Clistere SI o Clistere NO?

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2140Buongiorno a tutti, dopo qualche settimana di vacanza, ritorno sui vostri schermi con un argomento un po’ scottante anzi direi “ingombrante”…ahahahaha 🙂 L’abitudine a liberarsi l’ultimo tratto dell’intestino con clisteri, artigianali o già pronti che siano.

Personalmente posso dirvi che non condivido assolutamente la pratica della pulizia intestinale con il clistere, tanto meno il lavaggio intestinale, che ritengo sia più dannoso che altro visto che portando via le tossine con se porta via anche la nostra preziosa flora intestinale. Aimè non tutti la pensano come e non ho sicuramente la presunzione di ritenere di essere nel giusto, sono qui solo per esporvi la mia opinione. Ci sono casi in cui dico Sì al clistere ed altri in cui  lo condanno.  Vero è che fin dai tempi degli antichi il clistere era utilizzato per pulire l’organismo da scorie ed accumuli, ma diciamo che oggi possiamo ritenere la scienza e le nostre conoscenze tali da avere la possibilità di usare strumenti diversi e soprattutto capire che l’uso del clistere rende possibile la pulizia dell’ultimo tratto dell’intestino, e non certo della totatlità di esso, lungo metri e ricco di anse e insenature…per cui la “piacevolezza” e il benessere che si può raggiungere dopo essersi fatti un clistere risulta del tutto illusorio. Oltre tutto perchè spingere l’intestino a lavorare con delle forzature? Qual’è il modo migliore per rieducare l’intestino a lavorare bene e disintossicarsi? Il digiuno secco dei 7 gg, quindi bere, tisane, succhi freschi, aloe ecc, ma non introdurre nessun alimento, se vi interessa parleremo anche di questo in seguito…

E qual’è la migliore pulizia che si possa fare per il nostro intestino?Sicuramente è quella che parte dalla bocca, cioè l’ inizio del nostro apparato digerente e non certo la fine, e la possiamo effettuare con la dieta dei 7 limoni, con l’abitudine a bere tutti i giorni a digiuno una tazza di acqua calda e limone, con l’abitudine ad usare succo d’aloe depurativo e disinfiammante, bere tisane e soprattutto con delle buone abitudini alimentari.

Sapete cosa vi dico? C’è un momento in cui il clistere può ritenersi utile, ed è in caso di influenza intestinale e dissenteria. Voi starete pensando: questa è pazza!! Eppure pensateci bene: quando stiamo male di intestino è perchè il nostro corspo sta cercando di liberci da qualche sostanza tossica, irritante o dannosa (come visrus o batteri), se voi gli remate contro con un “tappo”, fisico o chimico, (tipo il vostro amato Imodium) non è che fate bene al vostro organismo, anzi non potete che peggiorare la situazione. Se invece utilizzate una cannula la dove non batte il sole il benessere è garantito nel giro di poco, perchè effettuate una pulizia meccanica forzata aiutando lo stesso intestino a liberarsi da ciò che lo irrita. Ovviamnete dovrete utilizzare per almeno il mese successivo fermenti latttici, avebdo cura di cambiare ceppi batterici tutte le settimane per colonizzare bene e nuovamente le pareti intestinali.

E voi cosa ne pensate?

 

REGIME DI JENSEN

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Uno dei maggiori specialisti mondiali nel settore della gastroenterologia è sicuramente il dr Bernard Jensen, che nel suo Hidden Valley Health Ranch, a Escondido-California, ha ospitato negli anni scorsi malati di ogni parte del mondo, insegnando loro ad alimentarsi come si deve e a guarire dai loro problemi all’intestino e soprattutto al colon. Jensen ritiene che nel colon sta la radice di tutte le malattie umane, ed anche la radice del benessere, quando tutto fila liscio.

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Troppa gente con stili di vita stile zuccherino e caffè, stile hamburger e cola, finisce in ospedale, si fa curare e torna poi alle stesse ridicole abitudini…ma i medici non le dicono queste cose. Quando le acque stagnanti e le tossine salate-zuccherate-caffeinizzate-nicotinizzate-cadaverinizzate-alcolizzate vengono depositate nel corpo ad un ritmo superiore alle nostre capacità organiche di tollerante resistenza e di auto-eliminazione, sta a significare che ci stiamo dando una martellata sui piedi da soli, e che davanti a noi ci attendono grosse insidie e ripercussioni. E’ vero che abbiamo un corpo a prova di bomba, ma se lo intossichiamo in continuazione lo priviamo di ogni resistenza. Man mano che aumenta la tossiemia nel sangue e nel sistema linfatico, i tessuti e le cellule non vengono ossidati al meglio. Senza ossidazione perdiamo in potenza energetica e bio-chimica, si sviluppano radicali liberi, e il corpo sfiancato continua a lavorare in pena, col freno a mano tirato, in una spirale discendente. Non è in grado di eliminare le sue tossine.

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UN CORPO IN SALUTE DIPENDE DALL’ALIMENTAZIONE E DALLO STILE DI VITA : Se vivessimo tutti correttamente, non staremmo qui a parlare di queste cose. Il problema è che viviamo nella maggioranza dei casi da imbecilli e da dissennati, da autolesionisti e irresponsabili. Non mangiamo i cibi giusti. Non facciamo gli esercizi appropriati. Non traiamo vantaggio dall’aria pura che respiriamo. Non catturiamo i benefici raggi del sole le poche volte che c’è. Non pensiamo in positivo. Questo è il fondamento del pensiero di Jensen, il quale sostiene che l’intestino sia l’organo deputato alla nostra salute. “Non si può pretendere di mettere buon cibo pulito all’interno di un corpo carico di vecchia immondizia, e aspettarci per giunta dei buoni risultati”. Quindi promuove la sana alimentazione e la pulizia intestinale per eliminare incrostazioni e spiacevoli infiammazioni, promuovendo la ricolonizzazione batterica che  gioca un ruolo inestimabile nella nutrizione e nella nostra digestione.

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Qui sopra, le slide fotografate al corso domenica….sui principi base di Jensen.

(Fonte: http://scienzanewthought.wordpress.com)

NATUROPATIA ENERGETICA: la malattia vista come alterazione del proprio stato energetico

Enjoying the sunTroppa confusione oggi più che mai, esiste dietro la misteriosa figura del Naturopata. “Curatore”, “ciarlatano”, “mezzo medico”,” persona che cura con le piante”….tutte queste sono affermazioni tanto errate quanto giustificate dal fatto che purtroppo esistono soggetti che abusano di corsi ed attestati per praticare nel campo della malattia.
Al vero naturopata, inteso come consulente della salute, la malattia non deve interessare…in una scala che va da -100 a +100 nel quale mezzo sta lo 0 (zero) inteso come omeostasi del nostro stato di salute, la medicina tradizionale, la farmacologia, ma anche la medicina alternativa, intesa come approccio allopatico, operano da 0 a -100 (cioè nella malattia), mentre il naturopata, ha il compito di operare da 0 a +100, ossia nella salute e nel benessere. Non fraintendemi, questo non vuole dire che un soggetto “malato” non debba andare dal naturopata, ma piuttosto che il naturopata non debba agire cercando di capire come “curare” la sua così detta malattia ma piuttosto come promuovere la sua salute e il suo benessere, operando sullo stile di vita. Questo primo per non sfociare nell’abuso di professioni che non lo competono e secondo perchè l’importanza del benessere sta ne positivo e non nel negativo. Oggi siamo continuamente tartassati da messaggi che ci fanno pensare alla malattia: pubblicità alla tv, su riviste, programmi televisivi, cartelloni pubblicitari….tant’è che se non ce l’abbiamo ce la facciamo venire! Se ci pensate bene questi messaggi cercano sempre di trovare una spiegazione in una qualche sintomalogia dell’organismo: “Hai mal di testa, sei tressato? Potrebbe essere una carenza di Magnesio, assumi il magnesio!, “Dolori e bruciori addominali ti colpiscono? Ecco la pastiglia che fa per te! ” “Non farti bloccare dalla diarrea prendi Imodium!” ecc.. ecc…Quello che dobbiamo chiedere a noi stessi e che il Naturopata, ha il compito di portare in evidenza, è invece: “Ho mal di testa, mi sento stressata, perché? Ho forse bisogno di una pausa?” “Ho la diarrea, sto male? Come mai? Perchè devo bloccare un’espressione del mio corpo? Per rimanere al lavoro? Per continuare a produrre? A guadagnare?”  Quello che bisogna guadagnare sono soprattutto la salute e qualità della vita, aspetti che la società ci ha porato a dimenticare e che è compito del Naturopata energetico riportare a galla.
La malattia per il Naturopata, deve essere il risultato di uno squilibrio emozionale, che se persiste nel tempo perchè trascurato produce la malattia nel corpo fisico. Per questo, ritengo che l’approccio giusto del Naturopata, non sia quello di “curare”, rischiando oltre tutto di sfociare nel reato dell’esercizio abusivo della professione medica, bensì quello di riequilibrare, sotto forma di consulenza, addestramento alla salute, formazione ecc..lo squilibrio emozionale del campo energetico del soggetto, agendo quindi sulle cause e non sugli effetti. La personalità del soggetto ha più importanza del corpo nel trattamento della malattia, così che il rapporto di empatia che si instaura tra il cliente e il naturopata è aspetto fondamentale di un giusto approccio alla salute. La naturopatia tende a dimostrare che la vita è armonia, la condizione dell’essere dentro ad un ritmo, e che la malattia invece è discordanza, una parte dell’essere che non vibra all’unisono. La medicina, ma non solo, direi l’immaginario comune di “salute” (anche quello di alcuni soggetti che si ritengono naturopati), si sforza di rimpiazzare carenze interne, utilizzando dall’esterno sostanze o rimedi che servono solo per tamponare un problema che è ben più profondo, ben più radicato in ognuno di noi. Non voglio essere fraintesa in quello che dico: non si esclude il ricorso all’intergazione, al rimedio naturale come alle piante o ai fiori nella naturopatia energetica, bensì lo si applica come strumento per raggiungere la salute e non come rimedio. La differenza è sottile e potrebbe non essere compresa da tutti, quind mi spiego meglio. Il fiore di Bach per esempio potrà essere utile sul piano simbolico e analogico, perchè permette al cliente di portare all’attenzione il suo disturbo, dicendolo ad alta voce, ammettendolo a se stesso. Il fiore dovrà rimediare il concetto di armonia e di equilibrio naturale verso cui tendere e ciò potrà avvenire solo utilizzando il rimedio come accompagnamento di una terapia fondata sulla consapevolezza di ciò che si deve modificare del proprio stile di vita per “ri-armonizzarsi” con se stesso e con l’ambiente. Ma gli effetti benefici, chiarisco, non verranno direttamente dal rimedio, bensì dall’attivazione psicologica, endocrina e neurologica che consegue al fatto che il clinte ha deciso di prendersi cura di sè e di mettere in discussione sè stesso e la propria vita. Osservo purtroppo sempre più frequentemente come nella naturopatia tradizionale, l’uso dei rimedi intesi come “poratatori di proprietà energetiche”, viene invece paradossalemnte sfruttato in senso medico allopatico convenzionale, in quanto spesso questi prodotti vengono semplicemente proprosti commercialmente come alternativa “naturale” rispetto ai farmaci di sintesi (al disturbo, il rimedio). Il naturopata non è un erborista! Non è questo a parer mio lo spirito della naturopatia , la quale non è nata come alternativa alla farmacologia ufficiale, per quello ci sono altre figure professionali. Quello che invece i rimedi intesi come “fonti energetiche” contengono, è la qualità energetica del loro simbolismo, rimandando a significati più profondi rispetto a quelli banali e superficiali a cui si riferiscono alcuni “apprendisti naturopati” nella cura alternativa di patologie di competenza medica. In realtà come detto prima, quello che funziona davvero dal punto di vista della naturopatia energetica, è proprio il particolare rapporto empatico che si viene ad instaurare tra terapeuta e cliente, rispetto al quale rapporto, i rimedi fungeranno da catalizzatori, da stimolo, da innesto, per avviare ed accellerare il raggiungimento o il proseguimento dello stato di salute. I rimedi saranno quindi veicoli di informazione, non l’informazione stessa.
Forse alcuni di voi che leggono e che magari hanno seguito o stanno seguendo scuole di naturopatia (in particolare alcune famose che non voglio citare), non si troveranno d’accordo…o forse sì, non saprei. Tutto dipende da come avete voluto intraprendere questa esperienza di vita e da cosa vi ha portato a intraprenderla. Tante di queste scuole insegnano per anni rimedi di tutti i tipi per curare qualsiasi malattia, dalle piante, ai fiori, i colori e i cristalli, i massaggi e quant’altro,facendo spendere oltre tutto molto denaro per farvi avere conoscenze che tanto non potrete sfruttare e che non sono e non possono essere legalmente alla base della professione di Naturopata, inteso come consulente della salute quale è. Che voi sappiate tutti gli effetti collaterali delle piante antrachinoniche per esmpio, ( e per quello che pagate spero che le sappiate), poca importanza ha nel reale scopo di riequilibrio energetico che sta alla base dell’approccio naturopatico. Perchè per esempio di una persona stitica, molte cose si dovranno sapere e molteplici approcci dovranno essere intrapresi prima di arrivare al lassativo, che il soggetto potrebbe farsi consigliare, inoltre senza pagare il consulto dal suo medico di famiglia, dal farmacista o dall’erborista di fiducia. Se il cliente viene da voi è perchè vuole di più. Non deve sfuggire al naturopata la considerazione che la persona stitica di solito è una persona che tiene le cose dentro, che ha difficolatà nel lasciarsi andare, magari ci sono aspetti della sua quotidianeità che influiscono sull’attività intestinale, magari l’alimentazione, la frenesia dell’andare al lavoro, la preoccupazione dei figli, la paura di aprirsi o di non essere corrisposti in amicizia o in amore…qual’è la causa della sua stitichezza? Quante cose potranno uscire da un buon colloquio..tantissime direi! E quante soluzioni? Altrettante! Ma per un buon naturopata, nessuna di queste sfocerà MAI in un lassativo. La cura consisterà in un processo di acquisizione graduale di consapevolezza in cui anche se si vorrà dare un rimedio fitoterapico, questo fungerà sempre e comunque da supporto simbolico nel rappresentare analogicamente il problema di cui il cliente vuole liberarsi, rappresentando lo strumento, la strategia e l’attegiamento che utilizzerà per migliorare la sua vita e quindi risolvere il suo “problema” sempre con l’aiuto e il supporto del terapeuta.

Io sono ancora agli inizi nella professione di Naturopata, addirittura ancora non sto esercitando in quanto non ho ancora partita IVA ecc..tuttavia, a scanso di equivoci preciso chiaramente che il mio sconsigliare l’uso dei rimedi nel senso allopatico del termine non è dovuto ad una mia non conoscenza, ad una mancanza di tempo o ad un non approfondimento ecc…in quanto io sono dottoressa laureata in Farmacia e specializzata in cure naturali, fitoterapiche e omeopatiche, quindi di conoscenze ne ho, e putroppo e per fortuna ho conosciuto l’ambiente della malattia e del rimedio a tutti i costi ed è stato proprio quel mondo ad allontanarmi dalla mia professione per portarmi verso qualcosa di più profondo. Con le mie conoscenze io posso spaziare dall’anatomia alla fisiologia, dalla biochimica alla patologia, ma credo che non sia questo l’approccio giusto e che per questo ci siano appunto altre figure professionali che neanche tanto ammiro. (Vedi la classe medica) La malattia fisica, pur essendo il risultato di un’alterazione energetica, non è altro che un sintomo di per se stesso. I rimedi usati nella medicina tradizionale (compresi quelli in cui operavo io fino a quando ero ancora in farmacia), alleviano i sintomi fisici della malattia ma non eliminano la causa sottostante, lo stato mentale che ha il soggetto.

Curare la personalità del paziente e il suo stile di vita e non la malattia, credo debba essere il principio del Naturopata, inteso come io veramente lo vedo.

LA SALUTE STA NEL FRIGO

E’ inizio settimana e preparare il frigo per i giorni avvenire è un compito importante, è l’ABC della salute! Spendere 25euro dal “fruttivendolo” di frutta, verdura, legumi e uova fresche, scegliendo tra i prodotti locali e di stagione per me è l’abitudine, infatti per oggi è cosa già fatta!

Vediamo cosa abbiamo in frigo per questa settimana: broccoli locali, finocchi, carote, carciofi e cipollotti di albenga da fare crudi in pinzimonio, patate di ceva da usare per le zuppe, cavolo nero toscano e porri per fare la zuppetta, zucca per fare la vellutata, la zuppa o la zucca al forno, verza da fare stufata, misto di legumi sfuso, peperoni per la mia classica peperonata settimanale (io adoro i peperoni) , sei uova dei contadini locali che allevano poche galline all’aperto e con mangimi sani. In frigo avevo già dei formaggi freschi come ricotta, primo sale, poi del parmigiano e qualche formaggio di capra.
(I formaggi di capra o di pecora son sempre da preferire rispetto a quelli di mucca). Riguardo alla frutta, kiwi di garlenda, arance della mia collega che abita a cisano, mandarini cinesi del mio albero in giardino, limoni freschi e succosi sempre del mio giardino, mele e pere. La dispensa è già colma di cerali, farro, miglio, grano saraceno, kamut e pasta e pane integrali, quindi per quello non c’è problema!

Il frigo per la settimana è pronto!
frigo-672--488x255Avrete notato che nel mio frigo non c’è carne…non son solita mangiare animali..apparte qualche piccolo sgarro con il pesce, per motivi strettamente nutrizionali, seppur dal punto di vista etico il pesce si aspetterebbe da noi (da me), lo stesso rispetto che riservo a un coniglio o un maiale! Tuttavia, qualche volta cucino della carne bianca per il mio compagno, quando ne sente il bisogno e in quel caso la compro fresca, da allevatori dell’entroterra ligure e la cucino in giornata, con sommo dipiacere e anche un po’ di disgusto. Questo per dire che, ovviamente siete liberi di aggiungere a questa alimentazione della carne se ne sentite il bisogno, vi prego solo di prediligere quella bianca e magra per evitatare l’assunzione di inutili grassi animali dannosi alla salute e amici del colesterolo e delle malattie cardiovascolari!

Corro a preparare la mia zuppa di legumi e una frittata di carciofi freschi. Vi auguro un buon inizio settimana e tanta salute a tutti!

Basta un poco di zucchero e la PILLOLA va giù!

tablets-193666_640 “BASTA UN POCO DI ZUCCHERO E LA PILLOLA VA’ GIU’..” Cantava così una famoso motivetto che ha accompagnato molti di noi nell’infanzia, facendoci sognare un mondo magico dove una tata un po’ particolare ci avrebbe fatto vivere momenti pazzeschi, fino al punto da farci piacere lo sciroppo per la tosse! ( per chi conoscesse la storia..”Punch al rum”) 🙂 Il significato della famosa frase di Mary Poppins era ovviamente una metafora, la pillola stava a rappresentare qualcosa che proprio non ci piace, di spiacevole o triste e lo zucchero, qualcosa di festoso e divertente che è in grado di farci superare ogni problema, mandando giù la così detta “pillolla amara”. …Il fatto è che oggi lo sciroppo per la tosse ci piace davvero, o meglio ci piace l’idea che prendendolo ogni nostro male  “magicamente sparisca” e di pillole ne buttiamo giù fin troppe..e non parlo solo di pillole metaforiche, bensì di veri e propri pilloloni che pensiamo essere necessari ma che in realtà ci fanno più male che bene! Parlando di numeri e di pareri di esperti, in media un italiano porta a casa ogni mese fino a 30 confezioni di farmaci. I prodotti OTC, ossia gli “over the caunter”, “sopra al bancone”, insomma quelli senza prescrizione ed accessibili direttamente dal paziente, rappresentano ben il 18% dei medicinali venduti, inoltre tra essi il 12% sono analgesici! Fatevi una domanda ben precisa: quante volte al mese trangugiate una pasticca di ibuprofene per silenziare un dolore mestruale o un mal di testa? Quante volte assumente un decongestionante per andare al lavoro senza il raffreddore? Vogliamo parlare della pillola per lo stomaco che brucia? Vino, caffè a bizzeffe, bibite gassate e chi più ne ha più ne metta…però nella borsa non manca mai la pillola dalla scatoletta gialla! Ma insomma, ci siete o ci fate? Mi spaice parlare di “voi” senza entrare a far parte del gruppo, ma io ne sono uscita veramente e quindi mi sento nella posizione di potervi fare la ramanzina. Un tempo non ero così saggia, anche io mi sparavo antidolorifici e farmaci di ogni tipo al primo sintomo di cedimento dell’organismo, poi ho studiato, mi sono documentata e ho smesso. Andando avanti meno ne prendevo, più stavo meglio, gli episodi dolorosi o influenzali erano sempre meno frequenti, tant’è che oggi, dopo circa 3 anni dalla laurea in farmacia, non ricordo l’ultima volta che mi sono ammalata o che ho avuto la necessità seria di prendere un farmaco. C’è da dire che la laurea in Famacia mi è servita a qualcosa: a non intossicarmi ed evitare che le persone che mi stanno accanto lo facciano..tant’è che ho convertito più di un amico all’uso della medicina “alternativa”. Mal di testa o dolori mestruali? Melissa, magnesio e passiflora. Raffreddore? Propoli per tutto l’inverno e Sabuco e rosa canina a necessità. Tosse? Tiglio, elicrisio e drosera. Palpitazioni e agitazione giornaliera? Biancospino e valeriana. Acidità di stomaco? Malva. Potrei andare avanti per tutta la pagina ad elencarvi i milioni di rimedi che la natura ci offre, senza alcun effetto collaterale e per ogni necessità, sia fitoterapici che omeopatici, per poi non parlare dell’alimentazione, ma preferisco andare avanti con il mio discorso. Da quando lavoro, mi sono accorta innanzi tutto che, se il fisico cede, non è forse meglio farlo cedere? E se bastasse solo un po’ di riposo? C’è l’esigenza e la tendenza a tappare e silenziare ogni spia di malessere fisico o mentale che sia, questo perchè nella nostra società vige un imperativo di efficenza perenne per cui essendo sempre più fragili e insicuri, nell’incertezza della precarietà in cui viviamo, non ci possiamo permettere un giorno di permesso o di malattia senza che ci assilli il senso di colpa verso il “dovere”. Ma non dovrebbe essere il nostro primo dovere proprio quello di prenderci cura di noi stessi o di aiutare gli altri a farlo? Ammonitemi se sbaglio.. Qualche volta per una semplice influenza basterebbero due giorni a letto, con qualche calda tisanina, miele, propoli e relax totale per farvi tornare come nuovi. Ma non abbiamo tempo..dobbiamo correre, su e giù per le scale delle metropolitane, avanti e indietro con pullman e quant’altro e giù pillole e giù bustine. E’ la società che ce lo impone: e se stessimo facendo il loro gioco? Il gioco di coloro che ci promettono la salute intossicandoci? Non siamo più nell’epoca in cui i rimedi chiamati “medicamenta” servivano davvero per curare le cause delle malattie, quando i medici erano anche chimici, farmacisti e scienziati. No, ora viviamo nella società del palliativo. Studiamo nelle facoltà monotematiche, dove un farmacista non sà cosa serve la tormetilla e ti dice di chiederlo all’erborista e, il gastroenterologo non sà curare una cefalea a grappolo perchè non sta nella parte del corpo che lui tratta. Siamo lasciati a noi stessi, è brutto da dire e purtroppo, spesso e volentieri prendiamo scelte sbagliate, assumendo farmaci per automatismo, senza verificare se c’è un’alternativa. Possiamo affidarci a poche e rare persone, da ritenere se vogliamo chiamarle così, “ancora vecchio stile” e io mi sento parte di esse, ma soprattutto dobbiamo documentarci sempre di più per poterci affidare con maggiore sicurezza a noi stessi senza far danni!

Questi miei pensieri non vogliono essere di offesa verso qualcuno,  ma piuttosto spero che possano diventare fonte di riflessione e di analisi personale per costruire nel nostro piccolo qualcosa di buono, almeno per noi stessi. Se ognuno di noi lo facesse, si sforzasse di andare un po’ di più in profondità delle cose, si sforzasse di avere un po’ più di pazienza, di dedicare maggior tempo alla propria salute, forse un giorno si potrebbe pensare di cambiare la società in cui viviamo. Probabilmente si tratta solo di un’utopia, chi lo sà…oggi è anche il mio compleanno e mi sento un po’ filosofa, un po’ più saggia di ieri.:) In ogni caso, per ora vi chiedo di avere più cura di voi stessi e dell’ambiente in cui viviamo, perchè la salute non ha prezzo, ma i farmaci purtroppo si! Ogni italiano spende fino a quasi 500 euro all’anno di farmaci! Non svuotate le vostre tasche per riempire quelle delle case farmaceutiche, quando è possibile cercate l’alternativa…per le vostre tasche e soprattutto per la vostra salute!

Buon weekend a tutti

 

 

 

DOLORI MESTRUALI? Ecco il modo per comprenderli ed alleviarli NATURALMENTE.

PETALI

Oggi ho sofferto molto, quindi durante la giornata ho riflettuto e ho deciso che stasera voglio parlarvi di un argomento un po’ particolare: LE MESTRUAZIONI.
I dolori mestruali rappresentano un aspetto fiosiologico nella vita di una donna, tuttavia mentre in alcuni casi si tratta solo di un lieve fastidio facilmente superabile, in altri casi invece, si tratta di un vero e proprio momento invalidante per la quotidineità femminile. Si manifestano spasmi che possono essere davvero intensi in certi casi e quindi provocare un dolore che non è possibile trascurare. In natura esistono alcuni rimedi che si possono utilizzare per attenuare e prevenire i dolori mestruali. Innanzi tutto è buona  abitudine utilizzare il magnesio, come oligoelemento (fiale), o sotto forma di magnesio cloruro (polvere), per almeno 7 gg prima dell’arrivo del ciclo. ll fabbisogno giornaliero di magnesio infatti per una donna infatti, va dai 150 ai 500 mg al giorno, a seconda delle attività che svolge e dell’età. Non tutte le donne però hanno un’alimentazione tale da permettere l’apporto corretto di magnesio con la dieta e quindi senza saperlo spesso incorrono in problematiche fisiche, (come ma ldi testa, ritenzione idrica, mestuazioni abbondanti, ecc..) che dipendopo appunto strettamente dalla carenza di magnesio. Secondo alcuni studi, in donne che lamentavano una sindrome premestruale particolarmente pesante, e crampi addominali con mestruazioni abbondanti, sono stati riscontrati nel sangue livelli di magnesio molto bassi. Per questo motivo si ritiene che assumere il magnesio la settimana prima delle mestruazioni possa aiutare, (ed aiuta effettivamente), a moderare la sidrome mestruale. Il periodo delle mestruazioni è il momento del mese in cui il corpo chiede ad ogni donna in età fertile di concedersi un momento di riposo, come una vera e propria fase di rigenerazione e di purificazione. Tra i rimedi naturali per eccellenza in questo periodo del mese abbiamo sicuramente le tisane! Le tisane sfruttano le proprietà curative delle piante e delle spezie al fine alleviare i dolori mestruali, diminuire il gonfiore e regalare una sensazione di relax e benessere generale, che può contribuire ad affrontare al meglio i giorni del ciclo. Tra le erbe o le spezie a cui potrete fare ricorso per la preparazione di tisane da consumare due o tre volte al giorno (calcolando una dose di erbe o spezie di due cucchiaini per tazza) vi sono la camomilla e la melissa, piante calmanti ed antispastiche per eccellenza; le foglie di lampone, che sappiamo essere regolatore dgli sbalzi ormonali, la menta utile per mitigare lo stress e calmare i dolori, le spezie come cannella o chiodi di garofano che aiutano in caso di flusso abbondante e in fine lo zenzero che aiuta a diminuire i crampi addominali e il senso di nausea che talvolta si accompagna alla sindrome tradizionale. Un’altra buona abitudine è quella di sfruttare l’aromaterapia con l’utilizzo di olii essenziali, in particolare quello di melissa e quello di lavanda, essenze rilassanti e distensive, che possono essere utilzzate anche per esempio nell’acqua del bagno caldo, per concedersi un momento di relax nella vasca o attraverso un pediluvio. Procuratevi del sale grosso integrale e contate di aggiungere 10 gocce di olio essenziale (a scelta tra lavanda o melissa) ogni 100 grammi di sale. Rimanete immersi 15 minuti svuotamndo la mente da tutti i problemi o i pensieri che vi circondano. Non meno importante, anzi direi alla base di di tutto ciò che riguarda il nostro organismo, in questi giorni sarebbe da curare anche l’alimentazione. Prediligendo alimenti leggeri, che non appesantiscano ulteriormente la digestione. Ortaggi, frutta e verdure a foglia verde, da condire con spezie come lo zenzero, i semi di finocchio, il timo, i semi di lino, la cannella e i chiodi di garofano in polvere. Tali spezie sono considerate alla stregua di veri e propri medicinali naturali in grado di alleviare i fastidi più comunemente accusati dalle donne durante il ciclo. A discapito di latticini, insaccati o alimenti stagionati, alcool, zuccheri raffinati, cibi piccanti e fritture.

Lo sapevi che..

Le mestruazioni devono essere accettate per quello che sono: purificazione e trasformazione. Accettare le mestruazioni vuole dire soffrire di meno nel momento in cui esse arrivano e questo lo si può fare solo comprendendo fino in fondo il processo del ciclo, parlo proprio dell’anatomia e della fisiologia della donna. Provate a “ripassarlo” per chi già non lo conosce bene e vi accorgerete che esso ha un significato molto profondo. Solo così si può giungere alla consapevolezza e all’accettazione. Se io accetto una cosa, la rendo mia comprendendola fino in fondo, la vivo meglio. In tutto è così e lo è anche in questo caso. Un errore molto grave ma che purtroppo numerose donne fanno, è quello di non accettare le mestruazioni  e vederle come una scocciature, come una cosa che si vorrebbe eliminare. È un errore non assecondare questo momento che ha un significato tutto suo. Spesso è proprio nel rifiuto di questa fase interiore che la donna sviluppa i tipici disturbi della sindrome pre-mestruale, creandosi quindi da sola una condizione di malessere generale.

Spero che possiate riflettere su questo argomento perchè io lo ritendo un aspetto molto importante del genere femminile e credo che ogni donna lo debba ritener tale. Affidatevi sempre e profondamente alla natura, essa non lascia nulla al caso, in ogni modo tutto ha un significato e per tutto c’è un rimedio: magari uno è da cogliere in un prato mentre l’altro è da cercare dentro di noi.

Buona notte 🙂

 

BUON NATALE!

Buon Natale a tutti quelli che mi sono vicini, a quelli più sinceri e anche a quelli che non se lo meriterebbero. Buon Natale a tutte le persone che sono lontane ma sono sempre e comunque nel mio cuore. Buon Natale alle persone che non ci sono più e che sono certa dall’alto veglino su di me. Buon Natale alla mia famiglia. Buon Natale alle mie amiche..alcune più saltuarie altri sempre presenti, nelle gioie e nelle difficoltà. Buon Natale a coloro che ho incontrato per caso nel cammino della mia vita, i quali sorrisi mi porto ancora dietro…alla giovane madre africana in Kenya, ai due vecchietti in viaggio, innamorati come due giovani adolescenti in Repubblica Domenicana, a un ormai “datato” professore di Inglese di un piccolo paesino nella provincia londinese, a un anziano bisbetico e visionario incontrato a Valencia in un viaggio con le amiche, al barbone che dormiva fuori dal mio albergo a Parigi, al quale la mia amica ha portato hamburger e patatine fritte, per lui e per il suo cane..:)  Buon Natale!

Augurandovi che questo Natale possa portare il sorriso sui vostri visi e nei vostri cuori, in una così difficile epoca, in una così marcia società; che possa donare speranza per voi e per gli altri, perchè siamo tutti una grande famiglia, sparsi sul pianeta, ognuno con i propri problemi e le proprie difficoltà, ma sempre uniti nella fede di un mondo migliore.

Auguri di un Santo Natale

F.