Basta un poco di zucchero e la PILLOLA va giù!

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tablets-193666_640 “BASTA UN POCO DI ZUCCHERO E LA PILLOLA VA’ GIU’..” Cantava così una famoso motivetto che ha accompagnato molti di noi nell’infanzia, facendoci sognare un mondo magico dove una tata un po’ particolare ci avrebbe fatto vivere momenti pazzeschi, fino al punto da farci piacere lo sciroppo per la tosse! ( per chi conoscesse la storia..”Punch al rum”) 🙂 Il significato della famosa frase di Mary Poppins era ovviamente una metafora, la pillola stava a rappresentare qualcosa che proprio non ci piace, di spiacevole o triste e lo zucchero, qualcosa di festoso e divertente che è in grado di farci superare ogni problema, mandando giù la così detta “pillolla amara”. …Il fatto è che oggi lo sciroppo per la tosse ci piace davvero, o meglio ci piace l’idea che prendendolo ogni nostro male  “magicamente sparisca” e di pillole ne buttiamo giù fin troppe..e non parlo solo di pillole metaforiche, bensì di veri e propri pilloloni che pensiamo essere necessari ma che in realtà ci fanno più male che bene! Parlando di numeri e di pareri di esperti, in media un italiano porta a casa ogni mese fino a 30 confezioni di farmaci. I prodotti OTC, ossia gli “over the caunter”, “sopra al bancone”, insomma quelli senza prescrizione ed accessibili direttamente dal paziente, rappresentano ben il 18% dei medicinali venduti, inoltre tra essi il 12% sono analgesici! Fatevi una domanda ben precisa: quante volte al mese trangugiate una pasticca di ibuprofene per silenziare un dolore mestruale o un mal di testa? Quante volte assumente un decongestionante per andare al lavoro senza il raffreddore? Vogliamo parlare della pillola per lo stomaco che brucia? Vino, caffè a bizzeffe, bibite gassate e chi più ne ha più ne metta…però nella borsa non manca mai la pillola dalla scatoletta gialla! Ma insomma, ci siete o ci fate? Mi spaice parlare di “voi” senza entrare a far parte del gruppo, ma io ne sono uscita veramente e quindi mi sento nella posizione di potervi fare la ramanzina. Un tempo non ero così saggia, anche io mi sparavo antidolorifici e farmaci di ogni tipo al primo sintomo di cedimento dell’organismo, poi ho studiato, mi sono documentata e ho smesso. Andando avanti meno ne prendevo, più stavo meglio, gli episodi dolorosi o influenzali erano sempre meno frequenti, tant’è che oggi, dopo circa 3 anni dalla laurea in farmacia, non ricordo l’ultima volta che mi sono ammalata o che ho avuto la necessità seria di prendere un farmaco. C’è da dire che la laurea in Famacia mi è servita a qualcosa: a non intossicarmi ed evitare che le persone che mi stanno accanto lo facciano..tant’è che ho convertito più di un amico all’uso della medicina “alternativa”. Mal di testa o dolori mestruali? Melissa, magnesio e passiflora. Raffreddore? Propoli per tutto l’inverno e Sabuco e rosa canina a necessità. Tosse? Tiglio, elicrisio e drosera. Palpitazioni e agitazione giornaliera? Biancospino e valeriana. Acidità di stomaco? Malva. Potrei andare avanti per tutta la pagina ad elencarvi i milioni di rimedi che la natura ci offre, senza alcun effetto collaterale e per ogni necessità, sia fitoterapici che omeopatici, per poi non parlare dell’alimentazione, ma preferisco andare avanti con il mio discorso. Da quando lavoro, mi sono accorta innanzi tutto che, se il fisico cede, non è forse meglio farlo cedere? E se bastasse solo un po’ di riposo? C’è l’esigenza e la tendenza a tappare e silenziare ogni spia di malessere fisico o mentale che sia, questo perchè nella nostra società vige un imperativo di efficenza perenne per cui essendo sempre più fragili e insicuri, nell’incertezza della precarietà in cui viviamo, non ci possiamo permettere un giorno di permesso o di malattia senza che ci assilli il senso di colpa verso il “dovere”. Ma non dovrebbe essere il nostro primo dovere proprio quello di prenderci cura di noi stessi o di aiutare gli altri a farlo? Ammonitemi se sbaglio.. Qualche volta per una semplice influenza basterebbero due giorni a letto, con qualche calda tisanina, miele, propoli e relax totale per farvi tornare come nuovi. Ma non abbiamo tempo..dobbiamo correre, su e giù per le scale delle metropolitane, avanti e indietro con pullman e quant’altro e giù pillole e giù bustine. E’ la società che ce lo impone: e se stessimo facendo il loro gioco? Il gioco di coloro che ci promettono la salute intossicandoci? Non siamo più nell’epoca in cui i rimedi chiamati “medicamenta” servivano davvero per curare le cause delle malattie, quando i medici erano anche chimici, farmacisti e scienziati. No, ora viviamo nella società del palliativo. Studiamo nelle facoltà monotematiche, dove un farmacista non sà cosa serve la tormetilla e ti dice di chiederlo all’erborista e, il gastroenterologo non sà curare una cefalea a grappolo perchè non sta nella parte del corpo che lui tratta. Siamo lasciati a noi stessi, è brutto da dire e purtroppo, spesso e volentieri prendiamo scelte sbagliate, assumendo farmaci per automatismo, senza verificare se c’è un’alternativa. Possiamo affidarci a poche e rare persone, da ritenere se vogliamo chiamarle così, “ancora vecchio stile” e io mi sento parte di esse, ma soprattutto dobbiamo documentarci sempre di più per poterci affidare con maggiore sicurezza a noi stessi senza far danni!

Questi miei pensieri non vogliono essere di offesa verso qualcuno,  ma piuttosto spero che possano diventare fonte di riflessione e di analisi personale per costruire nel nostro piccolo qualcosa di buono, almeno per noi stessi. Se ognuno di noi lo facesse, si sforzasse di andare un po’ di più in profondità delle cose, si sforzasse di avere un po’ più di pazienza, di dedicare maggior tempo alla propria salute, forse un giorno si potrebbe pensare di cambiare la società in cui viviamo. Probabilmente si tratta solo di un’utopia, chi lo sà…oggi è anche il mio compleanno e mi sento un po’ filosofa, un po’ più saggia di ieri.:) In ogni caso, per ora vi chiedo di avere più cura di voi stessi e dell’ambiente in cui viviamo, perchè la salute non ha prezzo, ma i farmaci purtroppo si! Ogni italiano spende fino a quasi 500 euro all’anno di farmaci! Non svuotate le vostre tasche per riempire quelle delle case farmaceutiche, quando è possibile cercate l’alternativa…per le vostre tasche e soprattutto per la vostra salute!

Buon weekend a tutti

 

 

 

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