Adipe nell’addome? Ecco i rimedi!

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grasso_addominaleChi di noi non ha un po’ di pancetta? Bè si tratta di accumulo di grasso sottocutaneo, ma quando si parla della pancetta, bastano davvero pochi giorni di nutrizione equilibrata per tornare in forma. Diverso è il problema di chi comincia con l’età a sviluppare il classico grasso addominale, un grasso che non sarà più superficiale e sottocutaneo, ma che si deposita più i profondità fra gli organi creando un addome gloso e teso. Il grasso addominale oltre ad essere un inestetismo, costituisce un fattore di rischio, perchè aumenta la probabilità di insorgenza di patologie cardiovascolari o metaboliche. Questi rischi sono tipicamente maschili, in quanto negli uomini è più comune rispetto alle donne che tendono ad accumulare grasso sui fianchi e sulle cosce, tuttavia, dopo la menupausa anche nelle donne è possibile sviluppare il grasso viscerale con conseguenze per la salute ancora più pericolose che per gli uomini!

1) Un intestino attivo mantiene aiuta a sgonfiarsi

La tendenza ad ingrassare ed accumulare grasso viscerale spesso è collegata a squilibri dell’attività intestinale, se l’intestino non funziona correttamente non assimila giustamente i nutrienti , si vengono a creare degli squilibri che alterano il metabolismo e portano ad accumulare peso. Per un corretto metabolismo e un regfolare assorbimento di grassi e carboidrati è nbecessario garantire la presenza di una flora batterica equilibrata, assumendo regolarmente fermenti lattici attivi che apportino batteri “buoni” alla digestione.

CIBI Sì

  • Zuccheri complessi integrali
  • Ortaggi e frutta
  • Pesce
  • Formaggi magri (primosale, fiocchi di latte, ricotta, feta)
  • Spezie

CIBI NO

  • Grassi animali (salumi e carni rosse)
  • Alcolici
  • Bevande zuccherate
  • Zuccheri semplici
  • Dolci raffinati (gelato ecc..)
  • Cibi precotti o confezionati
  • Formaggi grassi (gorgonzola, bufala, toma, brie ecc..)

2) Un’alimentazione ricca di frutta e verdura riesce ad apportare le fibre per una corretta digestione mantenendo attivo l’intestino. Le verdure da prediligere sono quelle colorate e a basso indice glicemico, come broccoli, zucchine, cipolle, peperoni, cavoli, verza, insalata, pomodoro, cetriolo, spinaci, coste ecc…senza escludere le carote e le patate che due volte alla settimana possono essere assunte.

3) Prendere la buona abitudine di mangiare la frutta fuori dal pasto, tipo colazione e merenda, evitando di assumerla dopo cena, perchè gonfia ed appesanisce la digestione.

4) Bere bevande a base di zenzero e cannella per combattere il grasso addominale. Tagliare a cubetti lo zenzero e usare circa 5cm di cannella sbriciolata, preparare un decotto e bere una tazza anche più volte al giorno. Lo zenzero stimola la digestione e le attività depurative, mentre la cannella tiene sotto controllo lo zucchero nel sangue.

5) Infine stimolare il metabolismo con integratori brucia grasso come per esempio il guaranà, ricco di guaranina, sostanza stimolamte simile alla caffeina, accentua il metabolismo corporeo e il consumo dei grassi.

Non dimentichiamo una sana ed equilibrata attività fisica: basta una passeggiata di 15 minuti al giorno per riattivare il metabolismo basale…non si dimagrisce dal divano!! 🙂

 

 

 

 

 

IL MELONE: Sapore e leggerezza con il frutto alleato dell’estate!

yubari-melonSulla tavola non manca mai di estate: assaporato da solo, accompagnato dal prosciutto crudo o frullato per una gustosa merenda, il melonè è davvero un frutto che piace a tutti, ma forse pochi sanno che anche un alleato della bellezza estiva! Si tratta di un frutto dolce e gustoso dal colore che può variare dall’acceso arancio fino al tenue bianco, a seconda della varietà. Quello estivo è di due tipi: il melone “retato”, chiamato così perchè la buccia è ricoperta da una sorta di rete color corda che ha lo scopo di preservare il frutto, con all’interno polpa giallo-arancione moldo dolce; poi c’è il melone Cantalupo che invece ha la scorza liscia con venature leggere di color verde scuro , dal sapore più delicato rispetto al “retato” e con la polpa giallo acceso. l melone contiene una percentuale elevata d’acqua, pari a circa il 95%. Si tratta di un frutto ricco di vitamine e minerali benefici per la nostra salute. Per via del suo contenuto d’acqua, il melone regala una sensazione di freschezza e di sollievo dalla calura estiva. Non contiene grassi saturi e assicura uno scarso apporto calorico, pari a circa solo 30 calorie l’etto! Per quanto riguarda i sali minerali, nel melone troviamo ferro, calcio e fosforo. Le vitamine presenti nel melone sono vitamina C, vitamina A (in elevata quantità) e vitamina B. Anche le ossa traggono benefici dall’assunzione del melone, infatti l’abbondanza di fosforo e di calcio svolgono un’attività protettiva nei confronti dell’osteoporosi; in ultimo, la buona percentuale di potassio presente nella sua polpa ha effetti benefici sulla circolazione e sulla pressione arteriosa. Per gustare al meglio questo frutto è bene mangiarlo da solo, come frutta, spuntino o colazione, al massimo accompaganto dal prosciutto a pranzo (ma se si mangia solo quello). E’ sconsigliabile mangiarlo durante il pasto o ancora peggio come dessert perchè visto l’elevato tenore di acqua all’interno, può risultare di difficile digestione.

L’ideale è assoporare il melone maturo al punto giusto, conservandolo in frigo al massimo un paio di giorni.La temperatura di conservazione del melone non deve mai scendere sotto i 5 gradi. E’ dunque bene riporre il melone ancora chiuso nella parte meno fredda del frigorifero per evitare che la polpa si danneggi. Forse non tutti sanno che il melone più gustoso è quello maschio. E come lo riconosco? Perchè all’estremità opposta al picciolo ha un punto nero che lo contraddistingue! Quando è ben maturo raggiunge il contenuto massimo di Vitamina A che stimola l’organismo alla produzione di melanina, e ci dona il colore acceso e permettendo un abbronzatura bella e duratura. La polpa inoltre può essere lievemente lassativa stimolando i movimenti intestinali, che possono essere compromessi da eventuali problemi digestivi. Inoltre suo contenuto di minerali contribuisce a eliminare l’acidità eccessiva dell’organismo, favorendo il benessere. Per via del suo elevato contenuto d’acqua, presenta un buon potere diuretico. Può contribuire a mantenere la salute dei reni e la bellezza delle gambe che di estate a causa del caldo tendono ad essere colpite maggiormente dalla ritenzione idrica. Mangiarlo al mattino per colazione è l’ideale per amplificare questi suoi effetti depurativi e drenanti, inoltre avendo un buon potere saziante, ci permetterà di placare la fame per diverse ore!

Il melone si è rivelato anche un ottimo alleato di bellezza. In cosmesi viene utilizzato sotto forma di maschera che tonifica la pelle, rendendola morbida e vellutata. Ecco una ricetta semplice e veloce per preparare a casa una crema idrantante e rigenerante per la pelle stressata dal sole. Mescolare 10ml di succo di melone ottenuto dal frullato, 10ml di acqua depurata e 10ml di yogurt intero, conservare in frigo (per non più di una settimana). Utilizzare tutte le sere prima di coricarsi sul viso e decolletè ben puliti, avendo cura di scuotere energicamente il prodotto prima dell’utilizzo.

Non è davvero il frutto dell’estate? A voi la sentenza! 🙂

LA GEMMOTERAPIA: l’energia delle piante

Oggi voglio parlarvi della gemmoterapia, perchè mi sono guardata indietro e ho notato di non aver mai trattato l’argomento seppur molto interessante…! 🙂

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(Foto: Ficus Carica)

La gemmoterapia è un metodo terapeutico abbastanza recente, si tratta di un approccio alla natura molto affascinante, che si trova a metà strada fra la fitoterapia e l’omeopatia, ma che sostiene una forte connessione fra il mondo vegetale e quello animale. Essa prevede infatti l’utilizzo a scopo medicamentoso di estratti vegetali freschi e in via di accrescimento (gemme e meristemi), assunti in diluizione omeopatica. Nelle gemme, si trova la principale riserva di meristemi, ossia gruppi di cellule embrionali indifferenziate. Ognuna di esse contiene grande quantità di acidi nucleici (informazione genetica), ma anche minerali, enzimi, vitamine ecc..

I RIMEDI ESTRATTI DA QUESTE PARTI DELLA PIANTA DUNQUE, SECONDO LA GEMMOTERAPIA, APPORTANO L’INTERA ENERGIA DEL VEGETALE E TUTTE LE SUE SOSTANZE PREZIOSE.

Il metodo gemmoterapico si basa su quattro postulati:

1) La vita è espressione della dinamica cellulare: le cellule ancora in divisione (come quelle delle gemme) sono le migliori per stimolare i tessuti.

2) Le cellule vetali sono quindi in grado di stimolare e modificare lo stato delle cellule umane perchè la vita animale dipende da quella vegetale.

3) I meristemi delle piante sono le parti più indicate per disintossicare, curare e rigenerare le cellule dei tessuti umani.

4) Tra le piante utilizzate la quercia e la betulla sono le piante con maggiore capacità di adattamento. Per questo il loro utilizzo in gemmoterapia costituisce la prima fase del drenaggio dell’organismo (depurazione).

Ogni gemmoderivato viene di solito indicato secondo “prescrizione clinica” ossia in base al sintomo che cura. Tuttavia non bisogna dimenticare la prescrizione analogica, ossia quella che considera la connessione tra il corpo umano e la foresta , considerando l’interazione di alberi e arbusti tra di loro; e quella drenante o depurativa, utile a stimolare gli organi emuntori e ad espellere le tossine dall’organismo.

Come si preparano i gemmoderivati:

La preparazione che è finemente spiegata nella Farmacopea Ufficiale francese, prevede che le gemme raccolte fresce siano lasciate macerare prima 5 gg in alcool 90° e successivamente altri 21 gg in un a miscela di acqua e glicerina. Trascorsi i 21 gg il materiale viene decantato e filtrato, il residuo viene spremuto e lasciato riposare 48 ore, poi filtrato nuovamente prima di essere  diluito (1: 10) con una miscel anuova di acqua alcool e glicerina. Quindi 1 parte di macerato glicerico e 9 parti di miscela idroalcolica. Il macerato glicerico che si ottine viene confezionato in boccette di vetro scuro e viene definito MG 1DH ossia “macerato alla prima diluizione decimale”.

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La posologia con la quale vengono assunti i gemmoderivati di solito è variabile e deve essere valutata a seconda delle esigenze, dell’età, caso per caso. Tuttavia esistono alcune indicazioni generali

  • Adulti: Dalle 50 alle 150 gtt al giorno ; Bambini sotto i 5 anni: 15 gtt al dì ; Bambini sopra ai 5 anni: 20- 60 gtt al dì; Anziani sopra ai 70anni: 25-90 gtt al giorno.
  • Durante la fase acuta è bene adottare un dosaggio alto (utilizzando mai più di 3 gemmo derivati diversi) e solo per pochi giorni (Esempio: Ribes Nigrum per allergia)
  • In fase cronica prevede un trattamento prolungato per riequilibrare il terreno del soggetto per cui di solito bastano 50 gtt per periodi lunghi
  • Per la teraia di drenaggio (che si fa sempre prima di una terapia cronica) si prescrivono 70gtt al mattino a digiuno in poca acqua di solito di Betulla o di Quercia.

NB: Non miscelare MAI gemmoderivati diversi nello stesso bicchiere ma assumere separatamente.

GUIDA VELOCE AI GEMMOTERAPICI PIU’ UTILIZZATI

Nella Farmacopea Francese del 1965 e nelle successive edizioni, sono citate quarantasette piante officinali dalle quali vengono ricavati cinquantacinque gemoderivati. Io vene illutrerò dieci fra quelli più facilemnte reperibili in erboristeria e più utilizzati. Per chivolesse conoscerne altri, oppure vlesse sapere per un determinato disturbo quale gemmoderivato dover utilizzare, contattatemi pure in privato.

  1. Betulla Pubescens (betulla pelosa): ottimo drenante. Indicato per disturbi endocrini e per stimolare le difese immunitarie.
  2. Betulla Verrucosa (betulla bianca): indicata per bambini o giovani contro le malattie dell’apparato respiratorio, disturbi linfatici, stess, intossicazione, ipercolesterolemia e obesità.
  3. Crateagus Oxycanta (biancospino): importante per il sistema cardiocircolatorio, cardiovascolare e neurovegetativo. Contro l’ipertensione e l’alterazione del battito cardiaco, nonche contro l’insonnia e i disturbi della menopausa.
  4. Ficus carica (fico): il più importante rimedio per disturbi e le malattie di origine psicosomatica legate alla digestione. Rimedio dello stress, della sindrome premestruale e della sterilità sia maschile che femminile.
  5. Juglans Regia (Noce): utile nei disturbi della pelle, delle mucose, del pancreas, dell’intestino e delle ghindole linfatiche.
  6. Fraxinus excelsior (frassino): importante per le vie urinarie contro acidi urici, ossalati, e quant’altro. Antinfiammatorio nel caso di gotta, artrosi, artrite gottosa, dolori articolari d qualsiasi tipo.
  7. Ribes Nigrum (ribes): cortison-simile è l’antinfiammatorio per eccellenza. Da usare sempre in caso di allergia stagionale, per rinforzare le difese immunitarie durante i mesi invernali , contro la stanchezza e l’apatia.
  8. Rosa canina : antinfiammatorio delle vie respiratorie
  9. Salix Alba: attivo su SNC, con azione sedativa e riequilibrante. Utile anche nel caso di squilibri ormonali e di carattere sessuale.
  10. Vaccinum Vitis Idea (mirtillo rosso): attivo sulle vie urinarie come spazzino della vescica e in generale anche dell’apparato genitale femminile. Riequilibrante della flora batterica intestinale e stimolante del sistema immunitario.

IL DRENAGGIO CON I GEMMODERIVATI:

  • DRENAGGIO EPATICO: Juniperus Communis (ginepro, germogli), Rosmarinus officinalis (rosmarino, germogli)
  • DRENAGGIO RENALE: fagus sylvatica (faggio, gemme) , Juniperus communis, Betulla pubescens (radici)
  • DRENAGGIO CUTANEO: ulmus campestris (olmo, gemme), Platanus orientalis (platano, gemme), Cedrus libani (cedro, gemme)
  • DRENAGGIO DEL COLON: Vaccinum vitis idea e Vaccinum Myrtillus (mirtillo rosso e nero germogli), Rubus Fruticosus (rovo germogli)
  • DRENAGGIO GASTRICO: Fucus carica gemme

Il drenaggio degli apparati emuntoriali con gemmoderivati è un metodo dolce e dall’impatto profondo, può essere usato preventivamente e anche in caso di patologie a carico di organi specifici. E’ possibile associarvi l’uso di tinture madri ( TM ) o altri metodi quali la riflessologia plantare. E possibile anche avere indicazioni sulle proprie debolezze emuntoriali tramite un’indagine iridologica e quindi agire in modo preventivo, o attraverso un test bioenergetico.

Le attività dei gemmoderivati possono essere svariate, quindi non spaventati se non le ho elencate tutte alla perfezione e magari voi ne conoscevate delle altre…:)

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

ASCOLTA IL TUO CORPO e LA TUA ANIMA

n57_uomo-chakra“Ciò che chiamiamo malattia è la fase finale di un disturbo più profondo e perchè un trattamento possa avere davvero successo è evidente che non basterà curare la sola conseguenza senza risalire alla causa fondamentale che andrà eliminata.” Edward Bach

Mi sto appassionando sempre di più alla Metamedicina (leggi anche qui), cioè alla volontà di non limitarsi a cancellare il dolore o avoler far scomaprire uno o più sintomi. ma piuttosto ricercare la causa che li ha originati e cercare di eliminare quanto è possibile essa. Vi potrete chiedere…come può intervenire la metamedicina con i processi di guarigione? Servendosi della simbologia del corpo, e della capacità che il corpo stesso ha di manifestare il disagio attraverso svariati sintomi, così che durante questo anno ho scoperto che un disturbo agli occhi era la causa che aveva a che fare con qualcosa che vedevo, che il dolore allo stomaco senza apparente motivo poteva essere per qualcosa che mi era difficile digerire o accettare e così via…Non bisogna credere però che si tratti di un approccio semplicistico..(anche se così potrebbe sembrare), in realtà accettare che la malattia ci obblighi ad affrontare una situazione alla quale si vuole sfuggire non è cosa da poco! Per avvicinarsi alla Metamedicina bisogna conoscere bene se stessi e non aver timore di ammettere le proprie paure e i propri limiti, e soprattutto, prima di riuscire a vedere negli altri qualcosa di più profondo alla malattia pure e semplice è bene vederlo su e stessi. Ci va esperienza, sensibilità, fiducia, accoglienza e distacco allo stesso tempo. Come si è consiglieri e confidenti di se stessi, lo si può essere con gli altri..senza mai però oltrepassare i limiti del rapporto che si ha con quella persona. Io sono ancora all’inizio…quindi mi esercito su di me e sulle persone che conosco meglio e che mi sono vicino…cercando di dare un significato più profondo ai loro malesseri, senza dimenticare di collegarli al loro stile di vita e al loro vissuto. Io sono settimina, nata in anticipo e non con poche complicanze. Ho dovuto subire una grave operazione al cuore dopo pochi mesi dalla nascita è ho passato tanto tempo in incubatrice. Insomma, non proprio il modo ideale di venire al mondo! Credo che queste sofferenze mi abbiamo fatto diventare la persona che sono ora: ossia molto sensibile, con la capacità estrema di capire gli altri in un colpo d’occhio ma allo stesso tempo con un modo impetuoso e a volte aggressivo di espormi agli altri quando non condividono i miei pensieri o le mie credenze, che difendo con unghie e denti e alle quali mi aggrappo nel momento del bisogno. Ho intenzione quindi di continuare la mia ricerca nella Metamedicina, assumendomi la responsabilità della mia salute e della mia felicità, nonchè se dovessi esserne in grado, aiutare gli altri ad esserlo quanto me, in quanto la consapevolezza costituisce la vera base per la guarigione. Non esistono le punizioni divine, la fortuna o la sfortuna, esistono la reponsabilità delle proprie azioni e la consapevolezza di quello che siamo, che siamo stati e che vorremmo essere in futuro.

“La sofferenza è un correttivo che mette in luce la lezione che non avremmo compreso con altri mezzi e, non può essere eliminata fino a quando quella lezione non è stata imparata. ” Edward Bach