DOLORI MESTRUALI? Ecco il modo per comprenderli ed alleviarli NATURALMENTE.

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PETALI

Oggi ho sofferto molto, quindi durante la giornata ho riflettuto e ho deciso che stasera voglio parlarvi di un argomento un po’ particolare: LE MESTRUAZIONI.
I dolori mestruali rappresentano un aspetto fiosiologico nella vita di una donna, tuttavia mentre in alcuni casi si tratta solo di un lieve fastidio facilmente superabile, in altri casi invece, si tratta di un vero e proprio momento invalidante per la quotidineità femminile. Si manifestano spasmi che possono essere davvero intensi in certi casi e quindi provocare un dolore che non è possibile trascurare. In natura esistono alcuni rimedi che si possono utilizzare per attenuare e prevenire i dolori mestruali. Innanzi tutto è buona  abitudine utilizzare il magnesio, come oligoelemento (fiale), o sotto forma di magnesio cloruro (polvere), per almeno 7 gg prima dell’arrivo del ciclo. ll fabbisogno giornaliero di magnesio infatti per una donna infatti, va dai 150 ai 500 mg al giorno, a seconda delle attività che svolge e dell’età. Non tutte le donne però hanno un’alimentazione tale da permettere l’apporto corretto di magnesio con la dieta e quindi senza saperlo spesso incorrono in problematiche fisiche, (come ma ldi testa, ritenzione idrica, mestuazioni abbondanti, ecc..) che dipendopo appunto strettamente dalla carenza di magnesio. Secondo alcuni studi, in donne che lamentavano una sindrome premestruale particolarmente pesante, e crampi addominali con mestruazioni abbondanti, sono stati riscontrati nel sangue livelli di magnesio molto bassi. Per questo motivo si ritiene che assumere il magnesio la settimana prima delle mestruazioni possa aiutare, (ed aiuta effettivamente), a moderare la sidrome mestruale. Il periodo delle mestruazioni è il momento del mese in cui il corpo chiede ad ogni donna in età fertile di concedersi un momento di riposo, come una vera e propria fase di rigenerazione e di purificazione. Tra i rimedi naturali per eccellenza in questo periodo del mese abbiamo sicuramente le tisane! Le tisane sfruttano le proprietà curative delle piante e delle spezie al fine alleviare i dolori mestruali, diminuire il gonfiore e regalare una sensazione di relax e benessere generale, che può contribuire ad affrontare al meglio i giorni del ciclo. Tra le erbe o le spezie a cui potrete fare ricorso per la preparazione di tisane da consumare due o tre volte al giorno (calcolando una dose di erbe o spezie di due cucchiaini per tazza) vi sono la camomilla e la melissa, piante calmanti ed antispastiche per eccellenza; le foglie di lampone, che sappiamo essere regolatore dgli sbalzi ormonali, la menta utile per mitigare lo stress e calmare i dolori, le spezie come cannella o chiodi di garofano che aiutano in caso di flusso abbondante e in fine lo zenzero che aiuta a diminuire i crampi addominali e il senso di nausea che talvolta si accompagna alla sindrome tradizionale. Un’altra buona abitudine è quella di sfruttare l’aromaterapia con l’utilizzo di olii essenziali, in particolare quello di melissa e quello di lavanda, essenze rilassanti e distensive, che possono essere utilzzate anche per esempio nell’acqua del bagno caldo, per concedersi un momento di relax nella vasca o attraverso un pediluvio. Procuratevi del sale grosso integrale e contate di aggiungere 10 gocce di olio essenziale (a scelta tra lavanda o melissa) ogni 100 grammi di sale. Rimanete immersi 15 minuti svuotamndo la mente da tutti i problemi o i pensieri che vi circondano. Non meno importante, anzi direi alla base di di tutto ciò che riguarda il nostro organismo, in questi giorni sarebbe da curare anche l’alimentazione. Prediligendo alimenti leggeri, che non appesantiscano ulteriormente la digestione. Ortaggi, frutta e verdure a foglia verde, da condire con spezie come lo zenzero, i semi di finocchio, il timo, i semi di lino, la cannella e i chiodi di garofano in polvere. Tali spezie sono considerate alla stregua di veri e propri medicinali naturali in grado di alleviare i fastidi più comunemente accusati dalle donne durante il ciclo. A discapito di latticini, insaccati o alimenti stagionati, alcool, zuccheri raffinati, cibi piccanti e fritture.

Lo sapevi che..

Le mestruazioni devono essere accettate per quello che sono: purificazione e trasformazione. Accettare le mestruazioni vuole dire soffrire di meno nel momento in cui esse arrivano e questo lo si può fare solo comprendendo fino in fondo il processo del ciclo, parlo proprio dell’anatomia e della fisiologia della donna. Provate a “ripassarlo” per chi già non lo conosce bene e vi accorgerete che esso ha un significato molto profondo. Solo così si può giungere alla consapevolezza e all’accettazione. Se io accetto una cosa, la rendo mia comprendendola fino in fondo, la vivo meglio. In tutto è così e lo è anche in questo caso. Un errore molto grave ma che purtroppo numerose donne fanno, è quello di non accettare le mestruazioni  e vederle come una scocciature, come una cosa che si vorrebbe eliminare. È un errore non assecondare questo momento che ha un significato tutto suo. Spesso è proprio nel rifiuto di questa fase interiore che la donna sviluppa i tipici disturbi della sindrome pre-mestruale, creandosi quindi da sola una condizione di malessere generale.

Spero che possiate riflettere su questo argomento perchè io lo ritendo un aspetto molto importante del genere femminile e credo che ogni donna lo debba ritener tale. Affidatevi sempre e profondamente alla natura, essa non lascia nulla al caso, in ogni modo tutto ha un significato e per tutto c’è un rimedio: magari uno è da cogliere in un prato mentre l’altro è da cercare dentro di noi.

Buona notte 🙂

 

Limonaria: il liquore di “Nonna palla”

7a119cd801cfaae7301cba2872fbba3542653298Ecco la pianta di questa calda domenica…

Chiamata anche erba cedrina, la limonaria o verbena odorosa, è una pianta dal fusto legnoso e lunghe foglie che ricordano la Melissa e la Citronella, verdi e profumate, che può arrivare ad un’altezza anche di due metri! Io adoro questa pianta, per me essa ha un valore simbolico molto forte perchè mia nonna, purtroppo non più in vita ne ha sempre preparato il famoso liquore, che noi chiamavamo appunto “liquore di nonna palla” e che oggi prepara con amore mia madre. Possiediamo una limonaria in giardino, (in Liguria dove vivo ora), diventata molto grande negli ultimi anni, con le quali foglie mia madre prepara tutte le estati il liquore e io mi preparo per tutto l’anno la tisana. Quando la piantina è di piccole dimensioni, può essere mantenuta in piccoli vasi e poi la si può piantare direttamente nel terreno: la pianta crescerà più alta e le foglie saranno più lunghe. Tuttavia, le foglie più piccole sembrano avere una fragranza migliore, più intensa. Il sapore ricorda quello del limone, (non per nulla si chiama limonaria), per l’elevata quantità di olii essenziali infatti, dalle sue foglie viene estratta la frangranza del limone appunto, per la preparazione dei profumi in cosmetica e aromaterapia. Questa pianta oltre che essere fresca e profumata è anche ricca di proprietà, l’olio essenziale infatti contiene numerose sostanze: nerale e geraniale, borneolo, limonene, geraniolo, nerolo, terpineolo, cariofillene,curcumene, myrcenene, acido isovalerianic, flavonoidi apigenina, luteolina e 6-idrossilatiflavoni. Le principali attività sono astringente, antispasmotica, digestiva, febbrifuga. Ricca di oli volatili, che ha un effetto calmante, allevia infatti gli spasmi, in caso di gastrointerite o colon irritabile. Può quindi essere utilizzata internamente per curare raffreddori e stati febbrili, nonchè anche molto efficace sui dolori addominali appunto, poiché presenta un effetto calmante e sedativo dell’apparato digerente. Dando sollievo in caso di indigestioni, flatulenta, diarrea e crampi addominali. L’utilizzo costante ha dimostrato un effetto benefico anche sul fegato e pancreas, soprattutto in caso di organi appesantiti dall’alcool. L’olio essenziale in aromaterapia, a un effetto rilassante e antistress sulla mente, mentre contribuisce a stimolare l’appetito e attenua gli spasmi allo stomaco. Oltre ad essere insetticida, battericida, antisettico, afrodisiaco, digestivo, emolliente, febbrifugo. Esternamente invece, può essere utilizzata come impacchi, particolarmente utili in caso di acne, pustole, infiammazione cutanea in generale. Sui capelli, la tisana tiepida può essere utilizzata come ultimo risciacquo, per tonificare il bulbo pilifero.

Lo sapevi che..

Secondo alcune leggende, la limonaria è collegata con la purificazione e con l’amore, e si diceva che per attirare un corteggiatore, bastava cospargere il palmo della mano con qualche goccia di olio essenziale per sfregarlo poi leggermente sulla mano della persona amata. Questo contatto tra l’essenza e la pelle dell’amato/a costituiva un vero e proprio ‘incantesimo amoroso’.

In cucina..

L’erba limonaria, potete utilizzarla per aromatizzare fresche macedonie, o per insaporire marmellate come quella di pesche o altri frutti estivi. Non per ultimo, è possibile preparare il famoso liquore, anch’esso ricco di proprietà perchè un concentrato di essenze!

Ingredienti per liquore:

  • 1 l di alcool per alimenti
  • 100g di foglie di erba cedrina (a seconda della loro dimensione)
  • 1,2 l di acqua (per un liquore sui 33°, o 1 l di acqua per un liquore sui 36°)
  • la scorza di un limone
  • 1 kg di zucchero

Mettere in infusione in un recipiente da 5 l l’alcool, la buccia del limone e le 70 foglie. Far macerare per 4-5 giorni circa (la foglia deve diventare marroncina, lignea, avendo ceduto all’alcool il verde). Passare con un colino e mettere in un’altro recipiente da 5 l. Aggiungere l’acqua, indicata nella dose, alle foglie, agitare e far riposare 1 ora circa (serve a portare via il residuo alcoolico. Ho calcolato che le foglie trattengono circa 100 cc di alcool, che andrebbe perso). Filtrare con colino aggiungendo all’infuso alcoolico precedente. Aggiungere lo zucchero. Agitare bene fino a far sciogliere lo zucchero. Far riposare almeno 1 settimana e filtrare con cotone idrofilo non troppo pressato o carta da filtro. (Resa: 2,800 l circa per un liquore a 33° e 2,600 l per un liquore a 36°.) Farlo maturare in bottiglia per 2 mesi, preferibilmente al buio. Servire freddo.

-Io adoro berlo con il ghiaccio: è dissetante e digestivo e al contrario di altri liquori, come il limoncello e l’arancino, (che io non adoro), non lascia la bocca impastata!-

CONTROINDICAZIONI:

Essendo digestiva, l’uso prolungato o l’assunzione eccessiva di grandi dosi interne di limonaria può causare irritazione gastrica; risulta quindi sconsigliata a chi soffre di gastrite. L’olio essenziale è fotosensibilizzante, quindi non utilizzare prima di uscire al sole! Può irritare la pelle sensibile.

 

UN FRUTTO RICOSTITUENTE

marmellatamelec_450ingrEsteticamente assomiglia più alla pera che alla mela, non è bello come le tradizionali mele…inoltre ha un sapore particolare e un po’ acidulo…tuttavia questo frutto è pieno di proprietà e di possibili utilizzi in cucina…sto parlando della mela cotogna!  Le mele cotogne, abbassano la glicemia e sono particolarmente efficaci in caso di stipsi, in quanto contengono molte fibre (6g all’etto)! La mela cotogna è poco calorica ma ricca di acqua, apporta infatti solamente 26 Kcal per 100 grammi di prodotto. Contiene anche numerosi sali minerali (tra cui potassio, magensio e calcio) e vitamine (soprattutto A, B1, B2). Se si mangia cruda, fornisce anche un buon quantitativo di vitamina C che con la cottura però si disperde! Purtroppo tuttavia, dal momento che la mela cotogna ha un sapore acidulo, molte persone preferiscono consumarla cotta, preparando ad esempio la marmellata oppure semplicemente cuocendola insieme a delle spezie aromatiche come cannella e chiodi di garofano, preparando quindi le famose mele cotte! Mele Cotogne
Oltre ad essere un frutto tipico della cucina popolare, anche nella fitoterapia la sua importanza è tuttora apprezzabile!
Le foglie essiccate del melo cotogno sono tossiche, a causa della presenza di amigdalina; tuttavia, in passato, il decotto di foglie essiccate veniva sfruttato per le proprietà antielmintiche, (ora in disuso per la presunta tossicità). Oggi l’infuso viene fatto con la mela stessa, tagliata a cubetti e fatta bollire circa 10minuti. Il decotto poi, veniva utilizzato per contrastare mal di gola e tosse, nonchè per le sue funzioni digestive.
Per la positiva funzionalità a livello gastro-intestinale, la mela cotogna è considerata un toccasana a tutti gli effetti: vanta infatti proprietà toniche, astringenti ed antinfiammatorie dell’apparato digerente.
I tannini contenuti nella mela cotogna sono in grado di proteggere la mucosa intestinale
La mela cotogna, come del resto tutte le mele, contiene acidi organici, tra cui il malico, utile per favorire la digestione appunto!
In cucina…

  • Le mele cotogne cotte

2 mele cotogne, pulite e sbucciate, 5 chiodi di garofano, un pizzico di cannella in polvere, un cucchino di zucchero di canna. Lasciar cuocere con un po’ di acqua a fuoco basso per circa 10minuti, il tempo che si appassisca bene. Servire tiepida. Per i più golosi è possibile impiattarla con un pallina di gelato alla crema..un dolce delizioso!

  • Torta di mele cotogne

Sbucciate le mele cotogne, dividetele a metà ed eliminate il torsolo.
Mettetele in una casseruola limone, un cucchiaio di zucchero di canna e l’acqua sufficiente a coprirle.Cuocetele a fuoco dolce per 15 minuti.
Lasciatele intiepidire, poi incidetele sul dorso con tagli paralleli nel senso della lunghezza.
Montate lo zucchero di canna con del burro fino a quando il composto diventerà bianco-giallino ( a seconda del colore dello zucchero).
Incorporatevi quindi le uova uno alla volta, poi aggiungete la farina mescolata con il lievito.
Profumate con la scorza di limone, ammorbidite con il latte nel quale abbiamo fatto macerare della vaniglia e versate il composto nello stampo.
Distribuitevi le mele tagliate a fette e infornate a 200 gradi per circa 30 minuti, e a 180 gradi gli utimi 10 min. (Per un totale di 40minuti di cottura)
Servite la torta calda, se volete con panna o gelato.

  • Cotognata

(3 kg. di mele cotogne, 2 limoni, 2 kg. e ¼ di zucchero di canna o bianco come preferite)

In un recipiente mettere i 2 kg e 250 gr di zucchero, versarvi 1 litro d’acqua e profumare con la scorza di due limoni. Coprire il recipiente con un panno e lasciarlo in questo modo per dodici ore. Scegliere delle mele cotogne perfette e profumate, pulirle bene, togliere il torsolo e non sbucciarle. Metterle in una grande casseruola e ricoprirle completamente d’acqua. Porre il recipiente sul fornello a fuoco moderato, per una quarantina di minuti, finché si saranno ammorbidite. Passarle al setaccio e mettere la purea raccolta in una terrina. Versare lo sciroppo preparato in precedenza in una caldaia, porla sul fuoco e, quando lo sciroppo avrà raggiunto 34°, aggiungervi la purea di cotogne.
Mescolare la cotognata con un mestolo di legno a lungo manico finché inizierà l’ebollizione. Dall’inizio di questa, lasciar bollire per un quarto d’ora continuando sempre a rimestare. (Per sterilizzarla e renderla più solida) Aggiungervi il succo dei 2 limoni e lasciar cuocere per altri quindici minuti. Infine versare la cotognata sul marmo di cucina, su una placca metallica, o in una teglia e stenderla in modo uniforme allo spessore di circa un paio di centimetri con una spatola. Lasciarla solidificare e raffreddare. Quando sarà ben asciutta, tagliarla a rettangoli (o della forma che preferite) e rimetterla ad asciugare all’aria, rigirandola un paio di volte. Conservarla in barattoli di vetro, oppure con carta oleata. Mangiare a piacimento.

In cosmetica…

C’è infine chi con questo frutto prepara un gel depurativo e rinforzante da utilizzare sui capelli. A questo scopo si prendono solo i semi della mela cotogna: un cucchiaio di essi si fa bollire per 15 minuti in 250 ml d’acqua. Quello che ne uscirà fuori è appunto un composto gelatino (tipo quello dei semi di lino), che una volta raggiunta la temperatura ambiente e accuratamente filtrato, si può utilizzare sui capelli come impacco, per rinforzarli ed anche come ottimo antiforfora.

 

 

 

Basilico

basilico-470x313Stasera voglio parlarvi velocemente di una pianta aromatica che adoro..per il suo sapore e per le sue proprietà: il basilico! Come forse alcuni di voi sanno io vivo in Liguria, dove di basilico ne viene coltivato parecchio..e io in balcone ne ho una vera e propria piantagione. Originario dell’India, il Basilico deriva dal greco “basilikon”, che significa regale, degno dei re. È stato coltivato nel sud dell’Asia e in Egitto da oltre 3000 anni. I greci lo conobbero e lo apprezzarono grazie alle campagne militari di Alessandro il Grande (356-323 a.C.). Plinio ci informa che, ai suoi tempi, si preferiva seminarlo nel periodo dei Parilia (festeggiamenti in onore di Pale, dea protettrice dei pastori) che cadeva intorno al 21 aprile, per avere una migliore crescita. Si tratta di una piantina alta circa 50cm, con verdi foglie lucide e carnose. Nel periodo della fioritura che va circa da aprile a giugno, la poianta produce piccoli fiorellini bianchi che se recisi man mano che compaiono assicurano la crescita delle foglie in salute! Il basilico è famoso per il suo inteso profumo, derivante dal suo olio essenziale contenuto nelle foglie, che lo rende, se assunto 2 gtt su una zolletta di zucchero o in un cucchiaino di miele, un efficace digestivo, capace di calmare gli spasmi intestinali, contrastare l’aerofagia (anche di origine nervosa), agendo come sedativo dello stomaco e del tenue. Il basilico è anche  ricco di sostanze nutritive, contiene infatti grassi, proteine, fibre, zuccheri e naturalmente acqua; presenti i seguenti minerali: calcio, sodio, manganese rame, potassio, fosforo, ferro, magnesio e zinco. Buona la presenza di vitamine, A, B (niacina, tiamina, riboflavina), vitamina C (acido ascorbico) e vitamina  E. In ultimo sottolineiamo l’abbondante presenza di amminoacidi come il Triptofano, la Lisina, la Leucina, l’Acido aspartico, l’Acido glutamminico, l’Alanina, l’Arginina e altri ancora. Il basilico è noto per il suo intenso profumo e l’uso che se ne fa nella cucina mediterranea; della pianta, possono essere usate sia le foglie che i fiori e le foglie più profumate sono quelle raccolte prima della fioritura, quando il contenuto delle essenze oleose, che ne determinano il caratteristico aroma, è maggiore. Si tratta di un’ottima pianta aromatica in grado di dare più gusto ad una grande varietà di piatti della cucina mediterranea ma, grazie alle sue proprietà, rappresenta anche un valido aiuto naturale per la cura di diverse patologie. Recentemente è stato dimostrato che l’assunzione di succo di basilico concentrato in pastiglie, può ridurre notevolmente le dimensioni delle articolazioni ingrossate e doloranti a causa dell’artrite. Sempre da questo studio è emerso che l’assunzione di basilico crudo serve a contrastare e combattere diversi tipi di infiammazione come raffreddori e malattie della pelle. Questa particolare proprietà del basilico sembra sia da ricondursi alla sostanza che conferisce il caratteristico aroma al basilico, l’eugenolo. Questa pianta viene impiegata anche fresca, come sostanza stimolante dell’apparato intestinale, come ho detto prima in quanto, le sue proprietà facilitano la digestione e favoriscono l’appetito, non solo; il basilico rafforza il sistema nervoso, allevia gli stati d’ansia e di nervosismo, per contrastare gli stati d’ansia ma anche di stress, mettere in infusione per 10 minuti un cucchiaio di basilico in  4 dl. di acqua bollente; trascorso tale tempo filtrare e berne una tazza dopo pranzo. Utile nei casi d’insonnia ed utilizzabile anche in caso di asma, bronchiti e tosse e in generale malattie dell’apparato respiratorio.

In cucina….

Come di sicuro tutti sanno il basilco è l’ingrediente base per la preparazione del famoso Pesto, la salsa tipica Ligure, che viene usata come condimento dei primi piatti ma non solo..! Gli ingredienti ufficiali del pesto sono costituiti (naturalmente) dal basiilco ligure, olio extravergine ligure, pinoli, formaggio parmigiano reggiano, aglio e sale. Una volta veniva preparato nel mortaio, oggi giorno ovviamnete tutti usano il mixer..me compresa! 🙂 Come dicevo prima, il pesto è ottimo per condire la pasta, ma anche per le verdure. Qui in Liguria si mangia spesso, l’insalata di patate e fagiolini condita con il pesto per esempio. Un ottimo alimento, perchè completo, e genuino! Potete usarlo per preparare delle sfiziose bruschette con pomodoro a dadini e pesto! Insomma, si abbina benissimo a parecchi piatti e anche al pesce, specialmentequello bianco, come il branzino. Ne basta un cucchiaino per insaporire ogni pietanza! Il basilico è poi alleato del pomodoro nella famosa caprese, uno dei piatti tipici della tradizione mediterranea, oppure può essere aggiunto fresco in foglioline nell’insalata mista, donandole un fresco sapore estivo! Se volete potete preparare un fresco oleolito al basilico che potrete utilizzare in cucina come condimento profumato per le vostre pietanze, oppure in cosmetica, come olio per gambe, contro gli inestetismi della cellulite.

  • Oleolito in cucina: Olio di oliva, basilico fresco, tutto in un barattolo di vetro. Lasciare macerare le foglie di basilico fresco lontano da fonti di calore e dalla luce almeno per 30 gg. Filtrarare, pressare e l’oleolito è pronto!
  • Oleolito cosmetico: Olio di oliva 50g, olio di mandorle 50g, basilico foglie fresco. Macerare 30gg. Filtrare e pressare. Aggiungere 20gtt di o.e di basilico ed ecco che l’olio per il corpo anticellulite è pronto! 🙂

Il basilico, adora la temperatura mite intorno ai 20 gradi e tanta tanta luce. Le stagioni perfette per coltivarlo sul vostro balcone o in giardino sono la primavera e l’estate, ma anche di inverno, su una finestra soleggiata in casa, restite bene se bagnato regolarmente.

Non sono stati riscontrati particolari effetti collaterali nell’utilizzo di questa pianta in cuina o come tisana, tuttavia come sempre non bisogna esagerare nelle dosi. La moderazione è sempre la scelta migliore!

 

DAL SUDAMERICA UN CONCENTRATO DI ANTIOSSIDANTI!

9ea6acb553b5e1b82023300cbb2220f6Fino a poco tempo fa si è sempre pensato che il frutto più ricco di antiossidanti (polifenoli) fosse il mirtillo, ma recentemente è stato scoperto un frutto che lo supera in concentrazione di queste molecole: il maqui! Assomiglia molto al mirtillo, ma le bacche sono più grandi e di un colore ancora più acceso e scuro, perchè ricchissimo di antocianine! Si tratta di un frutto prodotto da una pianta, che si chiama anche’essa Maqui, che non cresce in Italia ma originaria delle coste del Cile e di alcune isole del Pacifico. Alcune ricerche hanno dimostrato che la polpa del maqui, è un vero e proprio concentrato di di polifenoli, in grado di contrastare l’infiammazione cellulare e i radicali liberi. Gli studi sui polifenoli si sono moltiplicati negli ultimi anni, e si è dimostrato sempre più interesse verso queste preziose molecole, che sono presenti ovunque nel mondo vegetale.  Le piante producono polifenoli spontaneamente e a seconda delle necessità essi svolgono differenti ruoli. Nell’uomo invece, come dicevo prima, il ruolo chiave è quello della modulazione dell’infiammazione cellulare, cioè dell’alterazione dello stato naturale delle cellule, dovuta allo stress, all’alimentazione, al contatto con sostanze nocive (fumo ecc..). Vi stupirà sapere che la capacità che i polifenoli hanno di modulare l’infiammazione cellulare è quasi immediata, si tratta di ore, pochi giorni..non dovete quindi pensare di assumerli mesi prima di avere dei risulatati…perchè dentro di voi, seppur magari non verificabili, i risulatati saranno quasi immediati! L’infiammazione cellulare infatti è un processo degenativo che non ha sintomi, non provoca dolore, ma si esplica in modo più profondo, nelle cellule che compongono i tessuti. Allo stesso modo il suo miglioramento non si manifesta con una sintomatologia precisa, bensì con una condizione di benessere generale che può tradursi in pelle più luminosa, aumento delle difese immunitarie, aumento dell’energia per affrontare la giornata, aumento del metabolismo, diminuzione di piccoli acciacchi o dolori senza causa certa ecc..Insomma, il maqui sbaraglia la concorrenza, essendo al primo posto nella scala dell’ORAC! Per esempio, l’Acai ha un valore d’ ORAC di appena 300, mentre Bacca Maqui ha un valore d’ ORAC di oltre 900! Che è 3 volte superiore all’Acai. La scala ORAC contiene ogni singolo alimento nel mondo e misura la quantità degli antiossidanti. ORAC quindi è ’ la Capacità di Assorbimento Radicale d’Ossigeno, che misura il livello degli antiossidanti negli alimenti e sostanze chimiche. Se un alimento ha un alto punteggio ORAC, significa che l’alimento è ad alto contenuto di antiossidanti. La forza dell’ antiossidazione è la sua capacità di eliminare i radicali liberi d’ossigeno. Con il punteggio ORAC, vuol dire che abbiamo piu’ possibilita’ per combattere malattie cardiache e il cancro.

Riassumendo i principali effetti del Maqui sono:

  • Accellerazione del metabolismo, coin aiuto della perdita del peso
  • Rallentamento dell’invecchiamento cellulare
  • Azione antinfiammatoria generale

Benchè l’assunzione dell’alimento fresco sia sempre preferibile, vista la difficile reperibilità dei frutti, l’assunzione sotto forma di integratore può essere una soluzione pratica e vincente. Gli estratti infatti vengono controllati in modo rigoroso, il contenuto di antociani (i polifonoli ad attività antiossidante maggiore), è standardizzato, cioè controllato e mantenuto costante. Questo è un’aspetto molto importante, perchè garantisce la qualità del prodotto, dando la certezza che i tempi di raccolta, e le condizioni di trasporto non abbiano impoverito il fruttodei suoi nutrienti più preziosi, cosa che putroppo con la frutta fresca non può essere garantita.

NB: Comunque è sempre opportuno ricordare che l’assunzione degli integratori seppur ricchi di polifenoli, non può e non deve sostituire una alimentazione equilibrata e uno stile di vita sano, cioè non può sostituire comporatmenti che rimangono essenziali per mantenere in salute il proprio organismo!

Inserisco un immagine di tabella ORAC scaricata da internet..giusto per darvi un’idea dei valori rispetto agli altri frutti!

ORAC-maquiChe dire…io lo provo! 🙂

Fatemi sapere..

VIOLA DEL PENSIERO

viola-630x315Stasera sono romantica..quindi ho deciso di parlarvi della viola del pensiero…o viola tricolor, un fiore che propizia l’amore, si narra infati, che una freccia di cupido cadde sul terreno e da quella naque la viola del pensiero.

La viola del pensiero è una comune pianta erbacea, dell’altezza di circa 10 cm, che cresce dal mare fino ai 2000metri e presenta colori accesi e caratteristici, bianchi, blu, gialli, possiede virtù medicinali conosciute da molti secoli. La droga è nella parte aerea, ricca di tannini, mucllagini , flavoniodi e vitamine, in particolare la C e la E. Questi composti agiscono in sinergia per curare diverse malattia della pelle, come acne, eczemi, secrezione sebacea ecc.. e malattie dell’apparato respiratorio, come espettorante ed emolliente nelle affezioni catarrali, in caso di tosse, raffreddore o malattie infettive. L’azione principale della pianta è quella depurativa, che si trasduce con l’aumento dell’eliminazione delle tossine a livello di fegato e di reni. Quest’attività è completata dall’azione delle mucillagini, che hanno proprietà depurative dell’intestino che quindi viene anch’esso liberato dalle tossine che lo intasano. Da notare un’azione diretta della pianta sulla pelle che appunto si manifesta, grazie alla presenza di acidi grassi e vitamine, come la vitamina E dalle ben note anzioni antiossidanti.

NB: Dopo l’uso di viola del pensiero le urine assumono un odore sgradevole. Un uso eccessivo può provacare un effetto emetico.
NB2: Da non confondere con la viola odorosa (Viola odorata) che, essendo la radice ricca di saponine, viene usata come sedativa della tosse, (tuttavia l’uso non è raccomandato)!
Può essere assunta come tisana, di solito 40g di per litro di acqua, da lasciare in infusione per circa 15 minuti filtrare e poi bere calda. Oppure è possibile assumerla sotto forma di capsule, magari in associazioe alla bardana e al lievito di birra per la pelle grassa e impura, oppure in associazione con perle di olio di borragine per la pelle reattiva e soggetta ad eczemi e irritazioni.

Lo sapevi che..

Utilizzato da sempre da arabi e romani per rendere le bevande più profumate e gradevoli, la storia della viola del pensiero è ricca di leggende.

-Una leggenda narra che Zeus , che aveva dovuto trasformare una sua amante, Io, in una giovenca, le aveva poi creato un fiore per nutrirsi, la viola.

-Una versione del mito di Attis narra che il giovane, che non poteva sposarsi con l’amata principassa Atta, si evirò sotto un Pino e morì. Dal suo sangue crebbero viole dai petali rosseggianti. Disperata per la sua morte anche Atta si uccise e dal suo sangue crebbero altre Viole. Il 22 Marzo si celebrava il culto in nome di Attis nella Roma imperiale. Era il giorno della viola. In quella giornata si trasportava lungo la città in processione, un tronco di pino adornato di Viole.

-Secondo la leggenda Demetra invece, dea delle colture, si racconta che essa si accorse del rapimento della figlia Persefone da parte di Ade, il dio dell’oltretomba, e disperata per questo rese la terra sterile. Zeus convinse però Ade a far trascorrere a Persefone primavera e autunno con la madre. Demetra così rese nuovamente la terra feconda e la prima volta che Persefone tornò sulla terra fu accolta da tanti piccoli fiori: le viole del pensiero! Insomma, un fiore pieno di leggenda e simbologia, simbolo dei pensieri amorosi e affettuosi, ma anche dei pensieri più dolorosi, suscitati dalle pene di amore.

Ricetta cosmetica:

  • Pomata alla viola

10 g di petali di viola tricolor, 10ml di olio di oliva, 20g di burro di karitè, 5 gtt di olio essenziale di rosa. Si fanno sciogliere e amalgamare bene l’olio e il burro con la viola, a fuoco lento e piccolo, senza danneggiarli. Dopo di chè si toglie dal fuoco e si lascia riposare una notte coperta. La mattina dopo o il giorno dopo (appena si ha tempo) si riscalda di nuovo il tutto, rendendolo liquido il composto e si filtra con un filtro di lino pulito. Alla fine di tutto si aggiungono le gtt di olio essenziale e si mescola bene per rendere omogeneo il composto fino a raffreddamento. Si invasa in vetro e si utilizza per applicazioni cutanee piccole o estese che siano.

 

POMODORI SECCHI… CHE SORPRESA!

Pomodori secchi sott'olioAvete presente quando vi dicono che di solito, se una cosa è buona fa male?? …Bè, non è sempre così! ..Vi faccio un esempio…io adoro i pomodori secchi..e con un certo stupore, sono qui per dirvi che non sono solo buoni, ma fanno anche bene! 🙂

I POMODORI SECCHI, sono un piatto appetitoso e saporito, e possono essere uno spunto per la preparazione di diverse ricette sfiziose in cucina!
L’ideale è prepararli nella stagione estiva quando il sole è caldo e non c’è umidità, quindi se volete farli da voi, dovete aspettare ancora qualche mese, (a meno che non abbiate l’essicatore elettrico), in ogni caso è possibile trovarli già secchi in negozi di alimenti biologici, alle fiere, alle sagre o in negozi di casalinghi un po’ più rustici dei supermercati!
Per utilizzarli basta sciacquarli bene sotto l’acqua corrente per pulirli e farli sbolletare pochi minuti in una pentola di acqua bollente con un cucchiaio di aceto di mele. Una volta ammorbiditi, sono pronti per essere utilizzati per condimento di fresche insalate, per secondi piatti e soprattutto per la pasta. Essendo molto saporiti naturalmente, il loro utilizzo nei piatti non richiede l’uso del sale, quindi risulta già un punto a suo favore perchè così limitiamo la formazione di cellulite, di ristagni di liquidi e l’aumento della pressione e delle malattie cardiovascolari. Ma la loro caratteristica più importante è che contengono un’elevata quantità di provitamine A, (carotene e beta carotene), che sono trasformate in vitamina A dall’organismo. Fonti vegetali particolarmente ricche di protovitamine A sono la frutta e la verdura di colore giallo-arancione, come albicocche, carote, melone, peperoni; e gli ortaggi a foglia verde, come il prezzemolo, gli spinaci e la cicoria. La vitamina A è indispensabile per il meccanismo della visione notturna: in pratica permette ai nostri occhi di vedere bene anche dopo il tramonto. È fondamentale per la crescita e la formazione delle ossa e dei denti nei bambini; rinforza il sistema immunitario e protegge dalle infezioni la pelle e il rivestimento mucoso della gola, dei polmoni, dello stomaco e delle vie urinarie; contribuisce ad abbreviare la durata delle malattie, favorisce la riproduzione cellulare e protegge dai radicali liberi. Risulta utile inoltre per mantenere tonica,elastica e luminosa la nostra pelle, combattendo anche foruncoli e infiammazioni antiestetiche cutenee. Un’ulteriore azione benefica e rassodante dei pomodori secchi è dovuta alla presenza di vitamina C e di licopene, oltre che di zinco selenio e rame. Oligoelementi utilissimi nell’eliminazione dalle cellule degli scarti e della ritenzione idrica. I pomodori secchi, quindi si pongono come ottimo rimedio naturale oltre che per la nostra salute anche per la bellezza. Per combattere le rughe e l’ossidazione cellulare che si manifesta con i segni del tempo sulla pelle (come rughe e smagliature).
Mentre ci forniscono tutte queste sostanze nutritive, i pomodori secchi aiutano anche il metabolismo grazie all’apporto di proteine (almeno il 15%) e la digestione, grazie all’apporto di fosforo che riequilibria l’assimilazione degli zuccheri e dei grassi.

In cucina…
Per assimilare bene le vitamine e “attivare” licopene è bene cuocerli alcuni minuti, prima di mangiarli o utilizzarli per le proprie ricette.

1)Pasta di kamut all’ortolana (per 2 persone)

  • 160g di pasta di Kamut.
  • Condimento con olio extravergine di oliva, capperi, 5 pomodori secchi tagliati a stricioline sottili (sbollentati), primo sale tagliato a cubetti piccolini, origano, pinoli, foglioline di basilico fresco.

Fai cuocere la pasta e la fai saltare in padella con il condimento, tutto tranne il primo sale che va aggiunto per ultimo sopra alla pasta, prima di servire il piatto.

2) Pesto di pomodori secchi

  • Pinoli
  • Parmigiano reggiano
  • Olio extravergine di oliva
  • Basilico
  • Pomodori secchi (sbollentati)

Frullare il tutto e conservare nei barattoli di vetro sterilizzati, come per il pesto alla genovese!  (può anche essere congelato)

3) Pesce spada con pomodori secchi

  • 500 g di pesce spada tagliato a carpaccio
  • un cucchiaio colmo di pate di pomodori secchi
  • un porro
  • mezzo cucchiaino di semi di finocchio
  • un cucchiaio di capperi sotto aceto
  • 20 olivette taggiasche
  • olio extravergine d’oliva

Mettete i capperi in una ciotola d’acqua calda e lavateli dall’aceto. Sgocciolateli, asciugateli e tritateli fini. Pestate i semi di finocchio in un mortaio o tritateli in un piccolo mixer e mescolateli con i capperi. Stendete le fettine di pesce su un foglio di carta da forno, spalmatele con un velo di pate di pomodori secchi, cospargetele con il trito di capperi, arrotolatele in modo da ottenere degli involtini e fissateli con un giro di spago. Soffriggete il porro a fettine in una padella antiaderente con l’olio per circa un minuto; unite gli involtini di pesce, un pizzico di pepe e le olive; coprite e proseguite la cottura a fiamma bassa per 5 minuti. Scoprite, alzate la fiamma e cuocete per altri 2 minuti. Eliminate lo spago prima di servire.

NB: Non esagerate però nelle dosi…fanno bene ma hanno ben 259kcal ogni 100g quindi per una persona 3/4 pomodori secchi vanno più che bene, e vi basteranno per raddoppiare il sapore di un piatto in cucina! 🙂

 

 

 

 

 

LA DIETA DEI 7 LIMONI: mille proprietà per la tua salute e la tua bellezza!

frisch-182816_640Chi di voi non ha mai sentito parlare della dieta dei 7 limoni? Si tratta di un programma di depurazione e alcalinizzazione del nostro organismo, adatto soprattutto dopo i giorni di festa, prima dell’inverno per prevenire l’influenza o prima del periodo estivo per ridare all’organismo una ripulita rendendolo più asciutto, tonico e in salute! La cura consiste nel bere ogni mattina, rigorosamente a digiuno, una spremuta di limone puro, cioè non diluita in acqua. Aspettate almeno 30 minuti prima di fare colazione o assumere altre bevande o cibi. Ogni giorno si aumenterà progressivamente la dose di un limone in più, fino ad arrivare a 7. Sì, avete capito bene sette limoni da bere. Raggiunta la dose massima, si comincerà a diminuire la dose giornaliera progressivamente di un limone al giorno, fino a ritornare a uno. Man mano che la dose di limoni aumenta la somministrazione può essere divisa nella giornata, quindi, quando sono a 4 limoni (quarto giorno), posso berne 2 al mattino e 2 alla sera, e così via…basta che l’assunzione avvenga a digiuno (insomma, lontano dal pasto). Non spaventatevi delle quantità, forse all’inizio potrà sembrarvi difficile, ma vi assicuro che dopo non potrete farne a meno, la dieta del limone infatti vi farà stare davvero bene, già dai primi giorni noterete la differenza. Passati i 14 giorni di dieta (7 a crescere e 7 a diminuire), consiglio di procedere per ancora una settimana, con un limone al giorno, per non eliminare di colpo, tutte le sostanze benefiche assunte fino a quel momento. La dieta può essere effettutata 2 volte l’anno, ogni sei mesi circa e nel frattempo, è possibile, anzi consigliabile, bersi qualche spremuta di limone, quando volete!

NB: Ricordatevi sempre che, contrariamente a quanto in genere si è soliti pensare, il limone è un naturale antiacido gastrico. Il suo gusto è dato da acidi organici che non restano allo stato acido nelle cellule. Anzi, l’uso favorisce la produzione di Carbonato di potassio, utile nella cura delle gastriti. Quindi per tutti coloro che soffrono di acidità e hanno paura di usare il limone dico: bevete abitualmente un limone al giorno e la vostra gastrite guarirà! A chi è stitico è ha la convinzione errata che i limone “stringa” dico: bevetelo tutte le mattine in un bicchiere di acqua tiepida e vi regolarizzerà l’intestino! E’ errato infatti pensare che il limone rallenti l’intestino. Il suo effetto antidiarrioco che si sfrutta in casi di necessità è dovuto all’attività antisettica importante, aiutando a debellare i batteri patogeni infatti, è in grado di rallentare o addirittura fermare la diarrea infettiva. Ma nella normalità disinfetta semplicemente l’intestino regolarizzandolo!

L’assunzione del limone è di fondamentale importanza non solo perchè depura l’organismo e aiuta a ritrovare la linea, ma anche e soprattutto perchè questo agrume è ricco, davvero ricchissimo di proprietà salutistiche per l’organismo. Il succo di limone contiene vitamine B1, B2 e C (50 mg ogni100 g), sali minerali (specialmente di potassio), oligoelementi, zuccheri, mucillagini, acidi organici (citrico, malico, acetico e formico) e flavonoidi (esperedina). Per il suo contenuto di vitamine, sali minerali e acidi, il limone stimola l’attività degli organi digerenti e rivitalizza tutto l’organismo. Lo raccomando perciò a chi soffre di dispepsia (digestione difficile) e, per quanto possa sembrare paradossale, a chi soffre di acidità di stomaco. Nonostante il sapore acido, il limone si comporta chimicamente come un anfotero, capace cioè di neutralizzare sia l’eccesso di alcali, sia l’eccesso di acidi. In caso di indigestione, un rimedio popolare consiglia di somministrare il succo di limone in mezzo bicchiere d’acqua, con l’aggiunta di un cucchiaino da dessert di bicarbonato di sodio. Il limone ha un effetto alcalinizzante su tutto l’organismo e fa bene soprattutto a chi segue una dieta ricca di carne e di proteine che produce residui acidi in eccesso, come l’acido urico. Quando il pH (grado di acidità o di alcalinità) tende verso l’alcalinità nel sangue e nell’urina, i sedimenti urici dei reni e delle articolazioni vengono sciolti e eliminati con facilità attraverso le urine: per questo il succo di limone è particolarmente raccomandato a chi soffre di calcoli renali, di gotta o di artrite e a chi desidera depurare il sangue e migliorare la propria salute. Inoltre grazie al suo alto contenuto di glucosidi come l’esperidina e la diosmina e di flavonoidi, la cui azione risulta essere simile a quella della vitamina P, rafforza i vasi capillari e migliora la circolazione venosa; apporta inoltre notevole giovamento se utilizzato in caso di gonfiore alle gambe, di edemi, di varici, di emorroidi, di trombosi e di embolia ed è infine particolarmente consigliato agli ipertesi.

Non dimentichiamo la sua potente azione antisettica che si ripercuote su tutto l’organismo, una ragazza testimonia: <Dopo sei mesi di una cistite devastante, dove a ogni antibiogramma risultava la morte di un batterio ma la vita di altri, dopo aver preso tutti gli antibiotici possibili, fatto visite specialistiche fino ad arrivare a un luminare di urologia, in preda alla più cupa disperazione, ho deciso di provare la “cura” di un amico dietologo, nutrizionista e gastroenterologo. Non gli credevo, non gli ho dato credito convinta che, parliamo di quasi vent’anni fa, solo la medicina “ufficiale” avesse la risposta. Una spremuta di tre limoni, seguiti da tre bicchieri d’acqua la sera prima di andare a dormire, con l’ordine tassativo di “tener duro” fino al mattino seguente. Convinzione, zero. Disperazione, diecimila. Immaginate la sorpresa quando, dopo solo qualche giorno, non sentivo più bruciore, il sanguinamento era scomparso, e all’ennesimo antibiogramma i valori erano perfetti?>…questa testimonianza è solo una di molteplici, in grado di farci comprendere quanto questo frutto sia potente! Molti di voi utilizzano all’anno diverse cure antibiotiche, (che debilitano l’organismo) usano antinfiammatori, antidolorifici, integratori vitaminici e di sali minerali…ma non sanno cosa abbiamo in natura! Non sanno come la medicina naturale sia in grado di curare e prevenire molteplici malattie, anche le più gravi! E pechè non lo sanno? Perchè non conviene dirlo? Perchè i medici e le industrie farmaceutiche non lo dicono… Io sono solo alle prime armi, ma documentandomi ( e potete farlo anche voi), sono giunta a conoscenza di ricerche che confermano il limone come rimedio provato contro praticamente tutti i tipi di tumore! Non solo quindi, è uno spettro anti-microbico contro le infezioni batteriche e i funghi, stiamo parlando di qualcosa di più grande! Nei limoni ci sono molecole con notevoli proprietà antiossidanti, ad alte concentrazioni, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi, che possono alterare la struttura delle membrane cellulari e del materiale genetico (DNA) e quindi aprire la strada ai processi di formazione della neoplasia. Sono i flavonoidi, presenti ad alte concentrazioni, e i limonoidi (che si ritrovano soprattutto nella buccia e che contribuiscono a fornire il tipico sapore agro). In più, hanno il potere di limitare le infiammazioni croniche, che a loro volta sono alla base, spesso, della trasformazione neoplastica dei tessuti. I limonoidi, dal canto loro, mostrano una diretta capacità di frenare alcuni tipi di cellule cancerose, come quelle del neuroblastoma: l’hanno verificato, per ora solo in provetta, i ricercatori della Texas Agriculture Experiment Station di Chillicothe (Stati Uniti). Magari gli studi sono ancora ai primi passi, ma i risultati parlano…affidiamoci un po’ di più alla natura, alle nostre origini, sia per il nostro bene che per quello del nostro portafoglio. Quanti anziani tutti i giorni spendono soldi e soldi su medicine..e più ne prendono, più peggiorano. Sono intossicati!

Certe volte mi sembra di parlare a vuoto, è difficile arrivare alle persone al giorno d’oggi, quando sono troppe le convinzioni che ci hanno inculcato in testa, quando la vita frenetica non ci dà il tempo di dedicarci a noi stessi. Certo, spremersi 4 limoni richiede più tempo che prendere una pastiglia, ma non pensate che certe volte ne valga la pena? Di fermarsi un attimo e dedicare quei 10 minuti in più a noi stessi? Alla nostra salute? Non dimentichimo le nostre origini, è vero la scienza ha fatto passi da gigante, ha salvato vite umane, e ancora ne salva, ma tanti, tanti soldi stanno dietro a tutto questo…e molto spesso basterebbe davvero meno per togliere un dolore, per far regredire una patologia, o rinforzare l’organismo. Iniziate tutti con il fare la dieta del limone e con l’abitudine di assumerlo spesso e volentieri, nell’insalata, come succo da bere, come volete insomma! …e poi sentirete il vostro corpo cosa avrà da dirvi.

Io personalmente ho già seguito questa eccezionale cura dei limoni per 2 volte, una lo scorso ottobre e l’altra a giugno, e dopo averla conclusa non mi sono mai sentita così bene in vita mia. Non ho avuto influenza per tutto l’inverno (pur lavorando continuamente a contatto con malati), più nessun dolore alle articolazioni, pelle più bella, capelli più forti e lucidi, meno stanca al mattino, digestione perfetta, intestino regolare e pancia piatta, mestruazioni molto meno dolorose (di solito soffro molto e ho quasi delle emorragie), metabolismo accelerato (mangiavo di più ma non ingrassavo), insomma non ricordo tutti i benefici che ho notato dopo la cura…. ma vi assicuro che sono parecchi. L’unico disagio nel praticarla è stato principalmente quello di dover reperire quotidianamente tutti quei limoni. Consiglio infatti a voi, di comprarli tutti insieme all’inizio, così da non doverci pensare più e di prediligere quelli maturi e possibilmente biologici.

AVVERTENZE:

La cura è sconsigliata a chi soffre di insufficienza renale, insufficienze epatiche, rachitismo, artrite cronica avanzata o altre affezioni che compromettono la capacità dell’organismo di trasformare l’acido citrico. In generale la cura non va applicata né ai bambini sotto i 12 anni né alle persone molto anziane. Se avete qualche dubbio, vi invito a consultare sempre il vostro medico prima di iniziare la cura, (sempre che sappia di cosa si parla), oppure a scrivermi alla casella di posta, sarò lieta di rispondere alle vostre domande. 

Da domani…pulite il fisico dalle tossine delle feste e iniziate la dieta dei limoni! 🙂

Mi saprete dire…

Lavanda

11479_548604775161222_676164084_nBuona domenica a tutti.. oggi parliamo di una pianta che adoro..la lavanda! 🙂
I suoi colori tra l’azzurro e il lilla richiamano la primavera..il sole..la natura e sono considerati i colori della tranquillità, della calma e del silenzio. Il suo intenso ma allo stesso tempo delicato profumo aromatico rilassa la mente e lo spirito, portando alla conteplazione e alla spiritualità. La storia del suo uso si perde nella notte dei tempi: già gli antichi Romani erano soliti profumare l’acqua del bagno con i suoi fiori ed è, infatti, dal latino lavare che deriva il suo nome.
Oltre ad essere amata per le sue proprietà rinfrescanti e profumanti, Plinio il Vecchio la descrive come una delle erbe curative più utilizzate dell’epoca. Era utilizzata specialmente la Lavandola Stoechas con cui veniva preparato un medicinale chiamato appunto Sticadore, utilizzato per le patologie del tratto gastrointestinle. Durante il periodo Elisabettiano invece, la Lavanda inizia il suo periodo di gloria nel campo della profumeria, a tutti è noto il più famoso profumo inglese “The Lavender”. All’epoca inoltre, era usanza delle dame cucire sacchetti contenenti fiori di lavanda all’interno delle loro sottane; ed è da quest’ usanza che ancor oggi si inseriscono sacchetti di lavanda tra la biancheria per profumare.
I fiori della lavanda quindi si caratterizzano per trovare un impiego particolarmente importante fin dai tempi antichi in ambito sia medicinale che cosmetico.
Questa pianta (che in alcuni casi è stata ritenuta anche magica), incominciò ad essere impiegata con l’avvento del XX secolo, allo scopo di ottenere l’essenza di lavanda, che tutt’ora costituisce uno dei principali utilizzi.
Questa particolare essenza viene oggi frequentemente consigliata a tutte quelle persone che soffrono di disturbi particolarmente comuni, come ad esempio stati ansiosi, ma anche insonnia e nervosismo.
L’olio essenziale ha infatti dimostrato avere per via olfattiva un’azione di tipo rilassante-sedativo sull’attività elettrica del cervello, sia per animali che per l’uomo. Se ne raccomanda quindi l’utilizzo in casi di nervosismo, nevrastenia, ipertensione, palpitazioni e in generale, in tutti i casi di malattie psicosomatiche. Bastano poche goccie di olio essenziale nel brucia essenze per rilassare la mente, oppure 10gtt nell’acqua del bagno. Per i bambini iperattivi o che dormono male, risulta molto efficace mettere alcune gocce d’essenza di lavanda sul cuscino del letto o su un fazzoletto posto vicino al viso del bambino, così da rilassarlo. Ma non bisogna dimenticare tutte le altre proprietà di questa antica pianta. Applicata esternamente, l’essenza di lavanda è molto efficaci per calmare i dolori reumatici, sia d’ origine articolare sia muscolare, come i dolori artrosici del collo o della schiena, l’artrite gottosa, il torcicollo, la lombaggine, la sciatica, ecc.
Sotto forma di infuso invece, risulta efficace sulle patologie dell’apparato respiratorio come tosse o raffreddore, oppure per lavare ulcere e ferite infette, per la sua attività antibatterica e cicatrizzante. Che dire quindi..per la prossima ancora lontana primavera, io consiglio a tutti coloro che ne hanno la possibilità sul balcone o in giardino, di coltivare una piantina di lavanda..potrà esservi utile in molteplici casi oltre che a profumare e rallegrare il vostro terrazzo…provare per credere! 🙂

DOPO LE FESTE USA LA MANNA E PULISCI L’INTESTINO!

Foto_14Conosciuta ed apprezzata fin dall’antichità per le sue virtù salutari e naturali, per la sua azione osmotica è utilizzata come rinfrescante e regolatore intestinale. Particolarmente adatta alla primissima infanzia, alle Gestanti, alle Puerpere, alle persone anziane, la manna rappresenta un ottimo modo per ripulire l’intestino dalle tossine che abbiamo accumulato dopo questi giorni di festa e di cibo! Viene estratta mediante l’incisione dei rami di Fraxinus Ornus, chiamato frassino da manna o albero della manna, diffuso in Europa Meridionale e Asia Minore. La manna è la linfa estratta dalla corteccia opportunamente incisa. Dalle piccole incisioni trasversali create con gesti precisi, la linfa fuoriesce all’esterno e si deposita sul tronco ed a contatto con l’aria solidifica lentamente, inizialmente di colore ceruleo e di sapore amaro (lagrima), che a contatto con l’aria rapidamente si schiarisce e assume un sapore dolce. Uscita dalla corteccia si condensa a forma di cannoli, come stalattiti di colore bianco e profumate di dolce. Oggi slo alcuni saggi anziani sanno come coltivare il frassino ed incidere la corteccia in modo da produrre la manna, con un particolare coltello chiamato mannaruolo, legano a livello del taglio un filo di cotone che arriva dal ramo a terra e permette la raccolta della manna.

NB: Non bisogna confondere la manna con la mannite, quest’ultima infatti non contiene tuttre le proprietà della manna naturale. Si tratta della sostanza estratta dalla manna o sintetizzata industrialmente e assunta con l’unico scopo di blando lassativo osmotico. Solitamente si trova in panetti di polvere bianca e viene dispensata in farmacia. Mentre la manna pura di solito si trova in erboristeria o negozi specializzati in sostanze naturali e si dispensa in cannoli di diversa grandezza e forma.

Ma torniamo all’utilizzo della manna naturale…essa, è solubile in bevande calde o fredde, può essere quindi assunta nell’acqua nei thè, in tisane o nel latte a seconda del piacere ed è consigliata per le sue proprietà dolcificanti anche ai diabetici in quanto non influisce in maniera significativa sul rialzo della glicemia. La manna pura quindi è costituita principalmente da mannite (dall’azione lassativa), acidi organici (contrastano l’acidità del sangue), acqua, glucosio (nutriente), oligoelementi (antiossidanti), fruttosio (uno zucchero a basso indice glicemico), mucillagini (rigeneranti della flora intestinale), resine e composti azotati (utili per la pelle). La sua composizione è molto complessa e dipende da numerosi fattori legati alla pianta, come il suolo, l’età della pianta, la sua esposizione solare ecc.. Le proprietà della manna sono dovute proprio ai suoi principi attivi e al fatto che siano “biodisponibili”, cioè facilmente assimilabili e quindi utilizzabili dall’organismo. In particolare, la sua efficacia nel contribuire alla riduzione del peso corporeo è dovuta a mucillagini, acidi organici e mannite, che agevolano l’eliminazione di scorie e adipe (anche se non in modo diretto, ma grazie alla loro azione riequilibratrice dell’intestino), ma anche a tutte le sostanze antiossidanti che “liberano” le cellule adipose e le rendono disponibili per essere “bruciate” dal lavoro muscolare. Pertanto, alla sua assunzione andrebbe abbinata, oltre alla dieta sana anche l’attività corporea. Risulta quindi un ottimo rimendio naturale per riprendere la forma e pulire l’organismo dopo le abbuffate delle feste. Quando i kg da smaltire sono pochi, 2 o 3, questo rimedio risulta ottimo. Basta assumerne 15 g dopo pranzo e 15g dopo cena, accompagnata da abbondante bicchiere di acqua oppure sciolta in un thè per almeno un mese e vedrete subito i risultati. Oltre tutto l’intestino raggiungerà la sua naturale regolarità e la pancia sarà visibilmente e giornalmente più piatta, perchè sgonfia e ripulita dalle scorie intestinali. La mannite contenuta al suo interno infatti, è un monosaccaride (zucchero) inassorbibile dall’intestino, che si comporta come un perfetto lassativo osmotico, richiamando acqua nel lume intestinale. La ritenzione di liquidi a livello enterico aumenta il volume fecale, stimolando meccanicamente la peristalsi in modo naturale e senza irritare l’intestino soprattutto!
Da lunedì, quindi dopo l’epifania che tutte le feste porta via, iniziate la depurazione con la manna e mi farete sapere! 🙂

AVVERTENZE:

1) Come tutti i lassativi, la manna è controindicata in presenza di occlusioni intestinali e diverticoli, oltre che, naturalmente, in caso di ipersensibilità accertata. Considerato l’utilizzo frequente nella terza età, è bene ricordare che la mannite contenuta al suo interno infatti, può ridurre l’assorbimento di farmaci assunti contemporaneamente per via orale, la cui assunzione dovrebbe quindi avvenire a distanza di almeno 2-3 ore. A dosi elevate, può causare flatulenza e fastidi addominali.

2) Se la dose di 15g risultasse troppa per voi, quindi si manifestasse fastidio addominale, crampi, flatulenza o eccessiva azione lassativa allora potete utilizzarne 10g sempre dopo i due pasti principali ricordandosi di bere molto durante la giornata. La manna, non deve farvi andare in bagno come un lassativo, deve solo rendere le feci più morbide e aiutarvi ad effettuare una pulizia intestinale quotidiana, senza recarvi fastiodio o provocare diarrea, se questo dovesse accadere, ridurre la dose o addirittura sospendere il trattamento.

 

 

 

GASTROENTERITE: PREVENIRLA E CURARLA IN MODO NATURALE

gastroenterite-dieta-alimentazioneIniziato il nuovo anno è tempo di influenza intestinale..tutto dove mi giro la trovo e purtroppo mi accorgo di come sia curata male!

Innanzi tutto bisogna fare chiarezza su cosa sia quella che noi chiamiamo “influenza intestinale” : si tratta in reltà di un’infezione VIRALE caratterizzata da diarrea profusa, vomito e febbre per lo più dovuta al contatto con una persona infetta e/o l’ingestione di alimenti o acqua contaminati. Il termine medico corretto per definirla è Gastroenterite. I virus che provocano la gastroenterite virale danneggiano le cellule che formano le pareti dell’intestino tenue, di conseguenza i fluidi fuoriescono dalle cellule danneggiate per riversarsi nell’intestino, producendo diarrea acquosa con scariche frequenti. Alla base della maggior parte delle gastroenteriti virali ci sono quattro tipi di virus:

  • Rotavirus
  • Adenovirus
  • Astrovirus
  • Calicivirus

A seconda della causa i sintomi della gastroenterite virale possono apparire da uno a tre giorni dopo l’esposizione al virus e la loro gravità può variare, durando solo un giorno o due, ma in alcuni casi possono continuare anche per 10 giorni! Una cosa importantissima che le persone devono sapere che l’influenza intestinale non è causata da batteri o parassiti, quindi non esiste una cura specifica per essa, e in particolare, NON devono essere utilizzati per nessun motivo gli antibiotici perchè non servono a niente se non ad inbolire ulteriormente l’organismo! (Ricordo inaffti che gli antibiotici devono essere utilizzati solo se strettamente necessario e per infezioni di tipo batterico accertate!) Poiché i sintomi sono simili, è facile confondere la diarrea di origine virale con quella causata dai batteri, come la salmonella e l’Escherichia coli (E. coli), o dai parassiti come la giarda. Ma non fatevi ingannare, di solito queste ultime non danno febbre e inoltre rendono le feci molto chiare, quasi gialle.

L’aspetto principale per combattere la gastroenterite è prevenirla con poche semplici regole:

1) Lavatevi bene le mani e controllate che i vostri figli facciano lo stesso!

2 ) Se avete dei figli più grandicelli insegnate loro a lavarsi sempre le mani, soprattutto dopo che sono andati in bagno. Per lavarsi, conviene usare acqua tiepida e sapone e strofinare vigorosamente le mani per almeno 20 secondi, ricordandosi di lavarsi anche intorno e sotto alle unghie, nonché le pieghe tra le dita.

3 )In casa usate oggetti personali distinti per ciascun famigliare.In bagno, ciascuno dovrebbe usare il proprio asciugamano.

4) Mantenete le distanze. Se possibile, cercate di non avvicinarvi troppo a chi è stato contagiato dal virus.

5) Non mettersi le mani in bocca. (Tipo mangiarsi le unghie o le pellicine)

6) Effettuare periodicamente l’integrazione con fermenti lattici vivi, in modo tale da avere sempre una buona flora baterica intestinale e utilizzare integratori alcalinizzanti (Guna Basic) o seguire una dieta ricca di verdure crude e frutta, dal potere appunto alcalinizzante e prebiotico.

7) Usare abitualmente le spezie nella propria alimentazione, esse infatti hanno un’attività antisettica intestinale, in particolare la cannella e il curry.

8) Bere molto per pulire bene le pareti intestinali dai patogeni con i quali veniamo a contatto quotidianamente. (Bere tisane se è possibile: le piante infatti aiutano a mantenere sempre pulito l’intestino)

9) Lavare bene gli alimenti che assumiamo, come la frutta e la verdura, e aimè se la frutta non è biologica o non ne conosciamo la provenienza, sbucciarla!

In fase acuta aimè non vi sono terapie particolari da attuare perchè il fisico ha bosogno di espellere il virus, quindi innanzi tutto prego tutto voi di NON usare bloccanti intestinali! Stasera non farò nomi, ma sapete benissimo a cosa mi riferisco! Dovete sapere infatti che il bloccante intestinale, è deleterio per la diarrea infettiva, che essa sia virale o batterica. Pensateci bene: i virus si trovano nel vostro intestino e provocano la diarrea, penetrando nelle vostre cellule e replicandosi velocemente, però voi in parte andando in bagno li eliminate con le feci. Decidete invece di bloccarli lì con il “bloccante intestinale”, per ore, fermi nell’intestino essi potranno replicare a dismisura, cosicchè quando l’effetto (del tutto illusorio) del farmaco sarà terminato la diarrea diventerà ancora più violenta, e sopratutto più difficile da debellare, perchè non avremo fatto altro che permettere ai microrganismi, (virus o batteri che siano) di proliferare sempre di più! Piuttosto quello che doìvete fare è chiudervi in casa e andare in bagno il più possibie, per eliminare il virus, idratandovi, a piccoli sorsi con tisane, soluzioni reidratanti tipo IDRAVITA dell’Humana, e curarvi con prodotti naturali, (omeopatici, fitoterapici e fermenti) tra cui:

  • Mirtillo rosso (Vaccinum vitis idaea), considerato l’antinfiammatorio per eccellenza dell’intestino, sotto forma di macerato glicerico
  • Tormentilla Heel cpr, 1 ogni 15 min per 3 ore circa in fase acuta, poi continuare conn la terapia standard di 1cpr 3 volte al giorno. (sempre da sciogliere sotto la lingua)
  • Nux Vomica Heel cpr, stessa posologia di sopra, per dolori e bruciori di stomaco.
  • Tisana di Tiglio bella concentrata per abbassare la febbre e scaldare la pancia, oltre che per reidratarsi.
  • 2gtt di olio essenziale di cannella puro in un cucchiaino di miele (1 volta al giorno) come disinfettante  intestinale.
  • Apomorfin Heel, se c’è molta nausea accompagnata da vomito. Esiste in supposte o in gtt, sempre con la posologia sopra indicata per i prodotti della ditta Heel.
  • Fermenti lattici, Enterelle 1cps 2 volte al dì e Rotanelle 1cps al dì per almeno 6gg.

Riguardo alla dieta gli alimenti da prediligere saranno banane, riso, mela, e patate bollite!

Spero che la gastroenterite non raggiunga nessuno di voi, ma se dovesse arrivare non fatevi cogliere imprepararti e soprattutto non fate tutti quei terribili errori che gli altri fanno…siate più furbi! 🙂

NB1: La disidratazione è un’aspetto importante della gastroenterite e può avere anche gravi conseguenza soprattutto per anziani e bambini. Non trascurate quindi la situazione, somministrate reidratanti a piccoli sorsi e costantemente. Se c’è molto vomito tenete in considerazione la reidratazione parenterale all’ospedale.

NB2: Per reidratare utilizzate prodotti specifici e non somministrare bevande zuccherine tipo succhi di frutta o thè confezionati. Lo zucchero per effetto osmotico potrebbe peggiorare la diarrea!

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.