Timo

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topstory_timoChiamata anche “la pianta delle api e delle fate”… il Timo è una pianta piena di sorprese, perchè ricca di proprietà! Esiste in due diversi generi: il Tymus vulgaris, che cresce dal mare alla montagna, è un piccolo arbusto sempre verde, abbondantemente ramificato, dell’altezza di circa 30cm; il Tymus serpyllum invece è frequente on prati e pascoli e in zone di alta montagna. Si tratta della varietà selvatica di Timo le quali caratteristiche e aspetto variano a seconda delle condizioni climatiche del luogo in cui si trova. Le proprietà delle due varietà sono analoghe: aromatizzanti, digestive, depurative, balsmiche, tossifughe, antibatteriche, fluidificanti del catarro, stimolanti. Proprio per le su proprietà toniche infatti il timo, soprattutto sotto forma di olio essenziale, è usato come tonificante ed è consigliato nei casi di astenia, debolezza ed affaticamento. Per la sua attività balsamica, antisettica ecc..è utilizzato spesso in caso di raffreddamento, tosse, catarro , infezioni in generale delle vie respiratorie, sia sotto forma di tisana della parte aerea che come olio essenziale assunto su zolletta di zucchero o nel miele e utilizzato per suffumigi.

Lo sapevi che..

Il Timo nell’antichità era considerata una pianta erotica, essendo dotata di olio essenziale intenso capace di infondere virilità, forza e coraggio nell’uomo. Il nome potrebbe derivare sia dagli Egizi, “Thim”, termine riferito alla pianta utilizzata nella preparazione delle salme da imbalsamare, probabilmente proprio per le attività antisettiche e balsamiche della pianta. Oppure dai Romani, “Thimis” che significa ” che ha profumo”, può indicare l’utilizzo del timo nelle pratiche religiose. Grazie alle sue virtù questa pianta fa parte degli ingredianti del famoso Aceto dei 4 Ladri, la quale leggenda narra che al 1630, durante la tremenda peste di Tolosa, in cui quattro ladri spericolati entravano nelle case dei moribondi e dei morti per derubarli di tutto. Erano del tutto incuranti al pericolo del probabile  contagio. Quando vennero presi, si chiese loro come mai non avessero paura del contagio. Per ottenere informazioni preziose, il giudice disse loro che se avessero rivelato il segreto della loro immunità, sarebbero stati graziati. A questa promessa i ladri riferirono che per salvarsi dal contagio si bagnavano i polsi e le tempie un paio di volte al giorno con un macerato preparato con varie erbe tra cui Salvia, Rosmarino, Timo e Lavanda. 🙂 Da quel giorno quest’associazione di aromatiche prese il nome di Aceto dei 4 Ladri!

In cucina..

Tutte le varietà del Timo sono utilizzate per insaporire piatti ed aromatizzare pietanze di ogni genere. Dalla carne al pesce, fino alle verdure, ai cereali e alle patate. Da utilizzare non solo per le caratteristiche aromatiche ma anche per le proprietà digestive.

Ricette galeniche

1)Sciroppo per la tosse

Lascare macerare in zucchero grezzo di canna a strati alternati, rametti di timo fiorito (stagione estiva), per almeno 20 gg. La macerazione deve avvenire in un luogo soleggiato. Trascorso il tempo impiegato, si filtra, si lavano bene i rametti con acqua depurata (o di bottiglia) che verrà aggiunta allo zuchero per la preparazione finale dello sciroppo. Si scalda il tutto senza mai portare ad ebollizione, si rende il composto viscoso il giusto. Deve risultare nè troppo liquido, nè troppo solido. (Anche se rimangono delle sommità fiorite non è un problema) Si assume durante l’autunno-inverno a dosi di 2 cucchiai al dì per prevenzione, 4 in fase acuta! (Si può assumere come dolcificante di tisane adatte. )

ATTENZIONE A COSA TI SPALMI!

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Per mesi ci ha tormentando la pubblicità di un’olio per il corpo..che vanta un nome riconducibile al biologico ma che di biologico proprio non ha nulla! O meglio, mi correggo: la sua formulazione è davvero una combinazione di estratti di piante e vitamine, sospese in una base oleosa, peccato che la base oleosa sia petrolio, ossia paraffina liquida!
Trovo assurdo disciogliere tutta una serie di estratti VEGETALI, in una base MINERALE e spacciarla come naturale! Ritengo quasi uno spreco utilizzare una formulazione così ricca di buoni estratti vegetali e rovinarla poi con una base oleosa così di bassa qualità. Il prodotto sarebbe ottimo dal mio punto di vista se come base oleosa ci fosse un semplice olio di mandorle, di cocco o di germe di grano. I grassi minerali infatti (paraffina liquida, petrolatum, vaselina) sono molto diffusi perchè economici, stabili dal punto di vista chimico, convenienti dal punto di vista tecnico, sono però tuttavia considerati inadatti al trattamento della pelle, perchè sono occlusivi, non permettono la traspirazione e quindi danno un’illusoria sensazione di idratazione che però tende a svanire una volta rimosso il prodotto dal corpo attraverso il lavaggio. Inoltre la pelle in futuro sarà ancora più secca di quello che era al principio, perchè l’olio minerale non penetra (per fortuna) nella pelle, ma rimane unticcio sulla superficie e quindi la vera e propria idratazione cellulare non avviene mai. Nonostante ciò, l’industria cosmetica e farmaceutica continua ad utilizzarli! Perché se in alcune situazioni l’uso della paraffina non reca danni a cose e persone danneggia però comunque l’ambiente, non essendo un prodotto biodegradabile ed essendo quindi di difficile smaltimento! C’è da dire che in cosmetica si hanno molte altre alternative agli olii minerali, come appunto l’idea di usare oli e burri vegetali. L’olio di cocco, di jojoba, di mandorle, alle germe di grano, fino a quelli più pregiati come di argàn, al karitè (puri e con spremitura a freddo). Queste sono solo alcune tra le possibili alternative naturali e completamente ecologiche che realmente hanno una funzione riparatrice e benefica per viso, corpo e capelli, perché idratano, nutrono, leniscono e proteggono, senza agenti e tensioattivi chimici o sostanze aggressive e irritanti.

Insomma che dire… per citare un famoso cosmetologo: “i lucidi da scarpe sono a base di vaselina, ma la pelle non è la tomaia di una scarpa nè un motore da lubrificare”.

A voi la scelta!

NB: Questo articolo non vuole essere di denuncia contro case cosmetiche o farmaceutiche, piuttosto, vuole essere un modo per informare e fare conoscere facendo degli esempi…Abbiamo il diritto di scegliere che cosa mettere sul nostro corpo e cosa no, conoscendo le conseguenze dell’utilizzo dei prodotti che ci spalmiamo!

LEGGETE SEMPRE LE ETICHETTE DI QUELLO CHE ACQUISTATE, NON FATEVI INGANNARE DALLE PUBBLICITA’ O DAI NOMI CHE LE DITTE ASTUTAMENTE METTONO AI LORO PRODOTTI!

Il prodotto citato in questo articolo è stato recensito a scopo valutativo. Non sono stata pagata da nessuno per scriverne una recensione e quelle espresse sono le mie sincere ed oneste opinioni personali, libere da condizionamenti.

MELAGRANA PER PULIRE L’ORGANISMO e STARE IN SALUTE

pomegranate-open-196800_640Fonte di polifenoli, tannini, potassio, altri minerali e vitamine, la melagrana è un dolce frutto invernale che combatte i radicali liberi e rinforza l’apparato cardiocircolatorio. La melagrana, che è il frutto dell’albero di melograno, è stata fin dall’antichità considerata il simbolo della longevità e dell’abbondanza, le sue proprietà terapeutiche erano conosciute già dai tempi di Ippocrate (il padre della medicina) ma solo da pochi anni anche la medicina moderna, dopo una serie di studi dettagliati, ha riconosciuto gli effetti benefici e le proprietà terapeutiche della melagrana sulla salute dell’uomo. Attualmente la melagrana è un frutto che non viene consumato molto, un po’ perché ci si lascia scoraggiare dal fatto che richiede un piccolo sforzo per essere aperto e sgranocchiato  (la pigrizia è una brutta bestia) e un po’ perché non tutti conoscono l’azione benefica (dimostrata scientificamente) che il consumo di melagrana apporta al nostro organismo. Vi illustrerò ora nel particolare le principali proprietà di questo frutto. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che non sono solo i semi a racchiudere i principi attivi efficaci contro malattie cardiovascolari e deurativi, piuttosto anche e soprattutto la buccia bianc soffice che avvolge i chicci. (si, quella amara!) La caratteristica principale della melagrana è l’elevato contenuto di flavonoidi che lo rendono uno dei frutti più ricchi di antiossidanti che si trovano in natura. I flavonoidi, infatti, sono sostanze altamente antiossidanti che contrastano i radicali liberi (responsabili non solo dell’invecchiamento ma anche di diverse malattie tra le quali i tumori), ritardano l’invecchiamento cellulare e svolgono una funzione protettiva sul cuore e sulle arterie. Inoltre i polifenoli presenti nel frutto agiscono con un’azione sbloccante sui grassi depositati in arterie, favorendo un netto miglioramento della circolazione nel tempo e un abbassamento del colesterolo cattivo (LDL) e, di quello totale. Gli studi dimostrano un rilevante miglioramento dei tessuti e della loro elasticità, soprattutto in soggetti diabetici e in sovrappeso, affette da sindromi metaboliche. Avendo infatti un basso contenuto calorico, circa 63 calorie per 100 grammi di parte edibile, ed essendo ricco di acqua, la melagrana è un frutto molto consigliato nei soggetti che soffrono di diabete o che seguono una dieta dimagrante, sempre a patto che non se ne consumino dosi eccessive. Come tutta la frutta e la verdura, anche la melagrana è ottima se consumata fresca e di stagione, è meglio mangiarla al naturale ma i chicchi possono essere usati anche per condire insalate, aggiunti ai cereali per la colazione o per decorare gelati e dessert. Ma l’azione protettiva di questo frutto non silimita all’apparato cardiovascolare, grazie infatti all’elevato contenuto di acido ellagico, combinato con l’azione degli antiossidanti, il succo di melagrana aiuta a prevenire e a contrastare lo sviluppo delle cellule cancerogene in alcuni tipi di tumore come quello alla prostata, al seno ed ai polmoni. Molti studi hanno dimostrato che con l’assunzione regolare di succo di melagrana si può inibire la proliferazione delle cellule cancerogene e rallentarne la progressione in questi tre tipi di tumori. Nelle donne poi, il succo di melagrana grazie al  suo contenuto di sostanze estrogeniche, può aiutare a contrastare alcuni disturbi tipici della menopausa come la ritenzione idrica, la depressione, l’osteoporosi, la fragilità ossea e la perdita di elasticità cutanea. Inoltre questo frutto ed il suo succo svolgono funzioni gastroprotettive in quanto sono in grado di rafforzare la barriera della mucosa gastrica, favorire le funzionalità intestinali e grazie all’azione astringente sono utili anche in caso di diarrea. Non dimentichiamo l’azione antibatterica di questo frutto, in particolare contro l’ Escherichia coli  (E. coli) e contro lo Streptococcus mutans (S. Mutans) uno dei principali responsabili della carie dentale.

Il succo di melagrana è un buon modo di assumere questo frutto, perchè infatti ci idrata e presenta caratteristiche drenanti e detossificanti, grazie all’elevata concentrazione di potassio. I succhi di melagrana si trova anche già pronto nei grandi supermercati o in erboristeria ma dato il suo elevato costo è meglio prepararselo in casa con un semplice spremi agrumi, tagliando il frutto in due parti. Se si decide di acquistarlo è bene controllare che sia succo puro al 100%, senza aggiunta di zuccheri o di altra frutta. Se invece decidete di prepararlo da da voi, è bene sapere che i semini che rimangono all’interno dello spremi agrumi non vanno buttati ma mangiati in quanto ricchi di acidi grassi essenziali.

In cucina….

1) Risotto al melagrana:

Sgranate una melagrana e spremete il succo dell’altra. In una casseruola scaldate olio extravergine di oliva, lasciatevi appassire la cipolla tritata e porro tagliato fine, unite il riso e mescolate. Quando il riso ha preso colore spruzzatelo con un po’ di brodo di sedano, preparato precedentemente. Lasciate evaporare. Versate il succo di melagrana e portate il risotto a cottura aggiungendo un mestolo di brodo caldo alla volta. Ritirate dal fuoco, unite i grani della melagrana, e un pizzico di pepe. Mescolate, spolverizzate con il grana grattugiato e servite caldo.

2) Sorbetto alla melagrana

Far sciogliere in un litro e mezzo di acqua 150g di zucchero di canna, ottenendo uno sciroppo. Aggiungere allo sciroppo il cetrifugate del frutto fresco e aggiungete il succo di un limone. Mescolare bene e lasciare raffreddare. Una volta freddo aggiungere un albume di uovo montato a neve. Versare il composto ottenuto in una gelatiera aggiungendo qualche chicco di melagrana fresco e lasciare raffermare in freezer per circa 12ore, girando di tanto in tanto. Togliere il sorbetto dal freezer e frullare il tutto prima di servirlo in calici con una fogliolina di menta fresca come decorazione.

3) Insalata fresca di melagrana

Spremere e filtrare il succo del limone, emulsionarlo con il sale e l’olio extra vergine e conservare in parte. Lavare e pulire i finocchi e tagliarli a fettine molto sottili. Metterli a bagno in acqua e ghiaccio. Nel frattempo pulire e sgranare il melograno, scolare e asciugare bene i finocchi e metterli in una ciotala. Aggiungere il melograno e condire il succo preparato prima. Servire con sottili scaglie di parmigiano reggiano sopra.

 

 

BUON NATALE!

Buon Natale a tutti quelli che mi sono vicini, a quelli più sinceri e anche a quelli che non se lo meriterebbero. Buon Natale a tutte le persone che sono lontane ma sono sempre e comunque nel mio cuore. Buon Natale alle persone che non ci sono più e che sono certa dall’alto veglino su di me. Buon Natale alla mia famiglia. Buon Natale alle mie amiche..alcune più saltuarie altri sempre presenti, nelle gioie e nelle difficoltà. Buon Natale a coloro che ho incontrato per caso nel cammino della mia vita, i quali sorrisi mi porto ancora dietro…alla giovane madre africana in Kenya, ai due vecchietti in viaggio, innamorati come due giovani adolescenti in Repubblica Domenicana, a un ormai “datato” professore di Inglese di un piccolo paesino nella provincia londinese, a un anziano bisbetico e visionario incontrato a Valencia in un viaggio con le amiche, al barbone che dormiva fuori dal mio albergo a Parigi, al quale la mia amica ha portato hamburger e patatine fritte, per lui e per il suo cane..:)  Buon Natale!

Augurandovi che questo Natale possa portare il sorriso sui vostri visi e nei vostri cuori, in una così difficile epoca, in una così marcia società; che possa donare speranza per voi e per gli altri, perchè siamo tutti una grande famiglia, sparsi sul pianeta, ognuno con i propri problemi e le proprie difficoltà, ma sempre uniti nella fede di un mondo migliore.

Auguri di un Santo Natale

F.

 

 

BALSAMO VISO PER LA NOTTE (occhi/labbra)

CREMA ARTIGIANALEEcco uno dei miei regalini per natale…una domenica pomeriggio a lavorare..:)

La preparazione del balsamo per il viso antirughe è molto semplice…ci vogliono solo un po’ di pazienza e un pomeriggio libero! 🙂

I balsami, che possiamo chiamare anche pomate, sono quelle creme più ricche delle creme normali e anche più dense, che hanno essenzialmente uno scopo curativo ed estetico a seconda delle esigenze. Si conservano a lungo poichè hanno una grande percentuale di parti grasse e io le considero un ottimo regalo sia per grandi che per piccini.  Ne potete preparare diverse fogge a seconda dello scopo e degli olii essenziali, oleoliti ed estratti che impegate. Io in particolare ne ho preparati alcuni per il viso, ricchi e idratanti vista la stagione fredda che ci attende, da regalare alle persone a me care.

Di seguito vi posto la RICETTA BASE per i balsami e pomate, dalla quale partire per la preparazione di prodotti con specifiche funzioni.

Ricetta per 100g di pomata

  • 8g di cera d’api
  • 10g di burro di karitè
  • 80ml di olio vegetale a piacere o di oleolito (a secoda delle esigenze)
  • 30gtt di olii essenziali (da scegliere a seconda del prodotto da realizzare)

Disciogliere la cera d’api, il burro di karitè con l’olio a fuoco LENTISSIMO, fino a completo scioglimento. (Deve diventare un composto completamente liquido). Si lascia riposare un minuto nel quale si agguingono gli olii essenziali e si mescola per amalgamare bene il tutto. Si trasferisce il liquido in contenitori puliti e possibilmente precedentemente “igenizzati” con alcool e cotone, si lasciano raffreddare fino a completa solidificazione. A questo punto si etichettano.

Le proprietà del balsamo, dipendono dalle sostanze funzionali che noi aggiungiamo, come gli olii essenziali e gli oleoliti. Alcune piante come la calendula, l’arnica e l’elicrisio per esempio non si prestano bene alla distillazione, metodo con il quale si ottengono gli olii essenziali, è per questo motivo che si trovano e si usano in oleoliti o estratti liposolubili.

Nel mio caso particolare alla ricetta base per la preparazione del balsamo viso (100g) ho usato:

  • cera d’api e burro di karitè (tot 20g) -idratante ed elasticizzante-
  • OLEOLITO DI CURCUMA (20g) -antiossidante e antirughe-
  • olio di oliva (20g) -nutriente-
  • 30GTT DI OLIO ESSENZIALE DI ARANCIO DOLCE -antiossidante e schiarente-

Questo balsamo basta in piccolissima quantità, da applicare sul viso tutte le sere per idratare e nutrire in profondità la nostra pelle. Ha proprietà idratanti, emollienti, restitutive, protettive del freddo e degli agenti esterni, ed è adatto a tutti i tipi di pelli da quelle secche a quelle normali miste, perchè non occlude i pori. Si può utilizzare anche come contorno occhi perchè molto delicato.

NB: L’indicazione di balsamo per la NOTTE non è casuale, infatti tutti gli olii essenziali di agrumi hanno proprietà altamente antiossidante e che possiamo definire anche schiarenti per la nostra pelle e lavorano bene la notte.(Potrete notare l’acceso colore arancio dell’olio essenziale, che dimostra l’elevata quantità di antiossidanti al suo interno)  Per questo motivo NON DEVONO MAI ESSERE UTILIZZATI DI GIORNO perchè possono portare a reazioni cutanee e quindi a lungo andare a macchie solari scure. (Insomma…sono fotosensibili!!) Oltre tutto l’olio essenziale di arancio ha buone proprietà contro l’ansia e il nervosissmo, quindi la fresca profumazione è l’ideale da inalare prima di dormire dopo una lunga giornata strassante.

E adesso….Buon lavoro a tutti! ….e…BUON NATALE!!! 🙂

Rosmarino

coltivare-il-rosmarinoLa pianta di cui voglio parlarvi stasera è il rosmarino. Una pianta aromatica sempreverde che potete tranquillamente piantre in giardino o coltivare sul vostro balcone. Le benefiche proprietà del Rosmarino sono dovute soprattutto ai principi attivi racchiusi nel suo olio essenziale, a cui si deve anche l’intenso profumo che lo contraddistingue.
In più, è ricco di altri importanti costituenti chimici, tra cui derivati terpenici e flavonoidi, che insieme contribuiscono a fare del Rosmarino una pianta di straordinaria efficacia terapeutica. Per uso interno ha proprietà tonico, digestive, antispasmotiche, carmitive, diuretiche. Risulta utile particolarmente in caso di disturbi digestivi come areofagia, flatulenza, coliche, gas intestinali e digestione lenta. A livello del sistema nervoso centrale è utilizzato contro lo stess psicofisico e alcuni studi recenti hanno dimostrato le proprietà benefiche di questa pianta sulla memoria. È un valido tonificante nervino indicato in caso di tensione nervosa e nelle forme depressive, anche associate a stati di debilitazione. Si utilizza inoltre nel trattamento di cefalee, emicranie, oppure per nevralgie. È consigliato per lenire i dolori causati dalla sciatica, come comunemente viene chiamata l’infiammazione del nervo sciatico. Il gemmo derivato che si prepara con i giovani getti ha un’attività epatorigeneratrice e tonicostimolante del sistema nervoso e del sistema endocrino, con effetto benefico sul fegato, colicisti, vie biliari e ghiandole surrenali. Utilizzato sulla pelle ha un’attività antibatterica e deodorante, indicato sopratutto per le giovani grazie alla sua azione purificante, normalizzante della secrezione sebacea, risulta un ottimo rimedio per pelli grasse e impure. Vista la buona attività nella stimolazione del microcircolo può essere utilizzato sotto forma di lozione per frizioni al cuoio capelluto, anche in caso di forfora grassa e capelli grassi e sotto forma di oleolito (a base di olio essenziale e olio vegetale a scelta) per effettuare massaggi agli arti inferiori, in caso di stasi venosa e cellulite. Per un’azione corroborante e stimolante della circolazione sanguigna è possibile anche aggiungere all’acqua del bagno un infuso di Rosmarino. Questi bagni risultano utili anche in caso di reumatismi e durante le convalescenze. l momento ideale per tonificarsi con un bagno o una doccia al profumo di Rosmarino è al risveglio, prima di iniziare la giornata. Oppure, quando ci si sente affaticati dopo un’attività sportiva. Alla sera il bagno di Rosmarino può essere utilizzato per eliminare il senso di stanchezza della giornata e “ricaricarsi” prima di una serata fuori. Non è indicato per rilassarsi prima di dormire perchè la sua fragranza è tonica e stimolante.

In cucina…

L’uso gastronomico di questa pianta è frequentissimo, con il suo aroma mediterraneo, è tra le erbe da cucina più usate fin dall’antichità. Questa pianta si presta a insaporire molti piatti. Il suo utilizzo in cucina è consigliato anche perché favorisce la digestione dei grassi, in virtù delle spiccate proprietà digestive e dell’azione specifica a livello epatico. Il rosmarino migliora anche la conservazione dei cibi perché agisce come un vero e proprio antiossidante naturale; questa caratteristica è dovuta alla presenza di sostanze quali diterpeni e acido rosmarinico. Al momento dell’utilizzo, le foglie fresche di rosmarino vengono tritate, mentre quelle secche si sbriciolano. È importante non eccedere con il dosaggio, perché il suo sapore penetrante tende a sovrastare quello degli altri cibi. Per insaporire pesce, carne e verdura. Ottimo su tutti i prodotti da forno, dai grissini alla focaccia. Un trito di rosmarino, fresco o essiccato, profuma risotti o altri piatti di cereali. Un rametto intero nel forno trasferisce il suo aroma a pane e focacce durante la cottura; oppure si può aggiungere tritato, in modica quantità, direttamente all’impasto del pane. Per condimenti e salse un rametto in una bottiglia di olio o di aceto crea un ottimo condimento aromatico.

Lo sapevi che…

  • I latini consideravano il rosmarino una pianta “scacciadiavoli” e il suo profumo veniva inoltre utilizzato per odorare luoghi sacri agli dei e durante i riti di preghiera.
  • Il nome del rosmarino deriva da rus”, “rugiada” e ” marinus”, per il colore dei suoi fiori azzurri simile a quello del mare. Secondo una leggenda infatti, la Madonna, in un momento di riposo durante la fuga in Egitto, poggiò sul suo manto un rametto di rosmarino di cui i fiori, di origine bianche, divennero azzurro intenso.
  • Celeberrima è infine l’acqua della regina di Ungheria, un distillato di fiori di rosmarino, la cui ricetta sarebbe satat ispiratada un angelo alla regina stessa. Pare sia stato proprio questo il segreto del suo duraturo splendore, anche durante la vecchiaia.

Ricette cosmetiche

1 )Ricetta per Lozione purificante:

  • Rosmarino con foglie e fiori: 50 grammi
  • Acqua bollente: 1 litro.

Lasciare in infusione per 10 minuti, poi filtrare. Utilizzare come risciacquo dello shampoo per completare la pulizia dei capelli.

2) Ricetta di Shampoo anticaduta:

  • Rosmarino, foglie ben lavate: 1 piccola manciata
  • Shampoo neutro: 1 bottiglia

Unire il rosmarino allo shampoo. Chiudere e lasciare agire 4 settimane. Filtrare la preparazione prima di utilizzarla.

3) Massaggi:

Per una piacevole sensazione stimolante e rivitalizzante si potranno effettuare massaggi con preparazioni a base di rosmarino.

  • Rosmarino, Tintura Madre: 100 gocce oppure o.e di rosmarino 25gtt
  • Olio di mandorle (o altro olio per massaggio): 250 ml

4) Impacchi antinfiammatori:

Per reumatismi, artrite, dolori articolari e muscolari si possono utilizzare compresse di garza imbevute di infuso o decotto di rosmarino. Favoriscono un’azione topica stimolante della circolazione e antidolorifica.

  • Rosmarino foglie: 1 manciata, oppure 50-60 grammi
  • acqua: 1 litro

Lasciare bollire per 10-15 minuti, spegnere e filtrare.

Applicare sulle zone interessate.

Variante in caso di distorsioni gli impacchi possono essere effettuati immergendo una compressa di garza nell’infuso caldo e utilizzandola sulla parte dolorante, per 2-3 minuti. (Alternare la compressa calda con applicazioni di ghiaccio, sempre per 2-3 minuti.) -Terapia caldo/freddo-

CONTROINDICAZIONI

La pianta non risulta tossica, se assunta alle dosi terapeutiche consigliate. Un abuso determina invece effetti pericolosi sull’organismo: sono possibili disturbi gastrointestinali e alle vie urinarie; può anche risultare convulsivante e causare insonnia se utilizzata nelle ore serali. Il rosmarino è controindicato in caso di accertata ipersensibilità individuale ai componenti. Si sconsiglia l’utilizzo a soggetti che soffrono di ipertensione perchè essendo un tonico può aumentare la pressione. Se ne sconsiglia inoltre l’uso anche in gravidanza a causa della sua azione stimolante a livello uterino.

…SOLSTIZIO DI INVERNO…

snow-21979_640Oggi 21 Dicembre inizia ufficialmente l’Inverno..giornata del freddo e del buio. Oggi sarà la giornata più corta dell’anno…e la nottata più lunga. Da domani seppur in modo impercettibile per noi, giorno dopo giorno invece, le giornate incominceranno a riallungarsi…portandoci verso la luce che raggiungerà il suo apice nel solstizio di Estate. Alle 17:11 ora di Greenwich (da noi saranno le 18:11), arriverà infatti il momento del solstizio d’inverno, appuntamento che segna l’inizio della stagione invernale, almeno in senso astronomico. È il giorno dell’anno in cui il sole a mezzogiorno sale di meno rispetto all’orizzonte. Il solstizio è un fenomeno che accade due volte ogni anno, causato (così come gli equinozi) dalla diversa inclinazione dell’asse di rotazione della Terra rispetto al piano dell’eclittica (ovvero il piano dell’orbita su cui il nostro pianeta ruota intorno al Sole). Questa differenza causa nel corso dell’anno un moto apparente del sole nel cielo terrestre, che nel nostro emisfero fa si che raggiunga il suo punto di elevazione massima rispetto all’orizzonte in corrispondenza del solstizio d’estate (21 o 22 giugno), e quella minima nel solstizio d’inverno (21 o 22 dicembre). Nonostante i solstizi ricorrano ogni anno con cadenza regolare (il 21 o il 22 di giugno e di dicembre), si tratta in realtà un artificio introdotto dai nostri calendari. La data esatta tende infatti a ritardare di circa sei ore ogni anno, ed è per questo motivo che sono stati creati gli anni bisestili, che servono proprio per recuperare il ritardo accumulato (24 ore ogni 4 anni), ed evitare che si crei una sfasatura tra il nostro calendario e le variazioni climatiche stagionali.

Fra pochi giorni sarà Natale…e sicuramente non è un caso che il giorno in cui inizi l’Inverno sia così vicino alle festività natalizie. Non si tratta di un caso isolato, perché i solstizi rappresentavano un momento importante nel calendario di moltissime altre culture antiche.
Pochi sanno infatti che, intorno alla data del 25 Dicembre, quasi tutti i popoli hanno sempre celebrato la nascita dei loro esseri divini o soprannaturali: in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horo e il padre, Osiride, si credeva fosse nato nello stesso periodo; nel Messico pre-colombiano nasceva il dio Quetzalcoath e l’azteco Huitzilopochtli.
Nel nostro caso per esempio, la data era al centro delle festività pagane (probabilmente il Natalis Solis Invicti degli adoratori di Mitra) su cui si ritiene sia stato ricalcato il natale cristiano. Anche i Maya se ben ricordiamo…avevano ricondotto la fine del mondo proprio a questa data, dell’anno 2012, anche se per fortuna si sbagliavano!

Possiamo quindi capire che il 21 Dicembre rappresenta molto più di un semplice cambio di stagione, i solstizi sono come delle porte che corrispondono rispettivamente all’entrata e all’uscita dalla Caverna Cosmica: la prima porta, quella “degli uomini”, corrisponde al Solstizio d’Estate, cioè all’entrata del Sole nel segno zodiacale del Cancro, la seconda, quella “degli dei”, al Solstizio d’Inverno, cioè alla entrata del Sole del segno del Capricorno. Significativo è inoltre, il passo evangelico in cui Giovanni Battista, nato nel giorno del Solstizio d’estate, rivolgendosi a Gesù, nato nel Solstizio d’Inverno, si pronunci in tal modo: “Bisogna che egli cresca e che io diminuisca”. Così come le giornate cominceranno a crescere e le notti a diminuire…

Il Solstizio d’Inverno corrisponde dunque, in senso microcosmico, alla presa di coscienza della vera spiritualità, in quanto entrata nella luce.

Buon inizio di Inverno a tutti 🙂

Fonti:

http://www.wired.it/scienza/spazio/2013/12/20/solstizio-inverno/

http://www.disinformazione.it/solstizioinverno.htm

ADDITIVI?…NO,DIREI VELENI!

additivi-alimentariViviamo in un’epoca nella quale continuamente veniamo a contatatto con sostanze dannose per la salute, attraverso l’ambiente, mangiando, respirando, toccando materiali che crediamo inerti quando non lo sono, essendo perennemente esposti a onde elettromagnetiche e tante altre cose. Le grandi vie con le quali l’uomo quindi quotidianamente viene a contatto con con l’ambiente sono essenzialmente tre: quella cutanea, quella respiratoria e quella ingestiva. Io oggi voglio parlarvi della situazione a mio parere allarmante dell’utilizzo degli additivi alimentari, alcuni nocivi, con i quali per via ingestiva veniamo a contatto fin da piccoli. Gli additivi alimentari sono presenti ormai in tutti gli alimenti confezionati che noi assumiamo, dai biscotti alle caramelle, fino ad arrivare ai risotti pronti o alle buste per il budino. Tra loro abbiamo i preservanti, i coloranti, gli aromatizzanti, gli emulsionanti, gli addensanti, gli antiossidanti, gli edulcolorantie tanti altri. Secondo la legge questi sono definiti “sostanze senza potere nutritivo” che vengono aggiunti agli alimenti per conservarne nel tempo le proprietà chimiche e fisiche, in definitiva svolgono l’azione di “cosmetici” degli alimenti. L’obiettivo di questo articolo non è di spaventare le persone, ma di informarle su quello che loro stesse e i loro bambini consumano senza saperlo. C’è stato un tempo in cui quasi tutti avevano la fortuna di mangiare il cibo dell’orto, la frutta di stagione appena racconlta, in cui ogni pasto era cucinato con dedizione e amore, un tempo in cui alla preparazone del cibo era normale dedicarci 3/4 ore al giorno…bè questo tempo è passato. Schiavi della società in cui viviamo che ci ha risucchiato nei suoi ritmi frenetici, per la preparazione di una cena son certa che la maggior parte di voi ci dedica forse 15 min al massimo. Tutto deve essere opportunamente confezionato in scatolette o sacchetti pronti all’uso perchè noi “non abbiamo tempo”, neanche più per pensare. Assumendo così per lo più alimenti congelati o piatti già pronti privi di sostanze nutritive ma ricchi invece di tutta una serie di sostanze alcune delle quali anche nocive per la salute, senza saperlo! Ci potremmo chiedere dunque..come mai siamo arrivati al punto di mangiare minestre, risotti e budini in busta? Come abbiamo fatto a dimenticarci il gusto fresco dell’acqua o di una spremuta di arancia, se non a forza di bere solo bevande artificialmente aromatizzate? Siamo diventati schiavi delle industrie alimentari, che guadagnano sulla nostra salute. Oggi sono sempre più numerosi gli studi di specialisti della salute, che denunciano la tossicità di gran parte degli additivi alimentari autorizzati, che quindi pur essendo dannosi per il benessere dell’organismo, vengono continuamente e volontariamente utilizzati dall’industria agroalimentare. Avrete ormai consumato troppo spesso cibi che contengono dell’E621 o/e dell’E951 oppure tracce di OGM..che forse senza saperlo vi stanno già rovinando la salute e ampliando la possibilità di instaurare un tumore. Se siete pronti a boicottare i prodotti che ritenete pericolosi per la salute vostra, e delle persone a voi care, allora non aspettate a cambiare la vostra alimentazione. La regola numero uno è leggere sempre l’etichetta degli ingredienti e munirvi di una lista degli additivi alimentari, con relativo giudizio. Quelli verdi, sono ritenuti attualmente innocui per la salute, quelli gialli sono quelli per cui gli studi scientifici sono ancora contraddittori e quelli rossi sono assolutamente da evitare!* Potete allenarvi con gli alimenti che avete in casa, facendo partecipare anche i bambinise ne avete, che prenderanno la cosa come un gioco, come dei piccoli detective dovranno trovare “gli intrusi” nelle etichette dei prodotti così da poter eliminare cosa è pericoloso. Imparando a leggere le etichette degli alimenti noterete quanti prodotti, alcuni di sicuro che avete a casa, sono ricchi additivi, putroppo anche di quelli rossi! ..E voi li mangiate tutti i giorni! Questo succede perchè, forse anche giustamente, la maggior parte delle persone pensano: “non sarebbero stati autorizzati dalle autorità sanitarie competenti, se fossero dannosi”, così riempono il carrello e consumano, senza porsi troppe domande. Ricordate che gli ingredienti sono indicati in ordine decrescente, quindi se i primi 4 o 5 ingredienti sono degli additivi alimentari, (come spesso avviene nelle caramelle o nei chewing gum o patatine), vuole dire che quell’alimento può essere considerato cibo spazzatura e a prescindere dal colore degli additivi,(che siano verdi, rossi o gialli), se sono tanti io vi consiglio vivamente di scartare quel prodotto!

Per saperne di più…

Gli additivi sono rappresentati dalla lettera “E” la quale significa Europa e, tutti gli additivi alimentari iniziano con questa lettera, seguita da numeri a seconda della categoria.

  • I coloranti vanno da E100 a E180
  • I conservanti vanno da E200 a E297
  • Gli antiossidanti da E300 a E337
  • Gli emulsionanti, addensanti vanno da E400 a E585 circa
  • Gli esaltatori di sapidità dal E600 a E640
  • Agenti di rivestimento, leviganti o lucidanti da E 900 a E 948
  • Edulcoranti artificiali da E 950 a E 967, E 420, E 421)
  • Amidi modificati da E 999 a E 1518

Io in particolare consiglio a tutti voi di EVITARE ASSOLUTAMENTE tutti i prodotti che contengano:

  1. dolcificanti artificiali: l’aspartame e la saccarina , l’aspartame è una neurotossina legata al QI inferiore , tumori cerebrali , sclerosi multipla, la fatica cronica e la fibromialgia , la saccarina è legata all’aumento di peso e tumori della vescica.
  2.  Anidride solforosa conservanti che distrugge le vitamine B1 e E; legato a problemi bronchiali . L’anidride solforosa e i suoi derivati, vengono impiegati, nonostante la loro elevata tossicità, come additivo in tutti campi alimentari, in particolare l’enologia. Si trova ad esempio in: baccalà, gamberi e conserve, crostacei freschi o congelati, frutta secca, prodotti sott’aceto e sott’olio, marmellate e confetture, aceto, vini, bevande a base di succo di frutta, funghi secchi, uve trattamento post raccolta, farine e fiocchi di patate,insalate trattate nei ristoranti con spray per mantenere un aspetto fresco.
  3. Nitrato di sodio / sodio nitrito. I nitrati e i nitriti sono composti azotati che derivano dalla scomposizione di sostanze organiche. Sono componenti essenziali dei concimi naturali, ma si ottengono per procedimento chimico e vengono utilizzati sia nella produzione dei fertilizzanti utilizzati in agricoltura, che come additivi dall’industria alimentare.Conservanti , altamente cancerogeni che una volta all’interno del corpo, risultano essere particolarmente tossici per il fegato e il pancreas.
  4. Olio vegetale parzialmente idrogenato. Conservante multiuso e agente di solidificazione , abbassa il colesterolo buono , aumenta il colesterolo cattivo e il rischio di attacco di cuore , ictus e diabete.
  5. Il glutammato monosodico ( MSG ) è un esaltatore di sapidità. Contenuto in migliaia di prodotti sia salati che dolci è da considerare additivo neurotossico! Ditrugge le cellule neuronali e aplifica la possibilità delle cellule di alterarsi amplificando l’incidenza di tumori.
  6. Butilidrossianisolo E20( BHA ) e butilidrossitoluolo hydrozyttoluene ( BHT ) entrambi conservanti da evitare, soprattutto se si è donne incinta o bambini. Vietato in alcune parti d’Europa e in Giappone. Il butilidrossianisolo è stato il primo antiossidante sintetico. Questo composto è un insieme di sostanze stabili, insolubili in acqua, alle quali si aggiungono altri additivi antiossidanti, si può trovare in torte, biscotti, derivati di cereali, condimenti, salse e zuppe pronte, dadi, latte in polvere, fiocchi di patate, aromi alimentari, gomme da masticare ecc. Anche per questo additivo si annoverano opinioni discordanti sul suo grado di tossicità: alcuni studiosi non hanno escluso che il butil-idrossianisolo possa essere cancerogeno o mutageno, mentre altri obiettano questa tesi, sostenendo che le sperimentazioni siano state fatte su ratti e non su esseri umani. Oltre a ciò si pensa, infatti, che il butil idrossianisolo contribuisca anche ad aumentare i livelli di colesterolo ematico e di lipidi nel sangue, e favorisca la formazione di enzimi gastrici nel fegato, alimentando la distruzione di altre sostanze come la vitamina D.

Che dire insomma…aprite gli occhi!

Tutti insieme possiamo fare cambiare le cose…questi sono solo alcuni dei molteplici additivi tossici per la nostra salute, non è necessario citarvi nessuna marca per rendervi consapevoli di quello che sto dicendo…basterà che ognuno di voi apra la dispensa e….all’attacco delle liste degli ingrendienti! Tutti pronti?…Lente di ingrandimento alla mano!

* (Su internet o in libreria è possibile trovare le liste e guide sugli additivi alimentari)

Apprafondirò ulteriormente questo argomento perchè ci tengo…e spero ci teniate anche voi. Per ora vi lascio riflettere..

Notte a tutti.

Un bacio F.

Camomilla

camomillaCome promesso la scorsa settimana, nonostante il delirante weekend che ho passato…e che tutto è stato tranne che rilassante, vi racconto di una pianta anche questa domenica…sperando di svelarvi qualcosa di nuovo e interessante. Questa sera quindi, visto che sto morendo dal sonno e non vedo l’ora di riposare, ho pensato per rimanere in tema di parlarvi della camomilla.:)

La camomilla è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Compositae, genere Matricaria; la sua fioritura va da maggio a settembre e la si può trovare un po’ ovunque. Cresce dal mare alla regione submontana, comunque nei luoghi erbosi, lungo le strade campestri e vicino alle case. Il nome scentifico della pianta Matricaria chamomilla, che deriva dal latino mater (madre), o matrix (utero), rappresenta il tradizionale uso terapeutico indirizzato all’apparato genitale femminile e, non a caso le sue proprietà terapeutiche, (analgesica, antispasmotica, lenitiva, sfiammante), riportano proprio alle qualità tipicamente materne. La droga della pianta, si trova nei capolini fioriti, e raggiunge la massima concentrazione nel periodo della fioritura. Molto importante la presenza di flavonoidi, che raggiungono l’8 % del totale. Tra le altre sostanze troviamo alcuni minerali in piccole quantità, come il calcio, il sodio, il potassio, lo zinco, il rame, il fluoro e il manganese. Le principali proprietà sono appunto sedative, antispastiche, antinevraklgiche, digestive, antinfiammatorie e poichè rilassa la muscolatura volontaria degli organi interni, può essere impiegata per attenuare i dolori mestruali, le coliche intestinali, le nevralgie. L’effetto sedativo invece, al contrario degli altri effetti, non è così banale…risulta infatti essere fortemente collegato alla sensibilità del soggetto alla pianta, tanto che in persone particolarmente sensibili può suscitare un effetto paradosso che si manifesta con insonnia e agitazione. Le dosi del classico infuso rilassante sono un cucchiaino colmo di capolini per circa 300ml di acqua, (sempre secondo la sensibilità inviduale).  La camomilla può essere assunta anche sotto forma di tintura madre,per chi è in sintonia con la pianta, produce un sonno profondo e risanatore, sopratutto per soggetti ansiosi sia adulti che bambini. Si possono prendere 20/40 gtt per 3 volte al dì. La tintura madre, può essere utilizzata per effettuare sciacqui in bocca e/o gola, proprio per l’effetto disinfiammante e, sotto forma di oleolito può ovviamente essere utilizzata per uso  esterno come olio lenitivo di arrossamenti e irritazioni cutanee, risultando molto efficace sopratutto per le pelli chiari, delicate e failmente irritabili. (Fototipo 1) Non dimentichiamo infine l’utilizzo cosmetico sui capelli, ai quali dona lievi ma luminose e dorate striature, se utilizzata come ultimo sciacquo dopo la doccia, o come spray fai da te prima dell’asciugatura.

Lo sapevi che…

..dai fiori della camomilla si estrae un preziono olio essenziale, dall’aroma dolciastro e dalla consistenza viscosa, ma sopratutto da particolare colore tendente al blu per la presenza di camazulene. Questo olio ha un costo molto elevato, basti pensare che per ottenere 1 kg di essenza ci vogliono ca. 300 kg di fiori di camomilla. L’olio essenziale viene ottenuto tramite distillazione a vapore, che permette di ottenre il caratteristico colore blu. Il camazulen responsabile del colore, ha delle proprietà particolarmente calmanti, antinfiammatorie e antiallergico. Per questo motivo viene consigliato in aromaterapia volentieri e con successo in casi di eritema da pannolino, acne, allergie della pelle, infiammazioni e spesso si trova come ingrediente nelle creme calmanti per la pelle. Inoltre può dare sollievo a persone che soffrono di eczemi all’interno dell’orecchio usandone poche gocce diluite un un’olio di base su un batuffolo di cotone appoggiato sull’orecchio. Sembra che in caso di ferite che non guariscono e in combinazione all’essenza dell’albero del tè e manuka si possono ottenere buoni risultati.

NB1: Esistono numerose imitazioni di quest’olio essenziale, quindi non fatevi ingannare e affidatevi sempre a ditte serie e certificate. (Specchiasol, Erbavita, ecc.)

NB2: Essendo un olio molto concentrato diluirlo sempre opportiunamente prima dell’utilizzo ed utilizzare internamente con estrema cautela.

AVVERTENZE:

La camomilla non deve essere utilizzata in gravidanza, sopratutto l’olio essenziale, perchè può avere effetti abortivi!

Ora vi saluto…vado a nanna…anche senza la camomilla credo che mi addormenterò nel giro di 10 secondi!! ..ahahhahaha notte a tutti 🙂

bacio bacio

SUL GIORNALE! :)

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Sono sul giornale RIVISTA MENSILE LIGURIA anche a Dicembre…:) …che dire, piccoli traguardi per grandi sforzi! E..sono felice! Spero che il pubblico che mi segue possa aumentare, io nel frattempo continuerò a scrivere di ciò che mi piace…voi seguitemi…e..se vi và fatemi conoscere!

Notte a tutti..un bacio

UN PROVERBIO SFIZIOSO E SALUTARE…

formaggio-pere…”Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere”…lo dice un famoso proverbio popolano e io oggi voglio parlarne. I proverbi mi hanno sempre affascinato, cerco qualcosa in più quando leggo un proverbio, provo a leggere nel profondo delle parole e a scoprire il significato nascosto che rimane dietro ad un semplice modo di dire come questo. Sia il formaggio che le pere sono alimenti umili perchè facilmente reperibili anche dalle classi sociali meno elevate…e allora perchè il contadino non dovrebbe sapere quanto sono buoni insieme? Non lo sà già? O forse non deve saperlo perchè poi lo mangerebbe tutto e non lo venderebbe più? O ancora, perchè questa conoscenza fa parte di una cerchia di persone più elevate che la vogliono tenere per sè e non fare emancipare il contadino (che rappresenta in realtà una classe sociale ben precisa)?

…sinceramente l’interpretazione non è semplice…tuttavia devo dire che si tratta di un ottimo accoppiamento di gusti! Proprio per questo, vista anche la stagione in cui ci troviamo, nella quale le pere sono fresche e succose, ho deciso di accennarvi qualche proprietà in più su questo piatto, tanto semplice quanto salutare e genuino.

La pera con il formaggio.

La pera è frutto dalle importanti caratteristiche nutrizionali. Ricca di acqua, fino all’88% contiene anche tante vitamine come la vitC, vitB1, B2, E, A. Contiene inoltre tanto calcio, utile per l’accrescimento e il mantenimento osseo e il potassio che contribuisce a mantenere buona la circolazione sanguigna oltre che a mantenere il benessere muscolare. Poi abbiamo ancora magnesio, fosforo, zinco, rame. Insomma, si tratta di un frutto molto nutritivo dal punto di vista qualitativo e inoltre ricco di fibra soprattutto nella buccia, la quale contiene la pectina in particolare che, una volta assunta essendo questa solubile, forma una sostanza viscosa che ha la proprietà di legarsi al colesterolo cattivo presente nel nostro organismo che viene così espulso più facilmente attraverso le feci. Vi è anche un altro tipo di fibra, la stessa contenuta nei fagioli, la lignina non solubile, ma in grado di assorbire molta acqua e facilitare così il passaggio delle feci nell’intestino; questo meccanismo, oltre a ridurre la probabilità di insorgenza di emorroidi, pare riduca il rischi di tumore al colon. La pera ha inoltre proprietà antinfiammatorie e grazie al suo alto contenuto di zuccheri (fruttosio e glucosio) può essere utilizzata per immagazzinare una buona percentuale di energia utile nei periodi di spossatezza. Associata al formaggio, come il parmigiano reggiano, ricco di calcio e saporito, è un’ottimo pasto leggero per tutte le volte che siamo di fretta e possiamo fare solo uno spuntino. Come detto prima inoltre non ci dobbiamo fare spaventare dal colesterolo del fprmaggio, infatti la presenza della pectina nella buccia, (che quindi dovremmo lavare bene e mangiare), ci assicura che parte dei grassi del formaggio verranno eliminati con le feci, facendoci così mangiare questo sfizioso pasto con maggiore tranquillità. Insomma…mangiando il formaggio con le pere, invece di un panino al volo, ci nutriamo in modo corretto, in linea e con gusto! Assumiamo infatti, vitamine e sali minerali, zuccheri che ci danno energia, tanta acqua che ci aiuta a eliminare le scorie in eccesso, i grassi del formaggio, ma neanche troppi grazie alle fibre della pera, il calcio (contenuto sia nella pera che nel formaggio) utile per mantenere in salute le ossa e le articolazioni e, per ultimo aiutiamo l’intestino a lavorare in modo corretto.

Quale spuntino potrebbe essere migliore di questo? 🙂

Provate e fatemi sapere…

bacio bacio

CON GUSTO MA IN LINEA!

 pane-intergrale-fibre

Ormai lo sanno anche i muri..mangiare integrale fa bene e ci mantiene in linea! Eppure, c’è ancora qualcuno che sgarra…e che si fà prendere dalla gola concendendosi qualche volta in più dolci, pane bianco, pizza, focaccia e pasta raffinata! Veleni per il nostro corpo! Consumando infatti troppi cereali decorticati, zuccheri, dolci, pane bianco ecc…il corpo li trasforma in adipe e quindi si ingrassa più velocemente, a differenza degli alimenti ricchi di fibre e prodotti da forno integrali che invece riducono l’assorbimento calorico e lo sgonfiano rimodellando la silhouette. Purtroppo oggi c’è la convinzione che le fibre facciano gonfiare l’addome: è falso, perchè in realtà una dieta ricca di cibi integrali, meglio se crudi, riesce invece a mantenere sempre attivo l’intestino, stimolando l’evacuazione con un effetto sgonfiante quasi immediato e, portando quindi al contrario, alla pancia piatta!Le fibre esistono di due tipi: quelle solubili che si mescolano con acqua e alimenti nell’intestino, riducendo l’assorbimento di grassi e carboidrati e quelle insolubili che invece fanno “massa”, regolando l’attività intestinale. Non esistono in natura alimenti che hanno fibre pure, ma sempre alimenti che contengono fibre solubili o insolubili o entrambe le frazioni in percentuali diverse. Per restare in linea quindi bisognerebbe consumare regolarmente fibre, (cereali integrali, frutta e verdura bio e di stagione) almeno tutti i giorni, abbinandole ad abbondante acqua durante la giornata. Anche le tisane e i thè sono un’ottima soluzione per smuovere l’intestino in abbinamento alle fibre, perchè le idratano bene e inoltre combattono in ristagni di acqua e la cellulite. Un’alimentazione corretta per mantenersi in forma con gusto quindi prevede l’utilizzo di fibre e l’abbinamento con yogurt e latticini freschi e leggeri, latti vegetali come quello di soya di riso o di avena, o ancora quello di mandorle, buonissimo! Le proteine, meglio se di origine vegetale come quelle dei legumi, oppure quelle del pesce, come salmone, merluzzo, nasello, tonno, spada, sarde ecc.. Sono ammesse le uova ma non più di 3 a settimana e per quanto mi riguarda sono bandite le carni animali. Se proprio ne sentite il bisogno, allora è possibile consumare carne bianca due volte alla settimana.

Vedrete che basteranno 7 giorni per appiattire l’addome e sgonfiare le gambe, con un’alimentazione ricca di fibre perdere peso o mantenere quello ottenuto è facilissimo! Esistono tantissime ricette da poter utilizzare per mangiare bene ma comunque in modo sfizioso! La preparazione per esempio di crepes con farine integrali, come con crusca di avena, è un’ottima alternativa alle crepes raffinate. Diventano sazianti, dimagranti ma allo stesso tempo sfiziose perchè le possiamo farcire con quello che più ci piace, (anche con un cucchiaino di nutella se per un giorno ne sentiamo il bisogno)!  Oppure gli spaghetti di soya, per gli amanti del cibo orientale, rappresentano un piatto leggero, povero di grassi e dimagrante! Conditi con germogli di soya, pisellini, salmone a pezzetti, zucchine e cipolle crude tagliate a julienne e fatte saltare in padella con un cucchiaino di olio extravergine di oliva e un pizzico di salsa di soya…sentirete che delizia! 🙂

Potete sbizzarrirvi come preferite nel creare ricette e piatti appetitosi ma ricchi di fibre!

Provate e fatemi sapere! 🙂