La Salvia

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imagesLa salvia è una pianta aromatica che non può mancare nei vostri giardini o sui vostri balconi perchè è un ottimo aiuto sia in cucina che in fitoterapia e se usata correttamente potrà stupivi! Tant’è che il nome “Salvia” deriva dal latino salveo o salvatrix, che significa “star sano” e “ che salva”, proprio per le numerose proprietà curative che le venivano attribuite nel passato.
Rappresenta tra le specie medicinali, la più nota fin dall’antichità, infatti per i numerosi impieghi terapeutici veniva consigliata come panacea per tutti i mali. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Labiatae, si presenta come un arbusto sempre verde: ha un fusto eretto, che può raggiungere al massimo 70 cm e le foglie hanno una caratteristica forma (sembrano piccole lance, lunghe e abbastanza affusolate) e sono piuttosto spesse e dure. I fiori della salvia, di un colore che va dal blu al viola, compaiono generalmente in primavera, prediligendo il sole, nonostante sia possibile trovarla anche in climi piuttosto rigidi come zone di montagna. La droga viene estratta dalle foglie, le quali vengono raccolte nei mesi primaverili ed estivi, visto che questa pianta predilige i climi caldi, mentre si lascia riposare in inverno. Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa in particolare quel fastidioso disturbo delle “caldane”. Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengive infiammate e negli ascessi. Risulta essere particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano per curare i problemi di insonnia e anche come gastroprotettore poiché ha un’azione antispasmodica. Oggi, viene riconosciuta alla pianta anche un’azione estrogena, che agisce efficacemente oltre che su tutta la sfera femminile, anche come anti–sudore. Facendo una panoramica generale, dunque, possiamo affermare che una tazza di tisana alla salvia sarà un ottimo modo per aumentare più o meno tutto il benessere dell’organismo, aiutandovi a vivere meglio ed in maniera più serena. E’ noto ormai come l’utilizzo della salvia sotto forma di tisana sia particolarmente utile come dicevo per i disturbi di tipo femminile, in particolsare quelli legati sal ciclo mestruale come la dismenorrea e l’amenorrea, per questo la chiamerei a tutti gli effetti la “pianta amica delle donne”! Oggi è documentato addirittura che nell’età egizia venisse utilizzata come farmaco per la fertilità. Non dovete fare altro che mettere a macerare le foglie di salvia all’interno di una tazza colma d’acqua bollente per gustarvi un infuso buono e stimolante per il corpo: ecco come ridurre i sintomi degli sbalzi ormonali, dall’età fertile fino all’età della menopausa! 🙂 Tutte le proprietà della salvia derivano dalla miriade di sosatnze che contiene al suo interno, come flavonoidi, glucosidi, vitamina B1 vitamina C, resine e sostanze estrogene. Ma contiene anche e soprattutto olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, ecc… L’olio essenziale di salvia dunque possede un’alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e per questo va usato per via interna solo su prescrizione del medico!! Esternamente invece, l’essenza di salvia è un ottimo rimedio naturale per il raffreddore e basta semplicemente versare alcune gocce di essenza nel diffusore per gli aromi, oppure respirarne i vapori durante i fumenti con la petola di acqua bollente per averne beneficio.

Lo sapevi che..

La salvia era considerata erba sacra dai Romani e la raccoglievano con grandi cerimonie. I galli invece in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacità di guarire tutte le malattie e che agisse efficacemente da “deterrente” contro febbre e tosse. Alcuni addirittura credevano che avesse il potere di resuscitare i morti e per questo veniva anche utilizzata nella preparazione di riti magici. Infine, i cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di “regalare” la longevità così che nel XVII secolo, un cesto di foglie di salvia veniva scambiata dai mercanti olandesi con tre cesti di tè.
In cucina..
L’utilizzo della salvia in cucina è ottimo per insaporire e profumare piatti sfiziosi e salutari. Le foglie possono essere utilizzate fresche o essiccate, io personalmente preferisco le fresche, perchè più saporite. Esistono diverse ricette che prevedono questa aromatica per insaporire i piatti di carne o di pesce o semplicemente primi piatti. Tra il più semplice abbiamo i classici ravioli burro e salvia, un top della tradizione Italiana del Nord.
Grazie al sapore gustoso e delicato del burro, e il sapore fresco e aromatico della salvia, questo semplice utilizzo si sposa alla perfezione con tutti i tipi di ravioli; io personalmente vi consiglio di provarla con i ravioli ricotta e spinaci, ravioli di borragine o con i ravioli di zucca per i palati più fini.
Vino alla salvia
Versare 30 g di foglie di salvia in 1litro di vino liquoroso ( a piacere), lasciare macerare per 5 giorni, poi filtrare. In caso di disturbi digestivi berne 1 bicchierino 2-3 volte al giorno.
AVVERTENZE
La salvia non deve essere per nessun motivo usata in gravidanza.
Un uso eccessivo anche come infuso può causare un accumulo di sostanze tossiche contenute nell’olio essenziale a sua volta rilasciato nella tisana, quindi si raccomanda di non usarlo per periodi prolungati e soprattutto per troppi giorni di seguito.

QUANDO MANCA IL FERRO

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Il ferro rappresenta uno dei minerali più importanti per la nostra salute. Dalla formazione dei globuli rossi al trasporto dell’ossigeno alle cellule, rappresenta davvero il leader dei nutrienti che non possiamo mai farci mancare. Purtroppo gli esseri umani possono assimilare il ferro solo con l’alimentazione e questo, in determinati casi, può essere un problema. Teniamo conto che una dieta “comune” comporta l’assunzione di 10-20 mg di ferro al giorno, ma in condizioni normali solo il 5-10% (1-2 mg circa) viene assorbito. Tuttavia, alcuni di noi seguono alimentazioni per esempio prive o povere di carne, o non troppo varie sia per mancanza di tempo che per disinformazione, così che senza accorgersene talvolta possono incorrere in carenze alimantari. Gli alimenti più ricchi di ferro sono le carni rosse, le ostriche, le cozze, il branzino, la frutta secca in guscio, la frutta secca in polpa, i legumi e il fegato che non tutti mangiano. Inoltre, l’assorbimento avviene a livello del duodeno (la prima porzione dell’intetsino tenute) e nel primo tratto del digiuno (porzione intermedia del tenue) così che spesso senza saperlo una carenza di ferro può manifestarsi per esempio a causa di una eccessiva motilità intestinale, che mantenendo poco a contatto gli alimenti con la mucosa può portare a carenza di tipo nutrizionale. Insomma qualsiasi sia la causa, la mancanza di ferro sicuramente è una di quelle carenze che si fa sentire, manifestandosi innanzi tutto con la mancanza di energia e di voglia di fare, mal ditesta improvvisi e scarsa concentrazione. Ci pervade un senso di grande stanchezza, ci sentiamo fragili e deboli e ogni impegno appare quanto mai gravoso e non è infrequente diventare irritabili e suscettibili nonchè ipersensibili alle critiche. (Io son carente di ferro 🙂 )

Proprio perchè il nostro fisico è una perfetta macchina e ci dai dei segnali ben precisi, è bene che questi segnali non vengano trascurati. Ci sono certi alimenti, oltre a quelli sopra elencati che lo contengono. Se però il ferro è presente in tanti cibi che comunemente troviamo sulle nostre tavole, non sempre la sua biodisponiblità è tale da consentirci di assimilarlo al meglio. Per esempio, sostanze come gli ossalati e l’acido fitico, presenti in molti vegetali (soprattutto quelli a foglia verde) che sono tra i più ricchi di ferro, ne limitano paradossalmente l’assimilazione! Un trucco per aumentarla è invece condire queste verdure a foglia verde (spinaci, carciofi, ecc) con un succo di limone, infatti la vitamina C e l’acido citrico sono tra le sostanze che maggiormente facilitano l’assorbimento del ferro dalla dieta. Ne ostacolano invece l’assorbimento il tè e il caffè (per la presenza di tannini), per questo il classico caffè dopo il pranzo risulta essere deleterio per l’assorbimento del ferro!  Quando l’alimentazione non basta possiamo affidarci agli integratori…ce ne sono di tutti i gusti, alcuni migliori altri peggiori, per questo è importante scegliere bene. Oggi io vi parlo di un intergatore che ritengo tra i migliori per le carenze di ferro e vitamine del gruppo B (di solito le due cose sono collegate perchè le vitamine aumentano l’assorbimento del ferro stesso). Questo integratore si chiama FLORADIX. Esiste sia in succo che in pastiglie, (io personalmente uso le pastiglie) e si tratta di un concentrato di estratti vegetali quali spinacio, ortica, finocchio ecc..e ferro, vitamine e acido folico. Grazie alla sua ricca composizione e ai dosaggi ben precisi, aiuta a sostenere la naturale produzione di globuli rossi e a mantenere uno stato di benessere e vitalità. Preso regolarmente fornisce al tuo organismo 15 mg di ferro al giorno in forma altamente assimilabile (circa il 108% della RDA, dose giornaliera raccomandata). Questo integratore è quindi in grado di reintegrare velocemente ed efficacemente le carenze di ferro, non contiene conservanti, coloranti o aromi artificiali, è facile da digerire e non provoca pesantezza o stitichezza. Io personalmente mi trovo bene, in tutta sincerità non mi ricordo sempre di assumerlo (10 minuti prima dei pasti) e dovrei essere più costante, tuttavia dopo soli 10gg mi sento già meglio. 🙂 Se assunto prima del pasto, viene assorbito durante la digestione e questo evita gli spiacevoli e frequenti effetti collaterali da ferro quali nausea, vomito e dolore allo stomaco; quindi, qualsiasi cosa vi dica il vostro medico, a meno che non ci siano delle motivazioni o complicanze ben precise, vi consiglio vivamente di assumerlo sempre vicino al pasto, come daltronde vi consiglia lo stesso produttore!

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Spero che questo post sia utile a tante donne che come me, in età fertile hanno bisogno di ferro e nonostante una sana ed equilibrata alimentazione non riescono ad assorbirlo al meglio! 🙂

NB: ….”L’escrezione fisiologica del ferro avviene con le urine, le feci, il sudore, la desquamazione di cellule intestinali, della cute, delle vie urinarie. Le perdite di ferro nell’uomo e nella donna dopo la menopausa ammontano di circa 1 mg al giorno. Nella donna in età fertile le perdite sono incrementate in considerazione del ciclo mestruale (normalmente fino a circa 25 mg/ciclo) e delle gravidanze, in quanto, dal concepimento al parto, si ha una perdita di ferro aggiuntiva di circa 700 mg, se si considerano le quote cedute al feto, l’espulsione della placenta e l’emorragia post-parto; la perdita dovuta ad allattamento è di circa 1 mg al giorno.”….
Estratto da : http://www.my-personaltrainer.it/salute/ferro.html

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

IL VELENO PIU’ DOLCE CHE CI SIA

zucchero_h_partbNessuno di voi si è mai accorto che più si mangia dolce più viene fame? Mentre al contrario quando si segue un’alimentazione povera o prima di dolciumi dopo pochi giorni anche l’appetito si regolarizza e non insorgono più le voglie improvvise? Lo zucchero è considerata la vera droga del nostro millenio…la più subdola e la più dolce perchè ci rende schiavi di essa e danneggia il nostro organismo in modo lento e silenzioso. Lo zucchero ha una grossa influenza sia sul sistema nervoso che sul metabolismo, creando prima stimolazione poi depressione con conseguenti stati di irritabilita’, falsa euforia, bisogno di mangiare dolce, ecc.. In realta’ si crea una vera forma di dipendenza, come avviene droga o con il fumo di sigaretta.

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Un’altra fondamentale grave conseguenza che provoca lo zucchero nel nostro organismo è l’acidosi metabolica, costringendo così il nostro corpo ad attingere alle proprie riserve di sali minerali per mantenere il pH ad un livello accettabile. Per esempio, l’organismo si mette a sottrarre calcio dalle fonti principali come denti ed ossa, nel tentativo di bloccare l’eccessivo metabolismo acido, per cui si perde per sempre il substrato principale delle ossa e dei denti, condannandolo all’osteoporosi futura. Insomma, come conseguenza minima del suo consumo il nostro corpo, privato di preziose sostanze minerali, manifesta una serie di sintomi che vanno dalla caduta dei capelli, all’accumulo di scorie sotto forma di cuscinetti adiposi, cellulite e ritenzione idrica, nonchè tutte le forme di malattie multifattoriali come diabete, colesterolo ecc..e alterazioni delle flore batteriche dell’organismo le quali si manifestano con cambiamenti della regolarità gastrointestinale, candidosi e varie infezioni ginecologiche. Sappiamo inoltre che l’acidosi è una della maggior cause di insorgenza di tumore al mondo, non per niente un’alta concentrazione di zuccheri nel sangue, secondo quanto pubblicato dal Journal of the American Medical Association, fa aumentare fino al 25% il rischio di morire a causa di tumore. Aimè oggi lo zucchero raffinato (zucchero bianco) è ovunque, presente in dolci, caramelle, bevande già pronte, liquori, conserve e tanto altro. Ma noi possiamo liberarcene pian piano attraverso qualche piccolo accorgimento. Vediamo innanzi tutto cos’è davvero lo zucchero che tanto amiamo…Si tratta di un prodotto innaturale, che possiamo considerare “chimico” a tutti gli effetti! Lo zucchero raffinato pur derivando dalla natura, non ha più vitamine, non ha sali minerali, enzimi e oligoelementi che gioverebbero alla nostra salute perchè le ha persi tutti durante gli innumerevoli trattamenti chimici che vengono effettuati per renderlo com’è. Ovviamente si parte dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, il succo estratto prima viene depurato con latte di calce, poi per eliminare la calce in eccesso viene trattato con anidride carbonica, poi un altro trattamento con acido solforoso che elimina il colore scuro. A questo punto il materiale ottenuto viene cotto e dopo raffreddamento cristallizzato e centrifugato. Si ottiene lo zucchero grezzo, (in questa fase persiste ancora una notevole percentuale di fibra e di sali minerali), se però si procede con la raffinazione per ottenere lo zucchero bianco tutti i nutrienti vengono persi. Si esegue un filtraggio con carbone e una successiva sbiancatura con idrosolfito e infine una cristallizzazione ulteriore per ottenere cristalli piccoli di dimensioni più regolari, fino al 1977 veniva ancora colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (E130) per eliminare i riflessi giallini, diventando un prodotto cancerogeno a tutti gli effetti! Cos’è quindi oggi lo zucchero? Un insieme di calce, resine, acidi, ammoniaca con qualche traccia di barbabietola da zucchero. La domanda da porsi è: le persone sanno di magiare un insieme di calce, resine e altri prodotti chimici? Conoscono le alternative all’uso dello zucchero raffinato? C’è abbastanza informazione su quest’argomento? La risposta è NO. In una società logorata dall’obesità, nella quale ci sono dati allarmanti di bambini all’asilo che presentano già gravi forme di sovrappeso, in una società nella quale le malattie cardiovascolari rappresentano una delle maggiori cause di mortalità bisognerebbe forse fare un po’ più di informazione.

.. Vediamo insieme quali possono essere le soluzioni alla sostituzione dello zucchero raffinato…

Lo stato generale dell’organismo, potrebbe migliorare significativamente se ognuno di noi eliminasse completamente lo zucchero raffinato dalla propria cucina, (come ho fatto io) sostituendolo con altri prodotti. Tuttavia, per alcuni soggetti eliminarlo totalmente potrebbe risultare una scelta troppo difficile da seguire, pertanto si dovrebbe cercare innanzitutto di ridurne il consumo. Non voglio fare terrorismo inutile sullo zucchero, si deve anche considerare che i due cucchiani di zucchero nel caffe’ non fanno male a nessuno; lo zucchero diventa pericoloso quando se ne assume molto, per esempio mangiando merendine o dessert quotidianamente, usando bevande zuccherate e cosi’ via. Basti pensare che la direttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che il consumo ideale di zucchero sia di massimo sei cucchiaini al giorno, ma una Coca-Cola ne contiene nove e una ciotola di latte cinque! Eppure le raccomandazioni non sono da prender sotto gamba perché secondo l’Oms il consumo eccessivo di zucchero è responsabile di otto milioni di morti premature ogni anno. L’attuale emergenza è sicuramente alimentata dalla presenza del saccarosio “nascosto” nei cibi già preparati e in moltissime bevande come yogurt, muesli, succhi di frutta, ecc.. che inevitabilente si somma allo zucchero che usiamo per dolcificare le nostre bevande (caffè, thè ecc..) Se proprio non si riesce ad evitare il sapore dolce ad esempio nel caffè o nel thè, allora il consiglio è quello di sostituirlo con zucchero di canna grezzo biologico, quello scuro ricco di melassa (quello venduto normalmente al supermercato e di uso comune è ugualmente dannoso), oppure usare miele o sciroppo d’acero e d’agave. Un’altro zucchero importante per la nostra salute è il fruttosio, adatto all’uomo avendo un effetto alcalinizzante che contibuisce al buon mantenimento della salute. Naturalmente solo il fruttosio contenuto nella frutta, fresca o essicata, nei frullati freschi o nei succhi 100% frutta, ha un effetto benefico: quella polverina bianca che viene venduta come fruttosio in bustine è da evitare al pari se non peggio del saccarosio essendo anch’essa il prodotto di molte sofisticazioni. Si può a parer mio, anzi si deve, mangiare frutta ogni volta che si sente il bisogno (o la voglia) di dolce: le banane molto mature, come ogni altro frutto molto dolce, hanno un alto apporto di fruttosio e possono essere un valido “pronto soccorso” per eliminare la dipendenza da velenoso zucchero rafinato a vantaggio di un’alimentazione più sana e genuina. (Diffidate SEMPRE dalle diete che eliminano la frutta, ricordate che il miglior modo per perdere peso è alcalinizzare l’organismo e questo si può fare solo mangiando tanta frutta e verdura! )

Tra gli zuccheri integrali di canna vi consiglio:

  • Mascobado: uno zucchero integrale prodotto nelle Filippine utilizzando sempre un metodo artigianale e semplice. La presenza di melassa gli conferisce colore scuro e aspetto non cristallino, con piccoli granuli dal sapore intenso e leggero retrogusto di liquirizia
  • Dulcita: uno zucchero integrale (panela granulada) prodotto in Ecuador utilizzando un metodo artigianale e semplice. La naturale presenza di melassa gli conferisce colore ambrato, aspetto non cristallino ed il caratteristico gusto di miele.
  • Picaflor: uno zucchero grezzo o semiraffinato prodotto in Paraguay. Ha colore ambrato e sapore delicato.

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(Zucchero che uso io del mercato Equosolidale)

Queste tipologie di zucchero ovvimente le potete trovare in negozi specializzati, che vendono prodotti biologici o negozi dell’equosolidale. Ricordate sempre che lo zucchero di canna integrale o lo zucchero raffinato non si distinguono per calorie o indice glicemico bensì solo per metodi di raffinazione e trattamenti chimici. Non pensate quindi di potervi abbuffare a dismisura con lo zucchero grezzo, perchè questo è un errore bello e buono! Le calorie degli zuccheri sono praticamente analoghe, con la differenza che quello grezzo e ancor di più quello intergrale, contengono ancora sali minerali e vitamine che lo zucchero bianco ha perso nella raffinazione. Se siete diabetici o volete dolcificare con prodotti che abbiano meno calorie ma dolcifichino bene, allora usate il miele!
Il miele ha un potere dolcificante superiore e ciò consente di impiegarne quantità inferiori rispetto allo zucchero da cucina, ha un contenuto calorico più basso (304 Kcal per 100 grammi contro le 392 dello zucchero tradizionale e le 362 dello zucchero di canna), perché più ricco di acqua.
In virtù del suo contenuto vitaminico e minerale è sicuramente un alimento migliore dello zucchero e anche per un diabetico sostituire lo zucchero con il miele può avere qualche vantaggio soprattutto a parità di quantità consumate. Non  bisogna cadere però nell’errata convinzione che il miele sia un alimento “benefico” per il diabetico, perchè questo pensiero potrebbe condurlo a consumarne dosi eccessive, mettendo a rischio la propria salute esattamente come farebbe consumando dosi eccessive di zucchero. Quindi in tutto ci va moderazione! Tuttavia per i soggeti sani, troppi accorgimenti non sono necessari e  sostituire lo zucchero con il miele rimane una scelta vincente! 🙂

Buona giornata a tutti!

A prestissimo

 

 
 

 

 

 

 

ALLERGIA STAGIONALE? Ecco come agire naturalmente.

Allergia-ai-polliniCon l’arrivo della primavera, oltre ad arrivare il sole, il tepore, il cinguettio dei passerotti e il buon umore, spesso e volentieri arriva anche un nemico della serenità: l’allergia stagionale! Gli occhi lacrimano e sono rossi, il naso cola e si starnutisce di continuo, ad alcuni soggetti prudono persino il palato e le orecchie e nei casi più gravi può insorgere l’asma allergica. Il quadro clinico descritto sembra piuttosto complicato, tuttavia è possibile porre rimedio in alcuni casi totalmente, in altri in parte, attraverso l’uso della medicina naturale quali l’omeopatia, la fitoterapia, l’oligoterapia e l’aromaterapia. Certo, esiste in alcuni soggetti una predisposizione genetica (la probabilità di sviluppare una allergia quando nessuno dei genitori è allergico è pari al 15%, la percentuale sale al 50% se uno dei genitori è allergico ed arriva all’80% se entrambi sono allergici), ma questo non è sufficiente per scatenare il fenomeno. Risulta quindi molto importante conoscere a quale pianta si è allergici, in modo tale da sapere bene come agire sulla prevenzione, perchè non tutte le piante fioriscono nello stesso periodo. L’allergia ai pollini infatti, può essere provocata da diversi tipi di polline e non è limitata alla primavera, anche se l’esplosione della natura e delle fioriture degli alberi la rende più evidente. Vi starete chiedendo..”ma perchè esiste una prevenzione naturale per le allergie stagionali”? Ebbene sì, la prevenzione esiste, e consiste innazni tutto nel tenere le cavità nasali sempre ben pulite attraverso il lavaggio nasale con acqua salata tiepida, aiutati dall’uso di una siringa senza ago oppure di spray nasale già pronti a base di acqua di mare, oligoelementi o rimedi omeopatici come la luffa. Tenendo sempre pulite le cavità nasali, diminuiamo il tempo di contatto tra gli allergeni e le mucose, dando sollievo alla respirazione. Spesso i soggetti allergici mostrano un alto grado di intossicazione dell’organismo e questo è il motivo per cui tra gennaio e marzo vengono consigliati rimedi naturali che attuino una depurazione più o meno profonda a seconda dei soggetti in esame. Dobbiamo liberare l’organismo dall’infiammazione e l’intossicazione invernale, attraverso l’uso di tisane a base di basilico, ortica e altea, da bere due volte al giorno per tutto il periodo dell’allergia. Un occhio va dato ovviamente all’alimnetazione che come in tutto il resto, anche in questo può aiutare; quindi vitamina C e flavonoidi con particolare riferimento alla quercitina, rappresentano degli antistaminici naturali che aiutano l’organismo a prevenire il rilascio di istamina e di altri composti che possono provocare infiammazioni ed allergie. Sono considerate buone fonti di vitamina C e di quercitina gli agrumi, le cipolle, le mele, il prezzemolo, i pomodori, i broccoli, i legumi e la lattuga. Altri rimedi utili possono essere Rosa Canina MG 70 gtt tutte le sere e Juglans Regia MG 50 gtt dopo pranzo, per i due mesi antecedenti alla fioritura delle piante incriminate. Un approccio importante è quello oligoterapico, che prevede l’utilizzo appunto di oligoelementi come prevenzione e cura, ai quali reagiscono molto bene anche i bambini, in quanto quando vi è una carenza vitaminica e minerale, si determina un’ipersensibilizzazione del sistema ortosimpatico sovra produzione di istamina che scatena appunto i fenomeni allergici. Tra i prodotti che consiglierei ci sono sicuramente il manganese, oligoelemento base per le allergie, una fiala al mattino a digiuno per 2 mesi e poi lo zolfo 1 fiala 2 volte a settimana per almeno 1 mese. La posologia per i più piccoli cambia, per i bambini dai 6 anni ai 12 anni si dimezza la fiala (2,5ml). Affrontato l’approccio preventivo, passiamo alla fase di attacco. I due rimedi per eccellenza dal punto di vista fitoterapico per controllare la sintomatologia allergica sono la Perilla e il Ribes Nigrum. La prima è una pianta originaria dei paesi orientali, antistaminico naturale cresce spontaneamente in Cina, Giappone, e Corea dove viene utilizzata anche come alimento per la preparazione di insalate e sushi. Ci sono evidenze scientifiche che provano che questa pianta avendo un’attività antistaminica naturale è in grado di inibire il rilascio di istamina, senza produrre gli effetti collaterali tipici degli antistaminici di sintesi quali la sonnolenza e scarsa capacità di concentrazione. Per queste sue caratteristiche è indicata anche per i bambini sopra i 3 anni e può essere facilmente reperita in erboristeria o in farmacia sotto forma di olio in perle da assumere 1 al dì per almeno 1 mese. Poiché nell’allergia è coinvolto anche un meccanismo infiammatorio, ci si è resi conto che questo integratore funziona molto bene anche nei disturbi allergici perenni, quali asma bronchiale, tracheiti, congiuntiviti e blefariti allergiche, rinite, i quali vengono aiutati nella guarigione dall’uso di olio di Perilla, sia che derivino da un’allergia agli acari sia da un’allergia ai pollini o processi infettivi tipici del cambio di stagione. Consiglio quindi spesso l’uso di questo integratore per malattie respiratorie, siano esse allergiche primaverili, o infettive invernali, passeggere o croniche. La seconda pianta, il Ribes Nigrum è invece conosciuta già da qualche secolo come un rimedio universale, grazie ai suoi effetti simili ai cortisonici. L’uso più comune a scopo antiallergico prevede l’assunzione in gocce del macerato glicerico ottenuto dalla macerazione delle gemme fresche con acqua e glicerina. La gemmoterapia infatti, sfrutta soprattutto le proprietà antinfiammatorie del ribes nigrum, permettendone l’utilizzo in caso di riniti allergiche e croniche, asma, bronchiti, laringiti, faringiti. Comportandosi come un cortisone il Ribes Nigrum, provoca l’aumento di cortisolo ematico da cui deriva attiva un’azione antinfiammatoria, potenziata tra l’altro dalla presenza di antociani e flavonoidi, ed ha anche un’azione antiallergica, decongestionante e broncodilatatrice. Questa pianta esplica la sua azione più efficacemente se utilizzato in maniera prolungata e costante. Normalmente sI consiglia di utilizzarlo anche a scopo preventivo assumendolo ai cambi di stagione cercando di anticipare la fioritura e l’arrivo dei pollini. La pologia prevede l’ussunzione di 50 gocce al giorno lontano dei pasti per un periodo di almeno 2 mesi. Sicuramente anche i medicinali omeopatici possono rivelarsi molto utili per contrastare i sintomi dell’allergia, il rimedio base per le allergie è l’Allium Cepa 5CH, ossia la cipolla rossa. Il tipo Allium cepa ha lunghi capelli chiari, una carnagione chiara, con qualche macchia rossastra sulle guance. Soffre di raffreddore cronico e allergico ed ha un carattere melanconico e timido. L’Allium cepa, come del resto la cipolla rossa, è un trattamento efficace nella cura dei primi sintomi del comune raffreddore da fieno, come lacrimazione abbondante e secrezioni nasali. La posologia in fase acuta è di 3 granuli anche ogni ora sciolti sotto la lingua, diminuendo la frequenza in base al miglioramento dei sintomi. Il rimedio è utilizzato anche nei bambini con la stessa posologia. Ma quando si tratta di allergia non dobbiamo dimenticare gli olii essenziali, importanti alleati del benessere delle vie respiratorie. L’olio essenziale che per eccellenza è in grado di proteggerci dalle allergie di pollini e polveri sottili è l’Issopo. Quando infatti la compresenza di pollini, polveri sottili, inquinamento, in sospensione nell’aria che respiriamo e innalzamento delle temperature provocano tosse stizzosa, rinite allergica, dispnea e crisi simil-asmatiche, l’aromaterapia raccomanda l’uso di questo olio essenziale. Funziona perchè disinfiamma le mucose, contiene marrubina e diterpeni in grado di favorire anche la fluidificazione del muco con attività espettorante. Quando si è in casa è bene quindi avere l’abitudine di versare 10gtt di olio essenziale di issopo nell’umidificatore predisposto per essenze, o nel brucia essenze, rendendo l’aria di casa fresca e pulita e respirandone i vapori balsamici. Alla sera invece prima di coricarsi, effettuare dei fumenti con bacinella di acqua bollente nella quale facciamo sciogliere il sale aromatico che avremo preparato almeno 24ore prima e ne respiriamo i vapori. (Conviene prepararne mezzo chilo per volta, 25gtt di o.e in 500g di sale integrale, da conservare in un contenitore ermetico, e utilizzare quando è necessario con dose di 1 cucchiaio per baccinella). Per gli asmatici o coloro che hanno dispnee notturne, amalgamare 7 gtt di o.e a 2 cucchiai di olio di mandorle dolci e massaggiare la miscela ottenuto sul petto e sulla parte alta della schiena prima di dormire, con movimenti leggeri e circolari, inspirandone profondamente la fragranza. Seguire alcuni di questi piccoli accorgimenti ed effettuare le cure con costanza e fiducia, vi aiuterà ad ottenre ottimi risultati, godendovi in piena tranquillità questa splendida stagione. Per chi fosse alle prime armi con l’omeopatia o la fitoterapia vi consiglio di affidarvi ad un omeopata (che potrà consigliarvi anche medicinali omotossicologici), o naturopata i quali saranno in grado di consigliarvi per il meglio perchè ognuno di noi rappresenta un universo a parte e per ognuno quindi potrà essere più efficace l’uno o l’altro rimedio.

Vi elenco qui sotto i periodi di fioriture delle principali piante “colpevoli” della permanenza dei pollini nell’aria, con alcuni accorgimenti anche sugli alimenti da evitare o diminuire a seconda delle piante:

  • Betulla: da marzo a maggio
  • Ontano: da febbraio ad aprile
  • Ambrosia: da maggio a giugno
  • Cipresso: febbraio e marzo
  • Graminacee: da aprile a giugno
  • Olivo: da metà aprile a fine maggio
  • Lanciuola: da aprile fino alla metà dell’estate
  • Parietaria: da febbraio ad aprile
  • Chenopodiacee: luglio e agosto

Per chi è allergico alle Betulacee evitare di mangiare mele, banane, finocchi, prugne, carote, mandorle, sedano, nespole, pere, nocciole, patate, pesche (la buccia), lamponi, prezzemolo, albicocche (la buccia), noci, fragole, ciliegie e kiwi (la buccia). Chi invece soffre della fioritura delle Graminacee dovrebbe diminuire nella dieta meloni, angurie, pomodoro, kiwi, pesche, albicocche, ciliegie, prugne, mandorle, agrumi per stare meglio. Se il problema è causato dalle Paritarie, i cibi nemici sono i piselli, melone, basilico, ciliegia, ortica e infine chi soffre per le Composite deve stare  attento a sedano, melone, anguria, mela, banana, zucca, camomilla, cicoria, tarassaco, castagna, prezzemolo, finocchio, olio di girasole, miele.

Un bacio…e buona primavera a tutti! 🙂

 

 

 

 

OLIGOELEMENTI: saperne di più.

oligoelementi_-630x300…Il cambio di stagione finalmente è arrivato? Sei stanca, stressata, non dormi bene, perdi facilmente la pazienza? Fai il pieno di oligoelementi!

Costituiscono nel nostro organismo una concentrazione inferiore al 0,01%, ma sono tuttavia per esso fondamentali, infatti in generale gli oligoelementi attivano ormoni, partecipano ai meccanismi di difesa, al metabolismo del cibo ecc.. I più abbondanti sono il Ferro, Silicio, Zinco e Rame, seguiti da Manganese, Selenio, Cromo, Litio, Cobaldo, Vanadio. Gli oligoelementi posso essere quindi somministrati nelle fasi acute di una malattia, o quando vi è un’alterazione del benessere dell’organismo.Vengono tuttavia usati anche per modificare la propensione dell’organismo a contrarre un certo tipo di malattia, si dice che vengono usati per la “modifica del terreno”. L’oligoterapia parla dunque di diatesi, o modelli reattivi, ossia la propensione di certe persone a contrarre delle malattie. Esistono 4 diatesi degli stati indivuduali di terreno, più una quinta diatesi di disadattamento, suddivisa in due sintomi. Ogni diatesi risponde al trattamento con uno o più oligoelementi.

DIATESI 1 (allergica)
Raggruppa tutti i sintomi di prevalenza allergico-reattiva. Dal punto di vista comportamentale, questo modello presenta iperattività, forte emotività, agitazione ed euforia verso fine giornata. L’oligoelemto base è il MANGANESE, i secondari lo Zolfo e lo Iodio.

DIATESI 2 (ipostenica)
Raggruppa tutti i sintomi e lemanifestazioni di carattere infettivo del tratto gastroenterico, repiratorio, urinario e l’ipotiroidismo. Questo soggetto è caratterizzato da astenia, stanchezza, caloenergetico nella seconda parte della giornata, la terapia perfetta è l’associazione MANGANESE-RAME.

DIATESI 3 (distonica)
Raggruppa un insieme di sintomi riconducibili alla distonia neurovegetativa (disturbi di circolazione, ulcera gastrica o gastroduodenale, intestino irritabile,fibromialgie, disturbi di menopausa, turbe dell’umore).
Il soggetto è dominatpo dall’ansia e dalla diminuita capacità di concetrazione con l’avanzare della giornata. Ha la caratteristica di essere gà stanco dal mattino. Il complesso indicato è MANGANESE-COBALTO, come complementri, abbiamo Magnesio, Potazzio, Litio.

DIATESI 4 (anergica)
Caratterizzata da mancanza di reattività e vitalità, in caso di convalescenza, per via di processi infettivi di lenta risoluzione, o processi infiammatori. Perdita progressiva della memoria, con atteggiamento di rinunciae tendenza alla depressione. La stanchezza è cronica e non migliora con il riposo.
Trattamento è RAME-ORO-ARGENTO.

DIATESI 5 (disadattamento)
Si manifesta con alterazioni dell’asse ipofisi-genitale (alterazioni del ciclo mestruale, impotenza, disfunzioni ovariche, ecc..)
Il mix riequilibrante è sicuramnte ZINCO e RAME. Nella sindrome di disadattamento da alterazione dll’asseipofisi-pancreas invece, che si manifesta con alterazioni del metabolismo glucidico, malessere legato al pasto e sonno post-prandiale, per riequilibrare l’organismo si somministra ZINCO-NICHEL-COBALTO.

Le diatesi quindi possono fare parte di noi dalla nascita perchè acquisite geneticamente, oppure, si possono sviluppare durante particolari situazioni di stress, evolvendo l’una nell’altra. Le terapie di solito durano 3 mesi circa, con cicli ripetuti durante l’anno, rispettando sempre una pausa di almeno 30gg tra una e l’altra.
Ogni individuo insomma, possiede caratteristiche proprie che lo poratno a reagire in maniera differente al mondo che lo circonda, possiede un “terreno” su cui una malattia può attecchire. Gli oligoelementi possono dunque rafforzare questo terreno impedendo che la malattia lo danneggi.

TU DI CHE DIATESI SEI?
Scoprilo e scegli gli oligoelementi giusti per te! 🙂

 

LA DIETA DELLA VITAMINA C: salute e bellezza.

fsd1Con la primavera, segui la dieta della vitamina C, una dieta salutare, “dieta” intesa come sana alimentazione! Serve per disintossicare l’organismo ed asciugarlo in previsione della calda stagione. Questa dieta non deve essere seguita per un periodo troppo lungo ed è ottimale per dimagrire di pochi chili, giusto quelli che si depositano intorno al nostro girovita e girocosce, ma può servire anche a persone che hanno tanti chili da perdere, per preparare l’organismo ad una dieta più drastica e specifica. Vediamo come effettuarla. Questa dieta si basa, come intuibile, sul consumo giornaliero di tanta frutta e verdura che contengano vitamina C, preziosissima fonte di antiossidanti e in grado anche di fornire energia al corpo, oltre che depurarci. Oltre ad essere utile per perdere peso, questa dieta ci aiuta anche a “ricaricare le pile” in un momento dell’anno in cui magari le nostre energie fisiche sono un po’ spente, per il classico “mal di primavera”. Questa dieta si basa su una equilibrata alimentazione, che fornisca circa 1400 calorie al giorno, permettendo così di perdere fino a 3 kg in un mese ma non può essere ripetuta per più di 30 giorni, onde non creare scompensi all’organismo.

Vediamo nel dettaglio un esempio di schema giornaliero:

-COLAZIONE

Tutte le mattine a digiuno la spremuta di 1 limone senza zuccherare, se volete diluita con acqua a temperatura ambiente. Un tè verde con cornflakes, gallette di riso o di mais oppure pane nero tostato (60g) e marmellata, miele, biscotti biologici, torte fatte in casa (leggere) o per chi preferisce il salato, del pane nero tostato con del formaggio fresco o del pomodoro tipo bruschetta. Sempre una banana, ricca di potassio per drenare i liquidi già dal mattino e aumentare il senso di sazietà.

Merenda

Un frutto a scelta tra 1 mela, 2 mandarini, 1 pompelmo o una spremuta di due arancie.

-PRANZO

80g di pasta di kamut, o di cereali a scelta (possibilmente integrali) o di legumi o di pane integrale o di riso ecc.. Fino a 200g di verdure crude tra quelle ricche di vit C (Vedi indicazioni al fondo pagina), condite a piacere ma con giudizio. 150g di pesce azzurro o salmone a scelta oppure 2 uova. ( Il secondo si salta in caso di zuppa di legumi.) 1 kiwi a fine pasto.

Merenda

Un frutto a scelta + 2 mandorle oppure un centrifugato di carota, mela e arancia e un pizzico di zenzero + 2 noci.

-CENA

1 patata bollita, 200 g di verdure a piacere sempre crude o cotte. 100g di carne bianca (per chi la mangia) oppure 150 g di pesce azzurro o salmone, oppure 100g di formaggio fresco, come primo sale, ricotta, fiocchi di latte, mozzarella, feta, o per chi preferisce formaggio di capra, in questo caso anche se stagionato. 1 kiwi per fine pasto.

NB: Nella cena non ci sono pane e pasta, ma c’è la possibilità di mangaire una patata bollita un giorno sì e un giorno no come accompagnamento.

Tisana prima di dormire

Una tazza di tisana di rosa canina (non in bustine ma se possibile procuratevela sfusa dall’erboristeria) 1 cucchiaino di bacche per tazza, da lasciare in infusione 10minuti circa, scolare e bere calda.

Come avete visto questa dieta non vi fa mancare nulla, potete mangiare praticamente tutto, prediligendo però tra i vegetali quelli ricchi di vit C, risulta essere comunque un po’ sbilanciata proprio per la selezione della frutta e della verdura quindi ricordatevi sempre di non effettuarla mai per periodi prolungati. Tra le verdure più ricche di tale vitamina (considerando le quantità in milligrammi ogni 100 grammi di prodotto), vi sono peperoncini piccanti (229 mg/100 gr), peperoni rossi e gialli (166 mg/ 100 gr), rucola (110mg/100g) e numerosi ortaggi considerati nella loro forma cruda, come cavoli di Beuxelles, verza, broccolo, spinaci, foglie di rapa, ribes e lattuga. Gli ortaggi crudi presentano un contenuto maggiore di vitamina C rispetto ai loro corrispettivi cotti in quanto tale vitamina viene ritenuta come termolabile, cioè in grado di deteriorarsi per via del calore nel corso della cottura. Tra la frutta più ricca di vit C abbiamo il ribes fresco (200mg/100g) difficilissimo da trovare, le arancie, i limoni, il pompelmo, le clementine, la mela, le fragole e il kiwi.

Tabella-vitamina-C(Fonte: www.vitamineproteine.com)

Per avere dei buoni risultati ovviamente è bene che la dieta venga seguita adottando uno stile di vita sano, che preveda dell’attività fisica (anche solo delle passeggiate di almeno 30minuti) per almeno 3 volte alla settimana, bere almeno 10 bicchieri di acqua al giorno compresa la spremuta (aiutarsi con le tisane), l’eliminazione totale degli alcolici e dei dolci grassi come quelli di pasticceria o dei gelati. ( Sono concessi il gelato alla frutta, il fiodilatte o lo yogurt 1 volta alla settimana come merenda; in quel caso a cena non mangeremo il pane) Lo schema che vi ho scritto sopra è uno specchietto indicativo che potete modificare a vostro piacimento, tenendo sempre lo scheletro di base. Cercate voi di avere delle piccole accortezze, come per esempio, se avete è mangiata la zuppa di legumi a pranzo, magari a cena evitate la patata, se avete mangiato le uova a pranzo magari a cena evitate il formaggio e mangiate il pesce che è più leggero e senza colesterolo, ecc..

Vi starete chiedendo, e il giorno libero, c’è?

Si, come tutte le diete che si rispettino il giorno libero per mangiare tutto quello che si vuole esiste, tuttavia, io consiglio sempre di non strafogarsi anche perchè per l’apparato digerente molto spesso è uno shock e possono insorgere dolori addominali, difficoltà digestive, gonfiore ecc. In ogni caso il giorno dopo quello “libero” consiglio sempre di disintossicarsi effettuando un’alimentazione di sola frutta e verdura per tutto il giorno, dalla colazione alla cena. Togliendo i cereali e i secondi (carne, pesce o formaggio), aumentate pure il quantitativo di frutta e verdura ma limitatevi a questo e bevete tante tisane anche con erbe drenanti e depurative. (Betulla, pilosella, gramigna, tarassaco, carciofo, cannella ecc..)

AVVERTENZE:

La cura è sconsigliata a chi soffre di insufficienza renale, insufficienze epatiche, rachitismo, artrite cronica avanzata o altre affezioni che compromettono la capacità dell’organismo di trasformare l’acido citrico. In generale la cura non va applicata né ai bambini sotto i 12 anni.

BUONA DIETA A TUTTI! 🙂

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

 

 

COMPOSIZIONE DEGLI O.E & ATTIVITA’ TERAPEUTICHE

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Gli olii essenziali sono composti da numerose sostanze che ne giustificano l’attività terapeutica. Vediamo brevemente quali sono questi componenti organici, che propietà hanno e dove li troviamo.

1) GLI ACIDI

Sono molecole che in acqua danno origine a uno o più ioni idrogeno. Hanno attività principalmente sedative, calmanti, antinfiammatorie e ipotensive (camomilla, arancio.)

2) FENOLI

Hanno spiccate proprietà battericide, tuttavia possono essere irritanti per la cute sensibile. Hanno la caratteristitica di dare l’aroma intenso all’olio, come per esempio il timolo del timo e l’anetolo del finocchio.

3) ALCOLI

Sono particolarmente usati per le proprietà antisettiche ed antivirali nonchè antifungini. Tra i più frequenti abbiamo il linalolo, caratteristico di gelsomino, bergamotto, lavanda, e basilico. Il giraniolo, tipico dell’arancio amaro.

4)CHETONI E LATTONI

Di solito hanno proprietà antinfiammatorie/antidolorifiche e decongesionanti. Tipici della menta pieprita, dello zenzero, del finocchio e del gelsomino.

5) ALDEIDI

Sono le molecole responsabili dell’effetto sedativo degli o.e. Questo effetto rilassante sul SNC è stato scentificamente dimostrato sulla melissa che contiene il citrale, che c’è anche nel limone, nella valeriana che contiene il valerico, nell’eucalipto che contiene il butirrico e nella vaniglia che contiene la vanillica.

6) OSSIDI

Ne esistono di molti tipologie, tuttavia il più importante è il cinelolo (eucaliptolo), maggior costituente dell’olio essenziale di eucalipto.

Riassumo quindi quali sono le principali attività terapeutiche degli olii essenziali:

  • Antibatterica, inibendo l’attività e lo sviluppo dei microrganismi. (Limone, bergamotto, timo, tea tree, cannella)
  • Espettorante e mucolitica, aiutando l’apparato respiratorio ad espellere le soluzioni catarrali responsabili di complicanze come sinusite o bronchite. (Eucalipto, pino, alloro, ginepro)
  • Antidolorifiche/Antinfiammatorie soprattutto se utilizzati come frizioni o massaggi locali in caso per esempio di reumatismi. (Camomilla romana e matricaria, lavanda, salvia)
  • Riscaldanti per rigidità muscolari, o situazioni in cui va stimolata la circolazione di determinati distretti della cute, tipo cellulite. (Rosmarino, canfora, cannella, pepe nero)
  • Tonificanti agendo sul SNC con effetto neurotonico. (Alloro, menta piperita, limone, basilico, cannella)
  • Sedative agendo sul SNC con effetto rilassante (Melissa, lavanda, camomilla, verbena, arancio amaro, geranio)
  • Per la cura della pelle, in caso di perdita di tonicità dei tessuti, o rughe d’espressione. (Rosa, menta, limone, geranio)
  • Insetticida (Citronella, mirto, cipresso, lavanda, eucalipto)
  • Afrodisiache stimolando a seconda dell’essenza le funzioni femminili (salvia) o maschili (pino) o stimolando la vitalità e l’erotismo in generale (cannella, pepe nero, gelsomino)

Ne prossimi articoli, affroterò nel dettaglio i principali olii essenziali e i loro utilizzi.

Bacio bacio 🙂

 

PREZZEMOLO: sapore e mistero

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Il prezzemolo è una pianta erbacea biennale con foglie lunge e picciolate disposte a rosetta di colore verde scuro variamente dentate. Negli orti di solito è coltivata con ciclo annuale come pianta aromatica. In cucina ma anche in fitoterapia si utilizza la pianta aerea fresca, e nel caso di decotto la radice essicata e opportunamnete sminuzzata.  Decotto ed infuso di questa pianta che è conosciuta per essere utilizzata in cucina, sono invece preparati soprattutto per problematiche di tipo femminile come l’amenorrea o irregolarità del ciclo mestruale. Altre indicazioni possono essere gli spasmi ventrali, si pensa inoltre che il prezzemolo abbia una certa efficacia anche per quanto riguarda la cura della vescica. Si suppone sia in grado di lenire l’irritazione del tratto urinario e contribuire, ad eliminare i calcoli renali. Tale effetto benefico si ricondurrebbe al fatto che esso ha un effetto diuretico e depurativo, caratteristiche che garantiscono una lotta ai batteri nocivi ed alle sostanze irritanti che potrebbero trovarsi nel tratto urinario. Gli utilizzi del prezzemolo si estendono persino in campo estetico: l’infuso delle foglie può essere utilizzato per la pulizia del viso, come tonico e detergente, per schiarire le efelidi troppo evidenti oppure per sciacquare i capeli dopo la doccia in quanto li rende forti e lucenti. In caso di punture di insetto o di ingorgo mammario applicare al più presto foglie fresche di prezzomolo tritato o garze impregnate del suo succo per un effetto antinfiammatorio immediato. Il prezzemolo, è tra le aromatiche preferite per quasi tutti gli antipasti o sfiziosi piatti. Spesso è utilizzato per aggiungere un sapore leggermente piccante ad insalate e minestre oltre che un colore verde intenso. C’è da dire che usarlo in cucina e quindi mangiarlo almeno una o due volte a settimana fa bene! È un’erba ricca di minerali e vitamine. Rappresenta una buona fonte di vitamina K, importante per la salute delle ossa e dei tessuti oltre che per la sua azione nella coagulazione del sangue. Contiene vitamina A, che migliora la vista e contribuisce nel garantire un sistema immunitario in salute e la vitamina C, necessaria alla guarigione ed al mantenimento di una pelle sana, oltre che al mantenimento delle difese immunitarie. Esso rappresenta inoltre una buona fonte di acido folico e di altre vitamine come quelle del complesso B, note per la produzione di globuli rossi e potassio che è un importante elemento per mantenere la pressione sanguigna in buono stato. Infine, si ricorda che il prezzemolo è una buona fonte di ferro, per questo è imporatne per coloro che assumono poca carne, e per prevenire l’anemia. Il colore accesso è testimonianza dell’elevata quantità di falvonoidi al suo interno, ottimi antiossidanti. Contiene poliacetilene, sostanza che secondo alcuni studi protegge l’organismo dalle sostanze cancerogene contenute nel fumo di tabacco e i monoterpeni anch’essi noti per le loro proprietà anticancro e antiossidanti. Per finire, è presente una piccola percentuale di miristicina, un allucinogeno analogamente trovato nella noce moscata, tuttavia, secondo un uso alimentare moderato e sano non sono previsiti effetti neurologici.

In cucina…

1) Olio al prezzemolo aromatizzato

Assime alla cipolla  tritate finemente il prezzemolo, lasciate asciugare all’ariea e al solo per circa un’oretta in modo che non sia umdo di acqua usata per lavarlo. Invasate in trito in un contenitore piccolo e coprite con olio extravergine di oliva.  Quest’olio potrete utilizzarlo per condire tutto quello che preferite…in particolare in pesce cotto al forno o le patate bollite saranno ottime e saporite se condite con esso! 🙂

2) Carciofi e patate con prezzomolo

Pulire e lavare i carciofi, tagliarli a spicchi sottili. Pelare le patate e tagliarle a fettine sottili, mettere in una pentola olio extravergine di oliva e le verdure, lasciando cuocere coperte lentamente e a fuoco piccolo. (Come se si facessero stufare, non friggere!) Salare e pepare a piacere. Una volte cotte le verdure, (ci vogliono circa 10minuti perchè si lasciano al dente), aggiungere il prezzemolo sminuzzato accuratamente, girare il tutto per insaporire, spegnere il fuoco e lasciare coperto. Servire tiepido come contorno ad un secondo piatto dal gusto delicato. (Pesce o formaggio fresco)

3) Salsa verde (acciughe e tomini)

La salsa verde è una delle più famose salse aromatizzanti usate in cucina. Quella di cui vi parlo è la tipica della “mia” cucina, perchè sempre stata cucinata da generazione in generazione, come antipasto fresco e sfizioso in un pranzo tra parenti o amici. Separate le foglie di prezzomolo dai gambi, lavatele con cura, lasciatele sgocciolare e mettete nel  frullatore con olio extravergine di oliva, peperoncino fresco (1 o 2 a seconda di quanto amate il piccante), 1 spicchio di aglio (senza anima per evitare i disturbi digestivi), sale integrale, 1 cipollotto da crudo, una spruzzata di aceto bianco, un pizzico di sale. Frullare il tutto fino ad ottenere una cremina omogenea. Questa salsina la utilizziamo per condire le acciughe sott’olio, le alici e/o i tomini freschi. ES: Si dispongono sul piatto i tomini freschi tagliati a fette dello spessore di un dito e si spalma delicatamente sulla superficie la salsina, completando con una spruzzata di olio crudo. Alcune persone la usano anche per accompagnare le uova sode o semplicememte da spalmare su fette di pane casereccio. Davvero ottima! 🙂

Lo sapevi che…

Detta pianta “occhio e malocchio” fin dall’antichità, al prezzemolo si riconducono numerose leggende e credenze popolari.  I romani nascondevano un ciuffo di prezzemolo nelle toghe, ogni mattina, come mezzo di protezione. Anche la sua aggiunta ai piatti era in realtà fatta in segno di protezione da contaminazioni e avvelenamenti. Attorno al prezzemolo aggirano anche certe superstizioni sull’amore: se siete innamorati non tagliate il prezzemolo, sicché n questo modo taglierete anche il vostro amore! Si crede che una delle facoltà di quest’erba sia quella di prevenire la gravidanza: mangiato in insalata o bevuto come infuso infatti il prezzemolo veniva usato per evitare il concepimento e indurre le mestruazioni. Le credenze attorno a questa erba sono davvero numerose e pur provenendo da tempi ormai remoti, molte di esse sono ancora ritenute veritiere ai giorni nostri soprattutto da contadini ed erboristi.

AVVERTENZE E CONTROINDICAZIONI

A causa dell’azione rilassante che svolge sulla muscolatura liscia è controindicato nei nefritici, alle donne in gravidanza e nelle fasi di allattamento. E’ in grado inoltre di provocare gravi interazioni farmacologiche soprattutto con farmaci fluidificanti del sangue (coumadin ecc..) Quindi se siete soggeti anziani che fanno un largo uso di farmaci in generale è sempre meglio consultare il medico prima di utilizzare il prezzemolo anche se solo in cucina!

 

 

 

 

“LA DIETA DEL DIGIUNO” cit.

Un testo semplice, essenziale nei concetti e nei pensieri. Consigliato a chi si sente già esperto in ambito di salute ed alimentazione, ma anche a chi invece è alle prime armi e non si è mai interessato di approfondire l’importante e profonda correlazione che vi è fra nutrizione e salute. Un libro che può stupirvi, che può consigliarvi, che vi farà riflettere.

Consigliatissimo!

Un bacio e buona giornata a tutti.

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PIU’ O MENO “NATURALMENTE”

IMG_4046Ecco qui i nuovi prodotti che ho testato per voi, la ditta si chiama NATURALMENTE e tratta dai prodotti per i capelli fino ai prodotti per il make-up…! I prodotti che ho provato sono uno shampoo antiossidante alle vitamine vegetali e di un condizionante antiossidante sempre alle proteine vegetali, o almeno così è scritto ben chiaro sulla confezione, ma adesso vediamo più nel dettaglio.

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Lo shampoo ha un profumo delicato e lievemente fruttato, la consistenza è un po’ più liquida rispetto a quella degli altri shampoo, è trasparente con colorazione lievemente giallina e non è troppo schiumogeno. Analizzando l’inci di questo prodotto rimango stupita perchè tutto sommato si tratta di buoni ingredienti, tutti pallini verdi, tranne qualche pallino giallo come il tensioattivo COCAMIDOPROPYL BETAINE. Scorrendo però mi cade l’occhio sul PEG-40 ma perchè? Io mi chiedo, rovinare un prodotto che davvero protrebbe essere perfetto e poi mi cadi sui PEG! Tutti ormai sanno che ci cerca prodotti davvero bio non vuole i PEG (POLETILENGLICOLI), sono molecole altamente tossiche e inqunanti per l’ambiente perchè di derivazione petrolifera, in più possono contenere impurità residue del processo di etossilazione necessario a produrli, quali sia ossido che diossido di etilene che sono certamente cancerogeni.  Il numero che troviamo accanto alla sigla PEG, rappresenta le moli di ossido di etilene attaccate al composto di base… ad esempio nel PEG 40 Hydrogenated castor oil ci sono 40 moli di ossido di etilene per ogni mole di olio di castoro idrogenato! Scendendo, noto in ultimo il Poliquaternium-7, si tratta di un districante con pallino rosso, questo perchè non è biodegradabile ed è dannoso per l’ambiente marino. Che amarezza. Sinceramente mi è dipiaciuto, anche perchè devo dire che sono rimasta soddisfatta dal risultato, i capelli sono lucenti e dopo lo shampoo si districavano bene. Vabbè, diciamo che il campioncino non lo butterò, lo utilizzerò ancora per finirlo, ma una volta terminato non acquisterò il prodotto! Il mio voto è 5.

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Ora passiamo al balsamo (detto appunto condizionante). La consistenza è lattiginosa, color panna, la textur è soffice ma non siliconata e profuma di cereali! L’utilizzo è stato piacevole. Guardando l’inci, noto subito l’assenza di siliconi e questo mi rallegra, analizzandolo ancora più nel dettaglio noto una sfilza di pallini verdi, con solo 2 o 3 pallini gialli, come il preservante Sodium dehydroacetate, al fondo degli ingredienti oppure il behenamipropyl dimethylamine, un antistatico ed emulsionante sul quale io ritengo si possa par sopra. Nel suom insieme devo dire quindi che il balsamo supera di gran lunga lo shampoo, non ha nenache un pallino rosso e solo 3 pallini gialli direi trascurabili! Il mio voto è 7.

I capelli mi sono rimasti morbidi e lucenti. Io ho capelli mossi e secchi che tendono facilmente ad appesantirsi e a formare nodi. Tuttavia devo dire che con l’utilizzo di questo condizionante son riuscita a pettinarli bene e mi sono rimasi leggeri e mossi, senza la pesantezza che altri prodotti mi hanno dato.

Direi che per essere prodotti che usa un parrucchiere tutto sommato vanno più che bene…anzi mi stupisco piacevolmente che la mia parrucchiera abbia scelto dei prodotti così! 🙂 Se  teniamo in considerazione le schifezze che ci sono negli inci di altre ditte anche costosissime, che i parrucchieri tanto decantano e ammirano! Tuttavia io penso che sia sempre bene non accontentarsi quando si tratta di salute e di ambiente…quindi NO allo shampoo, SI al balsamo ma sono ancora in dubbio sulla ditta. Valuterò in seguito altri prodotti!

Intanto, lascio valutare a voi….:)

Ora corro via che ho mille cose da fare

Bacioooo

l prodottI citatI in questo articolo sono stati recensiti a scopo valutativo. Non sono stata pagata da nessuno per scriverne una recensione e quelle espresse sono le mie sincere ed oneste opinioni personali, libere da condizionamenti.

 

SOTTO LA DOCCIA MI BASTA IL CALCARE!

Canzone pubblicità NIVEA Sotto la Doccia Balsamo Corpo Luglio 2013 - Come si chiama canzone colonna sonora NIVEA Sotto la Doccia Balsamo Corpo  Luglio 2013 dphonewolrd

Balsamo corpo idratante sotto la doccia: ATTENZIONE A COSA TI SPALMI!

Credo che basterà indicarvi l’inci che mi lascia perplessa per mettervi in guardia da un prodotto che purtroppo non apprezzo. Vi basta far cader l’occhio sul terzo posto degli ingredienti dove troverete la tanto gettonata paraffina liquida per rimanere subito delusi. La paraffina ormai la conosciamo bene e sappiamo che invece di idratare e proteggere la pella, la occlude e a lungo andare la inaridisce ulteriormente creando una sorta di “dipendenza”, così che la nostra pelle ci risulterà sempre secca ed arida se non utilizzimo prodotti che la contengono.
Ma vediamo tutti i componenti di questo prodotto.

Inci: Aqua, CERA MICROCRISTALLINA, PARAFFINUM LIQUIDUM, Glycerin, Cetearyl Alcohol, Hydrogenated Coco-Glycerides, Stearyl Alcohol, Myristyl Alcohol, Maris Sal, SODIUM CARBOMER, SODIUM ACRYLATES/C10-30 ALKYL ACRYLATE CROSSPOLYMER, Aluminum Starch Octenylsuccinate, Phenoxyethanol, METHYLISOTHIAZOLINONE, Linalool, Benzyl Alcohol, BUTYLPHENYL METHYLPROPIONAL, Geraniol, Limonene, Alpha-Isomethyl Ionone, Parfum.

Gli ingredienti che vi ho scritto in maiuscolo sono ROSSISSIMI sul biodizionario, tossici, allergizzanti, non smaltibili dal punto di vista ambientale ecc.
Vediamoli nel dettaglio:

-CERA MICROCRISTALLINA (legante / stabilizzante emulsioni /opacizzante / viscosizzante)
-PARAFFINUM LIQUIDUM (antistatico / emolliente / solvente)
-SODIUM CARBOMER (viscosizzante)
-SODIUM ACRYLATES/C10-30 ALKYL ACRYLATE CROSSPOLYMER (filmogeno)
-METHYLISOTHIAZOLINONE (conservante)
-BUTYLPHENYL METHYLPROPIONAL (allergene del profumo)

La composizione è purtroppo caratterizzata da un insieme di prodotti chimici più o meno dannosi diluiti in un mare di paraffina che per ovvie ragioni dà sulla pelle quell’effetto “seta” fasullo tipico dei balsami o delle creme che la contengono. Quindi vi dico, se quello cercate è avere la pelle vellutata dopo la doccia, perchè siete di fretta e vi serve un prodotto da mettere prima di uscire che sia profumato e vellutato senza pensare troppo a cosa contiene, questo è il vostro prodotto e sono certa non vi deluderà. Se invece siete persone un po’ più attente all’ambiente e alla vostra pelle e preferite perdere 10 minuti in più ma essere davvero idratate, allora a mio parere fareste bene a cercare altrove.

Valutate voi…io direi che il calcare sotto la doccia basta e avanza, eviterei di mettere sulla pelle anche la paraffina..!

Un saluto a tutti..

Il prodotto citato in questo articolo è stato recensito a scopo valutativo. Non sono stata pagata da nessuno per scriverne una recensione e quelle espresse sono le mie sincere ed oneste opinioni personali, libere da condizionamenti.

SPEZIE EQUOSOLIDALI: profumo di giustizia.

1spezieLe spezie si sono fatte spazio silenziosamente anche nella nostra società, hanno sempre avuto, fin dall’antichità un ruolo predominante nell’alimentazione umana, sono molto più che soli aromi da cucina, sono integratori, sono cosmetici, sono prodotti spesso anche utili per la nostra salute. Stimolano infatti la digestione e sono un efficace rimedio per alcune tra le patologie più comuni e meno gravi (mal di denti e di testa, raucedine, mal di testa, disturbi intestinali, ecc…). L’epoca che ha visto maggiormente lo sviluppo delle spezie è sicuramente il Medioevo, epoca in cui si coltivò la cultura del loro utilizzo e si espanse maggiormente il commercio di esse. Il medioevo vede un’intensa passione per le spezie, che si prestavano ad essere usate nei più vari ambiti, dalla gastronomia alla medicina ai cerimoniali religiosi. Una infatuazione che fu davvero un motore di prima importanza per lo sviluppo degli scambi commerciali, le conquiste e la crescita economica. Io oggi per essere certa di utilizzare spezie pure e provenienti da contesti dignitosi, che non prevedano lo sfruttamento, ma che anzi siano possibilità di lavoro per famiglie e paesi bisognosi, di solito mi affido a spezie del mercato Equosolidale (nel particolare io uso ALTROMERCATO). Questa spezie sono raccolte e confezionate a mano nei loro paesi di origine, selezionate secondo conoscenze antiche delle erbe e delle loro proprietà. Si tratta di piccoli contesti, economie famigliari che evitano intermediari e non ricadono nello sfruttamento, dando quindi possibilità di emancipazione a giovani donne per esempio, così che possano sostenere una vita dignitosa. Di solito si tratta appunto di progetti di donne in Sri Lanka o in India, paesi nei quali non avrebbero possibilità di avere reddito o lavoro per via della loro condizione femminile e di casta. Qui le spezie vengono acquistate equamente, a prezzi fissati insieme ai produttori, con continuità, e la merce viene continuamente controllata, dalla produzione fino al trasporto. Nella normalità invece il mercato delle spezie è soggetto a dinamiche di tipo “coloniale”, con prezzi spesso influenzati dalla borsa, dalle politiche e dal protezionismo commerciale. Si tratta di grosse realtà internazionali, con diritti di proprietà in molti paesi a Sud del mondo. Questo meccanismo penalizza per ovvie ragioni l’economia famigliare, che ha difficoltà di accesso al mercato, mettendo a repentaglio la genuinità del lavoro e del prodotto: è qui che interviene l’equosolidale. Proprio in questa settimana, che è la settimana della donna, vi invito a fare qualcosa di diverso, invece di comprare la solita piantina o il mazzo di mimose, comprate un sacchettino di spezie in un negozio del mercato equosolidale! In questo modo saprete di essere stati utili (nel vostro piccolo) a qualche donna, a qualche famiglia dall’altra parte del mondo e, darete un sapore diverso alla vostra giornata! …Oltre che ai vostri piatti! 🙂

Ricette con spezie:

1) Sesame Toast

In una padella mettere un cucchiaio di sesamo e tostarlo fino a che diventi dorato. Tagliare in due ogni fetta di pane integrale o di kamut da toast. Da parte avrete bollito delle patate gialle, le schiacciate e aggiungete ad esse, olio extravergine di oliva, curry, coriandolo in polvere e cipollotto tritato fine fine. Mescolate bene formando un impasto omogeneo. Spalmante l’impasto ottenuto sul pane e impanate con il sesamo. A questo punto, la ricetta originale prevede la frittura in olio bollente, (direi poco salutare). Io invece propongo la gratinatura in forno preriscaldato a 180°, per circa 15 minuti, girando i toast a metà cottura. Ottimo, antipasto per una cena speziata dai sapori orientali..oppure per uno sfiziosa aperitivo!

2) Riso speziato con gamberi e tomato chutney

Dopo aver lessato i gamberi li mettete da parte e preparate il sugo. Scaldate un po’ di olio in una padella, aggiungete peproncino, cumino semi, fieno greco, cipolla e aglio tritati finemente e fate soffriggere fino a doratura. Aggiungete, pomodoro, un pizzico di sale, zenzero e un cucchiaio di zucchero. Fate cuocere il tutto con un po’ di acqua per circa 10minuti, massimo 15 prestando attenzione che lo zucchero non caramelli. Togliete dal fuoco e cospargete con coriandolo e prezzemolo fresco, buttate i gamberi nel sugo e li saltatae qualche minuto. Servite il sugo ricco di gamberi affiancato da riso basmati, decorando il bordo del piatto con un po’ di prezzemolo sbriciolato. Ottimo primo piatto per tutti coloro che amano i sapore agrodolce.

3) Tè allo zenzero

Fate bollire acqua, mettete del tè verde nella teiera lasciando in infusione 5 minuti circa. Aggiungete lo zafferano (4 psilli a tazza circa), rimettete sul fuoco 2 minuti, spegnete, zuccherate abbondantemente con zucchero di canna grezzo e lasciate riposare altri 2 minuti. Filtrate e servite, magari accompagnato da due biscottini alla cannella. Ottimo da servire come tè del pomeriggio, dal sapore spezialto e lievemente piccante ma allo stesso tempo dolce e dissetante.

4) Biscotti alla cannella

Setacciate la farina di kamut e la cannella in polvere. Formate una montagnetta cava con la farina e ponete al centro il burro ammorbidito e fatto a pezzi, la cannella, un cucchiaino di bicarbonato di sodio, lo zucchero di canna e 1 tuorlo d’uovo. Impastate bene il tutto sino ad ottenere un composto abbastanza compatto. Ricoprite il preparato con una pellicola e lasciare riposare in frigorifero per circa 1 oretta. Prendete poi l’impasto, stendetelo su una spianatoia con un mattarello e formate una sfoglia spessa 3 millimetri. Procuratevi infine degli stampi per biscotti e ricavate varie forme dalla sfoglia appena fatta. Prendete una teglia con carta da forno ed adagiate i biscotti. Accendete il forno, portate la temperatura sui 180° C e scaldate i biscotti per circa 15 minuti. Girate i biscotti a metà cottura e scaldate sino a quando non saranno ben dorati. Togliete i biscotti, lasciateli raffreddare e servite spolverando sopra un pò di zucchero cannellato*.

* Lo zucchero cannellato è zucchero di canna, a cui ho aggiunto cannella in polvere! Circa un cucchiaio colmo di cannella per 500g di zucchero. Girando e rendendo lo zucchero omogeneo, ottengo un prodotto marroncino scuro, con un aroma e un profumo buonissimo! (Per chi adora la cannella ovviamente!) Io lo uso davvero per tutto, per dolcificare il caffè quelle poche volte che lo bevo, per i dolci o per i tè.

Buona giornata a tutti! 🙂