da quell’eccesso di acido. Ma da cosa è scatenata davvero la gastrite?

La gastrite ha una forte componente psicologica, che spesso l’associa a persone indexstressate, soggetti che hanno un rapporto difficile con le emozioni che difficilmente riescono a gestire. Chi soffre di gastrite spesso ha nella vita un atteggiamento apparentemente diverso da quello che è realmente, spesso si vuole sembrare più forti di quello che si è, più duri, più indipendenti per soddisfare le aspettative altrui (che siano famigliari o lavorative poco importa). In questo modo lo stomaco mette in atto la sua sonora protesta, riversando nell’ambiente che lo caratterizza la sua aggressività che si manifesta con l’eccesso incontrollabile di acido. Per questo molte volte prima di pensare ad una terapia farmacologica, è bene guardarsi dentro e cercare cosa nel proprio modo di essere o di vivere possa aver scatenato così tanta ostilità da parte dello stomaco! La gastrite ha di per sè infatti diversi aspetti simbolici, come dolori o situazioni soffocanti che siamo costretti ad affrontare, situazioni che ci hanno preso alla sprovvista o per quali non eravamo ancora pronti. Quando accompagnata da nausea e vomito, c’è un’esigenza di espulsione da parte del nostro organismo di qualcosa che prorprio non “ci va giù”, situazioni alle quali non ci siamo ancora adattati e che il corpo esprime come un rifiuto, come qualcosa da eliminare. Molto importante è non rinnegare tutti questi segnali, i primi campanelli di allarme possono essere importanti per prevenire peggioramenti e cure farmacologiche che aimè quando la situazione è troppo grave è necessario attuare!

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Ascoltiamo sempre la voce che giuda dentro…e non dimentichiamo che ogni disagio ogni malattia è un messaggio per noi da parte del nostro corpo e che la guarigione se lo vogliamo è sempre a portata di mano! 🙂

Clistere SI o Clistere NO?

2140Buongiorno a tutti, dopo qualche settimana di vacanza, ritorno sui vostri schermi con un argomento un po’ scottante anzi direi “ingombrante”…ahahahaha 🙂 L’abitudine a liberarsi l’ultimo tratto dell’intestino con clisteri, artigianali o già pronti che siano.

Personalmente posso dirvi che non condivido assolutamente la pratica della pulizia intestinale con il clistere, tanto meno il lavaggio intestinale, che ritengo sia più dannoso che altro visto che portando via le tossine con se porta via anche la nostra preziosa flora intestinale. Aimè non tutti la pensano come e non ho sicuramente la presunzione di ritenere di essere nel giusto, sono qui solo per esporvi la mia opinione. Ci sono casi in cui dico Sì al clistere ed altri in cui  lo condanno.  Vero è che fin dai tempi degli antichi il clistere era utilizzato per pulire l’organismo da scorie ed accumuli, ma diciamo che oggi possiamo ritenere la scienza e le nostre conoscenze tali da avere la possibilità di usare strumenti diversi e soprattutto capire che l’uso del clistere rende possibile la pulizia dell’ultimo tratto dell’intestino, e non certo della totatlità di esso, lungo metri e ricco di anse e insenature…per cui la “piacevolezza” e il benessere che si può raggiungere dopo essersi fatti un clistere risulta del tutto illusorio. Oltre tutto perchè spingere l’intestino a lavorare con delle forzature? Qual’è il modo migliore per rieducare l’intestino a lavorare bene e disintossicarsi? Il digiuno secco dei 7 gg, quindi bere, tisane, succhi freschi, aloe ecc, ma non introdurre nessun alimento, se vi interessa parleremo anche di questo in seguito…

E qual’è la migliore pulizia che si possa fare per il nostro intestino?Sicuramente è quella che parte dalla bocca, cioè l’ inizio del nostro apparato digerente e non certo la fine, e la possiamo effettuare con la dieta dei 7 limoni, con l’abitudine a bere tutti i giorni a digiuno una tazza di acqua calda e limone, con l’abitudine ad usare succo d’aloe depurativo e disinfiammante, bere tisane e soprattutto con delle buone abitudini alimentari.

Sapete cosa vi dico? C’è un momento in cui il clistere può ritenersi utile, ed è in caso di influenza intestinale e dissenteria. Voi starete pensando: questa è pazza!! Eppure pensateci bene: quando stiamo male di intestino è perchè il nostro corspo sta cercando di liberci da qualche sostanza tossica, irritante o dannosa (come visrus o batteri), se voi gli remate contro con un “tappo”, fisico o chimico, (tipo il vostro amato Imodium) non è che fate bene al vostro organismo, anzi non potete che peggiorare la situazione. Se invece utilizzate una cannula la dove non batte il sole il benessere è garantito nel giro di poco, perchè effettuate una pulizia meccanica forzata aiutando lo stesso intestino a liberarsi da ciò che lo irrita. Ovviamnete dovrete utilizzare per almeno il mese successivo fermenti latttici, avebdo cura di cambiare ceppi batterici tutte le settimane per colonizzare bene e nuovamente le pareti intestinali.

E voi cosa ne pensate?

 

Cellulite: la circolazione che parla.

5-esercizi-di-ginnastica-contro-la-cellulite_a51662cdb5ff4f74611667af60954c45Chi di noi non ha un po’ di cellulite? Anche la più magra e la più bella delle ragazze ha un pizzico di cellulite, perchè la cellulite è donna, è ormoni, è mamma, è fertilità! Quindi davanti a qualche buchetto niente panico, la cellulite ci fa preoccupare quando è molta, visibile ad occhio nudo in abbondanza e dolorosa al tatto, magari accompagnata da sovrappeso. Ne ho già parlato altre volte quindi già sapete che si tratta di un infiammazione dei tessuti, dovuta però per lo più da una cattiva circolazione. E’ inutile quindi cercare di eliminare la cellulite senza andare alla causa del problema, ossia la circolazione affaticata!

Per questo un buon programma anticellulite si articola in quattro mosse vincenti!

1) Curare l’alimentazione, facendo attenzione ad introdurre frutta fresca e  drenante, come ananas, melone, anguria, specia a stomaco vuoto, diminuire alimenti incriminanti come fritti, insaccati, salumi e farinacei raffinati e sale.

2) Curare la circolazione con integratori fitoterapici che contengano il “tris sgonfia gambe” : rusco, meliloto e bromelina per stimolare il drenaggio linfatico e prevenire ma anche contrastare l’accumulo dei liquidi, oltre a disinfiammare i tessuti grazie all’azione della bromelina.

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3) Effettuare trattamenti estetici mirati: massaggi e fanghi, o anche bendaggi freddi che possono essere prepararti anche in casa per chi non ha le possibilità di andare dall’estetista. I fanghi possono essere prepararti con argilla verde, acqua un cucchino di olio di iperico e 20gtt di olii essenziali anticellulite come rosmarino, origano, menta piperita, arancio dolce, cipresso, pompelmo. Rendere ben omogeneo l’impasto e applicarlo 3 volte alla settimana per le prime 2 settimane, poi 2 volte alla settimana per tutta l’estate. Riguardo ai massaggi è possbile anche qui effettuarli da soli, la sera ritagliandosi un momento di tranquillità, con olio o unguneto rimodellante prepararo da voi, con ingredienti simili ai fanghi. Per essere efficace l’automassaggio deve essere di almeno 15minuti e va ripetuto tutte le sere o a sere alterne.

4) Usare dei drenanti e depurativi fitoterapici,  a base di betulla, pilosella, gramiglia, tarassaco, bardana, tè verde, ecc…. in commercio ne esistono tantissimi, scegliete voi, o fatevi consigliare dal vostro farmacista quello più adatto alle vostre esigenze! 🙂

Un’estate con queste 4 mosse vi farà essere liberi dalla cellulite, sentire in forma e in salute, ma sopratutto bene con voi stessi!

Parola di essenzialmente naturale ^_-

 

 

GRAVIDANZA: certe volte c’è qualche disturbo (PARTE1: primo trimestre)

gravidanza-03Buonasera a tutti, ho deciso di dedicarmi maggiormente alla gravidanza, l’allattamento e lo svezzamento in quanto mi sono accorta essere argomenti che effettivamente ho trascurato! Quindi a grande richiesta  sopratutto da parte di voi che mi seguite, ho deciso di iniziare con  l’elenco dei disturbi della gravidanza e le relative “cure” naturali, o rimedi naturali per cercare di alleviarli!

Oggi parliamo dei disturbi che caratterizzano il primo trimestre.

I disturbi che caratterizzano i primi tre mesi spesso sono campanello di allarme per la donna, che si accorge dunque di essere incinta. Sono di solito, nausea, vomito, seno gonfio, perdite vaginali, sonnolenza ingiustificata, cambiamenti di umore. Tuttavia tanti di questi sintomi si possono verificare anche nella sindrome mestruale, quindi non allarmatevi se non state cercando un bambino e avete alcuni di questi sintomi prima del ciclo, non siete incinta, ma semplicemenete donne! =_=”’ Ahahahahhaha 🙂

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Analizziamoli uno alla volta:

  1. Nausea e vomito: si tratta di un disturbo soggettivo che non tutte le donne hanno e che sopratutto non si verifica sempre allo stesso modo! Può essere che si abbia fastidio a sentire alcuni odori, o a mangiare determinati alimenti che prima si adorvano, ma tutto ciò cambia da donna a donna. La nausea è dovuta all’insediamento dell’embrione, e ai cambiamenti ormonali, in particolare all’aumento dei progestinici. Tra i consigli che amo dare in questi casi ci sono le tisane a base di zenzero che aiutano parecchio, tenere sempre a portata di mano alimenti asciutti e non fastidiosi, crostini o crackers a base di cereali integrali ovviamente. Prediligere pasti serali a base di carboidrati leggeri che di solito coprono le nausee notturne.
  2. Dolore al seno e seno gonfio: per molte donne questo più che un disturbo è ritenuto una fotuna, perchè l’ingrossamento del seno spesso e volentieri fa piacere a donne snelle ede esili con poco seno, tuttavia può essere comunque fastodioso perchè può provocare dolore al tatto. E’ dunque importantissimo già dai primi tempi avere cura del proprio seno massaggiandolo con oliii naturali , ammorbidendo il capezzolo con creme e burri ma preparandolo anche all’allattamento attraverso l’utilizzo di asciugamani spessi e ruvidi. Per il dolore è bene prediligere reggiseni morbidi, senza coppa che abbraccino e sostengano bene il seno.
  3. Perdite vaginali: le perdite di cui parlo io sono ovviamente quelle non patologiche che si manifestano con colore biancastro e non rosso! Queste perdite possono essere dovute al cambiamento di pH dell’area genitale, per evitare l’instaurarsi della Candida, è bene adottare fin da subito detergenti ad attività disinfettante ma anche lenitiva. (No alle Lavande con teatree oil o altri olii essenziali come pompelmo ecc) Per mantenere in buon stato la flora batterica vaginale è bene assumere fermenti lattici e tisane a base di cannella Ceylon che ha naturale attività disinfettante ed antimicrobica.

 

Ad ognuno il suo: LE DIATESI DELL’OLIGOTERAPIA

oligoelementi_bigNessuno si è mai chiesto come mai ognuno di noi sembra destinato a soffrire spesso degli stessi disturbi? Come se vi fosse una vera e propria predisposizione individuale di origine costituzionale ad ammalarsi di una determinata malattia. Ebbene sì! La risposta a questa “PREDISPOSIZIONE” sta nelle diatesi di Janques Menetrier, il padre dell’oligoterapia, che classificò le persone in diatesi, valutando la predisposizione di alcuni soggetti alla stessa patologia. Le quattro diatesi raguppano quindi le persone che hanno reazioni simili a determinati agenti, e sono quindi curabili con un certo tipo di oligoelemento, o con più oligoelementi. Da queste osservazioni, Menétriér ha individuato anche dei sottogruppi diatesici, ossia persone che pur avendo la stessa patologia hanno però modalità reattive differenti, ma vediamo nel dettaglio diu cosa si tratta 🙂

Diatesi1: IPERERGICA, presenta un energia vitale non ben distribuita. Si tratta di un soggetto iperattivo al mattino e distrutto alla sera. (Tipica di bambini e giovani adulti.) Questi soggetti sono persone estrose e dinamiche, sensibili sia dal punto di vista emozionale che dal punto di vista immunitario, quindi sono soggetti allergici.

Il loro oligoelemento è il MANGANESE.

Diatesi2: IPOERGICA, presenta una scarsa energia vitale. Si tratta di una persona che ha spesso bisogno di riposare e si sveglia già stanca. Ha una resistenza limitata allo sport e alla fatica e soffre di ricorrenti influenze, sinusiti, tonsilliti, bronchiti ecc…a causa delle basse difese immunitarie. Se non presa in tempo questa diatesi che puòà insorgere anche nell’infanzia spesso può sfociare nella terza.

I loro oligoelementi sono MANGANESE-RAME

Diatesi3: DISTONICA, fisiologica dell’adulto e dovuta allo stress. Presenta un equilobrio irregolare fra il sistema simpatico e parasimpatico, con oscillazioni quindi del SNC. Insonnia, stanchezza, colon irritabile, nella donna vampate di calore, fame nervosa, oscillamento del peso corporeo, problemi circolatori (ipertensione, vene varicose ecc…)

I loro oligoelementi sono MANGANESE-COBALTO

Diatesi4: ANERGICA, tipica dell’anziano ma può colpire precocemente anche adulti o bambini sopratutto molto piccoli. Caratterizzata da a-reattività, limitatissima guarigione, inattività motoria, deficit immunitari caratterizzati da recidive.

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Come abbiamo detto le modalità reattive a tali condizioni possono essere differenti e possono manifestarsi come sottogruppi alle diatesi. Abbiamo due modalità reattive, definite anche sindromi da disadattamento:

  • ipofiso-pancreatica: con disturbi dell’apparato gastroenterico in genere (fegato, intestino, stomaco, pancreas ecc)

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  • ipofiso-genitale: con disturbi dell’apparato urinario-genitale (cistite, dismenorrea, impotenza, menopausa precoce, cisti ovariche ecc…)

I loro oligoelemnti sono ZINCO-RAME

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Una volta scoperta la diatesi di appartenenza, è bene assumere l’oligoelemento del proprio blocco metabolico, almeno da 3 mesi fino a 6 mesi per lavorare bene sul terreno di base, per poi scendere al sottogruppo della sindrome da disadattamento e assumere l’oligolemento prescelto per altri 3 mesi, per un totale di cura che puù arrivare fino ad un anno per ecuperare l’equilibrio e il benessere.

E tu che oligoelemento sei???

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ESEGUI IL TEST RISPONDENDO IN MODO PIU’ SINCERO POSSIBILE…E SCOPRIRAI IL TUO OLIGOELEMENTO*.

*fondamentale capire a quale diatesi si appartiene per poi rivolgersi ad esperto farmacista o medico che saprà indicare ad ogni soggetto il percorso oligoterapico più adatto.

DISTURBI DEL CICLO MESTRUALE? Scegli l’omeopatia! :)

images mestrI disturbi mestruali sono una piaga che si può verificare nella vita di una donna con diverse manfestazioni. Sono poche, elette e fortunate, le donne che possono dire di non aver mai avuto alcun disturbo legato al ciclo o alla menopausa. Il ciclo mestruale infatti, anche se ci ricorda della sua presenza solo durante il flusso emorraggico è in realtà vitale per tutto l’anno e per molti molti anni, fino ad arrivare al climaterio, anche esso accompagnato da disturbi e alterazioni fisiche, energetiche ed emozionali che per alcuni di più, per altri di meno, possono rendere difficile la quotidianeità. Molti di questi disagi si possono risolvere o aiutare con rimedi omeopaticiche che agiscono quindi non solo a livello puramente fisico ma anche mentale ed emotivo.
Vediamo ora insieme i principali disturbi legati al ciclo ormonale della donna e i principali rimedi da utilizzare.

1) AMENORREA: assenza di mestruzioni o mestruazioni molto irregolari. I rimedi da prediligere sono
-Colocynthis 7CH 5granuliX3volte fino alla ricomparsa
-Graphites 5CH 5granuli solo una volta al dì se le mestruazioni sono scarse o irregolari e c’è sovrappeso o menopausa alle porte.
-Pulsatilla 5CH se sono scarse o hanno interruzioni e riprese veloci, tipico delle donne giovani o le adolescenti.
-Sepia 5CH al mattino a digiuno per donne tristi e solitarie che hanno cicli spesso maggiosi di 33gg

2) DISMENORREA: forti dolori addominali dovuti a smasmi della muscolatura uterina. In questo caso prendere 5granuli al giorno per la settimana precedente le metruzioni e poi 5granuli per 3volte al dì durante il ciclo.
-Caulophyllum 5CH, per dolori spasmotici come se qualcos dovesse “venire fuori”
-Magnesia phosphorica 7CH, per dolori a fitte che migliorano con il caldo
-Chamomilla 7CH, da associare se c’è cattivo umore e irritabilità

3) MESTRUAZIONI ABBONDANTI: sono spesso paragonabili a vere e proprie emoraggie e rendono la vita davvero impossibile. Abbassano le riserve dell’organismo, i valori del ferro dando anemia, stanchezza, irritabilità mal di testa e capogiri.
-Ipecacuana 5CH 5granuli la settimana precendente e poi 5grX3 durante il ciclo per coloro che le hanno abbondanti e in anticipo
– Phosphorus 7CH per abbondanti rosso brillante molto fluido 5granulix3
– Ferrum metallicum 5CH, per coloro che soffrono di anemia
– Ambra grisea 5CH, per coloro che hanno presenza di perdite inter mestruali che peggiorano con lo sport. 5granuli per 2 mesi tutte le mattine. 5granuliX3 durante le perdite.

4) MENOPAUSA: fine del periodo fertile e scomparsa graduale del ciclo mestruale, determinato da un calo e dalle fluttuazioni degli estrigeni. Il più caratteristico sintomo della menopausa è la vampata di calore che si può verificare a diversi stadi.
In questo caso l’assunzione prevede 5granuli al mattino per diversi mesi, almeno fino allo scoparire dei sintomi.
-Lachesis 7CH per coloro che hanno la vampata solo al viso.
– Graphites 7CH, per coloro che hanno vampate diffuse su tutto il corpo e palpitazioni
-Sepia 5CH, per coloro che hanno vampata accompaganata da nausea
– Sanguinaria 5CH per coloro che hanno vampate accompagnate da forti arrossamenti (guance, collo e decollete)

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Spero che questi consigli vi possano essere utili e ricordatevi sempre che nessuno dei sintomi che accompaganno il ciclo ormonale della donne devono essere visti come delle malattie, anche se creano disagio, devono essere accolti come elementi caratteristici del mondo femminile. In questo modo potremo davvero essere in contatto con noi stesse, cercando di sentire il più possibile cosa cerca di dirci il nostro corpo e accettandoci come siamo. 🙂

Aloe Arborescens: curarsi con la natura.

aloe arborescens vs aloe vera

Si parla sempre più spesso dell’Aloe Arborescens, come panacea per tutti i mali, ma si tratta di bufale o dietro si nasconde una verità sconcertante e scomoda per i colossi delle case farmaceutiche?

L’Aloe Arborescens Miller, detta anche aloe a candelabro, è una specie medicinale di Aloe, originaria dell’Africa centro-meridionale. Cresce spontaneamente nella provincia del Capo, in Mozambico, in Zimbawe e Malawi. Oggi viste le importanti proprietà curative, questa varietà è diffusa in tutto il mondo, dall’Europa, fino alla Russia e al Giappone. Poichè contengono poca acqua, le sue foglie, sono hanno un’elevata concentrazione di principi attivi. Tuttavia, l’impiego nella farmacologia ha costi molto elevati per le difficoltà connesse alla sua lavorazione industriale, quindi non vi è investimento da parte delle case farmaceutiche. Più facile invece è trovare preparazioni casalinghe o galeniche (in erboristeria, o piccole ditte di prodotti naturali), spesso anche molto efficaci.

Le principali proprietà della pianta sono:

  • eliminazione dal corpo di tossine ristagnanti nei tessuti e negli organi;
  • stimolazione di metabolismi dei vari organi equilibrando le cellule umane;
  • la capacità di rigenerare la pelle dopo scottature, bruciature dovute al sole, al fuoco, all’olio.
  • stimolazione delle difese immunitarie

Di conseguenza i relativi utilizzi possono interessare l’organismo in generale, con particolare accento a:

  1. DEPURAZIONE: L’aloe è in grado di disintossicare l’organismo dalle tossine. Non solo, i suoi saccaridi aderiscono alle pareti dell’intestino formando una barriera protettiva che impedisce l’assorbimento di sostanze dannose.
  2. STIMOLAZIONE INTESTINALE: L’aloe è un’alleata del sistema digestivo: stimola la flora batterica e l’eliminazione dei rifiuti, migliorando al contempol’assorbimento delle sostanze nutritive (ma non degli elementi dannosi). Per questo motivo riduce gli effetti collaterali dei farmaci sull’apparato digerente come acidità di stomaco, crampi e stitichezza.
  3. ATTIVITA’ ANTITUMORALE: Come abbiamo appena visto l’Aloe è particolarmente efficace nel prevenire differenti tipi dI CANCRO (colon, prostata, seno, polmonni, ovaie e cervello). Non solo, questa pianta è un valido supporto a radioterapia e chemioterapia, in quanto ne limita gli effetti negativi come perdita di capelli, nausea, bruciature.
  4. AZIONE LENITIVA: L’aloe offre un sollievo immediato alle punture di zanzare ed altri insetti, di meduse e perfino di ortica. Il suo potere lenitivo si estende anche alle scottature (sia quelle in cucina sia quelle dovute al troppo sole)
  5. AZIONE RIGENERATIVA TESSUTALE (CAOGULANTE): L’aloe è in grado di riparare rapidamente tessuti e membrane, perciò viene utilizzata non solo sulle ustioni ma anche su ferite, eczemi e vesciche, per accelerare la guarigione.
  6. IGENE E CURA DELLA PELLE: L’aloe ha un ‘azione dermoprotettiva, idratante ed emolliente. Per questo motivo tale pianta viene abbondantemente utilizzata dall’industria della bellezza in prodotti di ddetergenza. L’estratto di aloe è un eccezionale balsamo in quanto rende i capelli lucidi, e protegge il cuoio capelluto. L’aloe infine è un efficace battericida: per questo può essere utilizzata all’interno di una corretta igene dentale, pulisce i canali e contrasta la placca. Inoltre la sua azione coagulante è efficace anche sull’afte, e sulle ferite interne al cavo orale.

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Padre Romano Zago, un frate cattolico attivo in una comunità di Rio in Brasile, fu il protagonista di numerose guarigioni, anche da gravi malattie (come il cancro), attraverso l’uso e la somministrazione di una mistura composta da Aloe Arborescens, alcool e miele di acacia. Le potenzialità terapeutiche di tale preparazione sono ancora soggetto di studio da parte della scienza, come sempre sorpresa e priva di risposte, davanti a cotanta potenza della natura. Tuttavia è necessario e doveroso da parte mia, ricordare che tali testimonianze non vogliono alimentare false speranze, a chi è affetto da gravi malattie, ma creare  piuttosto un’approccio alternativo alla malattia, dove soprattutto in alcuni casi e in determinati soggetti vige la regola del “tentar non nuoce”. Io dico sempre che la natura è in grado di fornirci tutto quello di cui abbiamo bisogno….la questione è saper scovare e impararae ad apprezzare e ad utilizzare nel modo giusto ciò che ci offre. Non esistono piante miracolose che curano in due giorni, esiste un approccio alla propria salute, al proprio corpo e alla natura tale da permettere ad alcune piante (l’aloe tra queste, o l’artemisia, di cui parlerò prossimamente in un altro articolo), di fare quelli che chiamiamo “miracoli”. Ciò che l’uomo comune oggi definisce miracolo è qualcosa che non sà accettare, perchè cresciuto ed educato nella società del farmaco, della chimica, delle case farmaceutiche. In una società in cui, le cure naturali o definite “alternative” sono additate come moderna stregoneria e specchio per le allodole. Questa condizione rappresenta invece solo il frutto della nostra ignoranza nonchè dell’ipocrisia e la crudeltà delle case farmaceutiche annebbiate dalla sete di denaro. Non sto dicendo che bevendo l’intruglio di Padre Zago, o prendendo capsule di Artemisia, scofiggerete sicuramente il cancro, ma sto dicendo che è neccessario informarsi, conoscere le proprietà, scoprire e studiare le qualità delle piante medicinali, e diffondere i risultati delle ricerche e delle sperimentazioni (anche se personali e casalinghe), fornendo quindi spunto a coloro che stanno male, e consigliando quindi gratuitamente le cure che ne derivano.

Imparare a conoscere noi stessi e quello che fa bene, in modo più profondo rispetto a quello che ci hanno insegnato e che ci hanno abituato a fare è il primo passo per avere dei risultati quando si tratta di cure naturali.  La consapevolezza e la volontà sono la vera cura.

Io personalmente non ho utilizzato l’Aloe Arborescens contro il cancro perchè fortunatamente non ne ho avuto bisogno, ma posso dirvi che l’ho utilizzato insieme al mio compagno per altri problemi e abbiamo avuto forte beneficio. Ho usato una preparazione acquistata in internet al sito ALOE PLANET con la quale mi son trovata davvero bene. Sia io, come depurativo, che il mio ragazzo che soffriva di intestino irritabile e problemi digestivi, abbiamo trovato ottimo beneficio dopo solo una confezione. Con la dose io di 1 cucchiaio al mattino, e lui, di 3 cucchiai al giorno (uno prima di ogni pasto). I primi giorni, c’è stato un leggero effetto lassativo, dovuto ai componenti disintossicanti dell’aloe, poi con il passare dei giorni, la situazione si è stabilizzata. Questo preparato mi ha colpito perchè è stato fatto secondo ricetta di Padre Zago, quindi assolutamente utile anche per tutti coloro che vogliono approcciarsi a malattie gravi (come il cancro) in modo differente, secondo le orme e gli insegnamenti di questo frate cattolico.

Vi consiglio di andare sul sito a vedere di cosa parlo! 🙂

Per accedere al sito CLICCARE QUI

Insomma, migliaia di piante contengono principi attivi in grado di farci stare bene e addirittura di curare gravi patologie come il cancro, l’importante è sempre essere aperti a nuove scoperte e non vivere nella superficialità e nell’ignoranza che ci impone la nostra società. Il vero motto è DISTINGUERSI, e non per fare i paladini della giustizia, ma piuttosto farlo per se stessi e per coloro a cui teniamo.

 

 

 

CISTITE? RISOLVOLVERLA IN MODO NATURALE

Cistite-Sintomi-Cause-e-Rimedi-naturali-Curarsialnaturale.it_La cistite è un disturbo fastidioso che può colpire donne e uomini indicriminatamente, tuttavia per ragioni puramente antomiche la donna può essere più facilmente colpita da cistite, a causa della contaminazione genito-anale. Cioè i batteri dell’ano passano alla vagina e facilmente possono risalire l’uretra raggiungendo la vescica e provocando infezioni batteriche più o meno gravi. Nella donna, anche l’abbigliemento può essere causa di un maggior sviluppo di cistite, infatti jeans o abbigliamenti troppo stretti tipici del mondo femminile che non permettono la giusta traspirazione della zona genitale soprattutto nella calda stagione, possono portare a surriscaldamento ed infiammazione.

Il disturbo è caratterizzato da

  • bruciore ad urinare
  • urina torbida
  • senso di pesantezza al basso ventre
  • desiderio impellente di urinare

Normalmente la cistite è trattata nella medicina trazionale con antibiotici ed antinfiammatori ad attività antidolorifica, che però spesso e volentieri possono fare più male che bene, e portare soprattutto alle recidive, dovute alla resistenza batterica agli antibiotici e all’effetto antidolorifico illusorio degli antinfiammatori che mitigando il fastidio ci fanno trascurare il problema alla base. In questo articolo voglio consigliarvi i rimedi che io ritengo più efficaci sia per la cura che per la prevenzione della cistite (in particolare per coloro che ne soffrono abitualmente).

1) L’alimentazione è l’approccio che ci dà più risultati in assoluto.

RIEQUILIBRARE IL PROPRIO REGIME ALIMENTARE a poche semplici regole.

  • Assumere molta frutta e verdure: perchè cibi ricchi di fibre e acqua
  • Bere in abbondanza (acqua, tisane, centrifugati e brodi vegetali): non bere crea le condizioni per perchè si instauri più facilmente la cistite
  • Limitare alimenti irritanti quali fritti, cioccolata, tè, caffè, alcool, peperoncino e spezie
  • Consumare succo puro di mirtillo rosso: azione antibatterica
  • Consumare succo puro di ananas: azione diuretica e antinfiammatoria
  • Mangiare cerali integrali per favorire la peristalsi intestinale
  • Usare fermenti lattici vivi (Femelle- Bromatech)

Come vedete ho parlato anche di cibi o prodotti che agiscono a livello intestinale, questo perchè un aspetto fondamentale della cistite è proprio avere l’intestino pulito, quindi come dico sempre prestare attenzione alle proprie funzionalità intestinali ed effettuare la depurazione intestinalie almeno una volta al mese per una settimana. (Sia per chi è stitico che per chi al contrario ha l’intestino facilmente irritabile)

 

2) Depurazione intestinale di 1 settimana

Caratterizzata dal bere tutte le mattine a digiuno una tazza di the verde caldo con il succo di un limone spremuto dentro, eliminare completamente le farine dalla dieta (sia integrali che raffinate), mangiare 2 kiwi al giorno, assumere enterelle cps 1 dopo pranzo e 1 dopo cena. Tutte le sere bere una tisana calda a base di carciofo, cardo mariano e tarassaco in quanto l’attività intestinale è strettamente correlata all’attività epatica e al rilascio di bile che serve proprio per pulire l’intestino dalle tossine in eccesso.

NB: Come vedete, ho inserito i fermenti lattici enterelle, che ovvimante NON dovranno essere presi tutti i mesi, ma piuttosto 3 o 4 volte all’anno. Negli altri periodi potranno essere utilizzati altri fermenti, come Bifiselle, Adomelle, Acronelle ecc..in modo tale da usare diversi ceppi batterici e colonizzare in modo corretto ogni tratto dell’intestino.

3) Stile di vita e consigli pratici

  • Non ignorare mai lo stimolo ad urinare:  rimandare ad urinare, quando per esempio si lavora ecc.. è un abitudine negativa, perchè tende a rendere l’urina più concentrata, mentre è sempre bene pulire frequentemente la vescica per evitare l’adesione di possibili batteri alle pareti vescicali.
  • Curare l’igene intima, sia riguardo ai detergenti, che devono essere adatti all’età della donna (fertile, menopausa, adolescenza ecc..), che rispetto al modo in cui ci si lava. Non lavarsi mai dall’ano verso la vagina ma sempre dalla vagina verso l’ano, in modo tale da non autocontaminarsi
  • Lavarsi sempre dopo i rapporti sessuali per evitare le contaminazioni
  • Usare il meno possibile assorbenti interni e cambiarli spesso
  • Usare la borsa dell’acqua calda sull’addome perchè i batteri sono nemici del caldo, inoltre è utile per favorire il rilassamento dell’addome
  • Predersi dei momenti di relax e pausa per se stessi, perchè la cistite non è solo una malattia batterica ma anche una malattia portata dallo stress e da una non percezione della propria femminilità
  • Eseguire esercizi di ginnastica intima e di rinforzo del pavimento pelvico, evitando ristagni di urina nella vescica perchè rende più elastici i tessuti all’interno.

Prima di spiegarvi cos’è la ginnastica intima sottolineo un aspetto importante: molti dei suoi esercizi si possono fare ovunque perché sono esercizi invisibili. Quindi si possono praticare mentre si fa altro, per esempio si guarda la televisione o si cucina, si è fermi in macchina al semaforo ecc…Se siete a casa tuttavia la posizione migliore per praticarlo è distesa a terra, con le gambe flesse e leggermente allargate. La muscolatura del pavimento pelvico si estende dal pube al coccige e circonda l’apertura della vagina, dell’uretra e del retto. Forma un vero e proprio pavimento che fa da base alla pelvi e offre il sostegno a organi fondamentali quali l’utero, la vescica e la vagina. Se la tua muscolatura pelvica è in cattivo stato, ovvero i muscoli sono poco tonici, i problemi di salute possono essere tanti e riguardano soprattutto i disturbi ginecologici della sfera sessuale e dell’apparato urinario. Per effettuare l’esercizio di rinforzo del pavimento pelvico basta contrarre i muscoli del pavimento pelvico immaginando di trattenere qualcosa in vagina, per esempio un tampone. Poi bisogna contare, facendo delle contrazioni continue, immaginando di stringere e di lasciare andare, stringere e lasciare andare, in alternanza, qualcosa che si vuole trattenere in vagina. All’inizio ovvimente riuscirete a fare poche contrazioni, dalle 15 alle 20, tuttavia un buon pavimento pelvico dovrebbe riuscire a contrarre dalle 50 alle 100 volte in poco tempo, ma non preoccupatevi con un po’ di esercizio potrete migliorare. 🙂 L’importate è sentire bene la contrazione dei muscoli pelvici e della parete della vagina, evitando invece di cotrarre per esempio gli addominali o i muscoli delle cosce. Questo semplice esercizio è già di per sé una riattivazione del pavimento pelvico. Praticandolo 2 o 3 volte al giorno potrà migliorare la tonicità della tua muscolatura. Esistono poi video, e libri che illustrano meglio e in modo più approfondito gli esercizi perchè ce ne sono di diversi tipi, di ginnastica pelvica, alla fine dell’articolo vi darò qualche indicazione.

4) Rimedi fitoterapici

  • Capsule di uva ursina: risulta utile per il benessere del tratto urinario, grazie alla presenza dell’arbutina.
  • D-Mannosio: monosaccaride estratto dal legno di larice o dal legno di betulla, in grado di legarsi ai batteri (in particolare E.coli) chelandoli e poratndoli via con le urine.
  • Tisana di melissa calda almeno 4 tazze al giorno o TM 30gtt 3 volte al dì in fase acuta anche più volte e soprattutto prima di coricarsi, per la sua attività antispastica.
  • Estratto di semi di pompelmo. I semi di pompelmo contengono un’elevata concentrazione di bioflavonoidi e la loro azione battericida si esplica sulla membrana cellulare dei microrganismi, modificandone la permeabilità e le attività enzimatiche, sino alla morte del microrganismo stesso.

Ricordatevi sempre che i rimedi da soli possono essere utili fino ad un certo punto, se noi non modifichiamo la nostra alimentazione, il nostro stile di vita e non disintossichiamo il nostro intestino non riusciremo mai ad ottenere dei risultati duraturi nel tempo e porteremo il nostro fisico a spiacevoli recidive.

Spero che questi piccoli consigli vi possano essere utili sia come prevenzione che come cura alla cisite vi saluto e vi ricordo che per ogni chiarimento, ogni consulto sono sempre disponibile all’indirizzo email o alla pagina FB.

Un bacio a presto

( Libri: Ginnastica Intima Per donne- Simona Oberhammer, Scopri e vivi la tua sessualità con il metodo Feldenkrais-Tina Broccoli)

(DVD: Pelvicore Tecnique by Kari Bo)

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

 

 

 

 

 

 

NATUROPATIA ENERGETICA: la malattia vista come alterazione del proprio stato energetico

Enjoying the sunTroppa confusione oggi più che mai, esiste dietro la misteriosa figura del Naturopata. “Curatore”, “ciarlatano”, “mezzo medico”,” persona che cura con le piante”….tutte queste sono affermazioni tanto errate quanto giustificate dal fatto che purtroppo esistono soggetti che abusano di corsi ed attestati per praticare nel campo della malattia.
Al vero naturopata, inteso come consulente della salute, la malattia non deve interessare…in una scala che va da -100 a +100 nel quale mezzo sta lo 0 (zero) inteso come omeostasi del nostro stato di salute, la medicina tradizionale, la farmacologia, ma anche la medicina alternativa, intesa come approccio allopatico, operano da 0 a -100 (cioè nella malattia), mentre il naturopata, ha il compito di operare da 0 a +100, ossia nella salute e nel benessere. Non fraintendemi, questo non vuole dire che un soggetto “malato” non debba andare dal naturopata, ma piuttosto che il naturopata non debba agire cercando di capire come “curare” la sua così detta malattia ma piuttosto come promuovere la sua salute e il suo benessere, operando sullo stile di vita. Questo primo per non sfociare nell’abuso di professioni che non lo competono e secondo perchè l’importanza del benessere sta ne positivo e non nel negativo. Oggi siamo continuamente tartassati da messaggi che ci fanno pensare alla malattia: pubblicità alla tv, su riviste, programmi televisivi, cartelloni pubblicitari….tant’è che se non ce l’abbiamo ce la facciamo venire! Se ci pensate bene questi messaggi cercano sempre di trovare una spiegazione in una qualche sintomalogia dell’organismo: “Hai mal di testa, sei tressato? Potrebbe essere una carenza di Magnesio, assumi il magnesio!, “Dolori e bruciori addominali ti colpiscono? Ecco la pastiglia che fa per te! ” “Non farti bloccare dalla diarrea prendi Imodium!” ecc.. ecc…Quello che dobbiamo chiedere a noi stessi e che il Naturopata, ha il compito di portare in evidenza, è invece: “Ho mal di testa, mi sento stressata, perché? Ho forse bisogno di una pausa?” “Ho la diarrea, sto male? Come mai? Perchè devo bloccare un’espressione del mio corpo? Per rimanere al lavoro? Per continuare a produrre? A guadagnare?”  Quello che bisogna guadagnare sono soprattutto la salute e qualità della vita, aspetti che la società ci ha porato a dimenticare e che è compito del Naturopata energetico riportare a galla.
La malattia per il Naturopata, deve essere il risultato di uno squilibrio emozionale, che se persiste nel tempo perchè trascurato produce la malattia nel corpo fisico. Per questo, ritengo che l’approccio giusto del Naturopata, non sia quello di “curare”, rischiando oltre tutto di sfociare nel reato dell’esercizio abusivo della professione medica, bensì quello di riequilibrare, sotto forma di consulenza, addestramento alla salute, formazione ecc..lo squilibrio emozionale del campo energetico del soggetto, agendo quindi sulle cause e non sugli effetti. La personalità del soggetto ha più importanza del corpo nel trattamento della malattia, così che il rapporto di empatia che si instaura tra il cliente e il naturopata è aspetto fondamentale di un giusto approccio alla salute. La naturopatia tende a dimostrare che la vita è armonia, la condizione dell’essere dentro ad un ritmo, e che la malattia invece è discordanza, una parte dell’essere che non vibra all’unisono. La medicina, ma non solo, direi l’immaginario comune di “salute” (anche quello di alcuni soggetti che si ritengono naturopati), si sforza di rimpiazzare carenze interne, utilizzando dall’esterno sostanze o rimedi che servono solo per tamponare un problema che è ben più profondo, ben più radicato in ognuno di noi. Non voglio essere fraintesa in quello che dico: non si esclude il ricorso all’intergazione, al rimedio naturale come alle piante o ai fiori nella naturopatia energetica, bensì lo si applica come strumento per raggiungere la salute e non come rimedio. La differenza è sottile e potrebbe non essere compresa da tutti, quind mi spiego meglio. Il fiore di Bach per esempio potrà essere utile sul piano simbolico e analogico, perchè permette al cliente di portare all’attenzione il suo disturbo, dicendolo ad alta voce, ammettendolo a se stesso. Il fiore dovrà rimediare il concetto di armonia e di equilibrio naturale verso cui tendere e ciò potrà avvenire solo utilizzando il rimedio come accompagnamento di una terapia fondata sulla consapevolezza di ciò che si deve modificare del proprio stile di vita per “ri-armonizzarsi” con se stesso e con l’ambiente. Ma gli effetti benefici, chiarisco, non verranno direttamente dal rimedio, bensì dall’attivazione psicologica, endocrina e neurologica che consegue al fatto che il clinte ha deciso di prendersi cura di sè e di mettere in discussione sè stesso e la propria vita. Osservo purtroppo sempre più frequentemente come nella naturopatia tradizionale, l’uso dei rimedi intesi come “poratatori di proprietà energetiche”, viene invece paradossalemnte sfruttato in senso medico allopatico convenzionale, in quanto spesso questi prodotti vengono semplicemente proprosti commercialmente come alternativa “naturale” rispetto ai farmaci di sintesi (al disturbo, il rimedio). Il naturopata non è un erborista! Non è questo a parer mio lo spirito della naturopatia , la quale non è nata come alternativa alla farmacologia ufficiale, per quello ci sono altre figure professionali. Quello che invece i rimedi intesi come “fonti energetiche” contengono, è la qualità energetica del loro simbolismo, rimandando a significati più profondi rispetto a quelli banali e superficiali a cui si riferiscono alcuni “apprendisti naturopati” nella cura alternativa di patologie di competenza medica. In realtà come detto prima, quello che funziona davvero dal punto di vista della naturopatia energetica, è proprio il particolare rapporto empatico che si viene ad instaurare tra terapeuta e cliente, rispetto al quale rapporto, i rimedi fungeranno da catalizzatori, da stimolo, da innesto, per avviare ed accellerare il raggiungimento o il proseguimento dello stato di salute. I rimedi saranno quindi veicoli di informazione, non l’informazione stessa.
Forse alcuni di voi che leggono e che magari hanno seguito o stanno seguendo scuole di naturopatia (in particolare alcune famose che non voglio citare), non si troveranno d’accordo…o forse sì, non saprei. Tutto dipende da come avete voluto intraprendere questa esperienza di vita e da cosa vi ha portato a intraprenderla. Tante di queste scuole insegnano per anni rimedi di tutti i tipi per curare qualsiasi malattia, dalle piante, ai fiori, i colori e i cristalli, i massaggi e quant’altro,facendo spendere oltre tutto molto denaro per farvi avere conoscenze che tanto non potrete sfruttare e che non sono e non possono essere legalmente alla base della professione di Naturopata, inteso come consulente della salute quale è. Che voi sappiate tutti gli effetti collaterali delle piante antrachinoniche per esmpio, ( e per quello che pagate spero che le sappiate), poca importanza ha nel reale scopo di riequilibrio energetico che sta alla base dell’approccio naturopatico. Perchè per esempio di una persona stitica, molte cose si dovranno sapere e molteplici approcci dovranno essere intrapresi prima di arrivare al lassativo, che il soggetto potrebbe farsi consigliare, inoltre senza pagare il consulto dal suo medico di famiglia, dal farmacista o dall’erborista di fiducia. Se il cliente viene da voi è perchè vuole di più. Non deve sfuggire al naturopata la considerazione che la persona stitica di solito è una persona che tiene le cose dentro, che ha difficolatà nel lasciarsi andare, magari ci sono aspetti della sua quotidianeità che influiscono sull’attività intestinale, magari l’alimentazione, la frenesia dell’andare al lavoro, la preoccupazione dei figli, la paura di aprirsi o di non essere corrisposti in amicizia o in amore…qual’è la causa della sua stitichezza? Quante cose potranno uscire da un buon colloquio..tantissime direi! E quante soluzioni? Altrettante! Ma per un buon naturopata, nessuna di queste sfocerà MAI in un lassativo. La cura consisterà in un processo di acquisizione graduale di consapevolezza in cui anche se si vorrà dare un rimedio fitoterapico, questo fungerà sempre e comunque da supporto simbolico nel rappresentare analogicamente il problema di cui il cliente vuole liberarsi, rappresentando lo strumento, la strategia e l’attegiamento che utilizzerà per migliorare la sua vita e quindi risolvere il suo “problema” sempre con l’aiuto e il supporto del terapeuta.

Io sono ancora agli inizi nella professione di Naturopata, addirittura ancora non sto esercitando in quanto non ho ancora partita IVA ecc..tuttavia, a scanso di equivoci preciso chiaramente che il mio sconsigliare l’uso dei rimedi nel senso allopatico del termine non è dovuto ad una mia non conoscenza, ad una mancanza di tempo o ad un non approfondimento ecc…in quanto io sono dottoressa laureata in Farmacia e specializzata in cure naturali, fitoterapiche e omeopatiche, quindi di conoscenze ne ho, e putroppo e per fortuna ho conosciuto l’ambiente della malattia e del rimedio a tutti i costi ed è stato proprio quel mondo ad allontanarmi dalla mia professione per portarmi verso qualcosa di più profondo. Con le mie conoscenze io posso spaziare dall’anatomia alla fisiologia, dalla biochimica alla patologia, ma credo che non sia questo l’approccio giusto e che per questo ci siano appunto altre figure professionali che neanche tanto ammiro. (Vedi la classe medica) La malattia fisica, pur essendo il risultato di un’alterazione energetica, non è altro che un sintomo di per se stesso. I rimedi usati nella medicina tradizionale (compresi quelli in cui operavo io fino a quando ero ancora in farmacia), alleviano i sintomi fisici della malattia ma non eliminano la causa sottostante, lo stato mentale che ha il soggetto.

Curare la personalità del paziente e il suo stile di vita e non la malattia, credo debba essere il principio del Naturopata, inteso come io veramente lo vedo.

FIORI DI BACH

10049_569564359731930_1527397196_nStasera parliamo di FIORI DI BACH, chi ci crede, chi non ci crede..io dico sempre che comunque avere dietro un Rescue Remedy fa sempre comodo! 🙂 Questa è una miscela di cinque fiori (Clematis, Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Star of bethelhem) chiamata anche Five Flowers Remedy appunto.
Bach, fautore della floriterapia, mise a punto questa miscela per tutte quelle piccole o grandi situazioni di emergenza.
In tutte quelle situazioni che richiedono un intervento immediato, dove non è possibile scegliere con calma il rimedio.
La FLORITERAPIA, nasce negli anni trenta, per merito appunto di Edwart Bach, un medico inglese che primo notò una certa corrispondenza fra alcuni fiori ed alcune emozioni o stati d’animo propri dell’essere umano. Ognuno dei trentotto fiori infatti, riequilibra una particolare emozione o stato d’animo se assunto al momento del bisogno. La floriterapia non combatte la malattia , ma sviluppa la qualità che ci permettono di superarla. Se mi chiedo “quale stato d’animo mi fa ammalare?” e mi rispondo “la paura”, allora assumerò Mimilus che infonde coraggio. Se sono disperato invece Gorse, che dà sparanza. La caratteristica del sistema di rimedi floreali di Bach è la semplicità, ossia bisogna analazzare semplicemente se stessi e le proprie emozioni, che si ripercuotono sulla nostra quotidianeità. Ogni rimedio è in grado di riequilibrare uno specifico stato emotivo e comportamentale e può essere assunto da solo o in associazione con altri fiori così da ottenere la combinazione necessaria ed ideale per riequilibrare la persona. Il modo più semplice per assumere i fiori di bach è quello di mettere due gtt del fiore direttamente sotti la lingua, almeno 4 volte al giorno, fino a miglioramento. Per il Rescue Remedy invece le gtt sono 4 anzichè 2, sempre 4 volte al giorno.
L’utilizzo dei Fiori di Bach è quindi un tipo di cura semplice e naturale senza effetti nocivi o controindicazioni, possono essere usati anche dai bambini fin dalla nascita, e dagli anziani, fanno bene agli animali ed anche alle piante!
Qui sotto inserisco il collegamento per effettuare il test dei fiori di bach, il quale vi dirà quali sono i vostri rimedi principali, il rimedio primario e quelli secondari.
Io consiglio di usare sempre da solo il rimedio primario e di farsi preparare in erboristeria o in farmacia un mix dei rimedi secondari, da assumere o al momento del bisogno, o come terapia almeno di 1/2 mesi.

http://www.fioridibach.it/bach/test_dei_fiori.htm

Fatemi sapere come vi trovate e…fiori per tutti!  🙂