PSORIASI?…CAUSE, PREVENZIONE E CURE NATURALI.

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psoriasiLa psioriasi è una patologia cronica e autoimmune dovuta a un’anomala risposta immunitaria, nonché di probabili origini genetiche, è scatenata spesso da fattori ambientali e psicologici. Le lesioni cutanee, viste spesso con sospetto da chi poco sa della natura non contagiosa della malattia, si localizzano più spesso al cuoio capelluto, alle superfici estensorie dei gomiti e delle ginocchia e alla regione lombo-sacrale, tuttavia nonostante ci siano delle zone del corpo predilette, non esistono zone “immuni” alla malattia che quindi può svilupparsi a prescindere. Nello specifico, il meccanismo per cui la malattia si sviluppa,vede convolto il nostro sistema immunitario. Esiste infatti una cellula nel nostro sistema immunitario, il linfocito T, che viaggia per tutto il corpo con l’obiettivo di individuare la presenza di sostanze dannose e combatterle. Nel caso di persone con psoriasi, questa cellula attacca erroneamente le cellule sane della pelle, danneggiandole e formando le macchie e le placche di cui parlavo prima. La varietà più comune è la psoriasi cronica a placche, caratterizzata da chiazze squamose arrossate facilmente sfaldabili, soprattutto su gomiti, ginocchia, schiena, cuoio capelluto. Piuttosto grave è l’artrite psoriasica, che è una degenerazione della psioriasi normale, che se non curata bene porta a esiti invalidanti. Questa si manifesta in pazienti affetti dalle forme lievi-moderate che tendono a non voler riconoscere la malattia o a sottovalutarla, utilizzando spesso prodotti cosmetici non adatti o farmaci topici come creme a base di cortisone per periodi troppo prolungati, evitando di andare invece al fondo del problema. Pur non essendo considerata dagli esperti una malattia psicosomatica, c’è da dire che la componente psichica, lo stess elo stile di vita  incidono molto sulla comparsa e sul decorso della psioriasi. L’esperienza infatti dimostra che la malattia nella maggior parte dei casi si registra un peggioramento in coincidenza di un lutto o di momenti particolarmente tristi o difficili della propria vita, momenti di disagio. Al contrario la gravidanza per esempio, la quale rappresenta nella parte delle donne un momento di estrema felicità, spesso si accompagna ad una regressione dei sintomi.
Nonostante alcune evidenza la riconducano anche ad un aspetto psiocologico, ci tengo a sottolineare che la psioriasi ha importanti fondamenti nell’alimentazione e nello stato di intossicazione del nostro corpo. Più il corpo è intossicato più sarà possibile che la malattia insorga e difficile la possibilità di regressione, più invece il corpo risulta essere disintossicato, più vi è possibilità che la malattia diminuisca e in alcuni casi, nostante la componente genetica, sparisca del tutto!

Approfondendo dunque l’aspetto dell’alimentazione, è importante che i malati evitino carni rosse, insaccati, grassi, fritture, sale, latticini, zucchero e naturalmente gli alcolici, preferendo pane integrale, pasta, legumi, verdura, frutta e pesce. La dieta per neutralizzare gli effetti di questa malattia, è una dieta antiossidante, che insieme ai trattamenti prescritti può aiutare a combattere la psoriasi. Questi trattamenti dietetici per la psoriasi sono legati a due gruppi di alimenti, gli alimenti permessi o opportuni per la psoriasi, e quei cibi proibiti o inadeguati per il trattamento della psoriasi. La dieta per la psoriasi può essere classificata in base alle esigenze di vitamine e minerali per aiutare a contrastare questa malattia.

Gli alimenti consentiti per la psoriasi sono quindi:

  • vitamina A: spinaci, basilico, asparagi, peperoni, carote, zucca, pomodori, coriandolo, fegato, uova, burro e pesce.
  • vitamina C: arancio, pompelmo o di pompelmo, limone, kiwi, mela, anguria, aglio, sedano, fragole, uva, ananas, mirtilli, avocado, mango, more, ecc.
  • acido folico: cereali integrali, legumi, spinaci, arance, asparagi, lattuga, germe di grano.
  • selenio: uva, pesche, aglio, zucca, orzo, avena, mais, pistacchi, asparagi e spinaci.
  • acidi grassi omega-3 : pesce e frutti di mare.
  • zinco: sedano, asparagi, fichi, patate, melanzane, semi di girasole.

Alimenti con restrizioni per la psoriasi:

  • carne
  • i cibi grassi
  • alcol
  • spezie
  • alimenti con conservanti e additivi. (alimenti confezionati o surgelati)

No anche all’abuso di farmaci sintetici. L’utilizzo improprio di farmaci sintetici, come antinfiammtori, antiistaminici o quant’altro, spesso e volentieri non può che peggiorare la situazione, intossicando ulteriormente il fisico già messo a dura prova dalla malattia. In natura esistono tutta una serie di rimedi che possiamo adottare per questo disturbo, sia da assumere per via orale che da utilizzare come prodotti topici.

Tra i prodotti ad uso orale ricordo:

  1. La bardana i cui componenti terpenici solforati e fenolici attribuiscono proprietà antinfiammatoria e migliorano la traspirazione della pelle. Oltre tutto rappresenta un buon rimedio di disintossicazione cutanea.
  2. Carciofo, Cardo Mariano, Tarassaco, per l’attività depurativa che le caratterizza, essendo appunto la psioriasi una degenerazione di una intossicazione dell’organismo.
  3. La Centella per il fitocomplesso di saponine triterpeniche conferisce proprietà capillarotrope al prodotto, che tonificano il microcircolo venoso periferico, stimolando la circolazione. (La centella può essere sostituita con altre piante a saponine come rusco, ippocastano, edera.)
  4. L’ananas per la presenza della bromelina, un enzima proteolitico che promuove l’attività antinfiammatoria: in vitro è stato dimostrato che la bromelina inibisce la produzione di prostaglandine e trombossani, mediatori del dolore. Il termine “enzima proteolitico” potrebbe far riflettere: letteralmente significa “rompere le proteine”, quindi sorge spontaneo chiedersi che connessione ci sia tra la bromelina e il trattamento della psoriasi. La risposta è semplice: la psoriasi si manifesta anche con la desquamazione della cute, riferita ad un danneggiamento delle cellule andate in apoptosi (morte cellulare), di conseguenza la pelle sente la necessità di essere ri-epitelizzata e la bromelina esercita proprio questa funzione, “rompendo” le proteine della pelle e promuovendone la riepitelizzazione.
  5. Olio di enotera e Olio di borragine, rappresentano entrambe un’ottima fonte di acido gamma-linolenico (o GLA, un grasso semiessenziale, prodotto nell’organismo a partire dall’acido linoleico per opera dell’enzima delta-6-desaturasi, la cui attività diminuisce con l’invecchiamento e durante varie condizioni patologiche, come la psioriasi o la dermatite atopica). L’acido gamma-linoleico vanta inoltre buone attività antinfiammatorie, infatti è in grado di inibire la sintesi delle prostaglandine pro-infiammatorie PGE2 e leucotreni. Possono essere utilizzati associati alla vitamina E da assumere in perle per controllare la produzione d radicali liberi.
  6. Semi di pomepelmo, ricchi di fenoli e flavonoidi con attività antiossidante. Inoltre, il pompelmo è caratterizzato da ceramidi costituiti da sfingosina (molecola azotata) esterificati con acidi grassi. Le ceramidi sono costituenti di membrana e mediatori della trasmissione di segnale infiammatorio: per questo motivo, l’estratto oleoso dei semi di pompelmo agisce con attività antinfiammatoria.

Tra i prodotti per uso topico invece si possono utilizzare:

  1. Aloe vera in gel è considerato prodotto del’elezione per la cura della psioriasi sia acuta che cronica per la presenza dei polisaccaridi che esercitano azione riepitelizzante (recenti studi hanno dimostrato che in vitro l’aloe è capace di stimolare la divisione cellulare). L’aloe agisce anche diminuendo la disidratazione della pelle.L’aloe può inoltre essere definito uno pseudo-idratante perché riesce a preservare la quantità di acqua della cute e diminuire la perdita d’acqua grazie agli acidi organici che pian piano cedono l’acqua catturata dall’ambiente, diciamo che il termine corretto è “emolliente”.
  2. Calendula e Propoli in tintura madre per fare le toccature, disinfiammante l’una e antibatterica l’altra, I flavonoidi contenuti al loro interno infatti promuovono l’azione antiossidante, antinfiammatoria, riepitellizzante ed antisettica.
  3. Mucillagine di malva, per fare degli impacchi antinfiammatori e lenitivi.
  4. Olio di Macadamia (Macadamia integrifolia) e olio di jojoba (Simmondsia chinensis) sono due prodotti oleaginosi che conferiscono proprietà emollienti, protettive e antiossidanti, la cui frazione insaponificabile previene l’infiammazione: sono, comunque, proprietà tipiche di tutti gli olii (nonostante l’olio di jojobasia in realtà una cera liquida perché è costituita da un mix di acidi grassi esterificati con alcoli diversi dal glicerolo), di conseguenza anche l’olio di mandorle per fare un esempio, sarebbe  un ottimo sostituto di olio di macadamia e di cera jojoba nel caso lo aveste a casa.

Quindi a tutti quelli che soffrono di psoriasi….non lasciatevi scoraggiare dal decorso della malattia, spesso basta poco per migliorare la situazione. Qualche piccolo accorgimento dietetico, un pò di stress in meno e qualche rimedio naturale, vi saranno sicuramente di aiuto!  E ricordate….mai come nella psoriasi la vostra mente e la vostra positività potranno aiutarvi a migliorare la cosa..quindi adesso …tutti un bel sorriso! 🙂 ..e domani si va a fare la spesa di cure naturali!!!

Un bacio e buona notte

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

 

 

MENOPAUSA: AFFRONTALA “NATURALMENTE”

accettare-il-tempo-che-passa-172854_LUno dei momenti che scandiscono la vita di una donna è rappresentato dal climaterio o meglio conosciuto “menopausa”, che è quella fase della vita della donna caratterizzata dalla riduzione della produzione dei suoi ormoni sessuali (estrogeni e progestinici), con conseguenti cambiamenti più o meno repentini che incidono sulla mente e sul corpo femminile. Si tratta di momento importante per la vita della donna, ritenuto come un vero e proprio passaggio da uno stato ad un altro della vita. Un tempo il climaterio era considerata l’inizio dello “sfiorire”, la capacità riproduttiva riassumeva l’identità femminile e quindi la sua stessa immagine. La donna non più in grado di procreare era ritenuta inutile alla società e sostanzialmente vecchia, tenendo conto del fatto che le aspettative di vita erano anche altamente diverse: basti pensare a fine ‘800 e inizi del ‘900 dove l’età media della donna era intorno ai 40 anni; praticamente a mala pena si arrivava alla menopausa. Insomma, a lungo nella storia dell’umanità la cessazione dei flussi mestruali si è fatta coincidere con la vecchiaia. Il collegamento quindi fra l’età della donna e l’apparato riproduttivo di essa è stato sempre al centro dello sviluppo della società. Grazie al cielo i tempi sono cambiati e non solo per come la donna e la società affrontano la menopausa oggi, ma anche e soprattutto per come grazie alla scienza si siano compresi i meccanismi che regolano questo delicato momento della vita, rendendo possibile l’utilizzo di tutta una serie di rimedi tali da rendere più “leggero” il passaggio a questa condizione. Oggi la donna, chiamiamola così “matura”, è nel bel mezzo del suo cammino, spesso e volentieri si trova al centro di una carriera lavorativa, oppure è alle prese con la famiglia, o è ancora single, condizione che oggi giorno è affrontata in tranquillità anche dopo i quarant’anni di età. Lasciando da parte il sex-appeal stile velina ventenne, oggi un fascino persistente circonfonde donne non più giovani, ma nel pieno di una maturità, donne ricche e generose di esperienze. Nel volgere di una generazione sono sparite infatti le madri la casalinghe e le nonne con l’uncinetto, lasciando il passo a donne in carriera e nonne con i cellulari, donne che vivono in serentà la loro età, non ponendosi neppure il problema della cessazione di una fertilità che ha dato loro gioie importanti, ma di cui fanno ormai volentieri a meno. Donne, naturalmente non più giovanissime, sono a capo di industrie e società, di stati e di nazioni, insomma vogliono raggiungere il potere che fin’ora è stato maschile e infine, sempre più frequenti sono gli episodi in cui donne in età menopausale frequentano e talvolta si sposano con uomini anche molto più giovani di loro, grazie al fascino e allo splendore della loro femminilità. Certo è da dire che perchè tutto questo accada, non bisogna lasciarsi andare, non bisogna scoraggiarsi al passare degli anni e, soprattutto come dico sempre, bisogna condurre una vita sana affrontando i cambiamenti che inevitabilemente si presentano con astuzia e intelligenza, senza trascurare i segnali che ci manda il nostro corpo. Come in ogni cosa anche nel flusso ormonale femminile, la natura ci viene in contro con tutta una serie di piante, alimenti e rimedi che possono aiutarci ad affrontare l’inizio di un cambiamento che non potrà che rivelarsi splendido e innovativo, una volta accettato. Un aspetto importante per affrontare senza problemi del climaterio, è rappresentato dalla prevenzione. Poche persone ne parlano, ma effettivamente la prevenzione dei disturbi ormonali che questo passaggio della vita implica, è effettivamente efficace e sopratutto rappresenta una scelta astuta. Basti pensare ai paesi orientali, in questi l’incidenza dei sintomi del climaterio parla chiaro:  85% delle donne in USA , 70-80% delle donne in Europa, 25% in Giappone, 18% in Cina e solo il 14% a Singapore. Da questi valori la differenza tra occidente e oriente appare evidente, i dati non sono casuali ma piuttosto riflettono il panorama sociale e culturale. Le fortune delle donne orientali sono l’alimentazione e lo stile di vita. Il consumo abituale di soya, fin dalla tenera età, un’alimentazione ricca di verdure e cereali, nonchè di pesce e povera di carne e l’utilizzo di erbe e tisane che rientrano nella loro cultura, riducono sensibilmente i sintomi legati alla menopausa, grazie alla loro azione che simula l’attività degli estrogeni.

Da questi dati notiamo che l’alimentazione come sempre gioca un ruolo fondamentale e deve risultare bilanciata, con frutta e verdura fresca, prodotti a base di grano e olii vegetali, cercando invece di ridurre i prodotti a base di proteine animali. Utile l’assunzione di vegetali come i broccoli, i finocchi, i porri, il cavolo rapa, la verza. Mangiare “a colori” deve essere quindi la scelta di vita delle donne che vogliono stare in salute e serenità.

  • Per la prevenzione dei disturbi c’è la Salvia, chiamata anche erba di Giove, è capace di agire sull’ipotalamo, il centralino del sistema nervoso ed avere una potente forza equilibrante sugli ormoni femminili. In generale è la pianta da prediligere per il trattamento e la prevenzione di tutti i diturbi femminili, dalla sindrome premestruale alla menopausa (in particolare le vampate di calore), grazie alla presenza dei flavonoidi che svolgono un azione estrogenica. Favorisce inoltre il flusso mestruale in caso di amenorrea, perché l’olio essenziale stimola il sistema ormonale femminile e quindi la comparsa delle mestruazioni. Abbiamo poi la Cimicifuga, appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee ed è originaria del continente nordamericano; è utilizzata per ridurre le vampate di calore, e questo pare che non sia dovuto tanto ad un effetto estrogenico, quanto ad un’azione a livello centrale che coinvolge i recettori della serotonina, la quale sembra avere un ruolo importante in questi fenomeni. La Cimicifuga non presenta effetti collaterali e può essere usata dopo i 40 anni di età per potenziarne gli effetti benefici e prevenire oltre che diminuire le manifestazioni e i disturbi derivati dalla menopausa.
  • Riguardo invece alla cura dei sintomi vera e propria, la scelta più intelligente è rappresentata sicuramente dal Trifoglio Rosso. Quantitativamente e qualitativamente  più ricco di isoflavoni rispetto alla soya (fino a 45 volte più attivo a parità di peso), grazie a particolari modalità di estrazione, risulta essere la fonte più pregiata di fitoestrogeni. La maggior disponibilità di isoflavoni è testimoniata anche dalla posologia: basta assumere 1 sola compressa al giorno per beneficiare dei suoi effetti. Può essere assunto senza limiti di tempo a garanzia della sicurezza e naturalità del prodotto. Inoltre, gli isoflavoni di Trifoglio rosso reagiscono in maniera intelligente rispetto ai diversi recettori presenti nei tessuti, modulando la propria attività in modo naturale per ottenere i seguenti effetti:
    – effetti pro-estrogenici: protezione specifica sul sistema cardiovascolare e per l‘apparato osteoarticolare
    – effetti anti-estrogenici: sui recettori (alfa) presenti nella ghiandola mammaria e nell‘utero (effetti anticarcinogenici).
    – effetti antiossidativi: riduzione dell‘ossidazione del colesterolo LDL (abbassamento livello dei trigliceridi e delle lipoproteine e innalzamento del colesterolo “buono” HDL).

Dobbiamo ricordare ancora la soya, sempre per la presenza di isoflavoni, la quale rappresenta la terapia più datata, ma comunque ancora utilizzata. E’ importante, quando si assumono isoflavoni di soya, far sì che la flora batterica intestinale sia efficiente, poiché le molecole degli isoflavoni sono molto grandi e devono essere scisse per essere assimilate, per mezzo delle glicosidasi, enzimi che vengono prodotti proprio dalla flora batterica intestinale; perciò è utile integrare l’assunzione di isoflavoni con fermenti lattici probiotici, che arricchiscano la flora batterica intestinale: si otterrà in questo modo una miglior assimilazione dei principi attivi e quindi una loro migliore efficacia, oltre ad evitare fenomeni di gonfiori intestinali. Altre piante possono essere utilizzare per combattere effetti secondari, come l’insonnia, l’agitazione, la stanchezza mentale e fisica, e altri. Tra questi rimedi ricordo velocemente il biancospino, con azione sull’apparato cardiocircolatorio: abbassa la frequenza cardiaca (numero di battiti al minuto), inoltre ha azione sedativa. L’escolzia che migliora la capacità di concentrazione e la memoria e la passiflora dall’azione simile alle benzodiazepine, induce il sonno e riduce l’ansia. Ma ancora, l’euteuterococco, ottimo per contrastare la stanchezza fisica e mentale e il luppolo dall’azione sedativa ed estrogenosimile usato per contrastare la sindrome premenopausale.

Abbiamo visto essere molteplici i rimedi che possono aiutare ad affrontare con più serenità la menopausa, ma ci tengo a ricordare che solo in se stessi si può trovare lo stimolo a migliorarsi continuamente, affrontando con serietà, ma altrettanta leggerezza un momento della vita così importante. Avanzando con l’età risulta infatti decisivo riscoprire i propri “spazi” vitali, le passioni messe da parte per dedicarsi alla casa, ai figli, ai familiari, al lavoro.
Provare responsabilità nuove, per esempio la cura dei nipoti, con la libertà di riscoprire vecchie passioni e trovarne di nuove.
Lasciarsi andare a piccoli svaghi, interessi culturali, dedicandosi sempre a se stessi con entusiamo e voglia di fare.

…e.. ricordate sempre…

“Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella in cui l’aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti” (Seneca)

Buona notte a tutti 🙂

LE SPEZIE DELLA DIGESTIONE

555792_568320289856337_561159106_nPancia gonfia e digestione lenta? CORIANDOLO E CUMINO!
Stasera voglio dire due parole sulle spezie che adoro..e che stasera ho usato per cucinare!

Il cumino è tra i principali componenti del curry, insieme all curcuma, ottima spezia in cucina per aromatizzare piatti e salse e favorire la digestione prevennedo e contrastando il gonfiore addominale, era conosciuta ed apprezzatissima anche dai romani. I semi di cumino sono ricchi di proprietà: oltre a contenere ferro, contengono anche numerose vitamine (B1, B2, B6, PP, C e K) e sali minerali. Sono inoltre ottimi stimolanti del metabolismo e possono essere utilizzati nella composizione di infusi contro il gonfiore addominale.

Il coriandolo invece, di solito si trova in semini interi o macinati, si utilizza molto nei piatti indiani per aromatizzare le pietanze o nella pasticceria. Degli accostamenti con altre spezie da provare sono quello con timo e pepe per dare un tocco esotico al riso bollito e quello con la noce moscate per insaporire il purè di patate. Molto utile contro i dolori addominali, gonfiore e flatulenza. Carminativo, antispasmodico e stomachico, è quindi un buon rimedio naturale contro coliche addominali, difficoltà digestive e gonfiore.

Vi posto qui sotto la ricetta della frittata orientale.

Ingredienti:

  • 2 patate
  • 1 cipolla
  • 4 uova
  • coriandolo semi un cucchiaino
  • cumino polvere un cucchiaino
  • un pizzico di curcuma
  • olio extravergine di oliva
  • 100g di ceci

Tagliare le patate e la cipolla a dadini e fare cuocere a fuoco lento con olio extravergine di oliva. A fine cottura aggiungere le spezie, un pizzico di sale, e i 100g di ceci, lasciate amalgamare ancora per 5 minuti, aggiungete le uova precedentemente sbattute nella pentola e fate cuocere la frittata. Servire la frittata calda tagliata a fettine, con un contorno di insalata di pomodoro, cipolla rossa, olive nere, accompagnata da crostini di pane integrale. Sarà una cena deliziosa, ve lo assicuro! 🙂

NB1: Utilizzate queste spezie almeno tre giorni a settimana per insaporire i vostri piatti o i tuoi dolci, (ottima per esempio come dolce la ricotta con cannella e coriandolo, servita con una spolevrata di cioccolato amaro sopra) e vedrete che sarete subito più sgonfi!

NB2: Con il coriandolo si può preparare un infuso digestivo, efficace e dal sapore aromatico. Basterà mettere 2 grammi di coriandolo in 100ml di acqua bollente per qualche minuto. Un paio di cucchiai dopo i pasti saranno sufficienti per favorire la digestione e l’eliminazione dei gas intestinali.

Io personalmente utilizzo le spezie dell’altromercato e vi consiglio di acquistarle perchè sono ottime!

COMBATTI L’ OSTEOPOROSI: ABBI CURA DELLE TUE OSSA!

1971022-osteoporosiCiao a tutti, oggi voglio parlarvi di una malattia della quale purtroppo non si dà, secondo la mia opinione, la giusta informazione e per questo, essendo poco conosciuta, viene talvolta trascurata: l’osteoporosi. Si tratta di una patologia ossea oggi molto comune che provoca un indebolimento delle ossa, che a sua volta può causare fratture della colonna vertebrale, del femore e del polso anche dopo semplici cadute o addirittura nei casi più gravi solo con uno starnuto o un colpo di tosse! Si tratta dunque di una malattia che rende le ossa particolarmente fragili e predisposte a facili rotture. Di solito compare con l’avanzare dell’età, però esistono casi in cui anche in età più giovane per predisposizione genetica, alimentazione o disturbi ormonali può comunque insorgere la malattia. Per capire bene di cosa si tratta, devo però spiegarvi un pò di fisiologia: le ossa sono costituite da tessuti viventi, per lo più da collagene, una proteina che forma una struttura morbida, e da fosfato di calcio, un minerale che indurisce l’osso. Le ossa, nel corso della vita, si rinnovano continuamente, infatti l’organismo deposita nuovo tessuto osseo e rimuove quello vecchio, sia durante l’infanzia che durante l’età adulta. Come detto, rinnovandosi continuamente, il nuovo tessuto osseo viene fabbricato, mentre il vecchio viene distrutto e questo processo è detto turnover o rimodellamento osseo. Quando si è giovani l’organismo produce più tessuto osseo di quanto ne distrugge, quindi la massa ossea aumenta fino a raggiungere il picco verso i 30 anni. In seguito il rimodellamento osseo continua, però si distrugge leggermente più tessuto osseo di quanto se ne fabbrichi. Di conseguenza, esiste una più altra probabilità di ammalarsi di osteoporsi in quei soggetti che tra i venti e i trent’anni di età, non hanno avuto un buon picco di massa ossea, cioè maggiore è il picco di massa ossea, maggiore è la quantità di tessuto osseo “di riserva”, e quindi meno probabilità si ha di ammalarsi di osteoporosi nella vecchiaia. C’è da dire che la forza delle ossa dipende dalle loro dimensioni ma anche dalla densità; la densità, a sua volta, dipende in parte dalla quantità di calcio, fosforo e altri minerali contenuti nelle ossa. Se le ossa contengono meno minerali del normale quindi, sono meno forti e ciò porta a perdere la struttura di supporto interna. Per questo motivo una delle cause maggiori di osteoporosi è una dieta povera di minerali e vitamine, in particolare di calcio e vitamina D3. Il calcio infatti è fondamentale in quanto costituisce la struttura ossea, ma è altrettanto utile la vitamina D3, senza la quale infatti il calcio che noi assumiamo con il cibo o con gli integratori non potrebbe essere fissato. C’è da dire che anche altri fattori, ad esempio i livelli ormonali, influiscono sulla densità ossea. Nelle donne durante la menopausa per esempio, i livelli di estrogeno si abbassano, quindi la degenerazione ossea è più veloce, in quanto questi sono ormoni che agiscono sulla fissazione del calcio a livello osseo.

Bene, ora che sapete in modo più specifico di cosa si tratta, posso parlare di prevenzione e cura naturale della malattia.

Innanzi tutto parliamo di alimentazione da seguire per la prevenzione , ma anche la cura della malattia già conclamata. Tra gli alimenti che contengono calcio e vitamina D ricordo il latte, i derivati del latte come i formaggi, e le arance. l latte e i derivati sono importanti fonti di calcio, ma non sono le uniche. Le mandorle, i broccoli, gli spinaci, i cavoli cotti, il salmone in scatola (con lisca), le sardine ed i prodotti derivati dalla soia, come il tofu, sono tutti ricchi di calcio. La diete deve quindi essere ricca di frutta e verdura di stagione, in particolare come avete notato, verdure a foglia verde che sono ricche di calcio (cavolo, broccoli, fagioli, fichi ecc..), formaggi stagionati, parmigiano, latte. I formaggi sono infatti ricchi di calcio, ma comunque attenzione ai grassi e alle calorie! Quindi formaggi sì, ma con moderazione. Nonostante l’importanza del calcio, avendo molti grassi e calorie è meglio non eccedere. Solitamente è bene consumare massimo due on tre porzioni di formaggio alla settimana, in alternativa al pesce, alla carne o alle uova. Gli integratori di calcio sono efficaci quanto il calcio ricavato dalla dieta: sono tra l’altro poco costosi e ben tollerati dall’organismo. Ci tengo ad informarvi però che in alcuni casi gli integratori di calcio possono provocare costipazione. Se bevete più acqua e mangiate alimenti ricchi di fibre, come frutta e verdura, riuscirete ad evitarla. Dovete invece dall’altro canto diminuire le proteine animali, tipo quelle della carne rossa. E’ stato infatti dimostrato che le proteine provocano l’espulsione del calcio tramite l’urina. Inoltre la carne contiene alti livelli di fosforo, minerale che compete con il calcio durate l’assorbimento intetsinale. Infatti soggetti che mangiano poca carne, o addirittura non ne mangiano affatto, come i vegetariani, hanno bisogno di meno calcio per mantenere sane le ossa, rispetto alle persone che la consumano più volte a settimana. Altre due cosa da diminuire sono il sodio e la caffeina, infatti entrambi possono aumentare l’eliminazione di calcio con le urine. Nel programma di prevenzione non è da dimenticare l’attività fisica. Essa infatti provoca una stimolazione meccanica dinamica in grado di migliorare la mineralizzazione ossea.
L’adattamento osseo alle sollecitazioni meccaniche è principalmente locale, per cui è opportuno allenare specificatamente le regioni scheletriche da rinforzare.
L’attività è efficace sulla deposizione di matrice ossea in relazione al punto di inserzione del muscolo che sta lavorando, per questo è bene effettuare esercizi che sollecitino ogni volta distretti diversi dell’organismo. Riguardo invece alla cura vera e propria, diverse erbe possono essere utili per prevenire e trattare l’osteoporosi, se combinate con una dieta adeguata e un programma di esercizio pertinente.

Ogni erba affronta il problema nel suo modo:

  • alcuni rimedi forniscono minerali nella dieta e aiutano l’assorbimento del calcio: per esempio l’equiseto, detta anche coda cavallina che aumenta l’assorbimento del calcio o l’avena sativa che contiene flavonoidi, silicio e diverse vitamine utili alla fissazione, o ancora il miglio come cereale, ricco di silicio.
  • altre cure regolano il modo di utilizzo del calcio da parte dell’organismo: i fitoestrogeni, (trifoglio rosso) che aumentando appunto i livelli ormonali di estrogeni regolano la fissazione del calcio a livello osseo.
  • altri rimedi aumentano il livello di determinati ormoni nel corpo: la radice del falso unicorno (Chamaelirium luteum) che stimola le ovaie alla produzione ormonale.

Non dimentichiamo inoltre tra le altre terapie utili, il magnesio che rappresenta un minerale essenziale per l’assorbimento del calcio, e non dimentichiamo soprattutto per la salute ossea la “terapia del sole”; molti infatti non sanno che bastano infatti solo 10 minuti al giorno di regolare esposizione al sole per permettere al nostro organismo di produrre da sè la vitamina D necessaria per la fissazione del calcio e quindi la salute delle nostre ossa! Sono molti i modi quindi per prevenire ed attenuare il problema dell’osteoporosi…come sempre in linea generale uno stile di vita sano e una nutrizione ricca di alimenti naturali e di buona qualità sicuramente rappresentano la base per la salute!

NB1: Attenzione all’utilizzo di farmaci cortisonici! L’uso protratto di corticosteroidi, ad esempio di prednisone (Deltacortene®), cortisone (Cortone Acetato®), prednisolone (DeltacorteneSol®) e desametasone (Decadron®) è dannoso per le ossa. Il  cortisone, infatti, non determina solo una riduzione della massa ossea, ma altera anche significativamente le caratteristiche qualitative del tessuto scheletrico. l suo effetto è tale per cui anche brevi periodi di trattamento possono indurre una compromissione rilevante del tessuto osseo e produrre le fratture.

NB2: Non trascurate la predisposizione a fratture frequenti o dolori ossei, sopratutto alla colonna vertebrale, potrebbero nascondere un inizio o addirittura uno stato conclamato di malattia, quindi parlatene sempre con il vostro medico!

E…Abbiate cura delle vostre ossa! 🙂

 

 

FIORI DI BACH

10049_569564359731930_1527397196_nStasera parliamo di FIORI DI BACH, chi ci crede, chi non ci crede..io dico sempre che comunque avere dietro un Rescue Remedy fa sempre comodo! 🙂 Questa è una miscela di cinque fiori (Clematis, Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Star of bethelhem) chiamata anche Five Flowers Remedy appunto.
Bach, fautore della floriterapia, mise a punto questa miscela per tutte quelle piccole o grandi situazioni di emergenza.
In tutte quelle situazioni che richiedono un intervento immediato, dove non è possibile scegliere con calma il rimedio.
La FLORITERAPIA, nasce negli anni trenta, per merito appunto di Edwart Bach, un medico inglese che primo notò una certa corrispondenza fra alcuni fiori ed alcune emozioni o stati d’animo propri dell’essere umano. Ognuno dei trentotto fiori infatti, riequilibra una particolare emozione o stato d’animo se assunto al momento del bisogno. La floriterapia non combatte la malattia , ma sviluppa la qualità che ci permettono di superarla. Se mi chiedo “quale stato d’animo mi fa ammalare?” e mi rispondo “la paura”, allora assumerò Mimilus che infonde coraggio. Se sono disperato invece Gorse, che dà sparanza. La caratteristica del sistema di rimedi floreali di Bach è la semplicità, ossia bisogna analazzare semplicemente se stessi e le proprie emozioni, che si ripercuotono sulla nostra quotidianeità. Ogni rimedio è in grado di riequilibrare uno specifico stato emotivo e comportamentale e può essere assunto da solo o in associazione con altri fiori così da ottenere la combinazione necessaria ed ideale per riequilibrare la persona. Il modo più semplice per assumere i fiori di bach è quello di mettere due gtt del fiore direttamente sotti la lingua, almeno 4 volte al giorno, fino a miglioramento. Per il Rescue Remedy invece le gtt sono 4 anzichè 2, sempre 4 volte al giorno.
L’utilizzo dei Fiori di Bach è quindi un tipo di cura semplice e naturale senza effetti nocivi o controindicazioni, possono essere usati anche dai bambini fin dalla nascita, e dagli anziani, fanno bene agli animali ed anche alle piante!
Qui sotto inserisco il collegamento per effettuare il test dei fiori di bach, il quale vi dirà quali sono i vostri rimedi principali, il rimedio primario e quelli secondari.
Io consiglio di usare sempre da solo il rimedio primario e di farsi preparare in erboristeria o in farmacia un mix dei rimedi secondari, da assumere o al momento del bisogno, o come terapia almeno di 1/2 mesi.

http://www.fioridibach.it/bach/test_dei_fiori.htm

Fatemi sapere come vi trovate e…fiori per tutti!  🙂

OGNI SINTOMO è UN MESSAGGIO…

beautiful-2315_640Vi scrivo con solo un occhio operativo, quindi spero sarete comprensivi nel trovare qualche errore qua e là 😉 … ieri notte mi è venuto un orzaiolo (cosa che non mi era mai capitata). Già sabato pomeriggio sentivo un lieve fastidio sotto l’occhio sinitro, ma era una cosa quasi impercettibile, quindi non ci avevo dato molto peso. Nella notte fra sabato e domenica si è sviluppata questa infiammazione nella ghiandola sebacea annessa ad un ciglio sotto l’occhio, che ha avuto il suo apice di sviluppo ieri sera, (sembravo polifemo), mentre adesso sta già andando a migliorare. Le premesse perchè mi venisse l’orzaiolo dal punto di vista puramente medico-scientifico non ci sono: io mi strucco sempre, ho un’igene oculare quotidiana con prodotti del tutto naturali e non irritanti, non mi trucco mai le ciglia di sotto infatti il mascara lo metto solo sopra, mi lavo spesso le mani durante la giornata ed essendo truccata difficilmene mi tocco gli occhi..tuttavia mi è venuto! La mia curiosità come sempre mi ha portato a saperne di più, scavando nei significati diciamo un pò più profondi delle malattie. Così ripensando a quello che mi è capitato questa settimana (non starò qui a raccontarvi la rava e la fava, ma vi dico solo che ho avuto una importante delusione in ambito lavorativo), ho deciso di andare a cercare il significato dell’orzaiolo sul libro della *Metamedicina e, senza alcun stupore ho scoperto che l’orzaiolo può essere considerato l’espressione di qualcosa che osserviamo e abbiamo vissuto che ci ha messo in collera, nonchè il gonfiore della palpebra sottostante l’occhio la manifestazione di un dolore per cui non ci siamo concessi di piangere a dovere e per il quale per qualche motivo abbiamo trattenuto o ancora tratteniamo le lacrime. Ora sorrido pensando a ciò che ho scoperto: insomma, che gli occhi rappresentassero la nostra capacità di vedere il mondo, gli altri e la vita già lo sapevo, ma che un semplice orzaiolo, potesse nascondere dietro sè questa verità in tutta sincerità non me la sarei mai aspettata. Consapevole quindi di quello che mi sta accadendo e sapendo di essere in via di guarigione, sia guarigione esteriore che guarigione interiore, più profonda, la quale è inoltre la più importante e quella che più mi sta a cuore, ho deciso ovviamente di accellerare la pratica dell’orzaiolo aiutandomi con dei rimedi naturali i quali devo dire, in un solo giorno hanno già dato ottimi risultati!

1- Impacchi caldo-umidi con infuso di fiori di calendula e tiglio

Preparo l’infuso delle erbe, poi bagno un dischetto di cotone e metto sull’occhio. Ripeto per 5/10min mantenedo sempre caldo il dischetto. Da fare 4 volte al giorno minimo.

2- Massaggio delicato con olio di curcuma

Avevo già prepararto in passato l’oleolito di curcuma per altri scopi, (lasciando in macerazione un cucchiaio di curcuma in 100ml di olio extravergine di oliva per 40gg circa). Sto usando questo olio curativo per effettuare un massaggio leggero 2 volte al giorno, che aiuti l’orzaiolo a maturare disinfiammandolo.

3- Lavaggi oculari all’aloe vera (che ho sul balcone)

La foglia dell’aloe tagliata a pezzettini dopo averla accuratamente pulita, messa in acqua fredda e portata ad ebollizione. Lasciare riposare per 15 minuti e poi quando è raffreddata la uso  per il lavaggio oculare.

4- Gel all’aloe vera (sempre quello del balcone)

Tagliando la foglia longitudinalmente, con la parte polposa interna della pianta, un cucchiaio di acqua bollita e un frullatore ad immersione ho preparato un gel all’aloe che applico sull’orzaiolo dopo l’impacco caldo-umido due volte al giorno, (praticamente quando non metto l’olio). Il gel all’aloe lo conservo in frigo e per l’occhio lo posso usare solo nelle 24h poi lo dovrò ripreparare, quello che avanza lo posso invece usare come gel per cute, capelli e quant’altro.

Devo dire che dopo questi 4 passaggi semplici e casalinghi, senza usare alcuna crema cortisonica o antibiotica l’infiammazione è migliorata parecchio e solo in un giorno l’orzaiolo è già maturato di molto, passando da invisibile, a punta gialla. Confido quindi che entro stasera con gli impacchi e tutto il resto riesca scoppiare, così da drenare bene via il pus e guarire totalmente il prima possibile! 🙂

Vi auguro buona giornata..torno ai miei impacchi..

*Metamedicina: questo termine è formato dal prefisso greco “meta”che significa “al di là”, quindi la traduzione letterale è aldi là della medicina. Questa pratica infatti tende a ricercare la motivazione e la causa più profonda della malattia, qualsiasi essa sia, andando pertanto al di là della semplice cancellazione del sintomo ma piuttosto incentrandosi sulla ricerca del fattore responsabile del disturbo. (Se l’argomento vi interessa, nella pagina BIBLIOGRAFIA sono indicati dei testi che ne parlano)

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

 

LA TISANA DELL’INFLUENZA

tisana--rilassante-fatta-in-casa-default-130487-0La tisana è una buona abitudine da adottare, primo perchè bere molto migliora in ogni caso il ricambio di sostanze nell’organismo diminuendo l’accumulo di tossine e facilitando il lavoro dei reni, secondo perchè la preprazione della tisana può essere considerata un “rito” così come nei paesi orientali l’arte del preparare il the é di per sé un’occasione di rilassamento e di ricerca che contribuisce al riequilibrio psicofisico, così per noi la tisana, che porta alla miscelazione di nuove erbe e la creazione di nuovi accostamenti, é ricca di piacevoli sorprese e, può essere considerato un vero e proprio rito per ritrovare il benessere e la salute del nostro corpo.

Quella di cui voglio parlarvi stasera non è una tisana qualunque, ma è la tisana che dovrà accompagnarvi per tutto l’inverno, da preparare tutte le sere o almeno a giorni alterni come prevenzione e anche più volte al giorno in fase acuta se siete raffreddati o influenzati. Si tratta di una tisana della Farmacopea Ufficiale* utile nelle affezioni influenzali in cui è opportuna un’azione diaforetica.

Composizione della tisana:

  • 30% tiglio
  • 30% sambuco
  • 20% spirea ulmaria
  • 20% rosa canina bacche

Come detto prima la preprazione della tisana deve essere considerata come un rito di depurazione e miglioramento del proprio stato di salute, quindi va effettuata in tutta tranquillità. Si fa scaldare l’acqua, dopo si versa un cucchiaio di erbe e si lascia in infusione per circa 10/15min, si filtra e si beve calda con un cucchiaino di miele di tiglio o di acacia. La tisana va bevuta riposandoci, tranquillamente seduti sul divano o in poltrona, e per avere a meglio l’effetto della tisana stessa si deve rimanere in riposo per almeno mezzoretta. Questa tisana contiene ingredienti in grado di aumentare la risposta immunitaria, come la rosa canina e la spirea, ma anche in grado di abbassare la febbre, come il tiglio la quale pianta veniva impiegata piuttosto largamente già ai tempi del Medioevo, quando consisteva in uno dei pochi sistemi per trattare e debellare stati febbrili e la tosse. In special modo, veniva utilizzata per curare tutti quei disturbi che andavano a colpire la gola, ma anche l’apparato respiratorio, come tosse e raffreddore. Abbiamo anche il sambuco in fiori che ha proprietà sudorifere e febbrifughe così che il suo utilizzo infatti è particolarmente indicato nel trattamento di tutte le malattie da raffreddamento legate all’apparato respiratorio. Come sapete infine, dolcifichiamo sempre con il miele per sfruttare anche le sue proprietà, lenitive e disinfiammanti delle mucose dei bronchi e della gola, nonchè fluidificanti del catarro bronchiale.

Io adoro il gusto di questa tisana, la bevo calda la sera e mi aiuta il rilassamento grazie alla presenza del tiglio che vanta tra le sue proprietà anche una spiccata azione sedativa del SNC. Spero vi piaccia! 🙂

*Farmacopea Ufficiale: La “farmacopea ufficiale” è il testo normativo compilato da organismi statali di controllo delle varie nazioni (che si basano, a loro volta, sulle ricerche e sui giudizi di istituti universitari accreditati) che descrive i requisiti di qualità delle sostanze ad uso farmaceutico, le caratteristiche che i medicinali preparati debbono avere, suddivisi per categorie, ed elenca composizione qualitativa ed, a volte, quantitativa, nonché, in qualche caso, il metodo di preparazione di ogni farmaco galenico (ossia preprato dal farmacista stesso), che le farmacie di quel paese sono autorizzate a preparare, oltre a varie tabelle. (cit. Wikipedia)

AVVERTENZE: Le principali controindicazioni alla tisane sono sicuramente per quei soggetti che sono particolarmente predisposti ad un’allergia nei confronti di  una o più piante contenute in essa. Per tanto in questi soggetti ne è sconsigliato per ovvie ragioni l’utilizzo.

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

 

AD OGNI ALIMENTO LA SUA STAGIONE!

604043_567430679945298_347538558_nCiao a tutti..dopo il delizioso cioccolato dell’articolo predente, oggi voglio parlarvi un pò di nutrizione, mettendo l’accento sull’importanza che gli alimenti hanno nel mantenere lo stato di salute del nostro organismo. La cura attraverso gli alimenti viene definita NUTRACEUTICA, questo termine è stato coniato nel 1989 dal dottor De Felice e si riferisce allo studio e all’utilizzo degli alimenti in prevenzione o in trattamento di disturbi e malattie. Gli alimenti infatti come ho già accennato più volte, sono ricchi di proprietà e chi più chi meno, contengono importanti sostanze i grado di svolgere un’attività benefica sulla salute. Purtroppo oggi giorno si sono persi alcuni alimenti e, soprattutto si è persa la cultura del sapore, di quello vero. Le nostre papille gustative, sono troppo abituate ai gusti artificiali e raffinati dei prodotti industriali, per questo motivo molti bambini e giovani non riescono ad apprezzare i gusti della natura: della frutta e della verdura.
Le continue ricadute invernali in interminabili influenze, la continua stanchezza fisica e mentale, le ricorrenti afte o herpes, la pelle spenta e impura, le unghie rovinate e l’eccessiva perdita di capelli sono tutti campanello di allarme di un’alimentazione poco equilibrata e povera di alimenti “freschi” come frutta e verdura, sopratutto di stagione. Fin dagli antichi greci, i cibi venivano classificati in caldi, freddi, umidi o secchi ed ognuno aveva un’azione diretta sui quattro umori: sangue, flemma, bile gialla e bile nera. La donna del medioevo che era solita cucinare per se e la sua famiglia aveva le conoscenze utili per trovare equilibrio tra i diversi ingredienti di un pasto, cucinando il pesce “umido”, con un contorno “caldo e secco”, o la carne “calda” con un contorno “freddo e umido”. Inoltre era impesabile per loro, poter mangiare le fragole per esempio, che sono un frutto “freddo”, durante l’inverno, come invece avviene abitualmente nelle nostre case: un frutto così freddo avrebbe di sicuro provocato qualche scompenso se mangiato in quel periodo, perchè fuori stagione.
Insomma, per sfruttare a meglio le proprietà degli alimenti, è bene considerarne, oltre che il grado di maturità anche e soprattutto la stagione. La natura ci viene incontro..come dico sempre, e non lascia nulla al caso. Perchè l’arancio e il kiwi sono frutti prevalentemente invernali? …non ve lo siete mai chiesto? Per pura combinazione, o forse grazie al ciclo della vita e alla teoria per cui ogni cosa ha un significato? Guarda caso infatti, questi due frutti sono tra i più ricchi di vitamina C e, quindi fortemente utili per prevenire e combattere le malattie da raffreddamento, tipiche delle stagioni fredde. E perchè invece il melone e le albicocche, sono frutti tipici dell’estate? Ricchi di betacarotene che l’organismo trasforma in vitamina A e di vitamine del gruppo B, magnesio, potassio e acido folico, prevengono e cotrastano la formazione dei radicali liberi che sono alla base dei processi di invecchiamento della pelle, guarda a caso proprio durante una stagione nella quale la pelle è esposta più facilmente ai raggi solari forti e, quindi più soggetta a rischio di ustioni o ossidazioni cellulari. Per le verdure il discorso è il medesimo, se a gennaio avremo nel cestino della spesa il porro, il cavolo verza, le cime di rapa e i legumi per tenerci belli al caldo; di estate invece avremo insalata e pomodori, melanzane e peperoni, fagiolini e zucchine. Per le verdure, sono ammesse piccole eccezioni, per permettere anche un’alimentazione più varia, quindi se adorate il pomodoro e lo volete mangiare a gennaio in insalata, potete farlo, non bisogna essere fiscali nelle cose, ma comunque seguire una giusta linea di pensiero.

Per facilitarvi il lavoro ho creato un collage di tabelle con la frutta e la verdura divise per mesi dell’anno…e ora buona spesa e buon appetito a tutti! 🙂

 

VOGLIA DI CIOCCOLATO? OGGI PUOI!

580783_556488141039552_1893525051_nCon il ritorno delle nuvole e del brutto tempo…non possiamo farci mancare un bel quadretto di cioccolato oggi pomeriggio, per ridarci il buon umore! Meglio fondente perchè privo di colesterolo. Molti lo demonizzano, quasi tutti lo adorano…Se è vero che i cibi più buoni sono anche quelli più pericolosi per la salute, il CIOCCOLATO sembra rappresentare la classica eccezione che conferma la regola, o almeno in parte. È difficile non cedere alla tentazione del cioccolato da parte dei più golosi e non solo, proprio perché adesso la scusa per gustare un po’ di cioccolato sono le nuove scoperte sulle sue ultime proprietà terapeutiche. E’ ormai cosa assodata che sia un’ottima fonte di ferro, potassio, calcio, fosforo, magnesio e di recente, si è rivelato anche ricco di “flavonoidi”, sostanze antiossidanti in grado di contrastare l’azione dei famigerati radicali liberi. Le capacità antiossidanti del cioccolato fondente sono state addirittura paragonate a quelle delle fragole e dell’aglio. Per godere di questo effetto di protezione nei confronti delle malattie cardiovascolari, è necessario mangiare giornalmente 6g di cioccolato fondente, con almeno il 70% di cacao. Con questa percentuale di cacao, il gusto sarà abbastanza amaro, ma l’eventuale presenza del latte nel cioccolato ridurrebbe l’assorbimento degli antiossidanti abbassando così le capacità antinfiammatorie. Esiste infatti, una fondamentale differenza tra i due tipi di cioccolato, che va ben oltre il gusto personale: quello fondente non contiene colesterolo, mentre quello al latte ne contiene 74 mg. Per questo motivo è consigliato sempre mangiare quello fondente, così da togliersi la voglia di dolce, mettersi di buon umore ma senza incidere sulla salute e sulla linea. Naturalmente il consumo deve essere adeguato all’età e al proprio stile di vita, infatti se 30 gr di cioccolato sono un’ottima merenda per un ragazzino che corre e gioca tutto il giorno, chi è a dieta o comunque fa una vita sedentaria, dovrà accontentarsi di un quadratino, sufficiente per gratificare il palato, senza avere sensi di colpa. Il cioccolato contiene oltretutto la teobromina, un alcaloide in grado di agire sul sistema nervoso centrale mantenendo alto il tono dell’umore, favorendo la produzione di serotonina ed endorfine, sostanze responsabile della “felicità” nell’uomo. E’ interessante notare che i livelli cerebrali di questi neurotrasmettitori sono più elevati nei soggetti in amore e sono invece inferiori nelle persone depresse; tali sostanze infatti influenzano il nostro stato d’animo e sono considerate a tutti gli effetti degli anti-stress naturali. Quindi…in attesa della tanto amata ma lontana primavera e del calore e buon umore che essa normalmente ci infonde, possiamo concederci un pezzetto di cioccolato.. così da affrontare il pomeriggio lavorativo con il sorriso!

L’AVOCADO: UN FRUTTO SPECIALE!

zuppa-ghiacciata-allavocado_6782e33ceae5fcc11195d68f97ae54d6Alcuni lo adorano, ad altri non piace…sono quasi certa che alcuni invece non lo abbiano mai assaggiato, tuttavia non si capisce bene se sia un frutto, una verdura o una proteina, perchè in realtà contiene caratteristiche di tutti e tre gli alimenti..di cosa sto parlando? bè..dell’ Avocado! A causa della sua origine botanica, si tratta in realtà di un frutto, appartiene infatti alla famiglia delle Lauracee ed è originario del popolo atzeco che lo considerava un frutto sacro per le sue proprietà afrodisiache, tanto che ancora oggi nel Sud America e in America Centrale, dove viene ampliamente coltivato e utilizzato nella dieta, viene chiamato “il frutto dell’amore”. Ricco di vitamine, (A,D,E,B1,B2,B6,K,PP), è un vero e proprio portento di energie! Abbonda anche nei minerali, tra cui il più presente è il potassio, la cui quantità è paragonabile a quella contenuta nelle banane, ma non mancano nenache il magnesio, lo zinco, il fosforo e il calcio. Abbiamo la presenza di fibre, solubili e insolubili e di acqua che rappresenza ovviamente la percentuale più alta, il 76%! Ma la principale caratteristica nutrizionale di questo frutto è la sua ricchezza di grassi buoni, specialmente insaturi ed Omega3. Il contenuto di grassi dipende però dal tipo di avocado, e può variare dal 10% al 30%. Grazie a questa proprietà l’avocado è in grado di ridurre il colesterolo nel sangue e pulire così la circolazione dai grassi dannosi che possono danneggiare l’apparato cardio-circolatorio. Attraverso il suo utilizzo quindi si può prevenire l’arteriosclerosi e le patologie che causano ostruzione del cuore e delle arterie, aggiungendo allo stesso tempo colore e sapore alla nostra alimentazione!
Ma gli effetti positivi non sono solo per il cuore: l’avocado è anche ricco di fitonutrienti come detto prima, tra cui elementi antiossidanti che aiutano a liberare la cellula dai radicali liberi. Attraverso studi clinici è stato inoltre dimostrato che l’utilizzo nella dieta è in grado di dimunire l’assorbimento degli zuccheri a livello intestinale, quindi risulta particolarmente indicato per coloro che soffrono di intolerranza al glucosio o diabete. Una cosa ci tengo però a puntualizzare: non si tratta certo di un cibo light! Proprio per l’elevato apporto di grassi infatti, seppur buoni, l’apporto calorico di 100g di avocado può raggiungere le 250kcal, quindi non è sicuramente un alimento dietetico. Tuttavia può in piccole dosi e soprattutto in sostituzione di altri grassi (tipo nell’insalata al posto dell’olio, oppure come salsa guacamole per condire carni e cereali), essere utilizzato fino a 3 volte a settimana anche da soggetti che devono mantenere la linea o che hanno problemi di sovrappeso.

Come quasi tutti i prodotti della natura, anche l’avocado può essere utilizzato per la cosmesi, proprio perchè ricco di grassi, di vitamine e sostanze antiossidanti è particolarmente adatto per preparare un impacco ai capelli secchi e spenti da effettuare una volta a settimana. Preparare la maschera sarà semplicissimo: basta schiacciare con la forchetta la polpa di un avocado maturo, con un cucchiaio di semi di lino e rendere in composto più omogeneo possibile, fino ad ottenere una sorta di crema che applicherete sui capelli bagnati già lavati. Lasciate agire circa 30 minuti come una maschera, dopodichè procedete al risciacquo con acqua tiepida e all’asciugatura. I capelli risulteranno subito più morbidi e luci… a voi la prova! 🙂

Riguardo invece alla cucina, vi posto qui sotto la ricetta semplice e veloce per la preparazione della salsa guacamole, si tratta di una preparazione tipicamente messicana che accompagna appunto molti piatti tipici di questa cucina. E’ molto usata anche nel Texas e in Nuova Zelanda. Si tratta di una salsa buona e sopratutto piena di nutrimento, ottima per accompagnare diversi piatti. Le ricette per preparare il guacamole variano in base ai gusti e alla tradizione, ma l’ingrediente indispensabile è senza alcun dubbio l’avocado. Di solito oltre all’avocado vengono utilizzati il sale e il succo di limone o di lime. In alcuni casi viene aggiunto il coriandolo, la cipolla o i pomodori, e anche i chiles tradizionali o in sostituzione il peperoncino fresco e piccante.

Io personalmente la preparo così:

Pulisco l’Avocado fresco maturo, (se è bello morbido è adatto alla salsa, se è duro aspettate qualche giorno), lo taglio a cubetti e lo metto nel mixer, dove lo frullo fino ad ottenere una salsa dalla consistenza cremosa. (Alcune persone preferiscono sentire i pezzettini sotto i denti e quindi lo frullano meno). Poi aggiungo il succo di un lime o di un limone dipende cos’ho in casa, pomodoro fresco tagliato a cubetti piccolissimi, cipolla rossa tritata finemente, un pizzico di coriandolo e un pò di peperoncino sott’olio. Giro bene con la forchetta in una ciotola, così da amalgamare tutti i gusti e poi metto in frigo per un’oretta a riposare. Lo servo come salsa quando faccio il pollo con i peperoni, accompagnato da delle piadine fatte in casa con la farina di Kamut, oppure lo servo come aperitivo con le crocchette di mais (quelle patatine rettangolari, tipiche messicane). Oppure si può servire come salsa di accompagnamento per il filetto ol pollo ai ferri, per le verdure bollite o per condire il risotto. Insomma, potrete utilizzarlo a vostro piacimento, sia per piatti tipici messicani che per condire e accompagnare i nostri piatti..ed è buonissimo! 🙂

Provate i molteplici usi di questo frutto e poi mi saprete dire come vi siete trovati!

Buona serata a tutti..

 

IL DONO DELL’ALVEARE FA BENE DENTRO E FUORI!

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Quando penso al lavoro che le api fanno per produrre il miele…sorrido e mi compiaccio nell’essere sempre più convinta di quanto la natura sia splendida! Il miele, come l’ho chiamato, “dono dell’alveare”, è sempre stato considerato un alimento di elevata importanza salutistica, quasi medicinale, da utilizzare in diverse occasioni sia per la prevenzione che per la cura di piccoli malanni, soprattutto quando medicinali ai quali purtroppo ormai ci siamo, (anzi vi siete) abituati ancora non esistevano. Le importanti attività che vanta sono riferite soprattutto all’apparato respiratorio, dove svolge un’azione sedativa della tosse se somministrato la sera prima di coricarsi nella dose di un cucchiaino, come se si trattasse di un vero e proprio farmaco. Vanta poi attività antibatteriche e antinfiammatorie, lenitivo quindi in caso di infiammazione delle vie respiratorie, accompagnata da bruciore di gola e tosse più  meno produttiva. Da assumere fino a tre volte al giorno in una bevanda calda, come può essere il latte, o una tisana a base di timo, papavero ed eucalipto (sempre utile per la tosse). Da non dimenticare poi che il miele è considerato un alimento funzionale*, anche e soprattutto per l’elevato contenuto di antossidanti al suo interno, che possono aiutare il nostro organismo nella prevenzione di numerose malattie e nel rallentare i processi di invecchiamento che lo coinvolgono con il trascorrere del tempo. Protegge l’organismo dall’azione dei radicali liberi, dalla pelle al cuore, tanto che è ritenuto che l’utilizzo quotidiano possa giovare alla salute dell’apparato cardiocircolatorio. Ricordo inoltre che può essere utilizzato al posto dello zucchero come dolcificante naturale, utilizzare il miele al posto del saccarosio infatti, permette all’organismo di sfruttare subito l’energia assunta sotto forma di fruttosio e glucosio, senza richiedere all’organismo importanti processi digestivi. Soprattutto a colazione infatti può essere utilizzato anche da persone che seguono una dieta o dibetici perchè facilmente assimilabile ma allo stesso tempo smaltibile. Così quando si tratta di miele, non parliamo solo di salute bensì anche di bellezza…chi non ha mai sentito parlare dell’effetto quasi miracoloso che il miele produce sulla pelle? La rende morbida e vellutata e, soprattutto per l’elevato potere disinfiammante e antibatterico è particolarmente consigliato nell’età dello sviluppo per lenire e curare l’antiestetico acne giovanile che oltre ad essere spiacevole dal punto di vista puramente cosmetico, è anche piuttosto doloroso per via dell’infiammazione cutanea. Potrete creare voi stessi una preparazione a doc per la vostra pelle, che utilizzerete come maschera per il viso da effettuare una volta alla settimana a base di miele. Vediamo un po’:

  •  Pelle grassa con acne infiammata

Mettete in una ciotola da macedonia un cucchiaio di miele millefiori, un cucchiaino di amido di riso (già sciolto in acqua) stemperate bene rendendo in composto omogeneo, si formerà una sorta di latte denso, potete aggiungere un po’ di acqua se è troppo solido.  Ora potrete applicare su viso la crema ottenuta, lasciare agire 10/15minuti circa e poi sciacquare delicatamente con acqua fresca. L’effetto sarà lenivo e disinfiammante, lievemente levigante.

  •  Pelle stanca, secca e spenta

Polverizzare nel macinacaffè 100g di mandorle sgusciate non pelate. Impastare con il miele di acacia formando un panetto malleabile. Se si desidera profumare a piacere con 5gtt di olio essenziale a scelta fra cannella, lavanda, arancio dolce. Formare una palla e conservarla un u contenitore ermetico. (si conserva in frigo fino a 3 mesi) Una volta a settimana, prelevare un pezzetto dell’impasto, ammorbidirlo fra le dita con un po’ di acqua tiepida e massaggiarlo sul viso formando un latte denso. Lasciare agire circa 10minuti quindi risciacquare delicatamente. Leviga la pelle lasciandola morbida grazie all’effetto delle mandorle polverizzate, la rende luminosa e idratata grazie all’effetto del miele.

In entrambi i casi, dopo la maschera, aprire 1 o 2 perle a base di olio di borragine fra le dita, e massaggiare bene sul viso delicatamente fino a completo assorbimento. (L’olio di borragine lo useremo dopo la maschera al posto della crema per esaltare l’effetto depurativo e idratante) Per chi vuole può essere utilizzato tutte le sere come olio antirughe e idratante.

Ecco qui i molteplici usi del miele…e non sono gli unici…ma io non posso scrivere tutta la notte, quindi per ora vi lascio questi…spero vi possano essere utili!

*Alimento funzionale: Alimento naturalmente ricco di molecole e sostanze con proprietà benefiche e salutistiche per l’organismo.

Le informazioni qui sopra riportate, non sono consigli medici ma hanno il solo scopo di illustrare possibili integrazioni nutrizionali di tipo non terapeutico bensì salutistico e pertato non sostituiscono il parere di un medico.

 

PULIRSI VA BENE..MA SENZA FAR DANNI!

..Pulirsi va bene..ma senza far danni, questo è il mio motto! Come in tutte le cose infatti, anche quando si parla di detersione, il troppo stroppia, spesso e volentieri reazioni allergiche della pelle, come arrossamenti e desquamazioni sono dovute proprio ai nostri detergenti, quelli che usiamo da sempre, prodotti spesso eccessivamente sgrassanti o non fisiologici che possono alterare il naturale equilibrio della pelle portando a disidratazione, irritazione, desquamazione,iperseborrea e anche forfora. Per questo quando si parla di pelle la detersione è fondamentale, perchè è il primo passo che facciamo per prendercene cura e quindi non dobbiamo fare errori.

Gli errori più frequenti durante la detersione sono:

1) Usare detergenti ricchi di tensioattivi chimici, come SLS (sodio lauril solfato) o SLES (sodio lauriletere solfato), tensiotattivi molto sgrassanti che rimuovono quindi non solo lo sporco della nostra cute, ma possono danneggiare il film idrolipidico della pelle portando via con sè importanti sostanze che fungono da supporto e difesa della nostra pelle. Sono divenuti ultimamente famosi e molto discussi inoltre per la sospetta cancerogenicità della quale per ovvie e spiacevoli ragioni non esiste ancora una schiacciante prova scientifica, ma ci sono comunque in corso studi che dimostrano che SLS durante la sua produzione forma diossano, una sostanta altamente cancerogena che mentre alcuni dicono non essere presente nel prodotto finale, altri invece smentiscono, sostenendo difficile o quasi impossibile eliminarla completamente.

2) Usare detergenti con pH non adatto alla nostra pelle, come per esempio il sapone, ancor peggio se usato con acqua dura, ossia ricca di calcare come accade nella maggior parte dei casi, per via dei nostri acquedotti!
Il sapone infatti, parlo del sapone vero, quello di Marsiglia, pur essendo un ottimo detergente naturale, è troppo basico per la nostra pelle, che invece ha pH 5,5 ossia acido. L’acidità della nostra pelle non è casuale ma anzi rappresenta importante meccanismo di difesa verso microrganismi, mantiene la durezza e l’elasticità della cheratina e contarsta i meccanismi di ossidazione cellulare. In linea di massima i detergenti dovrebbero avere un pH isodermico, ovvero uguale a quello della pelle o al massimo neutro, intorno al 7. Del resto provate voi stessi a lavarvi il viso con il sapone, la pelle “tirerà”, rimarrà molto secca perchè mancherà l’acidità che la caratterizza e sarà indispensabile l’utilizzo di una crema. Io consiglio sempre quindi di usare il sapone puro di marsiglia per prepararsi delle saponette artigianali ricche di sostanze attive, così da rendere il sapone più idratante, e il pH meno aggressivo. (come potete vedere le mie saponette nel post del 12 Aprile.)

3) Usare detergenti ricchi di coloranti, addensanti o profumi sintetici. Queste sostanze rendono “bello” il prodotto, perchè gli donano un colore e un profumo piacevoli e, il più delle volte una consistenza cremosa, però sono un’insieme di sostanze che possono penetrare attraverso la pelle ed accumularsi nei tessuti, provocando così non solo passeggere irritazioni ma a lungo andare addirittura cose peggiori, come alcuni profumi dei quali è stata scoperta grave tossicità del SNC.
Oppure possono reagire con altre sostanze presenti nel composto o in un’altro detergente che magari usiamo assieme, portando alla formazione di nitrosammine, che sono sostanze cancerogene che si possono accumulare nella pelle e negli organi, nei quali sono le maggiori responsabili di cancro alla vescica e all’ntestino.

4 )Usare troppo ammorbidente per il lavaggio degli asciugamani. Qui mi fermo, perchè vi starete chiedendo: “ma questa cosa dice? Cosa c’entra l’ammorbidente che uso per la biancheria con la mia pelle!” ..Ebbene sì, c’entra eccome invece! Asciugarsi bene è molto importante infatti, però spesso e volentieri teli e asciugamani trattati con gli ammorbidenti perdono in parte la loro attività assorbente. Gli ammorbidenti ricchi di tensioattivi cationici, rendono soffice la biancheria depositandosi fra le fibre e formando una sorta di film lubrificante che modifica le caratteristiche degli asciugamani, limitando le normali proprietà igroscopiche del cotone e rendendo quindi l’asciugatura meno efficace. Se non asciugo bene la mia pelle, questa rimane umida ed asciugandosi “all’aria” tenderà alla secchezza e all’arrossamento. Per poi non parlare della possibilità di deposito di questi tensioattivi industriali sulla nostra cute, con tutto quello che ne consegue! Per ovviare a questo problema si può sostituire l’ammorbidente con un bicchiere di aceto di vino bianco all’ultimo risciacquo, oppure utilizzare detersivi ecologici a basa di sapone.

Come sempre quindi io dico, leggete l’etichette di quello che acquistate e consultate sempre il biodizionario, per conoscere meglio la tossicità o meno dei componenti dei vostri prodotti!
Oltre a creare voi stessi le saponette più ricche abbiamo detto, che potrete utilizzare come detergenti per il corpo, vi consiglio di usare per il viso oleoliti, diversi a seconda del tipo di pelle, senza timore di “ingrassare” la cute, basterà infatti risciacquare per le pelli più grasse con un pò di acqua per ottenere una detersione perfetta e anche idratare!