La zucca: il colore dell’autunno! :)

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proprieta-zuccaBuongiorno a tutti, in questo weekend uggioso e tipicamente autunnale, voglio parlarvi di questo ortaggio speciale: la zucca. Io la amo, e la zucca visto il suo particolare gusto dolciastro o si ama o si odia! E’ appena passato Halloween e chi di voi non si è divertito ad intagliare una bella zucca ? La zucca caratterizza questo periodo dell’anno sia dal punto di vista “estetico” come oggetto per addobbare vetrine e giocare con i più piccoli, sia dal punto di vista alimentare, rappresentando un vero e proprio jolly in cucina! Con la zucca si possono infatti creare ricette di tutti i gusti, sia dolci (grazie al sapore dolciastro) che salate, portando sulla tavola piatti sfiziosi e super colorati!

Prima fra tutte la vellutata di zucca, alimento riscaldante e tipicamente autunnale: con zucca, carote e patate tutte lesse per bene e poi frullate insieme fino a creare una crema soffice e gustosa. Un pizzico di sale, un pò di curcuma e una manciata di pepe nero per darle un pò di sapore piccante e il piatto è pronto! Non dimenticate di condire con olio di oliva per assorbire bene tutti i carotenoidi e perchè no, una bella spolverata di parmigiano reggiano! Gnam Gnam!:) Ma la zucca non è solo vellutata! Cuocendola in forno, si possono fare i tortelli di zucca, oppure gli gnocchi di zucca molto più leggeri di quelli di patate, o ancora la zucca al forno con il gorgonzola! Per una cena tra amici, si può preparare il risotto alla zucca, con un soffritto di porri, impiattando con della pancetta o speak croccante!… E perchè non fare delle lasagne di zucca, leggere e nutrienti allo stesso tempo? pancakes-zucca-ricetta-halloween Non dimentichiamo però che essendo dolce, si presta bene anche a ricette di dolci leggere, come la torta margherita alla zucca, i pancake alla zucca e i muffins di zucca e cioccolato fondente! La zucca inoltre, per chi già non lo sapesse è un alimento amico della linea, possiede infatti poche calorie (solo 18kcal per 100g), ha un basso indice glicemico e contiene tantissime vitamine e minerali! Adatto quindi per tutti, dai più piccoli fino agli anziani e anche per coloro che soffrono di diabete! Gli impieghi della zucca non si limitano a tutto questo, può essere infatti utilizzata anche in ambito cosmetico per produrre ricette casalinghe amiche della pelle! Si possono preparare con la polpa semplici maschere per il viso estemporanee, idratanti e lenitive per pelli secche o delicate e a seconda delle esigenze si può mescolare la polpa con olio di semi di lino spremuto a freddo ad attività idratante oppure con un cucchiaio di miele per avere un’attività lenitiva ed anti-arrossamento anche in caso di scottature!

 

foto-29-06-14-16-28-10Pulendo la zucca si possono inoltre conservare i semi, se si ha un po di pazienza, e utilizzarli per diversi scopi…i semi di zucca confezionati constano parecchio, ma in questo modo risparmiamo perchè li troviamo dentro la zucca! Possiamo usarli dentro lo yogurt o nelle insalate, come spezzafame salutare da sostituire ai classici snack confezionati.Una curiosità sui semi di zucca è che contengono elevati livelli di triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, che contribuisce ad assicurarci non soltanto di vivere le nostre giornate all’insegna del buonumore, ma anche ad aiutarci a godere di un buon riposo nelle ore notturne, in modo da recuperare tutte le energie necessarie per affrontare gli impegni della giornata seguente. Per questo è ideale consumarli al pomeriggio come merenda! Tra altri  componenti nutritivi presenti nei semi di zucca vi è il magnesio, un elemento che contribuisce a regalare al nostro organismo  dando anch’esso una sensazione di relax. Contengono inoltre acidi grassi essenziali omega3, elementi come lo zinco e il ferro, utili quindi anche per le donne in gravidanza! I semi di zucca sono ricchi di fibre vegetali da inserire nella nostra alimentazione affinché il nostro intestino possa funzionare in maniera regolare, per questo sono un’ottima accoppiata con lo yogurt!! 🙂

Insomma, della zucca non si butta proprio nulla! Ottimo pasto invernale, colorato e saporito provatela in cucina e in cosmetica e vedrete che non ne rimarrete delusi!! 🙂

L’alimento del mese: I PEPERONI!! :)

Con Settembre e il cambio di stagione arriva anche il cambio di alimentazione, e la scelta dei cibi giusti è un passo importante soprattutto per il benessere del nostro organismo e lo sviluppo di buone difese immunitarie!

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L’Autunno, stagione dei colori accesi non può che essere annunciato dal Peperone! index

I peperoni sono ricchi di importanti proprietà nutritive, hanno poche calorie e contrastano virus e batteri! Croccanti mangiati crudi o morbidi e saporiti stufati in padella o cotti alla griglia, i peperoni sono davvero la verdura di Settembre! 🙂 Non è un caso infatti che la natura, li mettta a nostra disposizione proprio adesso.

I peperoni apportano betacarotene, flavonoidi, vitamina C a volontà e vitamine K, B6, A, E, oltre che a fibre e sali minerali.  Ogni colore ha le sue virtù, per questo non dobbiamo escluderne nessuno!

Il peperone Rosso, è ricco di licopene, flavonoidi, ottimo crudo per maggiore assorbibilità, ma anche stufato senza dimenticare l’olio extravergine di oliva che aumenta l’assorbimento del licopene appunto!  Quello giallo è solitamente più carnoso, ha un  sapore più dolciastro è una buona fonte di fibre ed è ricco di vitamina C ma ne contiene meno di quello rosso! Quelli verdi, da sapore acidulo, sono tipici delle regioni del Sud Italia, dolci da aggiungere alle insalate o cotti per insaporire sughi di pomodoro fresco! Al Sud vengono spesso fritti,  e serviti con il nome di friarelli! In ultimo il peperone piccante, detto anche e comunemente peperoncino è il più ricco di vitamine e rappresenta un vero e proprio vaccino per l’inverno, (ne esistono diverse varietà). Contenente capsaicina, un alcaloide antiossidante dal forte potere antivirale, anti batterico ed antimicotico, questo peperone, ci tiene lontano dai microrganismi dannosi, evitando fermentazioni e tossine intestinali. peperoni-ripieni

NB. Non esagerare però perchè la capsaicina può irritare stomaco ed intestino se assunta in maniera eccessiva provocando inoltre l’infiammazione delle vene emorroidali!

E per chi ha paura di non digerirli? Via la buccia, via il problema! 🙂 Per evitare infatti la cattiva digestione dei peperoni, che si dice “non facciano dormire” se mangiati la sera, basta avere la santa pazienza di sbucciarli. Asportando quella sottile pellicina esterna infatti, si elimina dell’80% la possibilità di non digerirli, quindi niente scuse!!

csm_Peperoni_e_cipolle_in_agrodolce_Cremonesi_5d51f521c0Provali con la pasta:

Peperoni rossi e peperoni gialli tagliati a cubetti fini (con o senza buccia a discrezione), pomodori ben maturi, una carota, una cipollina rossa. Fate appassire tutto bene a fuoco lento in una pentola con po’ di acqua calda che aggiungerete man mano per facilitare la cottura mentre si consuma. Quando sono belli morbidi, aggiungere olio extravergine di oliva, e qualche foglia di basilico spezzettata e un pizzico di peperoncino secco ( a chi piace). Lasciare a fuoco vivo circa un minuto, schiacciandoli leggermente con la forchetta. Servire con pasta di Kamut o pasta al farro bella al dente e sopra piccoli cubetti di primo sale fresco, dal sapore delicato. Un piatto unico, poco calorico e velocissimo da preparare, per un pranzo o una cena davvero autunnali! 🙂

SEI IN DIETA MA ADORI FARE GLI APERITIVI? ECCO LA SOLUZIONE!

11066617_952311621457200_5896900501302430168_nA chi non piace farsi un bell’aperitivo in compagnia di amici, del compagno, anche da soli .. Godendosi il tramonto. Peró arriva l’estate e i sensi di colpa si fanno sentire… ! Certo l’alcool è bandito, anche se una sera alla settimana possiamo permettercelo, in tutti gli altri casi è possibile fare un’aperitivo light per non rinunciare a questa abitudine tanto desiderata.
Ecco qui qualche suggerimento per fare un’aperitivo sfizioso, da organizzare a casa in compagnia e vedrete che piacerà a tutti!

Da bere:
Potete fare dei frullati freschi di frutta, come quello alle fragole, o all’ananas che sono molto sfiziosi, con granatina di ghiaccio. Oppure il classico succo di pomodoro con olio e pepe, o ancora i succhi bio di mirtillo o di mela. E per gli invitati che vogliono l’alcool una bella birra (che sia artigianale) !

indexDa mangiare:
Olive, frutta secca a volontà (noci, mandorle, nocciole, pistacchi). Potete preparare delle tartine di grano saraceno o di amaranto con sopra un battuto di pomodoro fresco, basilico, olio e un pizzico di sale. Oppure altre tartine con ricotta di capra un filo di olio e pepe nero, o ancora con patè di olive o pomodorini secchi sott’olio. Per i vegetariani cubetti di tofu alla piastra. Mettete sul tavolo anche della cruditè di verdura (finocchi, peperoni, carote) con una salsa leggera allo yogurt, aiuterà a spezzare la fame e sarà gradita a chi ama il cibo salutare!

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L’aperitivo è pronto!! Senza rinunciare al gusto e alla compagnia, ma restando sempre in forma!!

…E se una sera l’aperitivo è al bar, mangiate un pó quello che volete, la salute sta anche nell’equilibrio e nella possibilità di scegliere: se una sera si vuole trasgredire è bene farlo!

Baci baci

Giappone: non solo bontà ma anche salute e bellezza!

giappone-in-cucinaCome molti di voi sanno sono tornata da poco dal mio viaggio di nozze, che mi ha portato ad esplorare e conoscere al meglio la cultura Giapponese, non solo quella mistica e religiosa (schintoismo e buddismo) bensì anche e soprattutto quella culinaria, che mi ha davvero riservato piacevoli sorprese!  🙂 Quello che noi occidentali conosciamo della loro alimentazione è solo una piccolissima parte che è stata importata nei nostri paesi e svolge oggi un ruolo di gran moda!
Io sono una buon gustaia, mi piace mangiare e mi piace mangiare bene. Prediligo cereali, frutta e verdura, non mangio quasi mai la carne, mangio invece uova e talvolta il pesce, cercando quello fresco e non di allevamento, anche se non è sempre facile averne la certezza! Ho potuto notare da vicino, che in Giappone, la popolazione, specialmente quella che vive ancora fuori città e che quindi non è fagocitata dalla produzione, dal lavoro e dal consumismo, vive bene, non soffre di patologie degenerative tipiche della nostra società, come diabete, ipercolesterolemia, obesità ecc…e inoltre i giapponesi, dimostrano circa dieci anni in meno di quelli che hanno….!

Queste loro particolarità possiamo racchiuderle in 5 alimenti che loro prediligono e che giocano secondo la mia opinione, un ruolo fondamentale nella salute e nella bellezza di questo popolo.

1)Riso: uno degli alimenti più semplici e disintossicanti che esista. Importante fonte di carboidrati altamente saziante ma allo stesso tempo facilmente digeribile grazie all’assenza di glutine, il riso rappresenta a tutto gli effetti l’alimento prediletto dai giapponesi: è il loro pane. Non esiste pasto in Giappone che non sia accompagnato da una ciotola di riso bianco bollito, da accompaganre ad un contorno di verdure o un piatto a base di pesce, viene servito persino con il tè pomeridiano e ha ottime proprietà nutrizionali. Con il riso fanno davvero tutto, dai dolci fino al vino (il famoso sakè). Non c’è sa stupirsi che siano tutti così in forma dalle loro parti! 🙂

2) Pesce e alghe: secondo alimento per importanza in Giappone è sicuramente il pesce con le alghe. Alimento proteico per eccellenza, ma poverissimo di grassi, contiene infatti solo “grassi buoni” omega 6, e forse sì un po’ di mercurio…ma daltronde non si può voler tutto! Le alghe permettono di insaporire i piatti, rendendoli gustosi ma non salati. Ricche di iodio, aiutano l’attività tiroidea, aumentando il metabolismo e quindi rendendo il fisico più snello e sodo! (Chiamali scemi! )

3) La soia: fonte di fitoestrogeni è l’alleata prediletta delle donne giapponesi. Germogli di soia freschi in insalata arricchiscono il loro pasto giornaliero, e la salsa di soia insaporisce piatti e sushi. Non manca mai a pranzo o a cena una buona razione di soia! Ed ecco che la pelle è turgida, i capelli sono folti e lucenti, le rughe appaiono dopo negli anni e più spianate….non c’è donna in giappone che non ami la soia!

4) Tè verde: altamente antiossidante, in Giappone passa direttamente dai campi di coltivazione alle tazze dei giapponesi! Colazione, pranzo, merenda e cena sono i momenti in cui lo bevono. Sì, avete capito bene; bevono il tè caldo durante il pasto. Se si pranza in un ristorante tipico giapponese, a tavola verrà portata una tazza di tè caldo a testa. Come per noi l’acqua per loro è il tè. Devo dirvi che è un’abitudine piacevole, primo perchè così si beve meno durante il pasto, (solo una tazza di liquido e non ci si gonfia con l’acqua gasata), secondo perchè caldo facilita la digestione e in terzo luogo perchè fa bene e aiuta a smaltire più velocemente quello che si mangia!  (Furbi i nostri giapo! ) 🙂

5) La verdura scottata: la ciotola di cavolo scottato non manca mai! Solo saltato in padella, ancora croccante con un pizzico di salsa di soya è una delle verdure predilette dai giapponesi che anche in questo caso fanno il carico di antiossidanti! E poi cipolla, carote e bietole sono le altre preferite, sempre appena scottate, giusto da sentirle calde.

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Da quello che avete appena letto non è difficile comprendere la longevità e la bellezza di questo popolo! Usano alimenti semplici, evitano condimenti grassi, (non esiste olio,burro o maionese), non usano formaggi, mangiano poca carne e prediligono quella bianca, mangiano pasta (noodles) di grano saraceno, non usano alimenti raffinati o lievitati. La loro cucina è genuina e va ben oltre il semplice nutrirsi, ma come da loro cultura millenaria, usano il cibo per stare in salute. Il pasto è un rito e lo gustano con piacere e dedizione. Certo, nelle grandi città vedi giapponesi sfrecciare per le strade con la vaschetta di sushi in mano, o di riso saltato alle verdure, magari mangiano pranzo in metro o sul treno per correre al lavoro, ma vi assicuro che quando possono sedersi e assaporarsi un buon pasto tranquilli, è un piacere fermarsi e osservarli!

 

 

 

NOCCIOLE: gusto e salute per una merenda sfiziosa

nocciolaIn questa domenica un po’ incerta…dopo diversi giorni di afa terribile  arrivato il freschetto e io ho deciso di preparare un leggera ma sfiziosa torta per merenda. Una torta semplice e veloce da preparare ma dall’aroma inconfondibile: la torta alle nocciole senza farina, una ricetta della tradizione piemontese, tipica delle Langhe. Si tratta di un gustoso dolce preparato con pochi ingredienti genuini tra cui le meravigliose nocciole Piemonte IGP ridotte a granella. Essendo priva di farina, la torta alle nocciole è un dolce adatto a chi soffre di celiachia, a chi deve tenere la linea, a chi è intollerante al frumento o a chiunque desideri assoparoare un dolce leggero e genuino ma allo stesso tempo delizioso! 🙂 Inoltre le nocciole sono ricche di proprietà benefiche, come del resto lo è tutta la frutta secca, sono un alimento molto energetico ad effetto rimineralizzante; per questo motivo sono molto indicate in stati di convalescenza, per chi pratica sport o per chi ha sensi di spossatezza, sia fisica che mentale. Insieme alle mandorle, sono tra i frutti più ricchi di vitamina E. Contengono fitosteroli, sostanze utili per la prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie; contengono grassi buoni, in grado di abbassare i livelli del colesterolo LDL; contengono acido oleico, utile per innalzare i livelli di colesterolo “buono” HDL. Presentano inoltre un buon contenuto di magnesio, minerale utile a tutto l’organismo per la salute muscolare e non solo. Oltre al magnesio, contengono anche un’altro minerale essenziale per la nostra salute: il manganese. Il manganese protegge il nostro organismo dal cancro, fa parte di meccanismi enzimatici antiossidanti prodotti nei mitocondri delle cellule: meccanismi di difesa cellulare. Insomma, un concentrato di proprietà benefiche e di gusto! …ma vediamo nel dettaglio la ricetta..

INGREDIENTI per una teglia di circa 24 cm di diametro

-200 gr nocciole tritate
-200 gr zucchero di canna integrale
-4 uova intere
-un pizzico di sale

Sbattere con le fruste elettriche o manuale i tuorli d’uovo con lo zucchero e il pizzico di sale, fino a che non diventano spumosi e chiari. Aggiungere a questo punto le nocciole tostate e poi tritate.
A parte montare gli albumi a neve ben ferma (potete aiutarvi delle gocce di limone), poi incorporarli delicatamente al composto di uova e nocciole, mischiando con movimenti dal basso verso l’alto, per non farlo smontare.
Versare il composto in una teglia precedentemente imburrata e infornare a 180°C per 30 minuti, a seconda dei forni.

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Attendere il raffreddamento prima di sformare la torta, spolverare con zucchero a velo vaniglinato. Per i più golosi servire a fettine o a cubotti, con dello zabaione o anche del fresco gelato alla vaniglia o alla frutta.
Ottima anche al mattino per la colazione…:)

PS: Ci sono diverse varianti di questa torta, si può aggiungere il cioccolato fondente, la cannella, altra frutta secca a piacere…io vi illustrato quella più semplice e leggera ma potrete provare tutte le varianti che preferite!

Buona merenda a tutti!!

L’AVENA: dona gusto alla tua estate e allegerisce il punto vita

crusca-avenaChi non hai mai sentito parlare della crusca di avena? Dopo il boom della dieta Dukan, tutti la conoscono, ma la associano solo a questo regime alimentare controllato e paronoico…invece l’avena, può essere utilizzata da tutti, grandi e piccoli; consumata come fiocchi, come crusca, come chicchi è uno dei cereali migliori per rimanere in forma senza troppi sacrifici, se introdotto in una sana alimentazione! Ricca di ferro, magnesio, zinco e vitamina E, la farina di avena, dalla quale si ricavano il latte e i fiocchi, pur essendo piuttosto calorica (circa 390kcal/100g), è comunque una buona sostituta di altre farine, in particolare quelle raffinate, perchè sazia più profondamente ed è altamente proteica, (fino al 17% della sua composizione). L’ avena ha inoltre una bassa presenza di zuccheri, per questo l’ avena è uno dei cereali con il più basso indice glicemico particolarmente adatta ai diabetici. Un piatto di pasta a base di avena integrale è un primo piatto eccellente, ideale quando si deve seguire una dieta o quando comunque si vuole mantenere il peso sotto controllo. La pasta d’ avena integrale o i chicchi di avena per fresche insalate estive, costituiscono una fonte equilibrata di carboidrati, in quanto ne favorisce il lento assorbimento. Grazie alla alta quantità di proteine all’interno, è ottima per sostituire l’introito proteico di latticini o carne, quindi ottima per coloro che seguono una dieta vegetariana o comunque assumono poche proteine animali. L’avena infatti è importante per la sintesi proteica per via del suo contenuto di lisina, nettamente superiore rispetto agli altri cereali. E’ benefica per tutti ma aiuta in particolare vegetariani e vegani ad assumere gli amminoacidi essenziali necessari per la formazione delle proteine.

NB: Ricordo che la lisina, per quanto riguarda il mondo vegetale, è presente soprattutto nei legumi, mentre scarseggia nei cereali (ad eccezione dell’avena, che ne contiene di più).

Ovviamente si deve trattare di avena integrale, che contiene più fibra. Tra le fibre solubili dell’ avena troviamo infatti i preziosi beta-glucani, che aiutano a mantenere sotto controllo il peso corporeo. Inoltre i beta-glucani hanno la capacità di ridurre il livello di colesterolo nel sangue, di conservare l’ equilibrio degli zuccheri nel sangue e dell’ insulina e di migliorare la funzionalità intestinale. Inoltre, l’avena contiene dei particolari composti fenolici azotati, che prendono il nome di avenantramidi. Si tratta di potenti antinfiammatori in grado di proteggerci dai tumori e di inibire la proliferazione delle cellule tumorali.

LATTE DI AVENA

Il latte di avena, come tutto il latte vegetale, è ricco di acidi gtrassi essenziali e quindi particolarmente utile per il benessere dell’apparato cardiocircolatorio. Il latte di soia e quello di avena infatti, si sono dimostrati in grado di ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL), mentre quello di mandorle, ricco di antiossidanti come la vitamina E contribuisce ad arginare l’azione dannosa dei radicali liberi rallentando l’invecchiamento cellulare. Il latte di avena nel particolare, è una valida alternativa a quello vaccino soprattutto di estate, evita i gonfiori addominali, allegerendo il punto vita e pulendo bene l’intestino! E’ consigliato in particolare per chi ha problemi di arterosclerosi e problemi di colesterolo alto. È una bevanda poco calorica ( circa 47kcal/100g) e con un limitato contenuto di grassi, prevalentemente polinsaturi, contiene fibre, vitamina E e acido folico. Ricco di zuccheri semplici, fornisce energia prontamente disponibile. Come per il latte di riso ha una quantità molto ridotta di proteine; quello in commercio contiene sempre oli aggiunti, solitamente di girasole quindi ricordo di leggere bene le etichette! Fornisce anche le vitamine del gruppo B presenti nell’avena, che intervengono nel metabolismo migliorando l’utilizzo degli zuccheri e stimolano l’appetito. Il latte di avena è ottimo per la colazione, stimola lievemente la toroide, quindi permette di attivare il metabolismo fin dal mattino! Servito con l’aggiunta di fiocchi di avena, fragole fresche e cioccolato fondente a scaglie è davvero una delizia per il palato e una colazione leggera e completa!

FIOCCHI D’AVENA

I fiocchi d’avena fino a poco tempo fa erano noti soprattutto come ingrediente fondamentale per il muesli della colazione. E’ proprio così che possiamo gustare l’avena all’inizio della giornata, accompagnandone i fiocchi con frutta secca, come mandorle e nocciole, frutta fresca di stagione e frutta essiccata, come l’uvetta, i fichi o le prugne, soltanto per fare qualche esempio. I fiocchi d’avena sono un ingrediente molto versatile. Essi danno lo sprint iniziale per affrontare la giornata senza appesantre troppo, infatti hgrazie alle proteine sono di lenta digestione e favoriscono la sazietà per parecchie ore. Occore però leggere sempre correttamente le etichette dei prodotti, perchè spesso e volentieri i fiocchi di avena che si trovano al supermercato sono ricchi di zuccheri, in quanto glassati o atro, quindi scarseggiano di fibre e di tutti gli elementi salutari che l’avena normalmente fornisce. Scegliere fiocchi d’avena integrali, senza zuccheri aggiunti è la scelta vincente: se si vuole dolcificare la colazione potremmo aggiungere della frutta, del cioccolato fondente sbriciolato o del miele per rendere più appetibile la nostra avena. I fiocchi di avena possono essere assunti anche salati, interi o macinati sono un ottimo ingrediente per la preparazione di crocchette e polpette vegetali sia per legare gli ingredienti che per la panatura. Saranno ancora più leggeri se sostituirete la cottura in padella con quella al forno.

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CRUSCA DI AVENA

La crusca di avena, tra tutti i tipi di crusca è quella più indicata per coloro che vogliono perdere qualche kg di troppo, allegerendosi e moderando il senso della fame, in particolare quella nervosa. Contiene infatti tantissima fibra (circa il 20% del suo peso), quindi sazia rapidamente e a lungo e diminuisce fortemente l’assorbimento di zuccheri e grassi a livello intestinale. Un trucchetto infatti è quello di consumare un cucchino di crusca di avena con un pizzico di cannella, prima dei pasti principali: favorisce la sazietà e abbassa l’indice glicemico. La crusca di avena va sempre consumata con abbondante liquido: latte di avena, acqua, succhi di frutta fresca perchè solo così può gonfiarsi nell’intestino formando la massa gelatinosa che ha un’azione protettiva sulle pareti del colon, rendendole impermeabili alle tossine presenti nel colon e modulando l’assorbimento di grassi e carboidrati attuando così la sua azione depurativa e sgonfiante. La si può aggiungere alle zuppe, ai bridi vegetali, al latte, allo yogurt, ai succhi freschi; oppure la si può mescolare alla farina per la preparazione del pane casalingo, di pizze e focacce dietetiche ma altrettanto gustose! La crusca d’avena ha infatti, come accennato prima, lo straordinario potere di sottrarre calorie all’intestino tenue e di trasportarle nelle feci. Questa perdita di calorie non è molto importante, ma si rinnova continuamente fino a diventare significativa nel tempo. Avendo tante fibre la crusca di avena può però intasare l’intestino se questo non risulta pulito o il consumatore non beve abbastanza liquindi durante il giorno, quindi prestare sempre attenzione alle dosi! La dose ideale è non andare oltre i 3 cucchiai di crusca al giorno. Un cucchiaio al giorno non è solo permesso, ma addirittura consigliato, per aiutare a dimagrire sia diminuendo l’appetito, sia creando una piccola ma costante fuga di calorie attraverso le feci; due cucchiai aumentano leggermente questo effetto, rendendo più fluido il suo lavoro intestinale. Tre cucchiai migliorano ancor più quest’azione cominciando però ad avere un effetto calorico importante. PRIMA di assumere la crusca di avena è bene attuare un buon programma (almeno 10giorni) di pulizia intestinale! Programma di rieducazione e disintossicazione intestinale: dieta priva di farine di ogni genere, bere 2 volte al giorno tisana di malva e spezie (cumino, coriandolo, cannella, semi fiocchio), effettuare “doccia intestinale” bevendo acqua calda e limone spremuto tutte le mattine a digiuno, sottoporsi a idrocolonterapia casalinga (non con microclismi o clisteri irritanti, ma con pompette apposta per il lavaggio che si attaccano al bidet) e infine ricolonizzazione dell’intestino con l’aiuto di prodotti probiotici e prebiotici, per poter godere appieno IN SEGUITO delle proprietà positive dell’alimentazione con prodotti a base di crusca di avena! 🙂

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NB: In caso di assunzione di farmaci, distribuire le quantità di crusca nell’arco della giornata lontano dal farmaco, perché essa rallenta l’assimilazione del bolo alimentare e quindi anche dei farmaci che vi transitano.

 

Ciliegie che passione!

frutta_di_stagione_ciliegieLe ciliegie sono senza dubbio uno dei frutti di stagione più amati sia dai più piccoli che dagli adulti..che davvero non riescono a farne a meno! Questi piccoli futti succosi sono anche ricchi di proprietà benefiche per la salute e il benessere dell’organismo. le ciliegie sono il frutto di un albero che appartiene alla famiglia delle Rosacee e che probabilmente proviene dall’Asia. In particolare, esistono due specie principali di alberi di ciliegie: il Prunus avium detto anche ciliegio dolce e il Prunus cerasus detto invece ciliegio acido. Dal primo derivano principalmente due diverse varietà di ciliegie: le tenerine e le duracine. Mentre le tenerine sono rosse a polpa tenera, le duracine invece possono essere di colore rosso scuro o quasi nero con polpa rossa o di colore rosso chiaro con polpa rosacea, croccante e forse anche un po’ più gustose. Il ciliegio acido produce invece tre diverse varietà: le amarene dall’intenso colore rosso e utilizzate soprattutto per la realizzazione di sciroppi e succhi, le marasche adoperate invece dall’industria conserviera pre produrre liquori e infine le visciole, molto dolci e in genere da consumare fresche o come conserve.

Io oggi voglio parlarvi delle ciliegie che troviamo abitualmente sulla nostra tavola, ossia quelle del ciliegio dolce. Le ciliegie sono composte per l’80% di acqua, zuccheri e proteine. Da sottolineare è la presenza dello zucchero levulosio conosciuto come fruttosio, uno zucchero presente nelle ciliegie in bassa quantità, rende questo frutto indicato per coloro che hanno il diabete perchè a bassissimo indice glicemico, permettendo anche a questa categoria di pazienti di consumare qualcosa di dolce ma allo stesso tempo salutare e benefico per la salute. Da evidenziare, anche la presenza di acido malico, che, con le sue proprietà, è in grado di favorire la digestione degli zuccheri e l’attività epatica. Questi dolci frutti sono inoltre ricchi di vitamina C e A che aiutano a rpoteggere la vista e contribuiscono al buon funzionamento delle difese immunitarie. Contengono inoltre acido folico, calcio, potassio, magnesio, fosforo e flavonoidi, sostanze importanti per la lotta ai radicali liberi. La ciliegia, deve essere consumata fresca in questo modo non perde le imporatnti proprietà che possiede! Ha proprietà depurative e disintossicanti, oltre a quelle diuretiche  e lassative che fanno della ciliegia un frutto molto utile in caso di gonfiore a livello addominale. Grazie alla presenza dei flavonoidi, in combinazione con le vitamine A e C, l’assunzione di ciliegie stimola la produzione di collagene, apportando così innumerevoli benefici alla nostra pelle. Grazie alla presenza di caroteni e sali minerali, sono infatti il frutto ideale per proteggere la pelle e ottenere una tintarella naturale e omogenea. Sono quindi la frutta ideale per prepararsi alla bella stagione!

Le ciliegie sono inoltre un tipo di frutta decisamente non sprecona: con tutte le parti della ciliegia infatti è possibile trarre beneficio. La polpa da mangiare, i peduncoli e i noccioli per la bellezza e salute del nostro corpo. Con i peduncoli è possibile infatti realizzare un decotto utile per purificare i reni e calmare cistite. Preparare l’infuso facendo bollire una manciata di peduncoli spezzati di ciliegio selvatico in un litro d’acqua per 10 minuti. Filtrate e bevetene due o tre tazze al giorno lontano dai pasti. Invece con i noccioli è possibile effettuare un decotto altamente depurativo. Mettere a bollire 15 minuti i noccioli di ciliegia, spegnere e lasciare riposare 10minuti. Filtrare e bere tiepido non zuccherato. Quest’ultima tisana è davvero cattiva di sapore, pochi la conoscono ma ha un effetto altamente drenante e depurativo di fegato, reni, intestino e circolo linfatico.

Le ciliegie possono essere consumate sia crude, come abbiamo già detto, che cotte. Le ciliegie crude possono essere impiegate nella preparazione di fresche macedonie, o dolci come soprattutto crostate, in abbinamento a crema pasticcera, o da decorazione su torte e piccola pasticceria. Se cotte invece, le ciliegie possono essere impiegate nella preparazione di sciroppi, confetture, creme di ogni genere e gelatine da preparare in casa, in alternativa alle caramelle industriali piene di coloranti e glucosio!
Ricetta GELATINE DI CILIEGIA:
Ingredienti (per circa 50 caramelle):
1 kg. di ciliegie, zucchero, 20g di gelatina (12fogli di colla di pesce) e acqua q.b.
Lavate le ciliegie e lasciatele asciugare bene, in seguito privatele poi del nocciolo e del picciolo. Mettetele in una pentola con poca acqua e fate cuocere per un’ora circa. Schiacciate il composto ottenuto e filtratelo. Pesate il succo ottenuto e aggiungete la metà della quantità in peso di zucchero di canna (se sono 300g di succo userò 150g di zucchero) e girate per bene cercando di fare sciogliere completamente lo zucchero. A parte, mettete sul fuoco la gelatina ad ammorbidire con un po’ di acqua. Infine si aggiunge alla gelatina sciolta a fuoco basso il succo di ciliegia zuccherato mescolando sul fuoco con il frustino per un minuto al massimo (senza portare ad ebollizione). Allontanare dal fuoco e versare subito negli stampi per cioccolatini fino all’orlo. E’ importante che gli stampi siano in silicone, altrimenti avrete moooooolta difficoltà a sformare le caramelle!!! Ponete tutto in frigo ad addensare per 4 ore, poi tirate fuori dal frigo e lasciate riposare un’altra oretta. Una volta sformate delicatamente le caramelle potrete servirle così oppure per i più golosi, passarle sullo zucchero precedentemente adagiato su un piatto di portata.
Le vostre caramelle sono pronte per essere gustate! SENZA ADDITIVI CHIMICI, COLORANTI, CONSERVANTI O QUANT’ALTRO! 🙂
Un bacio e buona giornata! 🙂

SPEZIE EQUOSOLIDALI: profumo di giustizia.

1spezieLe spezie si sono fatte spazio silenziosamente anche nella nostra società, hanno sempre avuto, fin dall’antichità un ruolo predominante nell’alimentazione umana, sono molto più che soli aromi da cucina, sono integratori, sono cosmetici, sono prodotti spesso anche utili per la nostra salute. Stimolano infatti la digestione e sono un efficace rimedio per alcune tra le patologie più comuni e meno gravi (mal di denti e di testa, raucedine, mal di testa, disturbi intestinali, ecc…). L’epoca che ha visto maggiormente lo sviluppo delle spezie è sicuramente il Medioevo, epoca in cui si coltivò la cultura del loro utilizzo e si espanse maggiormente il commercio di esse. Il medioevo vede un’intensa passione per le spezie, che si prestavano ad essere usate nei più vari ambiti, dalla gastronomia alla medicina ai cerimoniali religiosi. Una infatuazione che fu davvero un motore di prima importanza per lo sviluppo degli scambi commerciali, le conquiste e la crescita economica. Io oggi per essere certa di utilizzare spezie pure e provenienti da contesti dignitosi, che non prevedano lo sfruttamento, ma che anzi siano possibilità di lavoro per famiglie e paesi bisognosi, di solito mi affido a spezie del mercato Equosolidale (nel particolare io uso ALTROMERCATO). Questa spezie sono raccolte e confezionate a mano nei loro paesi di origine, selezionate secondo conoscenze antiche delle erbe e delle loro proprietà. Si tratta di piccoli contesti, economie famigliari che evitano intermediari e non ricadono nello sfruttamento, dando quindi possibilità di emancipazione a giovani donne per esempio, così che possano sostenere una vita dignitosa. Di solito si tratta appunto di progetti di donne in Sri Lanka o in India, paesi nei quali non avrebbero possibilità di avere reddito o lavoro per via della loro condizione femminile e di casta. Qui le spezie vengono acquistate equamente, a prezzi fissati insieme ai produttori, con continuità, e la merce viene continuamente controllata, dalla produzione fino al trasporto. Nella normalità invece il mercato delle spezie è soggetto a dinamiche di tipo “coloniale”, con prezzi spesso influenzati dalla borsa, dalle politiche e dal protezionismo commerciale. Si tratta di grosse realtà internazionali, con diritti di proprietà in molti paesi a Sud del mondo. Questo meccanismo penalizza per ovvie ragioni l’economia famigliare, che ha difficoltà di accesso al mercato, mettendo a repentaglio la genuinità del lavoro e del prodotto: è qui che interviene l’equosolidale. Proprio in questa settimana, che è la settimana della donna, vi invito a fare qualcosa di diverso, invece di comprare la solita piantina o il mazzo di mimose, comprate un sacchettino di spezie in un negozio del mercato equosolidale! In questo modo saprete di essere stati utili (nel vostro piccolo) a qualche donna, a qualche famiglia dall’altra parte del mondo e, darete un sapore diverso alla vostra giornata! …Oltre che ai vostri piatti! 🙂

Ricette con spezie:

1) Sesame Toast

In una padella mettere un cucchiaio di sesamo e tostarlo fino a che diventi dorato. Tagliare in due ogni fetta di pane integrale o di kamut da toast. Da parte avrete bollito delle patate gialle, le schiacciate e aggiungete ad esse, olio extravergine di oliva, curry, coriandolo in polvere e cipollotto tritato fine fine. Mescolate bene formando un impasto omogeneo. Spalmante l’impasto ottenuto sul pane e impanate con il sesamo. A questo punto, la ricetta originale prevede la frittura in olio bollente, (direi poco salutare). Io invece propongo la gratinatura in forno preriscaldato a 180°, per circa 15 minuti, girando i toast a metà cottura. Ottimo, antipasto per una cena speziata dai sapori orientali..oppure per uno sfiziosa aperitivo!

2) Riso speziato con gamberi e tomato chutney

Dopo aver lessato i gamberi li mettete da parte e preparate il sugo. Scaldate un po’ di olio in una padella, aggiungete peproncino, cumino semi, fieno greco, cipolla e aglio tritati finemente e fate soffriggere fino a doratura. Aggiungete, pomodoro, un pizzico di sale, zenzero e un cucchiaio di zucchero. Fate cuocere il tutto con un po’ di acqua per circa 10minuti, massimo 15 prestando attenzione che lo zucchero non caramelli. Togliete dal fuoco e cospargete con coriandolo e prezzemolo fresco, buttate i gamberi nel sugo e li saltatae qualche minuto. Servite il sugo ricco di gamberi affiancato da riso basmati, decorando il bordo del piatto con un po’ di prezzemolo sbriciolato. Ottimo primo piatto per tutti coloro che amano i sapore agrodolce.

3) Tè allo zenzero

Fate bollire acqua, mettete del tè verde nella teiera lasciando in infusione 5 minuti circa. Aggiungete lo zafferano (4 psilli a tazza circa), rimettete sul fuoco 2 minuti, spegnete, zuccherate abbondantemente con zucchero di canna grezzo e lasciate riposare altri 2 minuti. Filtrate e servite, magari accompagnato da due biscottini alla cannella. Ottimo da servire come tè del pomeriggio, dal sapore spezialto e lievemente piccante ma allo stesso tempo dolce e dissetante.

4) Biscotti alla cannella

Setacciate la farina di kamut e la cannella in polvere. Formate una montagnetta cava con la farina e ponete al centro il burro ammorbidito e fatto a pezzi, la cannella, un cucchiaino di bicarbonato di sodio, lo zucchero di canna e 1 tuorlo d’uovo. Impastate bene il tutto sino ad ottenere un composto abbastanza compatto. Ricoprite il preparato con una pellicola e lasciare riposare in frigorifero per circa 1 oretta. Prendete poi l’impasto, stendetelo su una spianatoia con un mattarello e formate una sfoglia spessa 3 millimetri. Procuratevi infine degli stampi per biscotti e ricavate varie forme dalla sfoglia appena fatta. Prendete una teglia con carta da forno ed adagiate i biscotti. Accendete il forno, portate la temperatura sui 180° C e scaldate i biscotti per circa 15 minuti. Girate i biscotti a metà cottura e scaldate sino a quando non saranno ben dorati. Togliete i biscotti, lasciateli raffreddare e servite spolverando sopra un pò di zucchero cannellato*.

* Lo zucchero cannellato è zucchero di canna, a cui ho aggiunto cannella in polvere! Circa un cucchiaio colmo di cannella per 500g di zucchero. Girando e rendendo lo zucchero omogeneo, ottengo un prodotto marroncino scuro, con un aroma e un profumo buonissimo! (Per chi adora la cannella ovviamente!) Io lo uso davvero per tutto, per dolcificare il caffè quelle poche volte che lo bevo, per i dolci o per i tè.

Buona giornata a tutti! 🙂

 

 

La Borragine

fave-e-borragine1Vi starete chiedendo…”ma parlerà di quell’erbetta che in Liguria si usa per preparare i ravioli???” Ebbene sì..parlo proprio di quell’erbetta. 🙂 Apparte per i ravioli infatti, che sono buonissimi, la borragine vede il suo utilizzo anche come importante fitotarapico fin dai tempi antichi..Forse infatti molti di voi non lo sanno, ma è una pianta annuale anche molto abbondante in Italia, con il corpo ricoperto da folti peli bianchi e fiori blu penduncolati a forma di stella. Cresce frequentemente in Italia Centro-Meridionale lungo i margini delle strade e nei campi incolti..insomma è una pianta spontanea…tuttavia è possibile trovarla anche al Nord e se si vuole piantarla nel proprio orto! Le foglie di borragine hanno un sapore fresco e gradevole che ricorda il cetriolo ed è tra le piante selvatiche la più utilizzata in cucina, sia cotta in minestre o nei ravioli, che cruda per preparare fresche insalate. I boccioli fiorali possono essere utilizzati per colorare zuppe o insalate, oppure si possono congelare all’interno di cubetti di ghiaccio per dare una nota di colore a cocktail e bevande estive. Questa pianta possiede diverse proprietà salutari e la parte più utilizzata sono le foglie, che devono essere lavate accuratamente per eliminare la peluria (può essere irritante per la mucosa gastrica). I costituenti principali della Borragine sono i tannini, resine, acido palmitico, acido salicilico, calcio. Inoltre è ricca di mucillagine e questo le conferisce proprietà emollienti, antiflogistica, decongestionante, depurativa, tonica e diuretica. L’infuso di Borragine aiuta a combattere le malattie dell’apparato respiratorio, li stati influenzali, tosse e raffreddore. Inoltre, favorendo la sudorazione, è ottima nei casi di febbre. I risciacqui con l’infuso, sono ottimi in caso di infiammazione gengivale o in generale della bocca (afte), ma anche per spugnature in caso di eczema o piccole piaghe o ferite. Un altro impiego è la bollitura delle foglie, che possono poi essere applicate direttamente su eritemi, sfoghi di orticaria e punture d’insetto, per eliminare il prurito. Passata sul viso, con un batuffolo di cotone combatte punti neri e pelle lucida tonificando in profondità la pelle, soprattutto per i più giovani. I semi di Borragine sono ricchi di acido gamma linolenico (circa il 24%) appartenenti alla classe degli acidi Omega 3 e acido linoleico (circa il 38%) appartenenti alla classe degli acidi Omega 6. Le quantità di questi acidi sono tra le più alte del regno vegetale. Per questo esistono perle da prendere per bocca a base appunto di olio di borragine, utili per nutritre la pelle dall’interno, ma anche per tanti altri benefici come  la riduzione delle malattie cardiovascolari, il miglioramento della salute della pelle e delle unghie, riduzione dei sintomi associati all’artrite rumatoride ed alla sidrome premestruale, agli eczemi e alla psriasi, oltre ad una certa utilità nel controllo del colesterolo.

Il decotto di borragine:

Bollire la borragine in acqua fresca per circa 5 minuti, lasciare riposare per 15minuti e filtrare. Consumare due tazze al giorno per chi soffre di calcoli biliari. Per periodi che non superino i 20 gg di seguito.

Vino medicato:

Fare macerare per 8gg 50g di sommità fiorite di borragine in 1 litro di buon vino bianco. Agitare di volta in volta durante il periodo di macerazione, colare e filtrare con carta o garza. Conservate al fresco e bere un bicchierino da liquore al giorno, in soggetti allergici durante il periodo primaverile.

In cucina…

  • Zuppa di borragine

Preparata con 100g di borragine, 3 o 4 carote selvatiche, 1 cipolla, 1 patata, 1 porro, 4 rametti di levistico, olio extravergine di oliva, sale e pepe. Fare rosolare con l’olio la cipolla e il porro, quando è appassita aggiungere gli altri ingredineti, taglitati sottili, aggiungere acqua calda e far cuocere il tutto almeno 50minuti. Servire calda con parmigiano e crostini di pane nero.

  • Insalata di borragine

30 fiori freschi di borragine, insalata verde di stagione non amara, finocchi crudi e carote crude tagliate fini fini, un sedano fresco. Come condimento una salsa a base di limone spremuto, olio extravergine, mostarda, sale e pepe, tutto frullato per formare una cremina. Servire l’insalata in un piatto piano, disponendo bene le verdure sul piatto e coprendo con un po’ di salsa a piacere. Accompgnare l’insalata con croccanti gallette alla quinoa, o creackers di farro.

Lo sapevi che…

La borragine è una pianta che fornisce un nettare molto gradevole e molto ricercata dalle api che ricavano un miele con un aroma particolarmente gradevole. La Borragine non ha un significato “canonico” nel linguaggio dei fiori ma se vogliamo attribuirgliene unico sicuramente è quello delle contentezza e serenità. Queste affermazioni sono dettate dal fatto che nel corso dei secoli, a questa pianta è stato attribuito un significato di allegria e forza e ne sono testimonianza le numerose tradizioni che l’accompagnano. Gli antichi Celti erano soliti bere il vino con la borragine perchè dicevano che desse coraggio prima della battaglia.

Avvertenze:

La pianta di borragine contiene in piccola quantità di pirrolizidina (l’olio dei semi ne è privo), un alcaloide che può causare problemi al fegato se si usa in quantità esagerata in cucina o in decotti e infusi.

 

 

 

 

TORTILLAS ESPANOLA :)

Tortilla de patatas vegana hecha con patatas cocidas(Immagine dal sito: gastronomiavegana.org)

Appena tornata da Madrid, non posso che preparare un post sull’alimento simbolo della cultura enogastronomica spagnola, un piatto popolarissimo e direi davvero sfizioso, la tortillas espanola. Qualcuno di voi si starà dicendo: “bè non sarà molto diversa dalla nostra frittata di patate”…ebbene se non l’avete ancora assaggiata vi assicuro che non è così, la differenza si sente eccome e io oggi vi svelerò qualche piccolo segreto per renderla davvero spagnola! La prima differenza più evidente è l’altezza, la vera tortillas deve essere molto spessa, questo requisito si può ottenere in due modi principalmente, il primo è quello di utilizzare parecchie uova, (di solito 6) e l’altra è quella di aggiungere un pizzico di mais di tapioca per renderla più soffice. Ovvio durante la preparazione è bene spumare le uova con il mixer per almeno 5 minuti, e aggiungere un pizzico di bicarbonato così da ottenerla davvero alta! La secoda particolarità è la consistenza. A differenza delle nostre frittate, la frittata spagnola viene servita molto umida, questo vuol dire che dobbiamo toglierla dal fuoco prima rispetto alle nostre abitudini, inoltre facendo la prova del coltello, il coltello non deve uscire pulito come al solito ma piuttosto sporco di impasto. Per questo motivo le uova devono essere davvero fresche! Ultimo requisito è quel sapore particolare, che non è solo di patate, tuttavia è di difficile individuazione. Il Sapore è dato da un misto di cipolla bianca e  polpa di zucchina, le quali non si devono sentire in modo distinto ma hanno solo il compito di conferire un sapore particolare ma poco definito al piatto, insomma senza coprire il sapore delle patate! La polpa di zucchina inoltre è un ingrediente che viene spesso aggiunto per rendere particolamente umido l’impasto, permette quindi di cuocerla un po’ di più senza che essa risulti secca.

Nonostante le uova, che certo, se mangiate in modo eccessivo possono favorire l’aumento di colesterolo, la tortillas espanola è un alimento sano, perchè ricco di fibre donate dalle verdure, le patate, le cipolle e le zucchine e, lo possiamo anche definire un’alimento completo che potrete accompagnare semplicemente a una fresca insalata di pomodoro o di verdure crude in generale.

  • Ricetta tradizionale:

Per preparare la tortilla è importante avere delle patate di qualità; quelle a pasta gialla sono perfette per essere stufate. Il tipo di cipolla non è importante, anche se di solito si usa quella bianca, e le zucchine quelle grandi con tanta polpa. Tagliate 1/5 kg di patate, una cipolla bianca e una zucchina oppotunamente sbucciata dalla parte verde e mettete a cuocere in padella intiaderente con olio extravergine di oliva e un po’ di acqua coperte fino a cottura. Una volta cotte le verdure, versatele dentro a un colino affinché perdano l’olio in eccesso, quindi lasciatele intiepidire per 15-20 minuti. Mixate le uova, un cucchiaio di amido di tapioca, un pizzico di bicarbonato e una punta di sale. Montato per bene l’impasto, unite le verdure mescolando il composto. Se è possibile, utilizzate due padelle di 20cm di quelle che si mettono una sopra l’altra perfettamente, in modo tale da non rovinare la frittata nel momento del rovescimento. In una padella, riscaldate un cucchiaio d’olio, poi versateci il composto ed abbassate la fiamma per cuocere la tortilla lentamente per 10 minuti. Staccate un po’ i bordi della tortilla dalla padella con l’aiuto di una forchetta, quindi coprite  la frittata con l’altra parte della pentola con la quale successivamente vi aiuterete per capovolgerla. A questo punto continuate la cottura a fiamma bassa per altri 10 minuti (dall’altro lato), poi adagiate la tortilla de patatas su un piatto da portata e servitela calda a fette o tiepida a quadratini per uno sfizioso antipasto.

  • Ricetta senza uova

Per chi non volesse usare le uova per svariati motivi, esiste una variante senza uova che potrà essere ugualmente sfiziosa e saporita. La preparazione delle verdure è uguale all’altra, al posto delle uova invece nel mixer faremo montare 90ml di latte di soya senza sapori, 75g di farina di ceci, 2cucchiai di amido di tapioca, 1cucchiaio di aceto di mele, 1/2 cucchiaino di sale, un cucchiaio di olio extravergine di oliva. Facciamo andare nel mix per 5 minuti circa e poi uniamo alle verdure scolate. Il resto della preparazione sarà uguale..e anche il sapore non sarà molto diverso dalla versione originale! 🙂  Ho scelto la farina di ceci, perché dopo aver provato molte combinazioni con altre farine questa è quella che dà i risultati migliori . Rispetto ad altre farine è molto più tenera , soffice ma cremosa . Si tratta di una farina ricca di proteine​​, quindi sarà facile ottenere delle tortillas con una superficie dorata invitante, ed ha un colore giallo tipico di quella con le uova. Tuttavia se uno volesse rendere più acceso il colore della frittata, è possibile aggiungere all’impasto un pizzico di curcuma. La farina di ceci, trattiene l’umidità bene durante la cottura e la rende quindi ben compatta ma allo stesso tempo umida e soffice, oltretutto è molto nutriente ma priva di grassi, colesterolo o quant’altro.

A voi la scelta della ricetta che preferite a seconda delle vostre esigenze nutrizionali e scelte di vita…provate a preparare questo sfizioso piatto e fatemi sapere!

 

 

L’ Ortica

ortica2Considerata un erba ostile e antipatica a causa delle sue proprietà appunto “orticarie al tatto”, l’ortica invece nasconde molteplici proprietà salutari per l’organismo. Pianta erbacea; presenta generalmente sulle fogllie e sul fusto alcuni peli corti e altri più lunghi e rigidi, i quali risultano urticanti poichè contengono un liquido caustico che al tatto provoca prurito, rossore ed irritazione. La parte più urticante della pianta sono sicuramente le foglie, ovali e allungate con la base a forma di cuore e l’apice che si restringe gradamente in dente acuto, hanno il margine inciso di lunghi peli urticanti sia sulla superficie che nelle nervature della foglia. Si tratta di una pianta erbacea spontanea che cresce dal mare alle montagne e si può incontrare con facilità anche solo passeggiando in qualche sentiero lontano dalla città. La porzione aerea della pianta è ricca di proprietà, in particolare per l’apparato gastroenterico, in particolare in caso di gastroenteriti sia acute che croniche. La pianta è conosciuta anche e soprattutto per le proprietà diuretiche e depurative, che favoriscono l’eliminazione dei cloruri e degli acidi urici, rendendola così una pianta utile nel trattamento della gotta, dei reumatismi, dell’artrosi  e in generale come coadiuvante in cure disintossicanti o durante le diete dimagranti, e anche come rimendio ricostituente , vista la grande quantità di minerali che essa porta con sè, come ferro, magnesio, potassio, silicio, zolfo, vitamine, e anche amminoacidi e proteine!  Per estrarre al meglio i componenti dalla pianta è opportuno prepararne il decotto, con la pianta fresca, che se consumato quotidianamente lontano dal pasto per un periodo almeno di un mese, può essere considerato come una vera e propria terapia disintossicante e rimineralizzante e anche utilizzato contro l’anemia, vista l’elevata quantità di ferro! Contro l’anemia è possibile preparare un vino medicato, lasciando macerare 50g di ortica fresca in vino rosso per almeno 15 giorni, da bere un bicchiere durante i pasti.
L’utilizzo esterno della pianta prevede per esempio l’uso del decotto per rinforzare i capelli, come ultimo risciacquo prima dell’asciugatura, oppure è possibile preparare un acetolito con 15 g di ortica lasciata macerare in 100ml di aceto di mele da frizionare sul cuoio capelluto contro la forfora.

Lo sapevi che…

L’ortica possiede un’azione rivitalizzante sulle piante che che crescono vicine ad essa, in particolare sulle piante aromatiche si manifesta quest’azione, specialmente la menta, il basilico e il rosmarino, piante ricche di olii essenziali nelle quali sembra appunto ne faccia aumentare l’aroma. Il nome della pianta è legata a Marte, dio del fuoco, e viene dal verbo latino “urere” ossia “bruciare”, in riferimento appunto alle sue proprietà urticanti dovute appunto all’acido formico da cui è ricoperta. Nel passato, secondo la teoria omeopatica del “simile cura il simile”, essa veniva utilizzata con successo per linire fastidiosi esantemi e manifestazioni tipiceh delle malattie infettive della pelle e anche e soprattutto in quelle affezioni caratterizzate da vescicole come il fuoco di Sant’Antonio.

In cucina…

L’ortica è ottima pianta di condimento, previa scottatura in acqua bollente per eliminare l’effetto urticante, è possibile preparare con essa ravioli, frittate, minestre e torte salate ricche di proprietà oltre che di gusto!  Il suo sapore è gradevolissimo, particolare e delicato e, grazie apputo alla elevata quantità di sostanze nutritive è da considerare un’ottima pianta per la preparazione di piatti speciali!

  • Ravioli all’ortica

Lessare, strizzare, tritare finemente l’ortica e aggiungere la ricotta fresca, il parmigiano, una grattata di noce moscata ed il sale.
Preparare una sfoglia con 3 uova, stenderla e su metà di questa disporre ben allineati dei mucchietti di farcia, coprire con l’altra metà della sfoglia, premere con le dita attorno a questi per fare aderire tra loro le due sfoglie.
Con l’apposita rotella ritagliare i ravioli.
Cuocerli in acqua salata pochi minuti e condirli con burro e parmigiano, oppure con del pomodoro fresco e del pecorino grattugiato finemente sopra…sentirete che delizia! 🙂

  • Frittata di ortica

Lavate bene le foglie di ortica e lessatele in poca acqua. Quando sono diventate tenere, scolatele e tritatele grossolanamente. Lavate i cipollotti e tagliateli a rondelle sottilissime. Fateli appassire in due cucchiai di olio extravergine di oliva fino a quando sono diventati trasparenti. Aggiungete le ortiche e fate insaporire il tutto per un paio di minuti, salate e pepate. In una ciotola sbattete le uova con il parmigiano e versateci le ortiche saltate con i cipollotti e, dopo avere mescolato bene, versate il tutto in una teglia antiaderente unta con un po’ di olio. Fate cuocere in forno a 200 °C per circa 20minuti. Servire tiepida accompagnata da un formaggio fresco tipo robiola e dei crostini di pane integrale.

CONTROINDICAZIONI:

NON assumere in gravidanza.

 

 

 

 

UN FRUTTO RICOSTITUENTE

marmellatamelec_450ingrEsteticamente assomiglia più alla pera che alla mela, non è bello come le tradizionali mele…inoltre ha un sapore particolare e un po’ acidulo…tuttavia questo frutto è pieno di proprietà e di possibili utilizzi in cucina…sto parlando della mela cotogna!  Le mele cotogne, abbassano la glicemia e sono particolarmente efficaci in caso di stipsi, in quanto contengono molte fibre (6g all’etto)! La mela cotogna è poco calorica ma ricca di acqua, apporta infatti solamente 26 Kcal per 100 grammi di prodotto. Contiene anche numerosi sali minerali (tra cui potassio, magensio e calcio) e vitamine (soprattutto A, B1, B2). Se si mangia cruda, fornisce anche un buon quantitativo di vitamina C che con la cottura però si disperde! Purtroppo tuttavia, dal momento che la mela cotogna ha un sapore acidulo, molte persone preferiscono consumarla cotta, preparando ad esempio la marmellata oppure semplicemente cuocendola insieme a delle spezie aromatiche come cannella e chiodi di garofano, preparando quindi le famose mele cotte! Mele Cotogne
Oltre ad essere un frutto tipico della cucina popolare, anche nella fitoterapia la sua importanza è tuttora apprezzabile!
Le foglie essiccate del melo cotogno sono tossiche, a causa della presenza di amigdalina; tuttavia, in passato, il decotto di foglie essiccate veniva sfruttato per le proprietà antielmintiche, (ora in disuso per la presunta tossicità). Oggi l’infuso viene fatto con la mela stessa, tagliata a cubetti e fatta bollire circa 10minuti. Il decotto poi, veniva utilizzato per contrastare mal di gola e tosse, nonchè per le sue funzioni digestive.
Per la positiva funzionalità a livello gastro-intestinale, la mela cotogna è considerata un toccasana a tutti gli effetti: vanta infatti proprietà toniche, astringenti ed antinfiammatorie dell’apparato digerente.
I tannini contenuti nella mela cotogna sono in grado di proteggere la mucosa intestinale
La mela cotogna, come del resto tutte le mele, contiene acidi organici, tra cui il malico, utile per favorire la digestione appunto!
In cucina…

  • Le mele cotogne cotte

2 mele cotogne, pulite e sbucciate, 5 chiodi di garofano, un pizzico di cannella in polvere, un cucchino di zucchero di canna. Lasciar cuocere con un po’ di acqua a fuoco basso per circa 10minuti, il tempo che si appassisca bene. Servire tiepida. Per i più golosi è possibile impiattarla con un pallina di gelato alla crema..un dolce delizioso!

  • Torta di mele cotogne

Sbucciate le mele cotogne, dividetele a metà ed eliminate il torsolo.
Mettetele in una casseruola limone, un cucchiaio di zucchero di canna e l’acqua sufficiente a coprirle.Cuocetele a fuoco dolce per 15 minuti.
Lasciatele intiepidire, poi incidetele sul dorso con tagli paralleli nel senso della lunghezza.
Montate lo zucchero di canna con del burro fino a quando il composto diventerà bianco-giallino ( a seconda del colore dello zucchero).
Incorporatevi quindi le uova uno alla volta, poi aggiungete la farina mescolata con il lievito.
Profumate con la scorza di limone, ammorbidite con il latte nel quale abbiamo fatto macerare della vaniglia e versate il composto nello stampo.
Distribuitevi le mele tagliate a fette e infornate a 200 gradi per circa 30 minuti, e a 180 gradi gli utimi 10 min. (Per un totale di 40minuti di cottura)
Servite la torta calda, se volete con panna o gelato.

  • Cotognata

(3 kg. di mele cotogne, 2 limoni, 2 kg. e ¼ di zucchero di canna o bianco come preferite)

In un recipiente mettere i 2 kg e 250 gr di zucchero, versarvi 1 litro d’acqua e profumare con la scorza di due limoni. Coprire il recipiente con un panno e lasciarlo in questo modo per dodici ore. Scegliere delle mele cotogne perfette e profumate, pulirle bene, togliere il torsolo e non sbucciarle. Metterle in una grande casseruola e ricoprirle completamente d’acqua. Porre il recipiente sul fornello a fuoco moderato, per una quarantina di minuti, finché si saranno ammorbidite. Passarle al setaccio e mettere la purea raccolta in una terrina. Versare lo sciroppo preparato in precedenza in una caldaia, porla sul fuoco e, quando lo sciroppo avrà raggiunto 34°, aggiungervi la purea di cotogne.
Mescolare la cotognata con un mestolo di legno a lungo manico finché inizierà l’ebollizione. Dall’inizio di questa, lasciar bollire per un quarto d’ora continuando sempre a rimestare. (Per sterilizzarla e renderla più solida) Aggiungervi il succo dei 2 limoni e lasciar cuocere per altri quindici minuti. Infine versare la cotognata sul marmo di cucina, su una placca metallica, o in una teglia e stenderla in modo uniforme allo spessore di circa un paio di centimetri con una spatola. Lasciarla solidificare e raffreddare. Quando sarà ben asciutta, tagliarla a rettangoli (o della forma che preferite) e rimetterla ad asciugare all’aria, rigirandola un paio di volte. Conservarla in barattoli di vetro, oppure con carta oleata. Mangiare a piacimento.

In cosmetica…

C’è infine chi con questo frutto prepara un gel depurativo e rinforzante da utilizzare sui capelli. A questo scopo si prendono solo i semi della mela cotogna: un cucchiaio di essi si fa bollire per 15 minuti in 250 ml d’acqua. Quello che ne uscirà fuori è appunto un composto gelatino (tipo quello dei semi di lino), che una volta raggiunta la temperatura ambiente e accuratamente filtrato, si può utilizzare sui capelli come impacco, per rinforzarli ed anche come ottimo antiforfora.