ALIMENTAZIONE: quanto è importante la mente

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Mai come dopo la gravidanza…nonostante durante i nove mesi io non abbia preso molto peso, mi sono trovata estranea al mio corpo ed ho capito quanto sia importante la mente quando si parla di alimentazione. L’ho sempre detto ai miei clienti…ma spesso e volentieri è facile dare consigli agli altri ma in certi periodi della vita è difficile seguirli per se stessi. Così mi sono ritrovata inchiodata in un peso che non era il mio..e ancora adesso a distanza di 8 mesi dal parto non lo è del tutto…anche se finalmente sono sulla buona strada…e questo perchè? L’arrivo di un bambino scombussola completamente la vita di una donna…che vede le sue abitudini cambiare, il suo fisico diverso..la stanchezza…l’apatia..la sfera sessuale inevitabilmente cambia (almeno i primi tempi) e la neomamma talvolta inconsapevolmente dimentica di essere anche DONNA. Subentra un disordine mentale che può influire sul peso e sulle abitudini alimentari.  (!) Attenzione, io sto parlando del post-gravidanza ma sono tanti i periodi e gli episodi durante una vita che ci possono portare a questo disordine. conferenza gratuita freedom_ libera la menteQuello che decidiamo di mangiare, è frutto non solo di scelte che spesso ci vengono imposte dalla società, ma una conseguenza dei nostri schemi mentali e del valore che diamo al cibo nei termini strettamente emotivi. (vedi il bisogno di cioccolato! ) Viviamo in una sorta di “altalena” tra quelli che sono i nostri bisogni fisiologici e quelli che sono i nostri desideri…il cibo si trova nel mezzo e può accadere che questo ago della bilancia si sposti sul desiderio senza che noi ce ne accorgiamo per cui il cibo acquista un ruolo primario per cercare di tamponare gli effetti di un disagio che accompagna la nostra esistenza in quel periodo della vita. Sul cibo riversiamo i nostri conflitti interiori, le ansie, le paure, i nostri bisogni, le nostre mancanze, le insicurezze e le insoddisfazioni. E’ a questo punto che dobbiamo prendere in mano la nostra vita ed essere sinceri con noi stessi…la voglia di cibo, e la fame sono due cose ben diverse, per cui molto spesso noi mangiamo senza nutrirci davvero…scegliendo alimenti sbagliati, in momenti sbagliati e in quantità sbagliate, questo perchè ci affidiamo alla parte emotiva della nostra mente e non a quella razionale. Prima di mangiare dovremmo cibo-per-la-mente-lebotteghedimesserfilippo-spilambertochiederci ogni volta: ho davvero bisogno di questo alimento? Ho davvero fame o è un capriccio? E’ interessante notare che a volte, non uscire dai percorsi abitudinari, è perversamente difficile fino al momento in cui non si inizi volontariamente a cambiare qualcosa, è come se scattasse qualcosa poi tutto diventa più facile. In tal proposito molti studi confermano che iniziare una leggera attività che liberi la mente e ci faccia sentire attive e di nuovo belle, mangiare costantemente e più volte al girono frutta e verdura sostiene dei delicati processi chimici per cui producendo e mantenendo alti i livelli di serotonina si mantiene il buon umore e si riesce a riprendere in mano la propria vita. Cioè iniziando a fare qualcosa inneschiamo un meccanismo virtuoso che sosterrà i nostri nuovi corretti comportamenti e ci renderà più vicini ai nostri reali obiettivi!

Chi ben inizia è a metà dell’opera…io ho iniziato e tu?

nutrizione_lightPrendi possesso della tua mente non mangiare soltanto..cerca di NUTRIRTI!

  • Mantieniti attivo facendo qualcosa che ti piaccia
  • Mangia molta frutta e verdura di qualità e di stagione
  • Bevi molta acqua ed elimina le altre bevande
  • Assumi cereali meglio se integrali e nella prima parte della giornata
  • Preferisci proteine vegetali come quelle dei legumi e frutta in guscio…qualche volta pesce e carne bianca

Il cibo cura, riequilibra, rafforza, sostiene e depura se scelto e combinato nel modo giusto:)

SVEZZARE IN MODO “NATURALE” 6-8 mesi

La prima regola per svezzare in modo naturale è sicuramente rispettare la stagionalità degli alimenti (frutta e verdura) che faremo prima assaggiare e in seguito mangiare ai nostri pargoletti.

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Si parla tanto di svezzamento, e di auto-svezzamento, ognuno dice la propria, ognuno la pensa come vuole e secondo me non esiste una regola fissa per questo momento della vita del neonato, per questo ho deciso di dire anche io la mia, e di pubblicare la mia esperienza, non perchè giusta o più corretta di altre, (inoltre non sono pediatra), ma solo per dare uno spunto e perchè no, confrontarmi con altre mamme che come me sono alle prese con lo svezzamento del loro piccolino! 🙂

Come ho detto all’inizio una regola fissa e ferrea va rispettata, ed è la stagionalità degli alimenti, sia che si segua lo svezzamento classico che se si voglia auto-svezzare, questo per il bene del bimbo ma anche di se stessi, infatti sarebbe meglio che tutti, anche gli adulti si alimentassero con frutta e verdura di stagione e questo l’ho già detto più volte!

Di solito per introdurre il neonato al gusto di frutta e verdura si aspettano i 6 mesi, anche se alcuni pediatri fanno iniziare prima già dal quinto mese, tuttavia io non vedo la necessità di fare le cose di fretta e di togliere già così presto al neonato il piacere del latte, a maggior ragione se si tratta di latte materno! La purea di verdura cotta (passata o omogenizzata) può essere proposta tra un pasto e l’altro attraverso cucchiaino di silicone alimentare, come anche la frutta grattuggiata, cotta e passata o omogenizzata. Di solito il neonato che conosce da 6 mesi solo il latte sarà più predisposto al gusto dolce della frutta, ma non è sempre detto.

Non starò a farvi l’elenco della frutta e della verdura a seconda delle stagioni, perchè credo che chi mi segue già da tempo conosca un minimo la stagionalità dei prodotti che mangia. In linea di massima un esempio pratico per questa stagione invernale, vedrà come frutta per iniziare le classiche mela e pera, seguite da banana, arancia e mandarino. Riguardo invece alla verdura, carota, zucca, sedano. E la patata vi chiederete? La patata si trova tutto l’anno, tuttavia pur essendo la verdura per eccellenza con la quale le nostre mamme e le nostre nonne prima di loro, hanno svezzato migliaia e migliaia di bambini, oggi è sconsigliata sotto l’anno di età perchè ricca di zuccheri semplici, stimola una forte produzione di insulina, portando il bimbo ad ingrassare più facilmente, anche se usata solo per il brodo, quindi da evitare se possibile a maggior ragione se la minestra verrà accompagnata dall’uso di farine a base di cereali che forniranno quindi già loro il giusto apporto di carboidrati.

Quando ci si sente diciamo “pronti” per iniziare il vero e proprio svezzamento, allora si potrà sostituire un pasto a piacere (pranzo o cena) con la prima pappa, anche se all’inizio Svezzamento-naturale-del-bambinoè preferibile sostituire il pranzo per una questione di digeribilità da parte del neonato che alla sera può avere più difficoltà digestive rispetto al pranzo. UNA REGOLA IMPORTANTE è QUELLA DI NON FORZARE IL BAMBINO, SE NON NE VUOLE PIU’ COMPLETARE IL PASTO CON UNA POPPATA. Se eventualmente il bambino rifiuta il pasto a pranzo può anche essere che non sia pronto allo svezzamento, quindi interrompere qualche giorno e  poi riprovare senza fretta.

Preparazione della “PRIMA PAPPA” su base NATURALE (6-7 mesi)

  • BRODO VEGETALE (fatto in casa con zucca, carota e sedano)
  • PASSATO DI ZUCCA E CAROTA DEL BRODO (circa tre cucchiai)
  • 1 CUCCHIAINO DI OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA SPREMUTO A FREDDO
  • CREMA DI RISO o MAISeTAPIOCA o MIGLIO biologiche a piacere (dosi indicate sulla confezione)
  • 1 CUCCHIAINO DI PARMIGIANO REGGIANO o 1 CUCCHIAIO DI RICOTTA FRESCA (in seguito potranno essere introdotti caprino, crescenza, caciotta fresca, fior di latte) No al formaggino e ai formaggi fusi in generale, ricchi di grassi.

Provare sempre gli stessi ingredienti e la stessa pappa per circa 15 gg così da abituare il bambino al gusto e verificare eventuali intolleranze-allergie. Passati questi 15 gg si possono variare gli ingredienti vegetali, rispettando sempre la stagionalità e il consiglio del pediatra.

Come potete notare, la carne non è presente. Personalmente, e anche sotto il consiglio del mio pediatra, se non sono presenti i denti, la necessità per un bambino così piccolo di mangiare già la carne non è giustificata in nulla, quindi sentitevi pure liberi di introdurla più avanti, quando il bimbo con già qualche dentino potrà avere il piacere di assaporarla masticandola adeguatamente. (Inutile dal mio punto di vista dare carne omogenizzata o liofilizzata, se la natura non ha ancora donato i dentini un motivo ci sarà, vuol dire che la carne si può non assumere).

Arrivati ad 8 mesi circa, sarà possibile sostituire anche il pasto serale, con una seconda pappa, preparata con la base della prima, ma invece del formaggio a cena, verranno introdotti i LEGUMI, sotto forma di purea, (15g circa), con aggiunta di qualche gtt di limone per favorire l’assimilazione del ferro. Anche la scelta di introdurre l’olio di semi di lino spremuto a freddo ricco di omega3 può diventare una buona abitudine.

E’ possibile scambiare il pranzo con la cena…non ci sono regole fisse.

Inoltre personalmente, quando il bimbo incomincia ad essere predisposto alla pappa, è bene introdurre gradualmente però più alimenti possibili, in modo da fare assaggiare sapori e gusti nuovi al piccolo, così da fargli apprezzare il più possibile gli alimenti per grandi!

Intorno ai 10-12 mesi quasi tutti i bimbi hanno ormai qualche dentino…quindi, ci si può sbizzarrire con carne e pesce, prima si predilige la carne bianca, più digeribile (coniglio, tacchino, pollo) e il pesce leggero (platessa, merluzzo, orata, branzino) per poi passare alla carne rossa, e perchè no, al salmone, ricco di omega 3!

Personalmente secondo il mio punto di vista devono essere banditi succhi zuccherati e confezionati, potete tranquillamente fare provare al vostro bimbo centrifughe o estratti di frutta fresca ricchi di importanti sostanze nutritive, sono dolcissimi, vedrete che li apprezzeranno!!! 🙂

Per consigli e spunti posso consigliarvi questi testi:

“Bambini a Tavola” Gianfranco Trapani GIUNTI editore

“Il pediatra nel Cassetto” Gianfranco Trapani GIUNTI editore

 

SCEGLIERE IL LATTE MATERNO: la scelta giusta :)

Unknown

Ciao a tutti…ormai per me il grande giorno si avvicina, e fra corsi, libri, articoli ecc… mi sono fatta una cultura nell’ambito della gravidanza e dell’allattamento, ancor di più di quella che già mi ero fatta a grandi spanne all’università. Ormai tutti sanno che il miglior alimento per i neonati è rappresentato dal latte materno, perchè fornisce tutti i nutrienti di  cui hanno bisogno nella prima fase della loro vita, grassi, proteine, ferro, oltre che importanti sostanze immunologiche che non si trovano nei sostituti artificiali e che sono fondamentali per proteggere il bambino da eventuali future infezioni batteriche o virali e per favorire lo sviluppo della flora batterica intestinale. I bambini che sono allattati al seno soffrono meno di coliche intestinali per questo motivo e tendono ad ammalarsi di meno nei primi mesi di vita. E’ importante tuttavia avere tutta una serie di accorgimenti da adottare fin dai primi minuti dopo il parto, per favorire l’allattamento al seno e non incorrere in problematiche come ritardo della montata lattea, ingorghi mammari ecc…Appena partorito, se si tratti di parto cesareo o naturale è importante che avvenga il contatto fra la mamma e il bimbo, definito skin-to-skin, in questo modo il bambino che ha appena subito una situazione stressante, diventa più calmo e il suo respiro più regolare. Il calore del corpo materno permette il rilascio di particolari ormoni sia nel bambino che nella madre stessa che favoriranno la produzione del latte. In questo modo il bambino, ha la possibilità di riconoscere l’odore materno, al quale si abituerà subito per instaurare un rapporto di nutrizione anche per i tempi successivi. Il primo contatto con il seno dovrebbe avvenire entro un’ora dalla nascita, lasciando la giusta intimità alla mamma, al papà e al bimbo senza interferenze esterne. La montata lattea arriva di solito fra la seconda e la quarta giornata dopo il parto, il liquido che viene prodotto nei primi gg è invece definito colostro ed è molto utile al bambino per le difese immunitarie e per instaurare il rapporto con ma la mamma. Durante la montata lattea è bene riuscire a svuotare il seno in modo corretto, aiutarsi eventualmente con pezze di cotone umide, e chiedere sostegno all’ostetrica per comprendere al meglio le corrette tecniche di esecuzione di massaggi e spremitura del seno. Per fare in modo che l’allattamento avvenga in modo sereno sarà in futuro importante attaccarlo spesso al seno, sia di giorno che di notte seguendo le richieste del neonato. Non sono da sottovalutare le poppate notturne che sono molto importanti per la produzione di prolattina, che viene prodotta in maggior misura di notte.

Altra cosa importante è quella di allattare esclusivamente al seno senza cadere nella tentazione di dare aggiunte di altri liquidi o latte artificiale ed evitare ciucci e biberon che portano il bambino ad una scorretta suzione del capezzolo con conseguente formazione di ragadi, e problemi di allattamento.Presa-corretta-allattamento La prima causa di dolore al capezzolo infatti e di formazione delle ragadi è il non corretto attacco del bambino al seno, per questo è bene che la mamma i primi tempi si affidi all’appoggio di un’esperta ostetrica che nel caso di bisogno le indichi le posizioni più adatte per il corretto allattamento. Lasciare il seno il più possibile scoperto quando si è a casa, evitare indumenti intimi imbottiti e troppo stretti, e anche le coppette assorbi latte che non permettono la traspirazione corretta della pelle.

Il papà non deve essere escluso da questo importante momento, anzi deve essere reso il più possibile partecipe e soprattutto dovrà essere di sostegno alla mamma in un momento fragile e delicato come l’arrivo a casa dopo il parto. Solo la mamma può allattare al seno è vero, ma anche il contatto con la pelle nuda del padre è molto importante per fargli instaurare il giusto rapporto con il neonato. I primi tempi il neonato infatti riconoscerà solo attraverso l’olfatto, non potendo vedere in modo nitido, in seguito incomincerà a riconoscere i suoni della voce, ma riconoscere il papà e la mamma attraverso l’odore della pelle rimarrà sempre il senso più sviluppato.

Che dire…ci sono molte cose da sapere…ma di sicuro tante verranno spontaneamente 🙂

In bocca al lupo a tutte le lettrici che si trovano nella mia stessa condizione in questo momento…e un saluto invece a chi ha “già dato” o a chi darà in futuro!! 🙂

A presto

F.

AVVISO IMPORTANTE sulle CONSULENZE!

PREGO TUTTI COLORO CHE MI SCRIVONO PER UNA CONSULENZA, DI FARLO ALLA MAIL PRIVATA DI ESSENZIALMENTE NATURALE: info@essenzialmentenaturale.it  COSì CHE IO RIESCA A RISPONDERE A TUTTI!

Inoltre, vi ricordo che il “Sistema di consulenze” è spiegato in modo esauriente alla pagina CONSULENZE NATUROPATICHE. Siete in parecchi a scrivermi, e quindi per me è diventato un lavoro, fate in modo che lo sia realmente, perchè io gentilmente dedico a voi davvero molto tempo…e lo faccio con piacere e dedizione. 🙂

NON CHIEDETEMI CONSULENZE COME COMMENTI AD ARTICOLI PERCHE’ SICCOME SIETE IN TANTI A SCRIVERMI, COSì RISCHIATE CHE IL VOSTRO COMMENTO NON VENGA LETTO!

Vi ringrazio per la collaborazione

IL SEGRETO DI SALUTE E BELLEZZA: LA CENTRIFUGA!

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La centrifuga è il mio piccolo segreto, un vizio che mi piace donarmi nonostante il tempo che bisogna dedicare alla preparazione. Si devono infatti pulire bene tutte le verdure e la frutta, tagliarla a pezzetti per poi centrifugarla e, in fine ripulire accuratamente l’aparecchio utilizzato…però davvero vi assicuro che ne vale la pena! Il tempo che si spende per preparare la centrifuga ci torna indietro con gli interessi, in termine di anni di vita in salute e di rughe! I centrifugati di frutta e verdura infatti, oltre ad essere dissetanti e ricostituenti per tutti gli importanti minerali e vitamine, nonchè enzimi che contengono, sono un vero e proprio elisir di lunga vita, sia di bellezza che di benessere. Da quando ho la mia centrifuga, non l’abbandono più e quotidianamente mi preparo una o due centrifughe; c’è sempre quella della colazione: mela, arancia e zenzero, e spesso riesco a farmene un’altra durante la giornata, o con foglia verde o colorata con carota o peperone 🙂 Per ora non ho una centrifuga di quelle professionali, diciamo che la mia è un pò ruspante, ma è un regalo e “finchè dura fa verdura” come diciamo dalle mie parti, ma sicuramente ho in previsione di acquistarne una più professionale in futuro, con più giri, che riscaldi il meno possibile per preservare l’attività degli enzimi della verdura fresca, che non produca troppo scarto e soprattutto il più secco possibile, insomma una di quelle professionali per davvero! Certo, le centrifughe professionali costano non poco, ma vi assicuro e sono certa che sia un investimento per il futuro!

Penso che oggi come oggi per me, non avere la cetrifuga in casa sarebbe come non avere biscotti della Mulino Bianco per la maggior parte delle persone! ahahahahh 🙂 Al mattino mi sveglio già con voglia di centrifuga, credo di avere una sorta di dipendenza, e spesso dopo aver finito di berla sento la voglia di berne un’altra (cosa che però non faccio per mancanza di tempo)! Ho notato inoltre che bere il centrifugato mi doni uno sprint che altrimenti non ho, credo sia il beneficio della carica enzimatica, nonchè i minerali e le vitamine che senza la fibra (scartata) vengono assorbiti molto più velocemente a livello intenstinale, quindi mi danno la carica giusta per affrontare la giornata!

Oggi voglio condividere con voi due ricette deliziose che assaporo spesso quando si tratta di centrifugati e che non siano la classica ACE (carota-mela-arancia):

1) Carota, mela, mandarino e zenzero

Ingredienti: 2 carote, 1 mela, 2 mandarini, 1 pezzetto di zenzero fresco. Centrifugo il tutto, trasferisco in un bicchierone, giro bene con il cucchiaino e bevo fresco! Vi assicuro una delizia per il palato!!!

Proprietà: dissetante, depurativo, drenante, tonico, anti-cellulite, anti-fermentativo, per la lumonisità per la pelle.

2) Bietola, limone, mela, prezzemolo

Ingredienti: Tre foglie di bietola grandi senza coste, mezzo limone, 1 mela, una manciata di prezzemolo. Centrifugo il tutto, trasferisco in un bicchierone, giro bene con il cucchiaino e bevo fresco! Fresco e saziante!

Proprietà: antiossidante, antianemico, rigenerante, anticancro, contro la caduta dei capelli e la fragilità delle unghie.

Spero che vi piacciano…fatemi sapere! 🙂

 

 

LA GEMMOTERAPIA: l’energia delle piante

Oggi voglio parlarvi della gemmoterapia, perchè mi sono guardata indietro e ho notato di non aver mai trattato l’argomento seppur molto interessante…! 🙂

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(Foto: Ficus Carica)

La gemmoterapia è un metodo terapeutico abbastanza recente, si tratta di un approccio alla natura molto affascinante, che si trova a metà strada fra la fitoterapia e l’omeopatia, ma che sostiene una forte connessione fra il mondo vegetale e quello animale. Essa prevede infatti l’utilizzo a scopo medicamentoso di estratti vegetali freschi e in via di accrescimento (gemme e meristemi), assunti in diluizione omeopatica. Nelle gemme, si trova la principale riserva di meristemi, ossia gruppi di cellule embrionali indifferenziate. Ognuna di esse contiene grande quantità di acidi nucleici (informazione genetica), ma anche minerali, enzimi, vitamine ecc..

I RIMEDI ESTRATTI DA QUESTE PARTI DELLA PIANTA DUNQUE, SECONDO LA GEMMOTERAPIA, APPORTANO L’INTERA ENERGIA DEL VEGETALE E TUTTE LE SUE SOSTANZE PREZIOSE.

Il metodo gemmoterapico si basa su quattro postulati:

1) La vita è espressione della dinamica cellulare: le cellule ancora in divisione (come quelle delle gemme) sono le migliori per stimolare i tessuti.

2) Le cellule vetali sono quindi in grado di stimolare e modificare lo stato delle cellule umane perchè la vita animale dipende da quella vegetale.

3) I meristemi delle piante sono le parti più indicate per disintossicare, curare e rigenerare le cellule dei tessuti umani.

4) Tra le piante utilizzate la quercia e la betulla sono le piante con maggiore capacità di adattamento. Per questo il loro utilizzo in gemmoterapia costituisce la prima fase del drenaggio dell’organismo (depurazione).

Ogni gemmoderivato viene di solito indicato secondo “prescrizione clinica” ossia in base al sintomo che cura. Tuttavia non bisogna dimenticare la prescrizione analogica, ossia quella che considera la connessione tra il corpo umano e la foresta , considerando l’interazione di alberi e arbusti tra di loro; e quella drenante o depurativa, utile a stimolare gli organi emuntori e ad espellere le tossine dall’organismo.

Come si preparano i gemmoderivati:

La preparazione che è finemente spiegata nella Farmacopea Ufficiale francese, prevede che le gemme raccolte fresce siano lasciate macerare prima 5 gg in alcool 90° e successivamente altri 21 gg in un a miscela di acqua e glicerina. Trascorsi i 21 gg il materiale viene decantato e filtrato, il residuo viene spremuto e lasciato riposare 48 ore, poi filtrato nuovamente prima di essere  diluito (1: 10) con una miscel anuova di acqua alcool e glicerina. Quindi 1 parte di macerato glicerico e 9 parti di miscela idroalcolica. Il macerato glicerico che si ottine viene confezionato in boccette di vetro scuro e viene definito MG 1DH ossia “macerato alla prima diluizione decimale”.

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La posologia con la quale vengono assunti i gemmoderivati di solito è variabile e deve essere valutata a seconda delle esigenze, dell’età, caso per caso. Tuttavia esistono alcune indicazioni generali

  • Adulti: Dalle 50 alle 150 gtt al giorno ; Bambini sotto i 5 anni: 15 gtt al dì ; Bambini sopra ai 5 anni: 20- 60 gtt al dì; Anziani sopra ai 70anni: 25-90 gtt al giorno.
  • Durante la fase acuta è bene adottare un dosaggio alto (utilizzando mai più di 3 gemmo derivati diversi) e solo per pochi giorni (Esempio: Ribes Nigrum per allergia)
  • In fase cronica prevede un trattamento prolungato per riequilibrare il terreno del soggetto per cui di solito bastano 50 gtt per periodi lunghi
  • Per la teraia di drenaggio (che si fa sempre prima di una terapia cronica) si prescrivono 70gtt al mattino a digiuno in poca acqua di solito di Betulla o di Quercia.

NB: Non miscelare MAI gemmoderivati diversi nello stesso bicchiere ma assumere separatamente.

GUIDA VELOCE AI GEMMOTERAPICI PIU’ UTILIZZATI

Nella Farmacopea Francese del 1965 e nelle successive edizioni, sono citate quarantasette piante officinali dalle quali vengono ricavati cinquantacinque gemoderivati. Io vene illutrerò dieci fra quelli più facilemnte reperibili in erboristeria e più utilizzati. Per chivolesse conoscerne altri, oppure vlesse sapere per un determinato disturbo quale gemmoderivato dover utilizzare, contattatemi pure in privato.

  1. Betulla Pubescens (betulla pelosa): ottimo drenante. Indicato per disturbi endocrini e per stimolare le difese immunitarie.
  2. Betulla Verrucosa (betulla bianca): indicata per bambini o giovani contro le malattie dell’apparato respiratorio, disturbi linfatici, stess, intossicazione, ipercolesterolemia e obesità.
  3. Crateagus Oxycanta (biancospino): importante per il sistema cardiocircolatorio, cardiovascolare e neurovegetativo. Contro l’ipertensione e l’alterazione del battito cardiaco, nonche contro l’insonnia e i disturbi della menopausa.
  4. Ficus carica (fico): il più importante rimedio per disturbi e le malattie di origine psicosomatica legate alla digestione. Rimedio dello stress, della sindrome premestruale e della sterilità sia maschile che femminile.
  5. Juglans Regia (Noce): utile nei disturbi della pelle, delle mucose, del pancreas, dell’intestino e delle ghindole linfatiche.
  6. Fraxinus excelsior (frassino): importante per le vie urinarie contro acidi urici, ossalati, e quant’altro. Antinfiammatorio nel caso di gotta, artrosi, artrite gottosa, dolori articolari d qualsiasi tipo.
  7. Ribes Nigrum (ribes): cortison-simile è l’antinfiammatorio per eccellenza. Da usare sempre in caso di allergia stagionale, per rinforzare le difese immunitarie durante i mesi invernali , contro la stanchezza e l’apatia.
  8. Rosa canina : antinfiammatorio delle vie respiratorie
  9. Salix Alba: attivo su SNC, con azione sedativa e riequilibrante. Utile anche nel caso di squilibri ormonali e di carattere sessuale.
  10. Vaccinum Vitis Idea (mirtillo rosso): attivo sulle vie urinarie come spazzino della vescica e in generale anche dell’apparato genitale femminile. Riequilibrante della flora batterica intestinale e stimolante del sistema immunitario.

IL DRENAGGIO CON I GEMMODERIVATI:

  • DRENAGGIO EPATICO: Juniperus Communis (ginepro, germogli), Rosmarinus officinalis (rosmarino, germogli)
  • DRENAGGIO RENALE: fagus sylvatica (faggio, gemme) , Juniperus communis, Betulla pubescens (radici)
  • DRENAGGIO CUTANEO: ulmus campestris (olmo, gemme), Platanus orientalis (platano, gemme), Cedrus libani (cedro, gemme)
  • DRENAGGIO DEL COLON: Vaccinum vitis idea e Vaccinum Myrtillus (mirtillo rosso e nero germogli), Rubus Fruticosus (rovo germogli)
  • DRENAGGIO GASTRICO: Fucus carica gemme

Il drenaggio degli apparati emuntoriali con gemmoderivati è un metodo dolce e dall’impatto profondo, può essere usato preventivamente e anche in caso di patologie a carico di organi specifici. E’ possibile associarvi l’uso di tinture madri ( TM ) o altri metodi quali la riflessologia plantare. E possibile anche avere indicazioni sulle proprie debolezze emuntoriali tramite un’indagine iridologica e quindi agire in modo preventivo, o attraverso un test bioenergetico.

Le attività dei gemmoderivati possono essere svariate, quindi non spaventati se non le ho elencate tutte alla perfezione e magari voi ne conoscevate delle altre…:)

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

IL VELENO PIU’ DOLCE CHE CI SIA

zucchero_h_partbNessuno di voi si è mai accorto che più si mangia dolce più viene fame? Mentre al contrario quando si segue un’alimentazione povera o prima di dolciumi dopo pochi giorni anche l’appetito si regolarizza e non insorgono più le voglie improvvise? Lo zucchero è considerata la vera droga del nostro millenio…la più subdola e la più dolce perchè ci rende schiavi di essa e danneggia il nostro organismo in modo lento e silenzioso. Lo zucchero ha una grossa influenza sia sul sistema nervoso che sul metabolismo, creando prima stimolazione poi depressione con conseguenti stati di irritabilita’, falsa euforia, bisogno di mangiare dolce, ecc.. In realta’ si crea una vera forma di dipendenza, come avviene droga o con il fumo di sigaretta.

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Un’altra fondamentale grave conseguenza che provoca lo zucchero nel nostro organismo è l’acidosi metabolica, costringendo così il nostro corpo ad attingere alle proprie riserve di sali minerali per mantenere il pH ad un livello accettabile. Per esempio, l’organismo si mette a sottrarre calcio dalle fonti principali come denti ed ossa, nel tentativo di bloccare l’eccessivo metabolismo acido, per cui si perde per sempre il substrato principale delle ossa e dei denti, condannandolo all’osteoporosi futura. Insomma, come conseguenza minima del suo consumo il nostro corpo, privato di preziose sostanze minerali, manifesta una serie di sintomi che vanno dalla caduta dei capelli, all’accumulo di scorie sotto forma di cuscinetti adiposi, cellulite e ritenzione idrica, nonchè tutte le forme di malattie multifattoriali come diabete, colesterolo ecc..e alterazioni delle flore batteriche dell’organismo le quali si manifestano con cambiamenti della regolarità gastrointestinale, candidosi e varie infezioni ginecologiche. Sappiamo inoltre che l’acidosi è una della maggior cause di insorgenza di tumore al mondo, non per niente un’alta concentrazione di zuccheri nel sangue, secondo quanto pubblicato dal Journal of the American Medical Association, fa aumentare fino al 25% il rischio di morire a causa di tumore. Aimè oggi lo zucchero raffinato (zucchero bianco) è ovunque, presente in dolci, caramelle, bevande già pronte, liquori, conserve e tanto altro. Ma noi possiamo liberarcene pian piano attraverso qualche piccolo accorgimento. Vediamo innanzi tutto cos’è davvero lo zucchero che tanto amiamo…Si tratta di un prodotto innaturale, che possiamo considerare “chimico” a tutti gli effetti! Lo zucchero raffinato pur derivando dalla natura, non ha più vitamine, non ha sali minerali, enzimi e oligoelementi che gioverebbero alla nostra salute perchè le ha persi tutti durante gli innumerevoli trattamenti chimici che vengono effettuati per renderlo com’è. Ovviamente si parte dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, il succo estratto prima viene depurato con latte di calce, poi per eliminare la calce in eccesso viene trattato con anidride carbonica, poi un altro trattamento con acido solforoso che elimina il colore scuro. A questo punto il materiale ottenuto viene cotto e dopo raffreddamento cristallizzato e centrifugato. Si ottiene lo zucchero grezzo, (in questa fase persiste ancora una notevole percentuale di fibra e di sali minerali), se però si procede con la raffinazione per ottenere lo zucchero bianco tutti i nutrienti vengono persi. Si esegue un filtraggio con carbone e una successiva sbiancatura con idrosolfito e infine una cristallizzazione ulteriore per ottenere cristalli piccoli di dimensioni più regolari, fino al 1977 veniva ancora colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (E130) per eliminare i riflessi giallini, diventando un prodotto cancerogeno a tutti gli effetti! Cos’è quindi oggi lo zucchero? Un insieme di calce, resine, acidi, ammoniaca con qualche traccia di barbabietola da zucchero. La domanda da porsi è: le persone sanno di magiare un insieme di calce, resine e altri prodotti chimici? Conoscono le alternative all’uso dello zucchero raffinato? C’è abbastanza informazione su quest’argomento? La risposta è NO. In una società logorata dall’obesità, nella quale ci sono dati allarmanti di bambini all’asilo che presentano già gravi forme di sovrappeso, in una società nella quale le malattie cardiovascolari rappresentano una delle maggiori cause di mortalità bisognerebbe forse fare un po’ più di informazione.

.. Vediamo insieme quali possono essere le soluzioni alla sostituzione dello zucchero raffinato…

Lo stato generale dell’organismo, potrebbe migliorare significativamente se ognuno di noi eliminasse completamente lo zucchero raffinato dalla propria cucina, (come ho fatto io) sostituendolo con altri prodotti. Tuttavia, per alcuni soggetti eliminarlo totalmente potrebbe risultare una scelta troppo difficile da seguire, pertanto si dovrebbe cercare innanzitutto di ridurne il consumo. Non voglio fare terrorismo inutile sullo zucchero, si deve anche considerare che i due cucchiani di zucchero nel caffe’ non fanno male a nessuno; lo zucchero diventa pericoloso quando se ne assume molto, per esempio mangiando merendine o dessert quotidianamente, usando bevande zuccherate e cosi’ via. Basti pensare che la direttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che il consumo ideale di zucchero sia di massimo sei cucchiaini al giorno, ma una Coca-Cola ne contiene nove e una ciotola di latte cinque! Eppure le raccomandazioni non sono da prender sotto gamba perché secondo l’Oms il consumo eccessivo di zucchero è responsabile di otto milioni di morti premature ogni anno. L’attuale emergenza è sicuramente alimentata dalla presenza del saccarosio “nascosto” nei cibi già preparati e in moltissime bevande come yogurt, muesli, succhi di frutta, ecc.. che inevitabilente si somma allo zucchero che usiamo per dolcificare le nostre bevande (caffè, thè ecc..) Se proprio non si riesce ad evitare il sapore dolce ad esempio nel caffè o nel thè, allora il consiglio è quello di sostituirlo con zucchero di canna grezzo biologico, quello scuro ricco di melassa (quello venduto normalmente al supermercato e di uso comune è ugualmente dannoso), oppure usare miele o sciroppo d’acero e d’agave. Un’altro zucchero importante per la nostra salute è il fruttosio, adatto all’uomo avendo un effetto alcalinizzante che contibuisce al buon mantenimento della salute. Naturalmente solo il fruttosio contenuto nella frutta, fresca o essicata, nei frullati freschi o nei succhi 100% frutta, ha un effetto benefico: quella polverina bianca che viene venduta come fruttosio in bustine è da evitare al pari se non peggio del saccarosio essendo anch’essa il prodotto di molte sofisticazioni. Si può a parer mio, anzi si deve, mangiare frutta ogni volta che si sente il bisogno (o la voglia) di dolce: le banane molto mature, come ogni altro frutto molto dolce, hanno un alto apporto di fruttosio e possono essere un valido “pronto soccorso” per eliminare la dipendenza da velenoso zucchero rafinato a vantaggio di un’alimentazione più sana e genuina. (Diffidate SEMPRE dalle diete che eliminano la frutta, ricordate che il miglior modo per perdere peso è alcalinizzare l’organismo e questo si può fare solo mangiando tanta frutta e verdura! )

Tra gli zuccheri integrali di canna vi consiglio:

  • Mascobado: uno zucchero integrale prodotto nelle Filippine utilizzando sempre un metodo artigianale e semplice. La presenza di melassa gli conferisce colore scuro e aspetto non cristallino, con piccoli granuli dal sapore intenso e leggero retrogusto di liquirizia
  • Dulcita: uno zucchero integrale (panela granulada) prodotto in Ecuador utilizzando un metodo artigianale e semplice. La naturale presenza di melassa gli conferisce colore ambrato, aspetto non cristallino ed il caratteristico gusto di miele.
  • Picaflor: uno zucchero grezzo o semiraffinato prodotto in Paraguay. Ha colore ambrato e sapore delicato.

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(Zucchero che uso io del mercato Equosolidale)

Queste tipologie di zucchero ovvimente le potete trovare in negozi specializzati, che vendono prodotti biologici o negozi dell’equosolidale. Ricordate sempre che lo zucchero di canna integrale o lo zucchero raffinato non si distinguono per calorie o indice glicemico bensì solo per metodi di raffinazione e trattamenti chimici. Non pensate quindi di potervi abbuffare a dismisura con lo zucchero grezzo, perchè questo è un errore bello e buono! Le calorie degli zuccheri sono praticamente analoghe, con la differenza che quello grezzo e ancor di più quello intergrale, contengono ancora sali minerali e vitamine che lo zucchero bianco ha perso nella raffinazione. Se siete diabetici o volete dolcificare con prodotti che abbiano meno calorie ma dolcifichino bene, allora usate il miele!
Il miele ha un potere dolcificante superiore e ciò consente di impiegarne quantità inferiori rispetto allo zucchero da cucina, ha un contenuto calorico più basso (304 Kcal per 100 grammi contro le 392 dello zucchero tradizionale e le 362 dello zucchero di canna), perché più ricco di acqua.
In virtù del suo contenuto vitaminico e minerale è sicuramente un alimento migliore dello zucchero e anche per un diabetico sostituire lo zucchero con il miele può avere qualche vantaggio soprattutto a parità di quantità consumate. Non  bisogna cadere però nell’errata convinzione che il miele sia un alimento “benefico” per il diabetico, perchè questo pensiero potrebbe condurlo a consumarne dosi eccessive, mettendo a rischio la propria salute esattamente come farebbe consumando dosi eccessive di zucchero. Quindi in tutto ci va moderazione! Tuttavia per i soggeti sani, troppi accorgimenti non sono necessari e  sostituire lo zucchero con il miele rimane una scelta vincente! 🙂

Buona giornata a tutti!

A prestissimo

 

 
 

 

 

 

 

OLIGOELEMENTI: saperne di più.

oligoelementi_-630x300…Il cambio di stagione finalmente è arrivato? Sei stanca, stressata, non dormi bene, perdi facilmente la pazienza? Fai il pieno di oligoelementi!

Costituiscono nel nostro organismo una concentrazione inferiore al 0,01%, ma sono tuttavia per esso fondamentali, infatti in generale gli oligoelementi attivano ormoni, partecipano ai meccanismi di difesa, al metabolismo del cibo ecc.. I più abbondanti sono il Ferro, Silicio, Zinco e Rame, seguiti da Manganese, Selenio, Cromo, Litio, Cobaldo, Vanadio. Gli oligoelementi posso essere quindi somministrati nelle fasi acute di una malattia, o quando vi è un’alterazione del benessere dell’organismo.Vengono tuttavia usati anche per modificare la propensione dell’organismo a contrarre un certo tipo di malattia, si dice che vengono usati per la “modifica del terreno”. L’oligoterapia parla dunque di diatesi, o modelli reattivi, ossia la propensione di certe persone a contrarre delle malattie. Esistono 4 diatesi degli stati indivuduali di terreno, più una quinta diatesi di disadattamento, suddivisa in due sintomi. Ogni diatesi risponde al trattamento con uno o più oligoelementi.

DIATESI 1 (allergica)
Raggruppa tutti i sintomi di prevalenza allergico-reattiva. Dal punto di vista comportamentale, questo modello presenta iperattività, forte emotività, agitazione ed euforia verso fine giornata. L’oligoelemto base è il MANGANESE, i secondari lo Zolfo e lo Iodio.

DIATESI 2 (ipostenica)
Raggruppa tutti i sintomi e lemanifestazioni di carattere infettivo del tratto gastroenterico, repiratorio, urinario e l’ipotiroidismo. Questo soggetto è caratterizzato da astenia, stanchezza, caloenergetico nella seconda parte della giornata, la terapia perfetta è l’associazione MANGANESE-RAME.

DIATESI 3 (distonica)
Raggruppa un insieme di sintomi riconducibili alla distonia neurovegetativa (disturbi di circolazione, ulcera gastrica o gastroduodenale, intestino irritabile,fibromialgie, disturbi di menopausa, turbe dell’umore).
Il soggetto è dominatpo dall’ansia e dalla diminuita capacità di concetrazione con l’avanzare della giornata. Ha la caratteristica di essere gà stanco dal mattino. Il complesso indicato è MANGANESE-COBALTO, come complementri, abbiamo Magnesio, Potazzio, Litio.

DIATESI 4 (anergica)
Caratterizzata da mancanza di reattività e vitalità, in caso di convalescenza, per via di processi infettivi di lenta risoluzione, o processi infiammatori. Perdita progressiva della memoria, con atteggiamento di rinunciae tendenza alla depressione. La stanchezza è cronica e non migliora con il riposo.
Trattamento è RAME-ORO-ARGENTO.

DIATESI 5 (disadattamento)
Si manifesta con alterazioni dell’asse ipofisi-genitale (alterazioni del ciclo mestruale, impotenza, disfunzioni ovariche, ecc..)
Il mix riequilibrante è sicuramnte ZINCO e RAME. Nella sindrome di disadattamento da alterazione dll’asseipofisi-pancreas invece, che si manifesta con alterazioni del metabolismo glucidico, malessere legato al pasto e sonno post-prandiale, per riequilibrare l’organismo si somministra ZINCO-NICHEL-COBALTO.

Le diatesi quindi possono fare parte di noi dalla nascita perchè acquisite geneticamente, oppure, si possono sviluppare durante particolari situazioni di stress, evolvendo l’una nell’altra. Le terapie di solito durano 3 mesi circa, con cicli ripetuti durante l’anno, rispettando sempre una pausa di almeno 30gg tra una e l’altra.
Ogni individuo insomma, possiede caratteristiche proprie che lo poratno a reagire in maniera differente al mondo che lo circonda, possiede un “terreno” su cui una malattia può attecchire. Gli oligoelementi possono dunque rafforzare questo terreno impedendo che la malattia lo danneggi.

TU DI CHE DIATESI SEI?
Scoprilo e scegli gli oligoelementi giusti per te! 🙂

 

Lavanda

11479_548604775161222_676164084_nBuona domenica a tutti.. oggi parliamo di una pianta che adoro..la lavanda! 🙂
I suoi colori tra l’azzurro e il lilla richiamano la primavera..il sole..la natura e sono considerati i colori della tranquillità, della calma e del silenzio. Il suo intenso ma allo stesso tempo delicato profumo aromatico rilassa la mente e lo spirito, portando alla conteplazione e alla spiritualità. La storia del suo uso si perde nella notte dei tempi: già gli antichi Romani erano soliti profumare l’acqua del bagno con i suoi fiori ed è, infatti, dal latino lavare che deriva il suo nome.
Oltre ad essere amata per le sue proprietà rinfrescanti e profumanti, Plinio il Vecchio la descrive come una delle erbe curative più utilizzate dell’epoca. Era utilizzata specialmente la Lavandola Stoechas con cui veniva preparato un medicinale chiamato appunto Sticadore, utilizzato per le patologie del tratto gastrointestinle. Durante il periodo Elisabettiano invece, la Lavanda inizia il suo periodo di gloria nel campo della profumeria, a tutti è noto il più famoso profumo inglese “The Lavender”. All’epoca inoltre, era usanza delle dame cucire sacchetti contenenti fiori di lavanda all’interno delle loro sottane; ed è da quest’ usanza che ancor oggi si inseriscono sacchetti di lavanda tra la biancheria per profumare.
I fiori della lavanda quindi si caratterizzano per trovare un impiego particolarmente importante fin dai tempi antichi in ambito sia medicinale che cosmetico.
Questa pianta (che in alcuni casi è stata ritenuta anche magica), incominciò ad essere impiegata con l’avvento del XX secolo, allo scopo di ottenere l’essenza di lavanda, che tutt’ora costituisce uno dei principali utilizzi.
Questa particolare essenza viene oggi frequentemente consigliata a tutte quelle persone che soffrono di disturbi particolarmente comuni, come ad esempio stati ansiosi, ma anche insonnia e nervosismo.
L’olio essenziale ha infatti dimostrato avere per via olfattiva un’azione di tipo rilassante-sedativo sull’attività elettrica del cervello, sia per animali che per l’uomo. Se ne raccomanda quindi l’utilizzo in casi di nervosismo, nevrastenia, ipertensione, palpitazioni e in generale, in tutti i casi di malattie psicosomatiche. Bastano poche goccie di olio essenziale nel brucia essenze per rilassare la mente, oppure 10gtt nell’acqua del bagno. Per i bambini iperattivi o che dormono male, risulta molto efficace mettere alcune gocce d’essenza di lavanda sul cuscino del letto o su un fazzoletto posto vicino al viso del bambino, così da rilassarlo. Ma non bisogna dimenticare tutte le altre proprietà di questa antica pianta. Applicata esternamente, l’essenza di lavanda è molto efficaci per calmare i dolori reumatici, sia d’ origine articolare sia muscolare, come i dolori artrosici del collo o della schiena, l’artrite gottosa, il torcicollo, la lombaggine, la sciatica, ecc.
Sotto forma di infuso invece, risulta efficace sulle patologie dell’apparato respiratorio come tosse o raffreddore, oppure per lavare ulcere e ferite infette, per la sua attività antibatterica e cicatrizzante. Che dire quindi..per la prossima ancora lontana primavera, io consiglio a tutti coloro che ne hanno la possibilità sul balcone o in giardino, di coltivare una piantina di lavanda..potrà esservi utile in molteplici casi oltre che a profumare e rallegrare il vostro terrazzo…provare per credere! 🙂

Ciao a tutti!

Ciao..benvenuti! 🙂 mi chiamo Flavia e questo è il mio blog!

Uno spazio dove condividere ricette cosmetiche, consigli nutrizionali, rimedi naturali; dove commentare e recensire prodotti commerciali. Una pagina pensata per chi ama prendersi cura di se e degli altri attraverso la natura.

 

“Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata.” (A. Einstein)